i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +
Ciao, mi chiamo Daniela (un nome molto diffuso per fortuna, così non corro il rischio di venire riconosciuta) e devo confessare quello che mi è successo scombussolandomi la vita da un po'; devo confessarlo altrimenti impazzisco, e per fortuna ho trovato voi.

Dunque, innanzitutto cerco di presentarmi il più possibile, per quello che mi è concesso. Sono una ragazza come tante, carina, mora, con i capelli lunghi e folti, il fisico snello e agile ma con delle forme di tutto rispetto, tonde e sode; ho diversi corteggiatori tra i miei amici ma non mi sono ancora voluta impegnare in storie serie.

Finito il liceo con ottimi voti, dallo scorso autunno ho iniziato a frequentare una università (la facoltà di Medicina) che si trova a quattro ore di treno dalla città dove abito.

Abito con la mia famiglia, cioè i miei genitori e mia sorella di tre anni più piccola di me che mi assomiglia molto come fisico, atletica e anche ben equipaggiata di forme, ma ha i capelli biondi ed un caratterino più irrequieto del mio.

Mio padre ha cinquantasei anni compiuti da poco, è un tipo brillante e scherzoso ed anche un bell'uomo, mamma ne è gelosissima e nonostante siano sposati da vent'anni gli sta ancora appiccicata addosso come fosse una tredicenne alla prima cotta. Lo controlla sempre ed è sospettosissima di tutte le figure femminili con cui si viene a trovare in contatto, che siano colleghe di lavoro o conoscenti. E' anche sospettosa delle donne che appartengono alla cerchia delle amicizie comuni, tipo il gruppo con cui escono ogni tanto per una cena o per un film al cinema. Una vera esagerazione.

Anche mamma è una bella donna, ha cinquantadue anni ed è affascinante e piacente ed attira sempre gli sguardi compiaciuti ed i complimenti degli uomini. Papà ne è consapevole, la cosa gli fa piacere e la prende con più filosofia, senza ossessioni deleterie.

Bene, dopo questa presentazione sommaria passo a raccontarvi cosa è successo il giorno che sono rientrata a sorpresa dall'università.

Era di venerdì ed avevo preso l'abitudine di non rientrare tutti i fine settimana, ero stata a casa il weekend precedente e quindi nessuno si aspettava di vedermi arrivare anche quel venerdì. Siccome però le due ragazze con cui condivido l'alloggio studentesco rientravano a casa loro, io decisi, senza un preciso motivo, di fare uno strappo alla regola e presentarmi a casa.

Sono entrata convinta che non ci fosse nessuno perché è l'orario in cui i miei sono al lavoro e mia sorella Chiara agli allenamenti di pallavolo. Apro la porta, lascio cadere il borsone, appendo il cappotto all'entrata e vado verso la cucina per mettere qualcosa sotto i denti quando sento dei versi provenire dal salotto. Sono dei mugolii simili a grugniti che mi incuriosiscono, e mi sorprende il fatto che ci sia qualcuno in casa, perciò mi accosto alla parete e spio dalla porta socchiusa.

I rumori vengono dal televisore ed io stringo un po' le palpebre per mettere meglio a fuoco l'immagine perché era assurdo quello che scorreva sullo schermo, erano scene di un porno!

Stranita da quelle scene istintivamente voglio guardare chi c'è nel salotto, sulla poltrona di fronte al grosso televisore da 60 pollici, e per farlo mi sporgo e inavvertitamente tocco la porta che si muove. Io sto incespicando e mi appoggio allo stipite, sollevo di scatto la testa e resto di stucco davanti a quello che vedo.

Mio padre stravaccato sulla poltrona, a gambe larghe, che si spara una sega!

Già questa è una immagine che basta a lasciarmi senza fiato, ma la cosa che mi fa strabuzzare gli occhi è vedere che verga paurosamente enorme il mio papà si stava smanettando a piene mani!

Cavoli, lo fisso sconcertata quel manganello che sta dritto e imperioso, avvampo dall'imbarazzo e anche il mio papà mi guarda sbigottito.

Realizzo che urlare scandalizzata o scappare da lì avrebbe solo acuito l'imbarazzo e resa più difficile la situazione, così, con una grande prova di contegno, mi rimetto su, mi schiarisco la voce e dico a mio padre che Giusy ed Enza (le mie coinquiline) sono rientrate a casa per il weekend, e non mi andava di restare da sola nell'alloggio.

Lo dico sforzandomi di mostrarmi il più naturale e disinvolta possibile, anche se dentro sono in subbuglio e mi sento avvampare dall'agitazione e dal disagio, per quel cazzo enorme che papà lascia in bella vista, come se fosse rimasto istupidito dalla mia comparsa.

Il fatto però che io abbia mostrato tanta disinvoltura deve avergli trasmesso una certa sicurezza e così, dopo essersi ripreso dallo shock iniziale, ribatte che non sarebbe stata nemmeno la prima volta se fossi rimasta sola per un weekend nell'alloggio. Lo dice anche con una certa impertinenza, per intendere il fastidio per essere stato sorpreso dalla figlia a masturbarsi, il porco!

"Cos'è, adesso entri in casa tua quatta quatta? Manco fossi una ladra!", mi rimprovera lui.

Io non sopporto la sua arroganza e sbotto infastidita: "Scusa, adesso è colpa mia se tu, in pieno giorno, ti metti col... cazzo di fuori (quando lo dico ho una esitazione) e ti spari le seghe in salotto?"

Lui si impettisce. Non ha mai sopportato una critica o un appunto e allora reagisce mostrandolo ora con sfrontatezza.

"Beh, non è un delitto trastullarsi un po' dopo una giornata di lavoro!"

"Hai cinquant'anni, cazzo! Hai in casa due figlie signorine e ti masturbi in salotto tirando fuori quel... quel coso così... enorme!"

Nel parlare concitata lo indico e gli occhi mi ci cadono di nuovo sopra, e non riesco a non fissarlo ancora impressionata. E lui ne approfitta stuzzicandomi.

"Beh, dopotutto che c'è di male? Al giorno d'oggi non esistono più i tabù. È roba sorpassata. Adesso le ragazzine già a tredici anni sanno tutto di sesso e hanno visto di tutto. Basta girare un po' su internet e di cazzi ne vedi a centinaia."

Quel suo parlare con tanta sfrontatezza e disinvoltura adesso mi spiazza un po' e rispondo ancora più imbarazzata.

"Sì è vero. Ma sei mio padre, e h-hai questo... questo... cazzo... enorme..."

Sulla sua faccia si disegna una smorfia di compiacimento e mi guarda con una espressione maliziosa. Mio padre adesso fa una cosa che mi fa ribollire il sangue sconvolgendomi: riprende a muovere le dita lentamente sul suo cazzo; afferra l'asta e se la smanetta come se niente fosse, che porco!

Si smanetta il cazzo e mi guarda con un ghigno sfacciato, io non riesco a controbattere nulla, deglutisco, torno ad avvampare mentre combatto con i miei occhi che continuano a cadermi su quella verga paurosa, e sotto vedo due palle enormi che oscillano mosse dalle smanettate sempre più decise.

Dopo quell'incontro osceno scappo di filato nella mia camera, mentre mio padre senza scomporsi riprende a guardare il porno smanettandosi il cazzo.

Continua
(per commenti scrivete a: pensieriosceni@yahoo.it)