i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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L'addestramento era durato una settimana intera tra leccate indimenticabili, come premio, e scudisciate dolorosissime sulla schiena, come punizione, tra tentaivi di imparare a contrarre i muscoli della vagina per accompagnare l'eiaculazione dell'uomo. e rendere il suo piacere più intenso, ad allenamenti continui per abituarmi a far scendere il cazzo nella gola oltre la laringe.

Quel lunedì doveva essere il mio primo giorno di sottomissione-consapevole al mio padrone.

Arrivai allo studio puntualissima alla solita ora.

Mi disse che l'uomo con cui ci saremmo intrattenuti sarebbe arrivato tra un paio d'ore

Mi fece spogliare nuda , per accompagnarmi nell'ampio bagno dove una ragazza mi stava aspettando.

Con mia sorpresa e disperazione incominciò a tagliare i miei lunghi cappelli, formando un caschetto civettuolo che mi ringiovaniva notevolmente il volto e questo attenuò,almeno in parte, la mia disperazione Poi incominciò a rifarmi completamente il trucco, usando toni morbidi e leggeri, molto eleganti e raffinati

Mi guardavo attentamente nel grande specchio che avevo di fronte a me e mi ripetevo nella mente che non mostravo certo i mei anni in viso e, neanche il seno che lo specchio rifletteva era quello di una donna matura,

Guardavo i miei fianchi, le mie coscie, il mio corpo nudo e capii perchè quelle carni morbide tanto piacessero agli uomini.

Mi guardai la figa e con la mente immaginai una cappela che la puntasse ed entrasse in me e provai un forte desiderio al pensiero che tra poco sarei stata scopata da uno sconosciuto.

Guardai di nuovo la mia faccia , mi guardavo negli occhi e pensai che ero diventata una puttana .

Stranamente la cosa mi sembrò un fatto positivo, un riscatto alla mia condizione vedova bianca.

Poi ,con mia sorpresa, la ragazza mi mise in testa una specie di cuffia da bagno color carne, che si confondeva benissimo con la tinta della cipria che avevo sul resto del volto scoperto, cuffia che mi copriva tutti i cappelli , e che, sulla faccia, mi arrivava sino all'attaccatura del naso , con due ampie aperture per gli occhi che lasciavano scoperte le sopraciglie , ma che copriva gli zigomi, e sulla quale c'era una lunga chioma di cappelli neri.

Mi guardavo nello specchio , si vedeva chiaramente che indossavo una maschera ed una parrucca,

ma era talmente ben fatta che sembrava un abbellimento, oltre che fungere da copertura dei miei lineamenti , rendendomi assolutamente irriconoscibile, ma senza nascondere i miei splendidi occhi,

le mie tumide labbra,

La ragazza mi cosparse di crema il culetto e il pube e mi massaggiò con forza fino a che tutta la crema fu assorbita dalla pelle.

Lui mi disse di accarezzarmi e sentii la pelle morbida e liscia come non avevo mai potuto immaginare di poter avere

Poi lui prese un astuccio , lo aprì e ne tolse due catenine sottili, lunge poco meno di una ventina di centimetri che, da una parte, avevano una piccola spirale che serviva per agganciarle ad un anellino e delll'altra un piccolo cazzo d'oro, scappellato con due piccoli coglioni , lungo un centimetro e mezzo

Lui li prese e li agganciò ai due anellini che , nei giorni prima, mi aveva applicato sopra la figa e sopra il culletto.

Appesi com'erano i due cazzi arrivavano uno appena sopra il clito e l'altro sopra lo sfintere è quei due piccoli cazzi sembravano indicare le due aperture d'accesso per entrare nel mio corpo.

Mi chiese se mi piacevano e dissi di sì e mi spiegò che indicavano ai miei amanti che ero disponibile sia ad esere chiavata che inculata.

C'erano donne del gruppo di cui, ormai, facevo parte anch'io, che ne indossava solamente una a loro

scelta, o solo dietro perchè non volevano correre rischi di gravidanze indesiderate, o solo davanti perchè non ancora pronte per quel tipo di rapporto

Mi piacevano veramente

Mi prese per mano e mi condusse lungo un corridoio che non avevo mai percorso, e, con una chiave aprì la porta di una stanza.

Era una grande camera divisa in due parti, una con un salottino ed un bar ,l'altra con un ampio letto rotondo.

Incassato in una parete c'era un grande armadio

C'erano , naturalmente, tende quadri ed arredi vari che rendevano l'ambiente molto elegante

Lui aprì tutte le ante dell'armadio in modo che io vedessi tutto quello che conteneva.

Una parte era piena di vestiri, gonne lunghe , mini e micro, camicette, calze, scarpe e tutto quello che poteva interessare l'abbigliamento di una donna.

Dall'altra parte c'erano delle scaffalature su cui erano ordinatamente allineate tutte le attrezzature necessarie per un rapporto sadomaso , dalle corde alle fruste, dagli spilloni alle manette oltre che cazzi e vibratori di tutti i colori e misure .

Provai un tonfo al cuore non so se per paura o per eccitazione

Prese dall'armadio una mini gonna che mi sarebbe arrivata a mezza coscia , una camicetta semitrasperente, un paio di autoreggenti ed un paio di scarpe tacco 12 e mi disse di vetirmi.

Poi accese la televisione, mi versò dello spumante in un flut, mi diede una pastiglia e mi disse di ingioarla.

Lo feci pensando che fosse una pillola anticoncezionale, ma non osai chiedergli conferma.

Mi disse di sedermi e che sarebbe ritornato tra breve.

Uscì.

 

Note finali:

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