i racconti di Milu
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Quella fu l'ultima che lo vide; di schiena. Sperava che lui sbattesse la porta, ma il suo accostarla, forse anche pi¨ lievemente di quello che intendesse fare, le risult˛ stranamente ancora pi¨ assordante. In tutto il tempo del suo sproloquio lei non si era mai mossa e solo gli occhi, che si sgranavano a ogni parola, tradivano le emozioni che le si agitavano dentro.
Ma ora c'era solo il suono del silenzio dentro di lei. Poteva percepire il senso di sfida che soffiava fuori ad ogni respiro, ma il suo dolore non riusciva neanche lontanamente a lenire la sua fierezza, selvaggia, felina. Continuava a fissare la porta, imperterrita, come se potesse ordinarle di riportarle indietro il suono dei suoi passi. Ma ovviamente tutto ci˛ che ottenne fu solo che la luce nella stanza si affievolý gradualmente nello scorrere del tempo nel tramonto che sopraggiungeva. Non aveva ancora mosso un solo muscolo, in un' immobilitÓ che non era pi¨ sofferente, ma rabbiosa; quando finalmente si abbandon˛ con la schiena sul letto Percepý il fresco del lenzuola attraverso il tessuto leggero della lingerie che aveva indossato apposta per lui. E questo pensiero le fece divampare ancora di pi¨ la rabbia. Ma il furore stranamente ebbe il potere di acuire la sua luciditÓ e di permetterle di seguire il flusso della sua mente, a riesaminare tutti gli eventi che l'avevano condotta fino a quel punto. Con lo sguardo fisso al soffitto, come su un enorme schermo di certi cinema all'aperto, rivedeva tutti i suoi tentativi di riaggiustare un rapporto che, ora ne era convinta, era giÓ nato logoro. E questo era stato l'ultima occasione di una lunga lista di possibilitÓ che lei aveva deciso di dargli; e lui era riuscito, per l'ennesima volta, a rigirare la veritÓ trasformandola in una tiepida parodia di una realtÓ distorta e anzi, aveva quasi schernito il suo voler regalare a entrambi un pomeriggio da passare senza mai alzarsi dal letto, accusandola di pensare che "una scopata" potesse risolvere i loro problemi. E a quel punto lei aveva mollato; era rimasta in un silenzio attonito, ferito. E aveva capito: che si fottesse lui e la sua insicurezza travestita da machismo. Lei non aveva bisogno di lui, di una persona che non si rendeva nemmeno conto di cosa volesse dire averla accanto, con la sua spensieratezza, allegria, sensualitÓ, passionalitÓ. E mentre i pensieri scorrevano con una velocitÓ innaturale che sembrava quasi dilatare il tempo dei suoi respiri , la consapevolezza che il suo dolore non dipendesse dalla sua assenza, ma dal tempo che lei aveva perso a cercare la sua presenza, la travolse. E timidamente il primo sorriso sincero di quel periodo le esplose sul viso. E si trasformˇ in risata quando pensˇ che probabilmente quel sorriso dovesse assomigliare pi¨ a un ghigno che a un vero e proprio sorriso. Ormai la stanza era piombata in una penombra scura, ma i suoi occhi riuscivano comunque a intuire le forme degli oggetti consueti accanto a lei. Per un attimo si immaginˇ in versione felina, e arricci˛ il naso stringendo gli occhi, a simulare lo sguardo di un gatto che si sveglia d'improvviso. Sorridendo di questa immagine si stiracchi˛ sul letto, a completare la messa in scena, e per un istante sentý quasi il suo corpo trasformarsi in quello di una lucida gatta sinuosa e seducente. Quel movimento lento e prolungato le provocˇ un brivido di piacere, e quando, dopo aver allungato al limite il suo corpo allenato, si lasci˛ accogliere morbidamente sul materasso, si rese conto che in quel momento era per la prima volta rilassata; come se quel semplice gesto gli avesse svuotato la mente dai pensieri. Girˇ la testa verso il grande specchio al lato del letto e quello gli rimandˇ indietro l'immagine di una splendida ragazza seminuda. Cominciˇ a percorrere con lo sguardo ogni centimetro del suo corpo analizzandolo dettagliatamente. Il fisico morbido era ben proporzionato, e la pelle liscia risaltava lucida. Mentre guardava le sue lunghe gambe riflesse gli venne spontaneo accompagnare il percorso che i suoi occhi stavano compiendo sul suo corpo con la carezza leggera della mano. Il suo tocco morbido gli diede subito un piccolo solletico, e lei continu˛ con il leggero sorriso sulle labbra. Sapeva che breve avrebbe sentito delle sensazioni consuete, e quindi decise di non tentare nemmeno di fermare i suoi gesti. Subito cercˇ nella mente un'immagine che l' accompagnasse in quel dedicarsi a se stessa, un ricordo di sensazioni passate, ma subito si rese conto che qualcosa non stava funzionando. Normalmente al solo pensiero cominciava a sentire una piccola bolla di calore in mezzo alle gambe, ma questa volta non succedeva niente. Aveva chiuso gli occhi per concentrarsi, ma subito li riaprý. Non appena rivide se stessa riflessa nello specchio, un piccolo pensiero le balenˇ in mente... Non aveva bisogno di ricordi o pensieri di sensazioni legate ad altre persone. Non quella sera. In quel momento lei era consapevole di se stessa e della sua unicitÓ. E per la prima volta avrebbe davvero fatto l'amore solo con lei. Il suo corpo non avrebbe goduto del pensiero di un altro corpo, ma solo del proprio. Si sistem˛ sul letto in modo da potersi ammirare meglio e lentamente riprese le dolci carezze lungo le sue gambe. Le aprý per poter scoprire la pelle delicata all'interno delle cosce, e il tocco delle sue dita era un fresco e piacevole passaggio. Con l'altra mano cominciˇ a giocare con il reggiseno, toccando la pelle appena coperta dalla stoffa. A Ogni passaggio del dito entrava un centimetro di pi¨, quando finalmente sfiorˇ il capezzolo, che reagý istantaneamente. Ebbe un sospiro, e il respiro profondo gli fece render conto che anche dalle parti del suo ventre le cose stavano cambiando. Una sensazione di calore le stava nascendo dentro. Spostˇ leggermente una gamba e subito sentý il fresco dei suoi umori che cominciarono a inumidire il tessuto leggero delle sue mutandine. Vinse la tentazione di accarezzarsi immediatamente e quasi a voler giocare con se stessa, continuˇ imperterrita ad accarezzare le gambe, avvicinandosi sempre di pi¨ al suo piacere, per˛ senza mai giungere fino in fondo. Arrivata a pochi centimetri dal bordo dello slip, deviˇ verso il basso, a disegnare la curva della sua coscia verso il sedere. Ormai sentiva il suo sesso che si stava bagnando sempre di pi¨, e questa consapevolezza aumentˇ la sua eccitazione. Senza rendersi conto aveva scoperto totalmente il seno e guardava le sue dita giocare con i suoi capezzoli, bagnare un dito con la saliva ed sccarezzarli. Ogni tocco era un brivido lungo la schiena e una pausa bel respiro sempre pi¨ accelerato. A un certo punto non resistette pi¨, e la mano di spostˇ dal sedere per intercettare il calore che si stava sprigionando dalle sue gambe. Si insinu˛ veloce sotto il bordo del tessuto ormai totalmente fradicio e entrˇ veloce in mezzo a quel calore umido. La schiena di inarc˛ per la sensazione, ma dur˛ solo un attimo. Veloce per non perdere neanche un sospiro si sfil˛ le mutandine ormai inutili e si godette per un attimo la sensazione dell'aria sul suo piacere ormai libero. Uno spiffero leggero proveniente dalla finestra le baciˇ le cosce aperte come se il vento stesso volesse fare l'amore con lei. Si concentrˇ su una piccola gocciolina di desiderio che scese dalle labbra ormai completamente aperte a percorrere la pelle delicatissima fino al suo sedere, e quel contatto leggerissimo ma intenso come non mai, fece crollare la diga dell'attesa. Senza pi¨ poter resistere appoggio una mano sul pube delicato e glabro e con un solo dito entrˇ un'altra volta dentro di se. Un centimetro alla volta si accolse nel suo corpo. E cominciˇ a fare l'amore... Anzi no.. In quel momento si stava scopando, ma con amore. Stava semplicemente cercando piacere, ma era il piacere di chi si ama, non fine a se stesso. Continuˇ a entrare e uscire da se aumentando sempre di pi¨ il ritmo, rimanendo estasiata dal rumore che il suo dito faceva penetrando il suo sesso completamente bagnato. A ogni contatto sentiva scariche di piacere percorrere tutto il suo corpo, mentre la sensazione di calore si irradiava dal suo ventre verso la pancia. Si ferm˛ un secondo, quando una contrazione pi¨ forte la lasciˇ un secondo a metÓ di un respiro, e si guardˇ allo specchio: le gambe aperte, spalancate e quel semplice dito dentro di lei. Si trov˛ bellissima e sensuale. I seni puntavamo verso l'alto con fierezza. Era immobile e bellissima. Lentamente uscý da dentro di se, e finalmente appoggiˇ il dito ormai ricoperto dei propri liquidi sul centro del suo piacere. Quel tocco setoso la stupý per l'intensitÓ del piacere che le provoc˛. Prese ad accarezzare lenta il suo clitoride ormai sensibilissimo, ma si rese subito conto che era talmente eccitata che l'orgasmo l'avrebbe sorpresa presto; quindi aumentˇ subito il ritmo mentre con l'altra mano stringeva forte il seno quasi a strozzarsi i capezzoli. Dopo pochissimi secondi una serie di scariche violente cominciarono a farle contrarre tutti i muscoli, e a ogni scarica la schiena si incurvava sempre di pi¨. Ebbe quasi il timore si potesse spezzare. Aprý le labbra e suoni gutturali uscirono insieme al suo respiro mentre il piacere le faceva perdere completamente il controllo di sŔ.... E poi fu luce e buio insieme, un attimo di infinito sospeso in un non tempo. Un urlo selvaggio che la prese e la port˛ verso un piacere ferale e selvaggio, pieno e morbido, accecante e colorato. Prese a tremare a ogni scarica di piacere, violenta e interminabile. FinchÚ di schianto non si trov˛ abbandonata sul letto, la mano ancora appoggiata sul proprio sesso. Aprý gli occhi e allo specchio vide il suo volto sorridente. Una piccola risata le gorgogliˇ sulle labbra. Poi aprý la bocca, e nel silenzio della notte che era scesa, un solo suono..."miaoo"....