i racconti di Milu
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Diciamolo apertamente, precisiamolo e spieghiamolo chiaramente senza falsità né finzioni né recite e senza tanti peli sulla lingua. Noi uomini, così come anche le donne (dipende molto anche dal lato del carattere e del modo di fare) abbiamo bisogno d’essere ambiti, desiderati e richiesti anche sessualmente da altre donne e non ci bastano, quando ci sono e se poi ci sono, i soli apprezzamenti e i consensi della nostra compagna di vita. Pur essendo invero amati e pur amando tantissimo la nostra donna o il nostro uomo, dopo parecchi anni di matrimonio qualcosa d’energico e di vitale viene a mancare nel rapporto di coppia, inutile negarlo, respingerlo e non ammetterlo.

Ecco perché talvolta un apprezzamento cortese, un commento garbato, un giudizio amabile, uno sguardo sensuale e profondo che proviene oltre i confini domestici, ci può far sentire allettanti, attraenti e piacevoli da far cambiare improvvisamente la nostra disposizione di temperamento e la nostra inclinazione d’animo. Piene, ricche e varie sono le occasioni invitanti e stuzzicanti specie per un uomo che lavora, che fa anche vita sociale e soprattutto se ci tiene. Lo ammetto, le donne mi piacciono e se intenzionalmente ho rifiutato rinunciando a tante occasioni, delle volte per pudore o per paura, qualche volta però devo confessare e riconoscere perché è accaduto, che abbia oltrepassato questi ostacoli e questi scogli interni cedendo alle adulazioni, alle esche e alle moine di qualche corteggiatrice, sì, mi sono concesso, anche se quella donna non era mia moglie.

Sono corna, certo, è fuori luogo, ne sono cosciente, ho la consapevolezza di non essere sincero, di tradire accordando e concedendo a un’altra un’intimità che il matrimonio e la vita in comune vorrebbero esclusiva e unicità d’una sola donna. E’ bello sentirsi posseduto e riempito sessualmente in quelle circostanze, in quanto sono sensazioni e turbamenti incomparabili, senza confronto, eppure unici che avvolgono totalmente anche se si è coscienti e responsabili di ciò che si sta facendo.

In quei momenti, infatti, si confondono e si mischiano incertezza e inosservanza, desiderio e pentimento, però sono momenti singolari e unici, che ci fanno sentire uomini specie se la donna prescelta ha l’intenzionalità e la volontarietà che sta scopando un uomo sposato, portandolo via nell’intimità anche se soltanto transitoria per certi momenti a un’altra donna. Ed è lì in quei momenti però, nei quali ti senti agguantato da un’altra e trascinato in un altro legame fisico, che il sesso non è più sola abitudine e vizio, ma si trasforma in vera distinzione, gusto e piacere carnale. Mettere le corna a mia moglie non è una mia abitudine e non la vado a cercare, perché non può essere e non deve essere un’abitudine, una pratica, eppure è successo che nei giorni seguenti mi sia sentito più attivo, più vivo, e questa mia soddisfazione si è concretamente riflessa anche in famiglia, con mia moglie che me lo ha fatto notare, sempre.

Alcuni mesi fa, mi è capitato che dopo una cena di lavoro abbia avuto una relazione di nascosto al ristorante con una collega che mi piaceva da qualche tempo, baci, toccamenti sotto il tavolo e alla fine ha insistito senza successo perché rimanessi un poco con lei. Quando stavo per ritornare a casa in macchina m’ha seguito, m’ha chiamato al cellulare pregandomi di fermarmi e di stare ancora un po’ con lei, io ho accettato, in seguito ci siamo appartati e lì m’ha preso in macchina. Nei giorni seguenti mia moglie che amo tanto, voleva sapere perché sprigionassi così tanta vitalità e tanto buon umore. Mi sono chiesto anche in quell’occasione se avesse il sentore di quella mia scappatella, infatti, come altre volte nel passato nell’intimità m’ha chiesto se avessi per caso un’amante. Io l’ho sempre negato. E’ vero però, io non ho mai avuto un’amante, ritengo che siano infide e sleali le relazioni nascoste.

In tutti questi anni di matrimonio mai mi è passata per la testa l’idea di avere un’amante fissa, in fondo vuol solamente dire avere un’altra moglie e rivivere in una nuova relazione tutti gli affetti, le afflizioni e i crucci della vita coniugale, con tutti i problemi e con tutte le conseguenze che quest’aspetto comporta. Doppio tradimento. All’opposto però, non ho fatto certo così per farlo e non sono mai stato disposto ad accettare un corteggiamento qualsiasi e con una donna qualsiasi, mi sono subito accorto con che tipo di donna avevo a che fare e ho ceduto soltanto quando all’improvviso e in certi momenti si è venuta a creare una situazione molto coinvolgente, intrigante e particolare, allora è stato difficile resistere.

Lei, mia moglie è una donna adorabile e molto tollerante e così una sera dopo l’accaduto a una sua domanda, non so perché, ho acciuffato il coraggio e le ho confessato d’essere stato con un’altra donna, senza dirgli che era la collega, ma spiegandole le ragioni. In un primo momento m’ha riferito che non sospettava d’aver sposato un uomo che potesse tradirla e che non riusciva a farsene un coscienzioso criterio. Io le ho chiesto perdono e lei m’ha perdonato dicendomi di capire le mie motivazioni, chiedendomi però di essere sincero sempre e comunque con lei. Così è stato, perché da allora in poi a ogni sua domanda io ho sempre risposto raccontando tutto di me, anche le mie piccole fughe d’amore passate o recenti, e tutto quello che m’accade con altre donne, siano essi i colleghi o le sconosciute, quando e quanto ci provano con me.

Io le racconto tutto, spesso anche inventando, viste le sue reazioni e il suo interesse sono giunto a rivelarle persino sfumature e particolari anche molto intimi. Lei mi ribadisce che non ha piacere di sapere che altre donne possano avere occupato il suo posto nella mia vita intima e dopo qualche tempo ha ammesso che ha sempre immaginato e pensato che fossi uno sposo infedele, che si era resa conto dei miei tradimenti proprio quando mi vedeva più attivo e più energico. Lei mi chiede sempre di non farlo più, dicendomi di sentirsi molto gelosa e molto sospettosa, perché lei non mi ha mai tradito, non ha desiderato nessun altro uomo e che non voglia categoricamente lasciarmi o farsi lasciare, m’implora però di restare sempre così come sono.

In definitiva, credo che mi chieda solamente avvedutezza, discrezione e tatto per le mie piccole monellerie sentimentali, che magari tuttalpiù tollera o addirittura perfino accetta, forse perché sa che non può fermarmi. Eppure, sento che tra di noi c’è più adesione, più complicità e maggior partecipazione, perché prima certe cose non potevo dirgliele, non conoscendo né sapendo come avrebbe istintivamente reagito.

Per quale ragione vi chiedete voi tutti adesso? Perché avevo lealmente il batticuore, giustamente il sospetto e fedelmente il timore di perderla.

{Idraulico anno 1999}