i racconti di Milu
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Parte Quarta di quattro




Oggi …


L'uomo scende sicuro dall'auto pregustando come una fiera la sua preda, la serata che sta per avere con due slave, una devota e collaudata e l'altra curiosa e disponibile, pronte per lui.

Poco importa se, la sera prima, la sua slave dopo averlo stuzzicato con la preghiera di presentarle una amica, una “sorella” con cui condividerlo, solo se il Padrone avesse accettato, non avevano concluso nulla perché lei era ancora troppo stanca del viaggio che aveva fatto per venire da lui.

Stasera si sarebbe rifatto alla grande e l'indomani avrebbe continuato diversamente la festa.

La donna incedeva verso di lui, aveva posto una sola condizione che si presentasse in boxer alla loro prima volta, insomma visti i fatti di cronaca voleva essere sicura che fosse veramente disarmato, privo di cattive intenzioni, lui aveva tergiversato un po', ma lei era stata irremovibile sul punto, poco male l' avrebbe messa a posto dopo e insegnato un po' di disciplina a colpi di cane sul sedere alla puttanella.

Lui si toglie il trench e lo butta sul sedile posteriore della Saab ormai è notte e l'unica luce proviene dai lampioni sparuti del parcheggio, le cicale friniscono e le zanzare iniziano a tormentargli la pelle esposta.

Vorrebbe allontanarle con le mani, ma non vuole rendersi ridicolo con gesti scomposti, pazienza la puttanella dopo pagherà anche questa, e si incammina, i piedi calzati in morbidi mocassini di pelle con i calzini corti e i boxer.

Di nuovo un movimento dalla sua periferia visiva, più o meno dove si trova il Tir, ma la sua attenzione è polarizzata dalla donna che avanza nella sua mantella ora aperta con il cappuccio alzato sulla testa e come altri unici indumenti una maschera di pizzo sul volto, il perizoma del tutto simile a quello della sua schiava che lo aspetta in auto, splendidi seni e gambe flessuose.

Ormai è a metà strada tra una decina di passi si incontreranno, l'uomo si passa la punta della lingua sulle labbra, quando una luce abbagliante lo investe in pieno, rumore di portiere che si chiudono, meccanicamente alza una mano per ripararsi, di nuovo rumore di portiere, motori che si avviano ed auto che partono in stridore di pneumatici.

La luce degli abbaglianti allo xeno acceca l'uomo che ora si guarda intorno cercando di vedere qualcosa, ma ha ancora i barbaglioni agli occhi, lente vede emergere due sagome da quella luce, sono due uomini, gli occupanti del camion, del Tir in fondo allo spiazzo, i cui fari lo hanno reso quasi cieco.

Non sono italiani, parlano tra loro ridendo sommessamente in qualche idioma dell'est europeo.


Qualche minuto dopo sull'autostrada in direzione Bologna


Sulla Saab, Chiara piede a tavoletta sull'acceleratore si sta avvicinando in prossimità dell'uscita di Modena -Sud , Nickla le copre la mano sul pomello del cambio con la sua “puoi rallentare adesso siamo lontane”.

La macchina rallenta ed accosta in una piazzola di servizio, le due donne si guardano e poi scoppiano a ridere, “Vorrei vedere la sua faccia adesso Nickla, quel parcheggio è in tutte le guide per scambisti Gay-Bsx”.

“Beh cara voleva allargare i suoi orizzonti, avere un menage a tre in fondo lo hai accontentato come dovrebbe fare una schiava devota no? Guardaci come siamo conciate sembriamo scappate da una scena di “Eyes Wide Shout”

Chiara ride “scusa la curiosità, ma chi è che ti ha portata lì, non sapevo come ci saresti arrivata”

“Ti ricordi quando sul treno mi dicesti che esisteva una parure di tre pezzi coordinati a quelli che portavamo noi? “

“Si mi ricordo, mi hai detto che anello, collare e bracciale avevano lo stesso numero di serie in quel caso, come me e te”

“Esatto! Quello mi ha fatto venire il sospetto e ho voluto controllare il numero di serie all'interno delle fasce, lo spilorcio per risparmiare l'aveva comprata intera e poi l'aveva suddivisa tra noi, beh mi sono ricordata di andare a cercare tra chi mi aveva detto di evitare oltre a te e...ho trovato “il bracciale” ”.

Nickla prende tra le mani il viso di Chiara e la bacia a fior di labbra, “saremmo dovute essere più indulgenti con lui dopotutto ci ha fatte conoscere, anche se non era la sua intenzione”.

Chiara prende tra le mani quello della donna e schiude le labbra per far passare la lingua tra esse, venendo ricambiata ed accolta.

“ Dai riparti ho la camera in hotel a Bologna ancora pagata per due giorni, due ragazze hanno il diritto di conoscersi un po' “ .



Fine