i racconti di Milu
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La mattina del giorno dopo, passando davanti alla porta del bagno che era aperta, vidi mio marito che si stava facendo la barba.

Mi fermai per guardarlo e vidi che , su ogni punto del mento su cui passava il rasoio, dopo ci ritornava in senso contrario..

Gli chiesi perchè lo facesse e mi rispose che il “contropelo “ serviva a tagliare i peli più in profondità, così la pelle rimaneva più liscia e per più tempo.

Alle due del pomeriggio ero seduta sul bidet intenta a rasarmi la figa, stando attenta a fare un accurato “ contropelo “ per compiacere il mio padrone.

Alle tre del pomeriggio ero nuda, sull'attenti, davanti a lui ,in attesa che venise a controllare il mio pube.

Quando si alzò dalla sedia della scrivania, mi sorprese, ma fino ad un certo punto, il fatto che il camice bianco che indossava fosse completamente sbottonato ed aperto sul davanti e lui, sotto, fosse completamente nudo.

Gli occhi mi caddero immediatamente sul lungo e grosso cazzo appoggiato, floscio, sui coglioni e sentii subito delle contrazioni di piacere.

Si avvicinò a me e rifece quello che aveva fatto il giorno prima. Al termine mi disse di accomodarmi sulla sedia ginecologica.

Azionò il meccanismo che faceva alzare la seduta e la portò all'altezza del suo petto, si posizionò tra le mie gambe e mi ordinò di allargarmi la figa

Allargai le grandi labbra e subito sentii la sua bocca posarsi sul sesso ed incominciare a leccarla, a succhiare il clito, a spingere la lingua nella vagina.

Era un maestro.

Incominciai a sentire ondate di piacere mai provate prima che aumentarono ancor di più quando sentii le sue mani sulle mie tette che mi strizzavano i capezzoli in modo deciso e doloroso, ma ad un livello di dolore che mi sembrò accettabile.

Venni quasi subito premendogli con entrambe le mani la testa contro la figa

Lui, naturalmete, se ne accorse del mio orgasmo, ma non si mosse di un millimetro continuando a leccarmi, succhiarmi, penetrarmi, torturami, come aveva fatto all'inizio, sino a quando , non molto tempo dopo, ebbi il secondo orgasmo.

Non ricordo di aver mai avuto due orgasmi consecutivi nel giro di 10 minuti.

Si staccò da me dicendomi che quello era il premio per avergli obbedito e per l'ottimo lavoro che avevo fatto con la mia fighetta.

Riabbassò la sedia su cui ero seduta in modo che fosse al'altezza del suo pube e potessi vedere il suo cazzo

Mi chiese se mi piacesse gurdare il cazzo di un uomo e gli dissi di sì

Mi chiese se mi eccitasse farlo e gli risposi ancora di sì

Mi chiese se mi metesse in imbarazzo guerdare il cazzo di un uomo e gli risposi ancora una volta di sì

Mi disse che, d'ora in poi, io avrei dovuto abituarmi a veder un cazzo, di chiunque esso fosse, senza provare imbarazzo , ma solo eccitazione e desiderio di toccarlo baciarlo, farlo godere, e provare una voglia irrefrenabile di sentirlo dentro di me

Sarei presto diventata un oggetto di piacere per gli uomuni e quel mio gesto doveva comunicare all'uomo la mia disponibilità a soddisfare ogni suo desiderio in cambio del piacere che il suo cazzo mi procurava al solo guardarlo.

Da quel momento ogni volta che mi sarei trovata vicino ad un uomo nudo, avrei dovuto toccarlo, accarezzarlo, stringerlo nel mio pugno, accarezargli i coglioni senza invadenza, ma con un gesto naturale, come segno di sottomissione, di rispetto e disponibilità ad accoglierlo nel mio corpo.

Mi mise una mano sulla figa , mi attirò a sé, mi mise la lingua in bocca, per allontanarrmi subito dopo con uno spintone e mollandomi un altro ceffone come il giorno prima

Lo vidi impugnare il righello ed ordinarmi di girarmi ed iniziare a colpirmi con forza e voglia di farmi male.

Dopo una serie interminabili di nerbate mi disse di rivestirmi e di sparire.

Tra le lacrime gli chiesi cosa avessi fatto di male e lui mi rispose che ero una cretina se non mi rendevo conto che, nonostante gli ordini precisi che mi aveva appena dato, ero rimasta accanto a lui per 3 minuti senza preoccuparmi del suo piacere , senza accarezzargli il cazzo come mi aveva appena ordinato di fare con chiunque mi stesse accanto nudo

Ritornai da lui ogni giorno, sempre attenta a non commettere errori, sino al giorno in cui mi disse che la prossima volta che ci saremmo incontrati,avrei fatto il mio debutto come sua assistente particolare, e che avrei dovuto incontrare ed intrattenermi con una persona che gli stava molto a cuore, per cui stessi bene attenta a non commettere errori

Mi venne vicino e mi disse che gli dispiaceva di avermi punito e si chinò verso di me per darmi un bacio.

Memore di quello che era appena successo, allungai la mano e gli accarezzzai il cazzo, poi , quando lui si rialzò, mi chinai io e glielo baciai, ruotando la lingua attorno al glande

Mi disse che potevo andare

Ancora una volta mi ritrovai in strada dolorante e con tanta voglia repressa.

 

 

Note finali:

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