i racconti di Milu
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Eppure non mi davo pace,quella sera dopo mesi di preparazione partendo da lontano ero riuscito finalmente a convincerla.
Si mia moglie,così per bene e sempre attenta e fedele.
Non ne voleva sapere ma poi lentamente prendendo sicurezza si rese conto che era una bella donna 44enne con ancora molto da dare.
Daniela quella sera prese tutto il suo coraggio e per non deludere il suo maritino fu costretta a vestirsi in modo del tutto non consono alle sue abitudini.
Erano le 22 quando scesa dall'auto ci infilammo in un cinema a luci rosse di provincia.
Una volta dentro gli stivali in pelle nera sopra il ginocchio lasciavano intravedere la coscia nuda prima di raggiungere la minigonna. Il primo maschio in fila dopo di noi alla biglietteria non se lo fece sfuggire quel dettaglio.
La sala era buia ma la sagoma dei codini di Daniela avevano già attirato l'attenzione di altri 2 spettatori seduti li vicino.
Il rumore dei tacchi poi risveglio' un pò tutti i presenti.
Ci sedemmo nell'ultima fila vicino ai gabinetti e ogni volta che si apriva la porta veniva illuminata perfettamente mostrando le spalle scoperte e il seno prorompente sotto il corsetto rosso.
Non tardò molto che il primo sconosciuto si sedette di fianco a Daniela.
Io da questa parte la sentivo tremare,stringeva forte la mia mano.
La baciai sussurandogli che con me vicino non aveva motivo di preoccuparsi, la mano dello sconosciuto cominciò a sfiorargli la coscia per poi appoggiarsi al ginocchio.
Le dissi di lasciarlo fare.
La mano si avvicinò alla coscia e sollevando la gonna comiciò ad accarezzala.
Perfettamente depilata il dito in un'attimo scivolò dentro bagnandosi del suo umore.
Allentò la presa sulla mia mano e sentii che la sua tensione si stava trasformando in eccitazione.
A gambe semi aperte attirò l'attenzione dei due spettatori seduti una fila prima che girandosi provarono ad allungare le braccia accarezandole le coscie.
Ero in preda all'eccitazione più totale.
Sentii la mia mogliettina sciogliersi ed emettere i primi gemiti di piacere.
Intanto da dietro in piedi un quarto uomo senza troppi preliminari estrae l'uccello già in tiro e lo posiziona sulla spalla nuda di Daniela che in preda all'eccitazione e con mia quasi incredulità se lo infila in bocca a 15 centimetri dai miei occhi.
Il vicino di posto si alza e calandosi i calzoni pretende un bel bocchino che prontamente mia moglie non gli fà mancare.
Ora Daniela è girata dando le spalle allo schermo mette in bella mostra il suo culetto privo di mutandine ai due seduti nella fila davanti che non tardano a palparla pesantemente fino a quando il più robusto dei due gli appoggia il tozzo attrezzo nel buchetto.
Afferrandola con forza per i fianchi lo spinge dentro,la sua fichetta che che fino a un momento prima aveva ricevuto solo il mio cazzo realizza cosa si è persa finora e comincia a sbrodolare in abbondanza per il piacere di quel porco di cui non sà nemmeno il nome.
Nel frattempo il trambusto ha attirato la curiosità e l'eccitazione di tutti i presenti e forse la cosa comincia a scapparmi di mano.
La vedo godere è innegabile,io sono passato in secondo piano ora è lei la protagonista e devo dire che ci sà proprio fare.
Ben mi stà,da bravo cornuto non posso fare altro che masturbarmi guardando quella spendida creatura che amo tantissimo essere posseduta dal branco selvaggio.
A fatica riesco ad accompagnarla in bagno,mi metto vicino alla porta a fare da palo.
Incrocio il suo sguardo ora che c'è luce,capisco che non sarà più la stessa.
Continuo ad osservarla mentre in ginocchio sul pavimento in preda ad un orgasmo rivolge il viso verso l'alto.
A pochi centimetri tre uccelli in modo frenetico si stanno preparando ad inondarle quel suo visetto così famigliare.
Insieme ad altri guardoni arrapati arrivati dalla sala che lascio entrare vedo consumarsi la mattanza in un lago di sperma.
Sopra i capelli e dal mento la sborra cola sui seni scoperti e ripetutamente sollecitati da parecchie mani.
Altre mani non si limitano alle tette ma palpano ogni parte del suo corpo infilandosi in ogni pertugio spalmando la crema dappertutto.
Stremata e ricoperta ci rifugiamo dentro al gabinetto.
"Non posso credere a quello che è successo" mi cofida sentendosi un pò in colpa.
La conforto accarezzandola e dichiarandogli tutto il mio amore finiamo per limonare masturbandoci a vicenda come due giovani fidanzatini.
Dopo essersi ripresa e sistemata un minimo usciamo, con sorpresa vediamo che nonostante fosse passata una buona mezz'ora erano rimasti quasi tutti fuori ad aspettarla per congratularsi riempiendola di sinceri colplimenti e facendole promettere di ritornare al più presto.