i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Il tempo trascorse molto lentamente ma, alla fine , giunse il momento di ritornare dal medico

Lo studio era deserto

Mi disse di accomodarmi . Lui era dietro la scrivania intento a scrivere. Mi acccomodai sulla fatidica sedia.

Il dottore incominciò a visitarmi.

Quando mise a nudo la figa, mi disse che ero stata brava, che avevo fatto un bel lavoro, e che ero molto più bella così, e fece scorrere lentamente la mano sulla figa quasi a controllare quanto liscia e delicata fosse la mia pelle ed incominciò a toccarmi.

Sin dal primo istante mi resi conto che il suo tocco era diverso da quello della prima volta 

Aveva la mano leggera , più che toccarmi , mi accarezzava. Faceva scorrere le dita sul ventre, per poi farle scendere lungo l'inguine sfiorando le grandi labbra

Probabilmente sentiva i miei brividi di piacere e le contrazioni dei miei muscoli impegnati ad impedire che il bacino si spostasse per andare incontro a quella mano

Sentivo le dita prima scorrere sul clito e poi imboccare la vagina..

Ero eccitata come non mi capitava più da tanto tempo

Questa volta lui non avrebbe potuto non accorgersene, ma non si fermò e continuo a toccarmi ed allargare la fessurina,

Ad un certo punto mi chiese se ero solita controllare il seno per scoprire eventuali noduli.

Ebbi paura che avesse scoperto qualcosa che non andava.

Ripresi immediatamente il controllo di me stessa

Gli risposi di sì ,ma che erano passati un paio d'anni dall'ultima volta che avevo fatto il test.

“ Diamoci un'occhiata “ disse, e , presi in mano i lembi della maglietta e della camicetta, mi disse di sollevare il bacino è mi scoprì il busto, portando la maglietta sotto il collo, ed , invece di fermarsi lì, me la sfilò dalla testa

Lo sentii portare entrambe le mani sotto il bordo inferiore del reggiseno e sganciarlo e togliermelo.

Ero completamente nuda

Sentii le mani scivolare sulla pelle del collo e fermarsi sulle tette nude e completamente scoperte.

Incomincio a palparle, a strizzarle, accarezzarle , prendere i capezzoli e stringerli tra le dita

Ero già eccitata da prima e quel palpeggiamento mi portò sull'orlo dell'orgasmo, al punto di sentire tutto il mio corpo rilassarsi , chiudere gli occhi ed abbandonarsi a quelle carezze

Lui deve essersene accorto, perchè ho sentito una mano staccarsi dalle tette e spostarsi sulla figa., dove ricominciò, letteralmente, a masturbarmi

Mi masturbava ed, allo stesso tempo, mi torturava le tette.

Mi chiese se fossi eccitata e gli risposi di sì, credendo, ingenuamente, che quella domanda fosse pertinente alla visita

Mi disse di lascirmi andare, di rilassarmi e di godere, perchè voleva controllare il corretto funzionamento delle glandole vaginali.

Mai un ordine mi fù più gradito e scoppiai in un orgasmo dall'intensità che ,credo, di non aver mai provato prima .e che credevo che, ormai, non avrei mai piu provato nella mia vita .

Lui non si stacco da me e continuò a masturbarmi anche dopo l'orgasmo.

Mi chiese quando avevo avuto l'ultimo orgasmo prima di questo e io gli risposi che non ricordavo perchè, ormai, erano passati tanti anni.

Mi disse che stentava a crederci, perchè. da quello che risultava a lui. io ero molto sensibile e facile alll'eccitazione e che. probabilmente , ero un soggetto pluriorgasmico.

Mi disse “ Facciamo un'ultima prova in profondità “

Non avevo idea di cosa volesse dire con quelle paole, ma mi venne un sospetto quando lui si posizionò tra le mie gambe oscenamente divaricate, mi prese per un polso ed abbassò la mia mano in mezzo alle mie gambe, lascindola non appena la mano andò a sbattere contro un qualcosa che stava davanti a quella mano La spostai leggermente e capii subito che era il suo cazzo.

Rimasi ferma per qualche istante e lui riprese ad accarezzarmi la figa.

Ero ancor più eccitata di prima e mi venne spontaneo avvicinare la mano a quel cazzo e toccarlo, stringerlo, segarlo, per poi alzarlo ed avvicinarlo alla mia figa. Era un cazzo grosso, lungo, e duro

Lui, con il telecomando incominciò a sollevare lo schienale della sedia finchè non mi trovai in posizione quasi seduta a pochi centimetri dal suo viso, con le gambe spalancate, le sue mani sulle tette , la sua lingua in bocca ed un cazzo poderoso in mano che mi venne spontaneo accompagnare dentro di me me.

Mi parve di svenire per il piacere che quel grosso cazzo mi procurava scivolando lentamente dentro l' utero

Lui si chinò sul mio seno ed, incominciando a scoparmi, prese a mordicchiarmi i capezzoli

Era fantastico, e quando lui sentiva che stavo per godere ,mi mordeva più forte e per farmi provare quella fantastica sensazione che dà il piacre frammisto al dolore.

Mi chiavò per tanto tempo, parlandomi continuamente, dicendomi che ero fantastica, una vera donna, dalla sessualità dirompente, che ero nata per godere, per chiavare , che lui si sarebbe preso cura di me, che avrebbe fatto di me una vera puttana.

Quelle parole, stranamente, non mi offesero ma aumentarono la mia eccitazione, per cui abbandonai ogni resistenza e mi lasciai trasportare da quell'uomo in quel mondo di piaceri che, forse, mi apparteneva

Quando mi sborrò in figa non ebbi la forza di dirgli che non prendevo la pillola, anche se c'erano ormai poche possibilità che rimanessi in cinta.

Rimase dentro di me e incominciò a chiedermi se avessi goduto, se mi era piaciuto, da quanto tempo non chiavavo, ed io gli racconai in poche parole quella che era la mia storia e la mia situazione.

Intanto il cazzo era scivolato fuori dalla figa, e s'era adagiato lungo la fessura , e lui lo teneva appoggiato con forza contro il mio clito per permettermi, con lenti ,movimenti del bacino di di continuare a godere  

Si appoggiò con il cazzo moscio contro la figa e mi disse che d'ora in poi sarei stata la sua puttana e che c'avrebbe pensato lui alla mia soddisfazione sessuale , che avrei dovuto obbedirgli sempre , qualunque cosa mi avesse chiesto di fare , che non sarebbe stato solo lui a scoparmi, ma anche altri uomini cui avrei dovuto sottomettrmi come una cagna.

Mi chiese se ero sisposta a farlo ed in quel momento d'estasi erotica, gli risposi di sì

Si staccò da me , mi rimise in piedi e, prima di ordinarmi di rivestirmi, prese un strano aggeggio e fece due buchini passanti sulla pelle tra l'ombellico e il clito e vi pasò un piccolo anellino d'oro.

La stessa cosa la fece dietro, in mezzo alla schiena ed allla stessa altezza del primo.

Ero convita che fossero due pirsing e la cosa non mi disturbava, tanto più che nessuno, tantomeno mio marito, se ne sarebbe accorto

Disinfettò le due parti, coprì gli anellini con un cerotto e mi accompagno davanti allo schermo del computer dove mi fece rivedewe tutto quello che era accaduto quel pomeriggio su quella sedia e da cui si capiva chiaramente che lui non aveva fatto nulla per costringermi a farlo, anzi, dalla mia reazione e dai miei ripetuti orgasmi sembrava che fossi stata io a volere quella intimità

Mi disse che lui era sicuro che gli avrei obbedito ugualmente perchè avevo bisogno di lui per soddisfare tutta la mia libidine , ma che ,nel dubbio avessi qualche perplessità, dovevo sapere che, in quel caso, quel video sarebbe arrivato nelle mani di mio marito e sulle pagine del Web

Mi disse che questo non era un ricatto , ma un favore che mi faceva per mettermi in pace con la mia coscienza, perchè, d'ora in poi, avrei potuto pensare che quello che avrei fatto lo stavo facendo perchè obbligata e non perchè volevo farlo

Mi disse che potevo andare e che nei giorni a seguire sarei dovuta ritornare da lui ogni pomeriggio, perchè doveva capire sino a che punto poteva spingersi nella mia depravazione

Mi salutò dicendomi di stare tranquilla che la mia maturità era un valore aggiunto , perchè una donna giovane faceva tirare il cazzo, mentre una della mia età,, ma piacente e sensuale come ero io, scatenava negli uomini di ogni età, istinti animaleschi di lussuria e depravazione .

 

 

Note finali:

 

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