i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Si avvicina uno di quei sabato sera in cui non ho programmato nulla ma non ho voglia di stare a casa ad annoiarmi, faccio un paio di telefonate agli amici per sentire cosa fanno, ma hanno già tutti altri impegni, e allora che fare?
Mi viene in mente di un locale in cui ero stato qualche anno fa, a circa duecento chilometri da dove abito, certo un po’ lontano ma chi se ne importa? Il tempo per arrivare c’è e per un po’ di divertimento questo ed altro! Controllo su internet se è ancora aperto onde evitare di andare fin la per nulla, e soprattutto se offre ancora il genere di incontri che piacciono a me, c’è ancora.
Mi preparo e mi faccio bello, prendo la macchina e imbocco l’autostrada, arrivato all’ingresso del locale il tizio al botteghino mi chiede: “attivo, passivo o versatile?”, rispondo deciso: “passivo” e lui mi da un nastrino rosso da legare attorno al braccio, così che chi mi adocchia sappia già di cosa sto andando in cerca.
Sono in piedi al bancone del bar e mi si avvicina un bell’uomo sulla cinquantina, al braccio ha il nastrino blu che portano gli attivi, mi sorride e mi chiede se può offrirmi da bere.
“Certo!” rispondo, “in cambio di cosa”?
“E’ necessario avere volere qualcosa in cambio?” mi risponde lui, “magari uno cerca solo di essere gentile, no?”.
Io rimango a guardarlo un attimo in silenzio poi gli rispondo con aria maliziosa: “e io che speravo volessi provarci con me!”.
Sorride poi mi invita ad andarmi a sedere ad un tavolino che mi indica, aggiungendo di aspettarlo li mentre ordina, gli do retta e dopo un paio di minuti arriva con due bicchieri in mano, me ne porge uno contenente un liquido verdognolo e cremoso e dicendomi “assaggialo, ti piacerà”.
“Cos’è?” gli chiedo.
“Una pozione magica, la bevi e ti crescono dei lunghi capelli biondi, due tette enormi e ti si gonfiano le labbra” risponde con tono scherzoso.
Afferro il bicchiere, avvicino alla bocca la cannuccia e assaggio la bevanda, “buona! Anche se un po’ densa” esclamo.
“Pensavo fossi abituato a mandare giù cose dense” mi risponde.
“Ti sembro quel genere di persona?” rispondo con aria sorniona.
Scoppiamo in una risata e andiamo avanti a sorseggiare i nostri drink parlando del più e del meno e conoscendoci meglio poi, una volta finita la bevanda, faccio il gesto di toccarmi le tette, lo guardo e dico: “non funziona la tua pozione, dove sono le mie tettone?”.
“Mi sa che il barista mi ha fregato” mi risponde, “ma se lo vuoi sapere mi piaci anche così come sei”.
E’ una persona piacevole, rimaniamo li seduti sorseggiando un altro paio di drink parlando serenamente di molti argomenti con completa disinvoltura come se ci conoscessimo da molto, il suo modo gentile e deciso di farmi la corte mi piace ed è chiaro quello che vuole, visto il contesto è chiaro anche per lui cosa io sono disposto a dargli, così arriva il momento in cui si decide a chiedermi di andare con lui in una delle stanze del motel che si trova sopra il locale.
“E poi? Aspettiamo che mi crescano le tette?” rispondo io maliziosamente.
“Delle tette posso fare a meno, sono la tua bocca e il tuo culo che voglio”, mi risponde strappando quell’etichetta di corteggiatore galante che fino a prima aveva mantenuto.
Quella sua risposta completamente fuori dallo schema del gioco tenuto fino ad ora mi lascia un po’ sorpreso e lui se ne rende conto, aggiunge che spera di non avermi offeso o non aver comunque esagerato, così gli rispondo: “figurati, quando sono venuto qua e ho messo il nastrino rosso attorno al braccio mi aspettavo uno che mi afferrasse per un braccio, mi portasse in bagno, mi usasse per svuotarsi le palle e fosse il massimo che la serata potesse darmi, avere incontrato te è già qualcosa che va oltre ogni aspettativa, quindi saliamo al motel perché anche la mia bocca e il mio culo desiderano ardentemente quello che hai dentro ai pantaloni e che, noto, sta assumendo una dimensione interessante”.
A questo punto il ghiaccio è rotto e ogni remora è persa, ci alziamo e ci dirigiamo verso l’uscita per poi passare alla portineria del motel, chiediamo una stanza e il portinaio ci chiede per quanto tempo, “fino a domattina” risponde il mio maschio (ha intenzioni serie allora!) ci viene data la chiave, saliamo al piano, entriamo e chiudiamo la porta dietro di noi.
Mi afferra e mi sbatte contro la porta, si appoggia a me con tutto il corpo ed inizia a baciarmi mentre mi abbraccia e con le mani mi stringe le natiche. Non sono uno che bacia solitamente ma la situazione ci ha portati a questo e lui mi piace, quindi non mi tiro indietro anzi ricambio le attenzioni ritrovandomi a limonare con lui come se fossimo due adolescenti.
Lui continua a tastarmi morbosamente il culo e io inizio a slacciargli i pantaloni e scivolare con una mano nelle sue mutande, gli afferro il cazzo che è già duro e anche bello grosso, lo allontano per un attimo da me, lo afferro per una mano e lo trascino sul letto, lo faccio stendere a pancia in su, gli tolgo le scarpe e gli sfilo i pantaloni e le mutande iniziando a fargli un pompino che sembra gradire molto.
Il suo cazzo è davvero grande e anche le palle, che mentre glielo succhio avidamente tasto e per bene con le mani, sono molto grosse.
“Spogliati, facciamo un sessantanove” mi dice.
“Si ma prima voglio andarmi a dare una rinfrescata, ho fatto tutto il viaggio per venire fin qui e...” rispondo.
“No, ti voglio così” mi risponde lui, e aggiunge: “spogliati ho detto!”.
Gli obbedisco e anche lui nel frattempo si toglie la maglia e la camicia, adesso siamo nudi sul letto con me girato a 69 sopra di lui, e mentre gli succhio avidamente il cazzo noncurante che così facendo probabilmente mi verrà in bocca, lui mi lecca il buchetto mandandomi in estasi e mandando a mille la mia voglia di cazzo.
“Inculami, ti prego!” gli dico dopo circa una decina di minuti di sessantanove.
I nostri corpi si separano interrompendo quel meraviglioso sessantanove, lui prende dalla tasca dei pantaloni un preservativo e io tiro fuori dal borsello la bottiglietta del gel lubrificante, gliela passo e senza discutere mi metto a pecora sul letto.
Lui si mette dietro di me, calza il preservativo e inizia a lubrificarmi, gli chiedo di prepararmi allargandomi un po’ con le dita e lui mi risponde: “no, devi sentire il mio cazzo che ti spacca!”
Le sue parole mi eccitano ancora di più e nel mentre lui appoggia il collo della bottiglietta al mio buchetto e la strizza, spruzzandomi dentro un po’ del contenuto in una sorta di piccolo clistere, “così sarai lubrificato anche dentro e non avrai scuse” mi dice con tono deciso.
Mi appoggia la cappella all’ano e come inizia a spingere io di riflesso scappo in avanti finendo steso a pancia in giù per traverso sul letto, lui mi segue e adesso è steso sopra di me col cazzo appoggiato al mio buco del culo pronto per entrare, le sue gambe cingono le mie impedendomi di aprirle.
Temo che da un momento all’altro mi infilzi con quel cazzo gigante facendomi allo spiedo senza un minimo di dilatazione preventiva, invece resta li, sopra di me, col cazzo duro che preme ma non entra e mi bacia sul collo e sulle spalle, nel frattempo mi parla:
“hai paura?” mi chiede,
“un po’” rispondo,
“ma dai! Non sarà mica la prima volta”
Io: “no ma mi piacerebbe giocare a far finta che lo sia”
Lui: “anche a me, e mi piacerebbe anche giocare a far finta che sia la tua prima volta e anche che tu non voglia, che sia arrivato fin qua e ci abbia ripensato, ovviamente solo se va anche a te”.
“Che bello!” esclamo, “piacciono anche a te questi giochi?”
“Molto” risponde lui, “a patto che, ripeto, si sia d’accordo entrambi e resti un gioco”.
“E allora giochiamo!” rispondo.
Inizio a pregarlo di smettere e di lasciarmi andare, gli dico di averci ripensato e di non volere più, lui mi risponde che è troppo tardi, che ha voglia e che ormai ha già pagato la stanza del motel.
Continuo a pregarlo di fermarsi e gli propongo di dargli i soldi che ha speso, ma lui non sente ragioni, con una spinta decisa si fa strada dentro di me, aiutato dal preservativo e dal lubrificante, mi scappa un urlo in falsetto mi dice: “urla pure quanto ti pare, in questo motel tutti vengono per scopare troiette come te e tante che si tirano indietro come te fanno la tua fine” poi per rassicurarmi mi sussurra ad un orecchio: “schiocca le dita se vuoi che interrompa il gioco, e io mi fermerò, ok?”.
Gli faccio cenno di si con la testa e lui inizia a muoversi su e giù dentro di me mentre io lo prego di smettere, mugolo e fingo di provare tanto dolore quanto in realtà è il piacere che mi da questo magnifico gioco.
Andiamo avanti così per un po’, lui mi incula con forza e io mi lamento e gemo per un dolore che in realtà è puro godimento, con una mano mi afferra la gola, non stringe ma la cosa mi eccita.
A un certo punto si ferma, sfila il cazzo da dentro, si toglie da sopra di me e mi ordina di girarmi a pancia in su, io rispettando le regole del gioco fingo di non volere e lui mi afferra per le gambe e mi gira, mi tira verso il bordo del letto facendomi sporgere con il culo in fuori, mi fa alzare le gambe afferrandomi per le caviglie e appoggiandosele sulle spalle e mi penetra di nuovo senza troppi complimenti.
“Sembra che ti piaccia adesso” mi dice facendomi capire che vuole cambiare gioco e gli va bene che ci stia, e anche a me adesso va così quindi gli rispondo: “sei un bravo domatore”.
Continua a scoparmi e io mi godo quel magnifico cazzo nel culo, ad un certo punto afferra il mio con una mano e comincia a segarmi mentre mi sta facendo il culo in quella posizione, io resisto ben poco e mi spruzzo quasi subito sulla pancia e una volta finito di ansimare per l’orgasmo intenso che mi ha fatto provare gli sorrido e gli dico grazie, lui ricambia il sorriso e mi chiede: “posso lasciarmi andare anch’io adesso?”.
“Aspetta, cambiamo posizione”, così lui sfila il cazzo da dentro di me e attende che gli indichi come voglio mettermi, lo faccio stendere a pancia in su, guardo il suo bastone duro ed enorme dentro al preservativo e gli salgo a cavallo impalandomici sopra fino in fondo, mi muovo su e giù per un po’ e lui sembra apprezzare molto finché mi fa capire che sta per venire, mi sfilo da sopra e lui probabilmente si aspetta di sfilarsi il preservativo e venirmi addosso, ma io velocemente mi giro di spalle a lui e mi impalo di nuovo sul suo cazzo, questa volta di schiena.
Ricomincio a muovermi su e giù e nel frattempo passo una mano sotto e gli accarezzo le palle, “sto per venire!” mi urla, “e allora vieni!” gli rispondo aumentando il ritmo e accarezzandogli con più foga le palle.
Sento il suo cazzo che pulsa dentro di me e avendo una mano sulle sue palle posso rendermi conto ancora meglio di ogni contrazione che, se non fosse per il preservativo, innaffierebbe abbondantemente il mio intestino.
“Ti sono venuto nel culo” mi dice, “già” rispondo io voltandomi indietro e sorridendogli mentre il suo cazzo lentamente si sta sgonfiando dentro di me poi, quando ormai è moscio, mi sfilo da sopra e mi lascio cadere esausto di lato, parliamo un po’ poi mi giro su un fianco dandogli le spalle, lui si avvicina e mi abbraccia da dietro, sento il suo cazzone umido appoggiato al mio culo e ci addormentiamo così, esausti, fino alla mattina dopo.
Note finali:
se ti piacciono i miei racconti e vuoi flirtare con me scrivi a gabrihole@email.it