i racconti di Milu
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Questo racconto è scritto con la collaborazione di una lettrice che si presenta.

"Premetto che è la prima volta che mi cimento con dei racconti. Provengo dal mondo dei giochi di ruolo via chat e la mia intenzione originaria era di fornire spunti per nuovi racconti grazie alle disavventure di alcuni personaggi che ho mosso nel tempo, Kira, Kat, Patricia, Magdalena, Francine e tente altre. Avrei dovuto fornire solo l'idea ma sono stata invitata a partecipare attivamente alla stesura dei capitoli e, su richiesta di un lettore, a scrivere anche in prima persona qualcosa. La particolarità dei giochi di ruolo è che si descrivono parole e azioni dei personaggi ma non i solo pensieri, quindi solo quello che si può "vedere". Stavolta proverò a fare l'esatto contrario e a entrare nella testa del mio personaggio per meglio comprenderne pensieri e sensazioni. Spero di esserne all'altezza, potete mandare commenti e insulti al titolare del racconto che poi li inoltrerà a me. buon divertimento Barbara"

 

“Accomodati, vieni…” Paul fa accomodare la ragazza su una sedia di fronte alla sua scrivania.

Paul Murray,fotografo free lance emergente nel suo campo, si presenta con fisico asciutto ma, evidentemente, più per una tendenza all'iperattività che per ore passate a modellarsi in palestra. I capelli biondi sono lunghi quel tanto da conferirgli un'aria da eterno ragazzino e la leggera barbetta smentisce subito questa prima impressione collocandolo sulla trentina o forse poco più.

Di fatto è facile intuire che la sua giovanilità sia dovuta più al modo di affrontare la vita che ad un mero fattore cronologico. Occhi verdi seguono le mosse della ragazza col fare esperto di chi è abituato a lavorare con la figura femminile. Similmente la voce ha la decisa cortesia di chi sa padroneggiare simili situazioni e sa come condurre il gioco per ottenere il meglio dalla modella, creta da modellare nelle sue mani.

“Oh, grazie…” risponde la ragazza prendendo posto dove indicato e accavallando le lunghe gambe. Basta la breve risposta, con la sua cadenza tipica del luogo, per far svanire la prima impressione dovuta al suo aspetto asiatico e far sorgere il sospetto che questo sia dovuto o a una adozione in giovanissima età o a un fortunatissimo cocktail genetico multirazziale. Una seconda e più accurata occhiata fa propendere decisamente per questa seconda possibilità poichè le lunghe gambe e il seno prosperoso difficilmente si sposano in natura con i lineamenti delicati del visino da bambola di porcellana e con quel taglio a mandorla degli occhi che le conferiscono un aspetto leggermente felino.

I capelli sono lunghi, lisci e neri come solo le asiatiche e le native americane hanno in natura senza l'intervento di cosmesi correttiva. Le labbra a cuore si atteggiano ad un sorriso incerto mostrando i denti candidi e regolari mentre ascolta le domande di rito sul suo nome e sul motivo della sua presenza lì. < Kira, mi chiamo Kira Taylor > inizia con voce pacata fissando l'interlocutore con i suoi occhi scuri dal taglio esotico < cerco lavoro, ho perso la famiglia da poco e ...> lo sguardo si abbassa per un momento scivolando sul ripiano della scrivania ma recupera rapidamente e prosegue un lieve rossore va ad accentuare i suoi bei colori naturali mentre lo sguardo si abbassa nuovamente come se cercasse una via di fuga esita ancora e il rossore si accentua suggerisce lui fissando la ragazza senza dissimulare la cosa, rapito dalla bellezza e turbato da quei rossori che rivelano molto sull'indole di Kira.

Abituato a modelle disposte a tutto, spesso volgari e navigate al pari della più scavata prostituta di strada, quel mix di bellezza mozzafiato e modestia risveglia il suo interesse facendogli sentire un turbamento nella parti intime decisamente poco professionale e del tutto inconsueto. conferma lei con un sorriso incerto e annuendo con il capo, mossa che fa oscillare lentamente la cortina di capelli corvini. Tirando un profondo respiro che gli porta alle narici il profumo intrigante della ragazza, Paul butta lì con tono professionale < quindi saresti disposta a posare per servizi di nudo se ho capito bene> per qualche strano motivo l'idea di quella particolare ragazza nuda provoca un prepotente accentuarsi dell'erezione per fortuna nascosta dalla scrivania. Come se prendesse il coraggio a due mani Kira si alza dalla sedia e compie una lenta piroetta su se stessa. I tacchi alti slanciano due gambe già lunghe e ben tornite e donano centimetri a una figura che non ha certo bisogno di questi sotterfugi.

L'effetto è accentuato dalla corta gonna bianca a pieghe che nasconde appena un fondoschiena che si indovina appetitoso, accentuato dalla delicata curva dei fianchi. Nell'insieme il corpo di Kira è snello, esile ma con curve da capogiro per la loro armoniosità. La t-shirt nera,aderente e smanicata, evidenzia un davanzale di tutto rispetto di cui lascia intravedere il solco fra i seni che sembra invitare a infilarci una mano ..o altro. L'espressione del fotografo deve rivelare qualcosa del suo apprezzamento poichè la ragazza, compiuto il giro su se stessa, rimane a fissarlo con curiosità domanda con il tono di chi conosce già la risposta. Paul esita un momento di troppo nel rispondere rivelando così che lo spettacolo ha ottenuto l'effetto desiderato <... direi che a un primo esame superficiale tu abbia tutte le carte in regola, sei maggiorenne vero ?!>.

Stavolta il sorriso di Kira è spontaneo ed è come se spuntasse il sole sul suo viso . replica il giovane fotografo alzandosi dalla sedia a sua volta e ringraziando mentalmente la fortuna di non aver indossato un jeans aderente che avrebbe mostrato la sua eccitazione in tutta la sua gloria parla quasi a ruota libera cercando di nascondere il disagio dietro frasi professionali che ha ripetuto decine di volte. Ma il sorriso di Kira scema lentamente sentendo che non è detta ancora l'ultima parola sulla sua adeguatezza per quel lavoro.

Notando l'aria preoccupata Paula sorride Rincuorata lei ritrova il sorriso e accompagna la frase con una faccetta buffa come se volesse scusarsi per il suo aspetto. ammette lui ancora prima di rendersi conto delle sue parole. In quella lo sguardo di Kira cade per caso sull'erezione ormai evidente e, con le gote arrossate, cerca di scherzarci su . E' il turno del fotografo avvampare e balbettare qualche scusa Con un vago cenno della mano la ragazza allontana la cosa come se avesse scarsa importanza in realtà lui l'ha fatto da subito, era lei quella in soggezione ma ora, scoprendo l'apprezzamento del fotografo, prende coraggio. Si ritrova a valutarlo senza averne intenzione. Il pantalone nero fascia due gambe che si indovinano forti e lunghe, la camicia azzurra si tende sul petto e sulle braccia rivelando una muscolatura compatta ma non da fanatico della forma fisica.

Il viso è interessante con la mascella quadrata ornata da un'ombra di barba, il naso dritto e gli occhi schietti. Il capello lungo lo fa assomigliare a quei reporter avventurosi che rischiano la vita per uno scoop fotografico. Nell'insieme sicuramente un bell'uomo senza avere l'aria di chi costruisce la sua immagine davanti allo specchio, una bellezza virile più naturale che artificiale insomma.Un maschio ruspante si ritrova a pensare lei con un sorriso.Nel frattempo gli occhi dell'oggetto del suo esame stanno percorrendo la sua figura facendo valutazioni molto simili. Di donne lui ne ha viste e avute a decine, ne ha fotografate nude in tutte le posizioni e, spesso, anche per servizi molto più arditi di quanto risultasse all'amica di Kira.

Eppure quella bellezza esotica ha qualcosa di più, quell'allure che poche hanno naturalmente e che distingue le top model dalle altre. Deciso a non lasciarsi scappare quella ragazza lui si affretta a dire < se tutto va come penso non ti servirà neppure il book di presentazione ...potresti...ehm...posare per me , ti presenterei come mia modella preferita e...> non si è mai sbilanciato così e si rende conto che l'interesse non è solo professionale, non vuole vederla andare via. Tutto qui. Lei sorride sorpresa e il suo sguardo sembra addolcirsi ulteriormente <...grazie, mi confondi ma...non farmi montare la testa, c'è ancora la prova obiettivo. E' lui ad avere l'ultima parola, ricordi ?> “Allora che ne dici di cominciare…” e la invita a portarsi sul palco dove fa posare le sue modelle. Un paio di ombrelli fotografici, un faretto munito di filtri colorati che servono a far cambiare colore al telo di fondo, una sedia che serve alle modelle per far assumere loro le pose più accattivanti. “E’ il tuo momento!” le dice lui. Kira sale sul palco, è emozionata e tesa, sa che quella è la sua occasione, non può farsela scappare e poi quel l’uomo l’ha incuriosita con i suoi modi garbati ma provocatori allo stesso tempo. Solo qualche attimo di indecisione, poi quando sente partire a ripetizione gli scatti della macchina fotografica comincia a rivolgere lo sguardo verso l’obiettivo, sapendo che dietro quella macchina c’è lui!

Lo guarda, lo fissa, gli sorride… lo provoca con gli sguardi, dischiude le labbra umettandole leggermente, sapendo che così la sua espressione diventa più sexy e seducente. Non capisce se sta facendo questo per il servizio fotografico o per far colpo su quell’uomo… Kira si alza dalla sedia, si porta lateralmente e sempre guardando l’obiettivo poggia le mani su di essa piegandosi leggermente in avanti...il movimento le scopre le lunghe gambe, la gonna corta si solleva. E’ un movimento che non sfugge a Paul che facendo partire una raffica di click la immortala in quella posizione seducente, zoommando proprio sulle sue gambe. Kira cambia posizione, si siede, alza le braccia portando le mani a raccogliere i suoi lunghi capelli ad incorniciare il suo splendido volto. Altra raffica di click… Sorride, lancia degli sguardi ammiccanti, poi porta le mani davanti a lei sulla sedia divaricando le gambe… continua a fissare l’obiettivo… involontariamente mantiene le gambe divaricate e porta le mani di nuovo sui capelli, dietro la testa...così Paul vede che Kira porta uno slip rosso… ha un occhio troppo esperto per non farsi scappare questa posizione involontaria che la sua modella ha assunto...altro zoom su di lei, questa volta sulla sua intimità…

La cosa non lo lascia indifferente, di nuovo quella strana eccitazione che l’aveva colpito quando Kira aveva piroettato su se stessa… cosa aveva quella ragazza che lo attraeva così tanto? Mentre continuava a scattare le ultime foto capì che con lei sarebbe scattato un feeling particolare, quella ragazza apparentemente timida sarebbe stata la sua modella da plasmare e da trasformare… Mentre le luci le accarezzano la pelle, le movenze di Kira si fanno via via più languide mentre cerca una posa e la mantiene per il tempo sufficiente a Paul per scattare una breve serie di foto da più angolazioni. Quasi non occorre parlare tanta è l'intesa che si viene a creare fra artista e modella, un sottile gioco che dura dalla notte dei tempi. Man mano la ragazza si sente più sicura, si inarca, percorre il proprio corpo in una doppia carezza che dai fianchi risale al seno e, con un sorrisino malizioso, porta le dita a giocare con i bottoncini della t-shirt smanicata.

Un primo bottoncino abbandona l'asola rivelando maggiormente il solco fra i seni, un secondo cede con uno scatto della stoffa che libera i seni fino a lasciare intravedere l'aureola rosea dei capezzoli. E' evidente che Kira non porta nulla sotto la maglietta e questa rivelazione, che dovrebbe essere normale e banale per un fotografo, provoca invece un nuovo sussulto nella mascolinità che ora tende decisamente la stoffa. Le dita di Kira esitano sull'ultimo bottoncino, ci giocano provocando aspettativa finchè, con voce roca, l'uomo la incita forse qualcosa nel tono roco che rivela l'eccitazione, forse il sentirsi dire che sta andando bene, qualunque cosa sia la punta delle dita fa un movimento sbagliato facendo uscire dall'asola l'ultimo bottoncino. La stoffa aderente e non più trattenuta sembra ritirarsi di colpo liberando completamente quel seno che prima si poteva solo immaginare. E' uno di quei rari casi in cui la realtà supera ogni fantasia, il seno della ragazza è sodo, abbondante ma evidentemente naturale in quel suo lieve dondolio dovuto alla ritrovata libertà. I capezzoli spuntano come e decorazioni, rosei e turgidi come fragoline di bosco a rivelare come posare abbia assecondato probabilmente una naturale inclinazione a mostrarsi.

Per un attimo lei rimane ferma come congelata nel momento inaspettato poi, dopo un respiro profondo che le infonde coraggio e solleva il seno, le mani si portano a coppa sotto le colline gemelle come ad offrirle all'obiettivo, al fotografo e agli occhi e al cuore di chi visionerà le fotografie. Lentamente poi, con gesti studiati che rivelano una sensualità innata, Kira sfila la maglietta rimanendo nuda dalla vita in su. I suoi occhi non perdono di vista il fotografo, lo studiano con interesse sempre maggiore e, per qualche inspiegabile motivo,provano simpatia crescente per quel ragazzo che, benchè in evidente difficoltà maschile, prosegue il suo lavoro con professionalità. La simpatia diviene man mano qualcosa di più finchè lei quasi si sorprende nel sentire la propria voce che dice dolcemente .

Lui dapprima non capisce a cosa lei si riferisca ma, quando lo fa, quasi Lei si avvicina con un sorriso rassicurante . Giunta dinanzi a lui gli porta le braccia al collo e rimane a fissarlo in volto e negli occhi con quel suo sguardo intenso fatto di occhi a mandorla e riflessi di luce nelle iridi scure. Senza ulteriori parole poi, come per decisione improvvisa, discende piano fino a trovarsi all'altezza della patta dei pantaloni che va a sbottonare con le lunghe dita. Non ci vuole molto per liberare il membro che non aspetta altro che svettare fieramente dinanzi al suo viso. Ancora rimane a fissare, a studiare quasi con curiosità quel grosso arnese sulla cui punta gonfia depone un bacino.

Sembra un bacetto casto ma prosegue con una lieve pressione che le fa aprire le labbra fino ad avvolgere il glande in un morbido abbraccio. Si ferma come per abituarsi alla presenza o per soppesare la sensazione di averlo in bocca e poi prosegue lentamente, scendendo col capo e facendolo sprofondare in lei non completamente ma per un bel tratto prima di risalire. Le labbra che si erano dischiuse per accoglierlo ora premono dolcemente come se non volessero lasciarlo andare e ne saggiano ogni asperità, ogni rilievo fino a ritrovarsi sulla cappella rosea e vellutata.

Il movimento riprende all'inverso, stavolta accompagnato dalla lingua che va prima a stuzzicare con la punta la superficie e poi si posiziona a fare da guida su cui scorrere. Forse per la tensione accumulata,forse per quel regalo inatteso, fatto sta che Paul non dura molto e quel percorso non viene fatto per più di una decina di volte prima che lei possa sentirlo gonfiare contro il palato e avverta distintamente sulla lingua la sensazione dello sperma che risale lungo l'asta prima di liberarsi come il getto di un geyser. Eppure, nonostante si sia accorta del cambiamento, non si ritrae e accoglie nella bocca i caldi schizzi che rischiano di farla soffocare. In breve la cavità orale è colma e non le rimane che inghiottire. Cosa che fa diligentemente per poi continuare a dare lente lappate anche quando il momento del piacere è terminato.

Infine depone un nuovo bacino sulla punta e nasconde il viso come se si vergognasse. Con le gambe che vacillano il fotografo cerca la sua guancia con una carezza prima che lui possa aggiungere altro lei, col viso nascosto, rivela . Cala il silenzio per qualche istante prima che lui domandi con voce premurosa Sempre con il viso voltato lei replica e la voce sembra un sospiro mormora lui meravigliato, ancora con i pantaloni abbassati a mezza coscia e col membro che non sembra del tutto appagato < a scuola ero l'unica ragazza della mia classe, puoi immaginare da solo cosa significhi ..da quando mi è spuntato il seno ho avuto le mani di tutti addosso e proprio per questo li tenevo a bada con sdegno, li trovavo piccoli stupidi maniaci, loro e i loro scherzi di pessimo gusto, le foto di nascosto alle mie mutandine e...poi durante una gita scolastica mi hanno fatto bere, uno di loro mi piaceva e...ci sono cascata come una cretina. Già sognavo situazioni da filmetto rosa e invece ...già a colazione tutti sapevano tutto e il mio soprannome da "Kira-se-la-tira" era diventato "Kira-patata-sfondata". Mi sono sentita ...stupida, inadeguata, come se quello fosse un gioco che io non ero in grado di fare e capire finchè ...ecco...il tuo modo di fare mi ha fatta sentire bella e importante, e mi desideravi ...desideravi me e non per vantarti con gli amici...non so cosa mi abbia preso, l'ho fatto senza pensare...>

Mentre Kira racconta del suo problema con il sesso, Paul la guarda ancora con l’abbondante seno nudo, sente di desiderarla e questo viene confermato dal fatto che il suo membro riprende subito vigore. Kira se ne accorge, abbassa lo sguardo e rialzandolo verso Paul sorride. Lui la prende per i fianchi e con una sola mossa le abbassa la gonna e lo slip lasciandola ora completamente nuda. La guarda, splendida nella sua bellezza “Una gran figa!” pensa. La fa girare di spalle, Kira prima non capisce, poi lo asseconda mostrandogli il suo fantastico culo. Volta lo sguardo verso Paul che la sta ammirando, quasi per invitarlo ad approfittarne.

Paul le accarezza le natiche, poi aprendole comincia a puntarle il suo cazzo sulla fica che trova completamente bagnata… non ha difficoltà a penetrarla e cominciare a scoparla. Kira è ancora voltata, Paul si avvicina e la bacia profondamente in bocca, poi le afferra le abbondanti tette e facendole inarcare la schiena comincia a montarla con foga. Kira comincia ad ansimare, non è mai stata presa così, le piace, finalmente ha trovato qualcuno che riesce a farla sentire desiderata e la scopa con passione. Paul continua a scoparla con forza e di continuo, rinvigorito dal fatto di essere già venuto nella bocca di lei. “Aahh...aahh...sì...sì…” Kira comincia ad assecondarlo, ma è difficile per lei. Poi capisce che deve lasciarsi andare per vincere il suo “problema” “Sìì...sìì..cosìì...cosììì…” comincia ad incitare Paul sempre più affannata “aaahhh...aaahhh…” Paul capisce che vuole venire, le lascia il seno e le afferra i fianchi cominciando a montarla ancora più veloce. Ormai Kira è vicina all’orgasmo…”aaaahhh….aaaahhhh….cosììì...non fermartiii...sììì...aahhhh...aaaahhh….”

Paul continua a spingere ancora più forte “aaaaahhhh…..aaaaahhhhhhhhh…” un suono gutturale, roco, quasi un rantolo liberatorio travolge Kira in un orgasmo mai provato prima, proprio mentre Paul le inonda la fica con il suo sperma. Rimangono ancora così, poi lui si sfila. Kira affannata si volta a guardarlo. I due si sorridono … “Patata-sfondata” le dice lui prendendole il mento e sorridendole. Kira lo guarda e gli sorride anche lei e ancora in affanno “Cretino!...”

 

Note finali:

per commenti: mastercam63@tiscali.it