i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Io e Lip vivevamo insieme. L’avevo scelto come coinquilino perch ero stanca di persone che non si facevano i cazzi loro e pretendevano che mi facessi carico delle loro difficolt. Ero stufa delle cose che la gente si aspetta. Quindi scelsi lui. Semplice, crudo e diretto.
Gi dalle prime settimane notai che non gli dispiacevo. Pi lui mi rivolgeva quello sguardo dato dal sangue che non scorre al cervello, pi mi abituavo all’idea di sconfiggere la noia, lasciarmi andare a qualcosa di crudo e sincero come il desiderio carnale. La mia formazione ha creato in me molti complessi e molte perversioni che non sapevo coniugare. Il cattolicesimo ortodosso sa scavare nelle menti. Una volta abbandonato rimangono le inibizioni. Ma lui. Lui era talmente sensuale e intraprendente da abbattere ogni remore razionale. Il suo sguardo che trasudava sesso e desiderio mi faceva bagnare e dimenticare ogni paura.
Quella sera ero pronta per andare a ballare. Jeans neri attillati, che esaltavano il mio culo pieno, abbinati a un body con inserti trasparenti che decisi di indossare con soli copri capezzoli. Tanto la mia terza stava su da sola. Truccata, vestita e profumata entrai in cucina per farmi un caff. Lui stava cenando. Subito il suo sguardo cambi. Mi fece una radiografia. Dallo stivale con il tacco fino alle ciglia esaltate dal mascara. Passando per i pantaloni attillati e l’incavo del seno. Io feci finta di niente mentre preparavo la moka, ma sicuramente il mio sguardo tradiva la mia voglia. Lip mi chiese della mia serata. E mi disse che avrei dovuto fare attenzione, in discoteca non bisogna fidarsi di nessuno. Gli risposi che sono meno ingenua di quel che sembro. Mi rispose che lo sapeva e che per l’alcool pu offuscare chiunque. Intanto avevo messo su la moka e la conversazione si faceva pi lenta, c’erano pause tra le mie risposte e quelle di Lip. Non tutto il sangue arrivava al suo cervello. Dopo un lungo silenzio sentii la sedia spostarsi e in una frazione di secondo mi abbracci da dietro. Io non opposi resistenza, dissi solo un “Lip “ che tradiva tutta la mia e eccitazione. Lui mi stringeva i seni e premeva la sua erezione contro il mio culo. Il mio respiro si fece pi rumoroso e le sue mani pi audaci. Si insinuarono dentro i pantaloni fino al clitoride. Inizi a massaggiarlo sopra al body. Io ormai ero andata. La razionalit era dimenticata. Premevo il mio culo sul suo pacco duro mentre lui mi leccava e bacia prima il collo e poi le orecchie. Inizi a slacciarmi i jeans, me li tolse nonostante gli stivali con il tacco. Poi mi gir, spense la moka, si appoggi al piano di lavoro della cucina emi strinse a s saggia do il mio culo. Era il momento di tirarsi indietro, o andare fino in fondo guidata dall’esperto desiderio di Lip. Mi fermai e lo guardai con una punta di rimprovero, lui sorrise beffardo. Allora gli slacciai i jeans e iniziai ad toccarlo da sopra i boxer, il suo sguardo diceva tutto. Aveva quell’espressione quasi persa di chi vuole solo scopare, di chi annebbiato dall’eccitazione. Quella che mi fa impazzire. Mi inginocchiai lo tirai fuori e lo leccai lentamente lungo tutta la sua lunghezza. Era un bel cazzo, dimensioni nella norma con una bella cappella. Lo leccai ancora un po’ e poi iniziai a succhiarlo, mentre lui esprimeva il suo gradimento con versi di godimento. Quando mi fermai e mi alzai lui mi prese e mi pieg sul tavolo, mi abbass le mutande e me lo mise dentro. Inizi e scoparmi con foga, io ero un lago. Ad un certo punto mi inizi a massaggiare il buco del culo, con un tono di voce alterato dall’eccitazione mi chiese “ti piace? “ “s”.
Note finali:
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