i racconti di Milu
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Giuliano era sempre stato feticista. Sin dai suoi primi ricordi di infanzia coltivava quel segreto dentro di sé. Provava piacere nell’essere calpestato, sminuito, degradato. Non aveva mai capito il perché di questa sua fantasia che lo portava a sognare in disparte dagli altri e lo avvolgeva in un mondo che credeva speciale.
Durante i primi anni della sua adolescenza, questa fantasia si concentrò esclusivamente sui piedi femminili e cominciò a crescere in lui una forte dicotomia relazionale: da una parte c’era il suo lato pubblico, quello di ragazzo dal carattere forte ed estroverso, dall’altra, in privato, sognava di essere sottomesso da quelle stesse ragazze con cui fra gli altri scherzava.
Col passare del tempo questa mania per i piedi divenne un’ossessione, un ossessione difficile da sopportare e da giustificare; dopotutto ne andava di mezzo la sua dignità. Come vivere questa fantasia salvando la faccia? In passato era riuscito a vivere brevi momenti di estasi stando sotto i piedi di qualche amica sua coetanea ma erano sempre stati brevi scherzi o goffi escamotage che gli permettevano di vivere qualche fugace esperienza.
Per mascherare questa esigenza aveva cominciato ad inventare scuse più o meno plausibili imparando, negli anni, a raccontare storie incredibili riuscendo a renderle verosimili grazie alla dovizia di particolari e sicuramente all’ingenuità di alcune sue coetanee.
La grande svolta, che avrebbe a lungo segnato la sua vita, avvenne quando aveva 19 anni e conobbe Roberta, una ragazza appena più giovane di lui, bellissima, solare, determinata, con un forte ego ma altrettanto dolce. Giuliano se ne innamorò in un batter d’occhio senza esserne in un primo momento ricambiato. Gli ci vollero quattro mesi di corteggiamento più o meno serrato per riuscire a ottenere le sue attenzioni e mettercisi insieme.
Fra Roberta e Giuliano l’amore era idilliaco, come spesso è l’amore a 19 anni: spensierato, timido e viscerale, fatto di promesse e di sogni. Tutto andava per il meglio fintanto che i sogni non furono pronti a lasciar spazio ad un altro tipo di desiderio. E su questo piano, come potrete immaginare, le strade dei due correvano su due rotaie che non si sarebbero mai veramente incontrate.

Per Roberta, Giuliano era affascinante, determinato, tre spanne avanti ai suoi coetanei e la faceva sentire la donna più speciale di tutto il pianeta. Roberta, per una ragione che non è mai stata chiara, prendeva per oro colato tutto quello che Giuliano le diceva (e gliene raccontava tante di storie incredibili!). Giusto per farvi capire il vello, lui, durante i mesi di corteggiamento, convinto di risultarle più interessante, l’aveva persuasa di essere telepatico e di riuscire a percepire le emozioni delle persone che lo circondavano. Badate, le emozioni, non i pensieri (per non essere facilmente sbugiardato). Non sto qui a raccontarvi tutti i dettagli perché ci vorrebbero pagine e pagine solo per questo e so che vi aspettate altro da questo racconto quindi vi basti sapere che, dopo qualche mese di relazione, lui le disse di essere in grado, creando ponti mentali grazie alle sue doti telepatiche, di far sognare alle persone che la avevano indispettita o che realmente odiava, di trovarsi ai suoi piedi costrette ad obbedire ad ogni suo ordine. Ovviamente, per fare questo occorreva un “tramite”, qualcuno cioè che, attraverso un’operazione di autoipnosi, si sarebbe trasformato nella parte subcosciente della persona da lei desiderata e le avrebbe obbedito in tutto e per tutto. Finita la “seduta” al suo risveglio, questo “fantoccio telepatico” non avrebbe ricordato nulla di quanto fattogli fare da Roberta. Riuscite ad indovinare chi mai potesse essere questo “fantoccio”?
Bravi, indovinato!
E la cosa incredibilmente meravigliosa (o terribile, dipende dai punti di vista) era che tanto lui desiderava essere sottomesso salvando la faccia, tanto lei desiderava umiliare alcune persone e sapere che avrebbe potuto farlo senza torcere un capello al suo amato le diede un grande entusiasmo.

Continua... ovviamente
Note finali:
ogni commento costruttivo è gradito: ermenegildofuffa@yahoo.it