i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Note:
Se state cercando una storia con solo sesso, mi spiace.
Probabilmente questa scelta farà storcere il naso a tante e a tanti, e la cosa mi spiace, ma quel genere di situazioni, se fini a se stesse, rischiano soltanto di essere fuori luogo, gratuite, se non patetiche


In ogni caso, siate clementi. Se si esclude il tentativo di invio di racconto di ieri, fallito miseramente, è il mio primo racconto.
A te, che trovi questi scritti, affido questa testimonianza.

Non confessione, ma testimonianza. Una confessione implica, in senso più o meno lato, del pentimento.
È una cosa che, qua, non troverai. Ci sarebbe potuto essere, se a scrivere fosse stata la donna che son stata, fino a qualche mese fa.

Come potrai capire, dai documenti che ho lasciato qua accanto, mi chiamo Laura Francesca Tosca. O, più probabilmente, a questo punto dovrei usare "mi chiamavo".
Ho smesso di farmi illusioni da un pezzo.

Quello che hanno raccontato i giornali ed i tg, sul mio conto, è vero.
Ed è falso.
A questo punto, non da differenza.
La verità che sopravvive non la scrivono quelle come me. La scrivono quelli che vincono.

Ho studiato medicina e per la stragrande maggioranza del tempo ho vissuto secondo le regole.
Tutte. Ero una di quelle persone che rispettavano la fila, attraversavano col verde e pagavano il biglietto, senza fiatare. Perché era giusto. È ancora giusto, credo.

Come sono arrivata a questo punto?
Ho fatto sul serio tutto quello di cui son accusata?
Si e no, anche in questo caso.

So che può sembrare strano, parlare di "inizio della fine", e per questo preferisco utilizzare la formula "orlo del precipizio".
La stragrande maggioranza delle persone, arriva a quel punto e si ferma.
Soppesa, valuta e, di solito, si volta, tornando sui propri passi.
Io non ci son saltata a piè pari, quello no. Ma ci son caduta, spinta da chi mi aveva ispirata fiducia.
Lo avevo scritto, che non son sempre stata così. Non dico (o dovrei usare scrivo?) di esser stata una povera cretina, ma si, un po' ingenua lo son stata.


Comunque, il tempo è abbastanza, ma non voglio esagerare.
Ogni azione, ha una reazione. Non voglio star li a scomodare le farfalle e gli uragani, ma nel mio caso, quello che ha dato il La a tutto, è stato quanto accaduto pochi giorni prima di capodanno.

Sono uscita, con il mio compagno e una coppia di amici, per andare a cena. Una di quelle occasioni che ti fanno realizzare che stai iniziando a diventar "vecchia", borghese.

Probabilmente abbiamo bevuto un po' troppo, perché alla fine abbiam deciso di ospitare i nostri amici a casa. Non erano in condizioni di guidare e noi probabilmente lo eravamo ancora meno.
Te l'avevo scritto, che rispettavo le regole.

Abbiam continuato a chiacchierare e si, anche a bere, al punto che, alla fine, mi son ritrovata ad esser l'unica sveglia, sul divano.
Mi son messa le cuffie e, colpa dei cicli circadiani ormai sballati per i turni del tiirocinio, riprendo a guardare la serie che stavo seguendo.

Dovrei imparare ad essere come la pistola qua accanto. Fredda, lucida, quasi asettica. Ma se non ho imparato a questo punto, non credo ci riuscirò mai.
Meno dettagli inutili, più fatti.

Non mi son accorta del Cesco che si avvicinava al divano, al punto che son sobbalzata, quando mi si è seduto accanto.
E così, mentre le immagini scorrevano sullo schermo, silenziose, abbiamo parlato.
Parlato dei "vecchi tempi", del liceo, e si, di come andavano le cose nelle nostre relative relazioni.


Come avrai appreso dai notiziari, il mio compagno si chiamava Paolo. Le cose, tra di noi, andavano alla grande.
Ecco, forse non è pentimento, ma quello che provo si avvicina tanto al rimpianto. Al rimorso.
Mi spiace, mi spiace tanto, per come è andata. Era un ragazzo d'oro, non si è mai meritato quel che gli è capitato.

Andavano alla grande sul serio?
Perché, allora, prima ancora di rendermene conto avevo le labbra su quelle di Francesco?
Perché, sentire le sue mani sul mio corpo mi faceva sentire così?
Probabilmente era dovuto al fatto che, sentirmi desiderata da un altro uomo, già impegnato, mi sembrava una trasgressione inimmaginabile.
Non lo so, di preciso.

Giuro che non lo so.

Così come non mi son accorta del suo avvicinarsi al divano, faccio fatica a ricordare chi ha sfilato cosa a chi. Sta di fatto che mi son ritrovata seduta cavalcioni su di lui, con lui dentro di me, mentre i nostri rispettivi partner dormivano, nelle stanze a pochi metri di distanza.

Non ci siamo mai rivolti parola, mentre ci muovevano come due animali. Né abbiamo emesso suoni.
Ci limitavano a fissarci, toccarci.
Semplicemente, senza tanti fronzoli, scopavamo.

Solo quando l'ho sentito inarcarcarsi sotto di me, quando gli ho sentito stringer con forza le mani sui miei glutei, ho realizzato che era prossimo all'orgasmo.
E non mi son spostata.
Non ho pensato al fatto non avesse indossato il profilattico. Non ho fatto altro che continuare a muovermi su di lui, sentendolo scivolare dentro di me.
Sentendolo pulsare dentro me.
Sentendolo vuotarsi, dentro di me, prima di perdere il contatto con il mondo esterno, travolta a mia volta dall'orgasmo più intenso degli ultimi tempi.

È così, che è cominciato tutto.
Con quella cena.
Con quel tradimento.

Dopo, non so se per l'imbarazzo o i sensi di colpa, siam rimasti in silenzio a lungo, limitandoci ad ansimare, piano.

Cerco parole, qualcosa da dire.
Qualsiasi cosa da fare ma, come l'Antenor di Guccini, non trovo nulla.
La sua mano, che si và a posare sulla mia, giunge in mio soccorso.
E così, mano nella mano come due ragazzini e non come una trentatrenne e un trentasettenne, rimaniamo in silenzio, a fissare (senza realmente guardarle) le immagini che scorrono, mute, sullo schermo della tv.

"Grazie"

Anche se sono poco più che un sussurro, quelle poche sillabe mi toccano dentro. Scoppio a piangere, senza neppure sapere perché. Per chi.



Probabilmente, per me stessa.
Sarò stata preveggente.
Note finali:
Oltre al tema e alla quasi totale assenza di sesso, farà storcere il naso la lunghezza, dei capitoli.
In mia difesa, posso dire che aggiungerò un capitolo ogni tre giorni, rosicchiando ogni momento libero da impegni vari.

Critiche, consigli, pareri, sono ben accetti.
Lftdb@email.it