i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Era un freddo pomeriggio di febbraio e stavo rientrando a casa da un'altra faticosa giornata di lavoro, mi trovavo come mio solito a percorrere l'autostrada in direzione Napoli per poi uscire a Sarzano in perfetto orario, sperando di non trovare intoppi, come possibili incidenti, che avrebbero poi dato luogo a snervanti e lunghe code in auto, come spesso succedeva la mattina per andare a lavoro...
Erano circa le 17.30, dunque, quando in autostrada all'altezza dell'uscita di Pulmizzano Sud ascoltavo una delle canzoni del momento, quelle che mi fanno perdere la testa e che mi portano ad alzare il volume della mia radio tipo discoteca, ma senza per questo rendermi questo meno vigile alla guida.... all'improvviso, mentre ero in corsia di sorpasso, sento un forte rumore e vedo accostare una berlina scura. Capisco allora di essere stata tamponata!
La mia lucidità mi porta, comunque a mettere la freccia a destra, spostarmi sulla corsia di marcia, ad azionare le quattro frecce per poi farmi scortare dall'auto incriminata nella prima piazzola di sosta ed accostiamo entrambe.
Un po' intimorita ma molto incazzata scendo dall'auto per constatare il danno arrecatomi, dramma, tutta la fiancata destra posteriore della mia auto era praticamente rovinata, pensare che mio marito l'aveva appena fatta aggiustare tra mille improperi; dall'altra auto viene fuori un uomo sulla sessantina accompagnato da un altro uomo sui trentacinque con un espressione decisamente poco raccomandabile, li primo si avvicina a me e fa "signorina, dove se ne va così di fretta? non sa che è pericoloso guidare a zig zag in autostrada" al che gli rispondo piuttosto incazzata "ah, mi fa anche la ramanzina! mi tampona, mi rovina la macchina e fa anche l'ironico, ha quasi distrutto la mia auto che avevo fatta riprendere da poco!". Ero infatti fiera della mia Mercedes bordeaux, un modello accorsato, ero una delle poche ad avercela, andava ancora molto bene e mi distinguevo in autostrada per il fatto di avercela solo io.... L'uomo sulla sessantina, ma ancora ben portati, allora mi guarda sornione dicendomi "guardi signorina, visto il suo sguardo irritato ma considerati i suoi occhi affascinati, il suo look sexy e le sue belle gambe, forse potrei fare qualcosa per la sua macchina", in tutto questo ho infatti mancato di descrivermi, sono alta quasi un metro e settantatré che con i tacchi arrivano facilmente oltre il metro e ottanta, fisico slanciato, non molto seno (una seconda) ma quello che mi dicono colpisce più di me è lo sguardo da gatta ed....il Culo che a dire delle persone, incanta i maschi e a volte anche le Donne, considerate infine che indossavo dei leggings neri similpelle lucidi infilati negli stivali con sopra una maglia che non mi copriva neanche il sedere (ebbene si avevo avuto un appuntamento maschile quel giorno) potrete capire come non passassi inosservata.
L'atteggiamento dell'uomo però continuava ad irritarmi notevolmente e replicai con acidità "guardi qui non c'entrano ne le mia gambe ne i miei occhi, lei smetta di fare il cretino e si limiti ad assumersi le sue responsabilità!" l'uomo che si vedeva non essere abituato ad essere messo in discussione, mi rivolse uno sguardo di fuoco per essere stato messo in imbarazzo, ma immediatamente cambiò espressione assumendo un atteggiamento condiscendente, si girò quindi verso l'uomo che lo accompagnava e fece "Peppe, ma a quest'ora è aperta la nostra officina a Santa Celera?" e l'uomo replicò "certo Don Fabio, per voi l'officina è SEMPRE aperta", al che rivolgendosi verso di me fa "bella signora, se non le crea ulteriore fastidio potremmo sistemare la macchina immediatamente in quanto si dà il caso che io possegga, tra le mie tante attività, anche alcune carrozzerie e se non le crea problemi potremmo sistemare la macchina subito così le facciamo passare l'arrabbiatura - disse sornione - le donne che si arrabbiano perdono fascino, non è vero Peppe?" ottenendo dall'amico un netto assenso "certo Don Fabio, le belle donne devono stare tranquille, sono come delle belle cavalle, devono essere domate, per essere cavalcate, non va bene che si imbizzarriscono, possono fare danni!", ovviamente questi commenti cafoni mi infastidirono ancora di più ma l'aura di pericolosità che scaturiva dai due, mi fece tenere a freno la lingua e poi pensandoci bene forse un po di colpa ce l'avevo anche io e visto che si assumevano l'onere della questione non volevo fare altre discussioni; peraltro non volevo farne neanche con mio marito che proprio la settimana precedente aveva speso 3.000 euro per sistemare la macchina e quindi lascia cadere dicendo "va bene possiamo andare, però tenete presente che per le 20.30 devo essere a casa poiché a quell'ora mia sorella mi riporta le bambine", "nessun problema - disse Don Fabio - per farvi questo servizio un paio d'ore bastano", un brivido mi scorse lungo la schiena e quelle parole mi riportano in mente qualcosa dettami da qualcuno....ma non ricordavo a cosa si riferisse.
Per sicurezza ci scambiammo reciprocamente i dati e i contatti telefonici per poi metterci successivamente d'accordo sul da farsi, seguii la macchina lungo alcune strade che conosco e dopo qualche decina di minuti arrivammo davanti ad un cancello d'acciaio che dalla berlina, aprirono con un telecomando, io li seguii lungo una rampa che dava ad un garage interrato del palazzo e parcheggiammo le macchine, solo allora mi resi conto che il locale davanti a me non era una carrozzeria in quanto non vi era alcuna macchina parcheggiata ed una certa paura cominciò a prendermi.
La certezza venne quando Peppe scendendo dalla macchina aprì la portiera con una certa violenza, tirandomene fuori quasi fossi una bambola e come vi ho detto non sono proprio piccolina! Don Fabio mi guardò con il suo consueto sorriso a mezza faccia che però ora era sormontato da due occhi neri e cattivi "allora, la mammina voleva fare la gran donna, adesso vediamo quanto lo sei!", "ora bella mia, spogliati immediatamente e non farmi incazzare che tanto qui a Santa Celera io ho potere di vita e di morte, vediamo questa mammina vestita da troia se lo è veramente!" io ero paonazza, con un misto tra rabbia per la mia ingenuità, paura per quel che mi sarebbe accaduto ed una strana vergogna perché effettivamente ero vestita da troia in particolare oltre ai leggings in similpelle di cui vi ho parlato, come intimo indossavo delle calze autoreggenti ed un perizoma che metteva in mostra il mio culo che a detta di tutti e senza falsa modestia, posso confermare essere una calamita per gli occhi dei maschi.
Come provai a ribellarmi e a scappare immediatamente venni presa per i capelli da Peppe il quale mi sibilò in un orecchio "dove scappi zoccola, questo palazzo è tutto di Don Fabio e i garage qui sotto sono insonorizzati per evitare che qualcuno non si faccia i cazzi suoi, ora fai quello che ti ordina Don Fabio e stasera tornerai sana e salva dalle bambine, magari un po più spanata ed arrossata, ma ci tornerai e ora muoviti troia, spogliati!" al che compresi di non avere scampo e cominciai a spogliarmi fino a restare in autoreggenti ed intimo suscitando la volgare approvazione di Don Fabio "hai visto Peppe, te l'avevo detto che questa signorina altezzosa era una granda troia, guarda come si è preparata, dovevi andare a prendere il cazzo oggi eh! Ora seguimi in quel locale di fronte che di cazzo oggi ne prenderai a metri" entrati nel locale e rimasi esterrefatta dall'armamentario di strumenti sadomaso che faceva quasi paura, fruste, plug anali di ogni dimensione, bavagli, mascherine, pinzette per capezzoli e cose decisamente più spaventose mi fecero capire che sarebbe stato un lungo pomeriggio.....
"Peppe oggi sono magnanimo cominciatela a scopare tu, ma non permetterti di toccarle il culo, perché a questa troia il culo glielo rompo io stasera e vedrai come abbasserà la cresta in futuro!" al che Peppe cominciò a spogliarsi mostrando un fisico tipico da uomo di strada, robusto, possente e pieno di cicatrici e tatuaggi e dopo essersi abbassato le mutande mi guarda e fa "allora mammina figona ti muovi a venirmi a succhiare il cazzo! O devo prenderti a cinghiate?" ovviamente capita la situazione mi fiondai sul suo cazzo, decisamente non lavato da qualche giorno, che sapeva anche un po di piscio e cominciai a succhiare; il cazzo prendeva sempre più consistenza nella mia bocca e Peppe che ci prendeva gusto, cominciò a spingermelo sempre più a fondo facendomi scendere le lacrime, ad un certo punto stavo soffocando quando allontanai la testa ricevendone in cambio un sonoro schiaffone in pieno viso "chi ti ha detto di lasciare il cazzo troia? succhia, lo devi ingoiare tutto!" al che capita la situazione mi impegnai ancor di più arrivando a sbavare come una cagna su quel cazzo e quando sembrava che non finisse più Peppe fece "ora voglio scoparti, fammi vedere quella bellissima figa depilata" e senza attendere ulteriormente mi strappò il perizoma facendomi lanciare un urlo di dolore ma indifferente a tutto mi schiaffò dentro il cazzo già aspettavo il dolore della penetrazione ma stranamente invece di essere asciutta per la violenza e l'umiliazione che stavo subendo sotto ero......un lago!
Ovviamente Peppe non mancò di sottolinearlo "Don Fabio avevate ragione, dovreste vedere quanto è bagnata qua sotto sta troia, pare una fontana" al che Don Fabio che era rimasto a guardare, disse a Peppe "mettitela a smorza candela che con le gambe che ha sarà uno spettacolo" così cambiammo posizione solo che Don Fabio non aveva fatto questa scelta a caso e come mi girai e ripresi il cazzo di Peppe in figa, cominciò a frustarmi da dietro provocandomi un iniziale dolore forte che stranamente in pochissimo tempo provocò ulteriore piacere, con il bruciore delle frustate sulla schiena e sul culo che si aggiungeva al piacere del cazzo di Peppe che mi riempiva, cercai di resistere e non mugolare per non apparire la troia che ero, ma ad un certo punto cominciai a gemere come una cagna, al che Don Fabio senza dire nulla si cominciò a spogliare mostrando un fisico appesantito ma ancora muscoloso ed una volta tolto il pantalone vidi un cazzo che già da sotto le mutande sembrava di dimensioni notevolissime, ne ebbi conferma una volta tolte le mutande, erano almeno 25 cm!
Ero terrorizzata al pensiero che me lo volesse mettere in culo anche se per ora si accontentava di farselo succhiare, così mentre sotto Peppe mi pompava io pompavo con la bocca Don Fabio ed il suo grande cazzo, mi sentivo una vera sgualdrina perché invece di soffrire e disperarmi stavo godendo come l'ultima delle troie.
Ad un certo punto Don Fabio mi toglie il cazzo dalla bocca e si allontana facendo un gesto a Peppe che capito il segnale mi abbranca e mi abbassa portando il mio busto a diretto contatto con il suo ed è così che sento il sibilo di una canna (l'avevo vista tra le fruste e mi sembrava la meno dolorosa, che errore!) che colpisce la mia schiena provocandomi un dolore fortissimo e il bastardo, ignorando le mia urla, mi da altre nove scudisciate, nel frattempo io sudata e sfatta resto come una bambola nelle mani di Peppe che continua forsennatamente a riempirmi di cazzo ed offese, al che Don Fabio senza dire nulla si riporta dietro di me e fa "devo dire la verità, mammina, questo culo che tieni è meraviglioso, imperiale è nu' gioiello! e solo io che sono il boss ho il diritto di incularti" al che dopo avermelo baciato sputò sul buchetto e cominciò a spingere come un forsennato, il dolore era lacerante, avevo già sperimentato il sesso anale ma ovviamente mai con calibri simili, ma non volevo dargli soddisfazione, sudavo e soffrivo ma quando sembrava impossibile superare l'anello dello sfintere anale, come una scarica elettrica mi arrivò al cervello, MI AVEVA ROTTO IL CULO, facendomi urlare "ahhhhh ahhhhh aaaaaahhhhh"!
Il dolore era tremendo, a stento alleviato dal cazzo di Peppe in figa; stavo sperimentando la mia prima doppia penetrazione e piano piano cominciai a notare che anche questa volta il dolore cominciava a diventare piacere.....e che piacere! Cominciai a mugolare ed urlare frasi ormai senza alcun ritegno "si spaccatemi porci, luridi maiali, mi state sfondando figa e culo ma almeno sto godendo, voglio vedere chi resisterà di più tra voi e me, ma dovrete sfondarmi come una vacca per vincere" i due non se lo fecero ripetere due volte e continuarono a tempestarmi di colpi di cazzo fino a portarmi quasi allo svenimento e alla fine Peppe cedette e mi venne in figa urlando "ti riempio troia, ti ingravido vacca!!!!", l'idiota non sapeva che avevo la spirale!
Tutto questo mentre Don Fabio sembrava non volerne sapere di arrivare nel mio culo ormai martirizzato e di fuoco, sia per la penetrazione che per le frustate ricevute, alla fine comunque, mentre sembrava non finire mai e dopo mezz'ora di inculata selvaggia in cui mi aveva anche tirato i capelli come una cavalla da monta e quasi soffocata con le mani, Don Fabio se ne venne con un urlo disumano sborrandomi ovviamente nel culo e facendomi un vero clistere di sperma!
Io ero sdraiata senza forze sudata e completamente sfatta quando Don Fabio mi dice "guarda troia che non è finita, ora butta fuori dal culo la sborra che ti ho sparato dentro e leccala!" e così mi costrinse a fare, facendomi vergognare ancora di più, perché questa nuova umiliazione mi stava facendo nuovamente bagnare...
Dopo avere leccato la sborra di Don Fabio, il boss, si girò verso Peppe e fece "vai a prendere quello che sai..." io a questo punto cominciai ad impaurirmi davvero, con tutte le cose che si sentono in giro, ma Don Fabio guardandomi capì e disse "che hai capito mammina, non ti devi preoccupare, nell'incidente avevi veramente ragione tu e comunque come potrei mai fare del male ad una figa maiala come te!" così quando arrivò Peppe con una cassetta d'acciaio l'aprì e ne tirò fuori una mazzetta da 50 euro e passandomela disse "con questa la macchina l'aggiusta signorina" quindi si girò e se ne andò come se nulla fosse, Peppe mi accompagnò all'uscita ed io mi trovai di nuovo con la mia macchina incidentata a Santa Celera con 5.000 euro in tasca, i buchi molto più larghi e arrossati ma con uno strano sorriso sulle labbra e la macchina ancora da aggiustare, ma questo lo racconteremo nella prossima puntata!
Note finali:
prima parte dell'epopea di Gabriella