i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +
Preludio - Festa di compleanno
Mio figlio compie un anno e per l’occasione io e mia moglie abbiamo organizzato una piccola festa a casa. Di invitati non ce ne sono molti. Per la precisione solo la madre di mia moglie ovvero mia suocera e mia madre. Altri seppur invitati non sono venuti. La festicciola si è svolta in tutta tranquillità e dopo la torta con il conseguente spegnimento della candelina mia moglie porta il bambino a letto mentre io, mia madre e mia suocera ci spostiamo nel salone. Io mi siedo sul divano mentre mia suocera si siede su una poltrona cosi come pure mia madre. Entrambe mi sono di fronte. Guardo prima mia madre e poi mia suocera la quale ha una strana espressione dipinta sul viso. Mi soffermo a guardarla cercando di captare i suoi pensieri. È una bella donna di 36 anni, bionda, capelli lunghi che le scendono a cascata sulle spalle, occhi verdi, bocca con labbra carnose e un po’ sporgenti. I miei occhi continuano a scorrere sul suo corpo. Indossa una camicetta a fiori che a stento riesce a nascondere un seno grosso e rigoglioso. Di sicuro sarà una V^. Ogni volta che la incontro il mio cervello smette di funzionare e lascia il campo a pensieri osceni. La immagino nuda con me che la riempio di baci su tutto il corpo. Mia suocera mi piace e ne sono da sempre innamorato. Darei l’anima per poter entrare nel suo letto e sollazzarmi con lei. Continuo a guardarla e mi accorgo che si è tirata su la gonna ed ha allargato le cosce. I miei occhi si spostano ed il mio sguardo si immerge come un periscopio fra le sue bianche cosce in fondo alle quali spicca una rigogliosa foresta di neri peli. Oh! cazzo. Non ha le mutande. Il mio cervello va in tilt e l’inquilino che ospito fra le mie gambe si sveglia e comincia a recalcitrare. Alzo lo sguardo e vedo che ha i suoi occhi puntati su di me e sta sorridendo. Arrossisco. Mi giro a guardare mia madre e noto che è pallida ed ha gli occhi puntati su mia suocera. Non mi accorgo che mia moglie ha fatto ritorno. Sento solo un colpo di tosse. Mi giro e la vedo in piedi al centro della stanza e sta guardando la madre che non smette di guardarmi con quei suoi occhi da tigre in calore e poi guarda me.
“Puoi venire un momento in cucina ad aiutarmi?”
La raggiungo. Lei è appoggiata al tavolo.
“Non credi di stare sbagliando? Sei ancora tutto congestionato e da quello che noto fra le tue gambe anche eccitato. Ti piace mia madre? Non negare perché per tutta la serata non hai fatto altro che mangiarla con gli occhi. Anche tua madre se ne è accorta.”
Non ho alcuna remora a risponderle. È giusto dirle la verità anche se le conseguenze saranno spiacevoli.
“Tua madre mi è sempre piaciuta fin dal primo momento che l’ho conosciuta e credo che anch’io gli piaccio. Questo però non vuol assolutamente dire che ne sono innamorato. Io amo te.”
“Mi stai dicendo che ti piacerebbe portarla a letto e basta? Non senti niente per lei? Desideri solamente chiavarla?”
“Il mio sogno è poter trascorrere una intera notte con lei e nel suo letto.”
“Solo una notte? E se invece fossero più notti?”
La guardai.
“Che vuoi dire?”
“Siediti e ascolta. ho sempre saputo che tu piaci a mia madre. È stata lei a dirmelo. Ne abbiamo parlato ed abbiamo convenuto che non ci sarebbe niente di scandaloso se voi due vi accoppiaste. Io voglio bene a mia madre e non voglio che soffra. Lei ti ama. Per lei non sei un capriccio; vorrebbe avere un rapporto duraturo. Non ti vuole solo come amante ma ti vorrebbe anche come marito.”
Sono esterrefatto.
“Tu e tua madre avete parlato di me? e tua madre ti ha detto che le piaccio e che mi vorrebbe come marito?”
“Sì. Questo è quello che ho capito; questo è quello che ha detto.”
“E tu cosa le hai risposto?”
“Cosa dovevo rispondergli? È mia madre e non voglio che soffra. Le ho detto che per me va bene. Che ti portasse pure a letto ma che lo faccia con discrezione. Non vorrei che il vostro rapporto diventasse l’argomento di discussione dei conoscenti e dei parenti. È la stessa cosa che raccomando a te. Ora vai di là. Chiedi scusa a tua madre e offriti di accompagnare mia madre a casa e restaci per il tempo necessario a calmare i suoi bollenti spiriti.”
“Con mia madre come la metto?”
“Già; non ci avevo pensato; è un problema. Facciamo in questo modo. Le accompagni entrambe. Lasci prima tua madre e poi porti a casa mia madre e ci resti.”
“E se tua madre non vuole?”
“Non credo che non lo voglia. Se cosi non fosse non si sarebbe tolte le mutandine per farti vedere la sua pelosona. Credimi, mamma sta trasudando libidine dai pori.”
“Hai detto che mi vuole come fossi suo marito. Che intende?”
“Penso che ti vorrebbe in pianta stabile ad occupare nel suo letto il posto lasciato libero da mio padre con le dovute conseguenze. Gli ho detto che non è possibile. Si accontentasse di fare di te il suo amante. Di più non può avere a meno che tu non intenda divorziare da me e sposare mia madre.”
“Non ci pensare. Tu sei mia moglie e Io sarai per sempre. Tua madre, se vuole, deve accontentarsi del ruolo di concubina.”
“Che intendi? Vuoi fare di mia madre la tua puttana?”
“Se mi fa entrare nel suo letto e riesco a possederla le puttane sareste due. No, tua madre sarà la donna che insieme a te contribuirà ad incrementare il nostro nucleo familiare.”
“Vuoi ingravidarla? Vuoi metterla incinta?”
“Si e non una sola volta. Finché il suo ciclo biologico glielo permetterà voglio che tua madre ti dia altri fratellini o sorelline.”
“Fratellini e sorelline che saranno figli tuoi e saranno anche fratelli e sorelle dei figli che avrai da me.”
“Per te è un problema?”
“No. Immagino già di vedere mia madre gironzolare per casa col pancione.”
“Io invece immagino di vedere te e lei col pancione fare shopping sotto lo sguardo arrapato di molti famelici lupi. Ci pensi? tu e tua madre pregne di un figlio mio.”
“Vuoi metterci incinte nello stesso momento?”
“Se ci riesco sarebbe meravigliosamente bello”
“La prospettiva si fa interessante ed allettante.”
“Eh si. Mi vedo già aggrappato alle vostre meravigliose zizze e ubriacarmi del vostro latte.”
“Guarda che ho detto allettante e non allattando. Comunque il mio latte te lo darò. Ti sei già cibato del mio latte dopo la nascita di nostro figlio; dopo ogni sua poppata eri tu che lo sostituivi. Mi hai succhiato le mammelle fino a svuotarmele. Del resto sei il mio cucciolo e devo pur allattarti. Non so se mia madre sarà disponibile a darti il suo latte.”
“Lo farà, lo farà.”
“Ritorniamo da loro. Si staranno chiedendo cosa ci sta trattenendo.”
Raggiungiamo le nostre madri e le troviamo nella stessa posizione in cui le abbiamo lasciate. Con la differenza che mia suocera ha uno sguardo sognante e mia madre ha il viso contratto e con una strana luce negli occhi. È mia madre a parlare per prima.
“Lo sapete che si è fatto tardi. Devo tornare a casa e mi auguro che tu voglia accompagnarmi?”
“Certo che ti accompagno. Non lascerò la mia bella mammina tornare da sola a casa; potrebbe incontrare un lupo che la divorerebbe.”
Mia madre mi guarda con occhi carichi di odio.
“Mi sa che il lupo sia in caccia di una preda molto più appetitosa di tua madre.”
“Che intendi?”
“Lascia stare. Avremo modo di parlarne. Ora mi preparo e poi andiamo.”
Interviene mia suocera.
“Vi dispiace se approfitto. Accompagneresti anche me?”
Guardo mia moglie.
“Ma si che accompagna anche te. Su, preparatevi che altrimenti si fa ancora più tardi.
Mia madre si alza.
“Vado prima in bagno.”
Mia suocera esce dal salone.
“Vado a prendere il cappotto.”
Mia moglie si avvicina.
“Tua madre sospetta qualcosa. Accompagna prima mia madre e poi la tua. Chiamerò io mia madre sul portatile e le dirò che la raggiungerai.”
“No; non dirle niente. Sarà una sorpresa quando mi vedrà alla porta di casa sua.”