i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Marisa riuscì a farmi avere un appuntamento con suo cugino Corrado il pomeriggio seguente al nostro incontro, e non conoscendo le condizioni fisiche del mio futuro marito, trovò alquanto strano che cercassi un posto tranquillo per le mie avventure, già prima del matrimonio.
"Vedi Marisa, Tommaso ha dei grossi problemi d'erezione." le dissi mentendo per nascondere il segreto del mio finanziato "Così abbiamo deciso che io posso avere una vita mia, l’importante che non dia scandalo, ma soprattutto che sia lontano dai suoi occhi, e capirai che la dependance dove andrò a vivere, non soddisfa le sue richieste."
"Quindi non è neanche un guardone come il coglione che ho sposato ?" mi chiese incuriosita dalle mie parole.
"No diciamo che è una persona al cui il sesso proprio non interessa, ma non vuole fare la figura del cornuto e contento, però credimi per il resto è una persona fantastica."
Continuando a chiacchierare arrivammo all'ufficio di Corrado, una persona talmente effeminata da sconfinare quasi nel ridicolo, che si dimostrò un vero mago nel settore immobiliare. Riuscì infatti a trovarmi ad un ottimo prezzo, un ex ufficio di un commercialista nella zona sud della città vicino all'uscita della tangenziale, che aveva anche un piccolo garage comunicante quasi direttamente coll'appartamento.
Il mio progetto era quello di trasformare quei locali in una grande alcova mascherata da ufficio.
La stanza più grande doveva essere il mio ufficio personale, dove erano presenti due divani di cui uno letto, la stanza riunioni celava un dungeon in piena regola, mentre l'ultimo vano era una camera con letto a scomparsa e un armadio pieno di giocattoli erotici. C'era infine un piccolo stanzino, che doveva funzionare da sala controllo per l'impianto di videoregistrazione, oltre che da ripostiglio.
Corrado inoltre m'indicò una sua persona di fiducia, un tale Bartolo, che era in grado in poco tempo di fare tutti quei piccoli lavori, necessari per avere l'appartamento come nuovo di zecca, col quale mi fissò un appuntamento per il giorno seguente.
Bartolo era tutto tranne che un bell'uomo, sulla trentina con un inizio più che visibile di stempiatura, e un fisico non proprio tonico. In compenso era un ottimo tuttofare, e s'offrì anche di tinteggiare tutte le stanze coll'ausilio di un suo amico. Non fece nessun appunto quando gli chiesi di mettere un impianto di videosorveglianza interna, d'insonorizzare una stanza, e di montare i mobili che avrei preso per arredare tutto l'appartamento.
Andavo a controllare i lavori nella mia futura alcova tutti i pomeriggi, più che altro per sapere se c'erano dei problemi, e proprio il penultimo giorno mi capitò di sentire uno 'strano' discorso fra Bartolo ed il suo amico.
“Vedi a me di Simona non frega proprio nulla.” disse Bartolo non sapendo che lo stavo ascoltando “A me interessa solo scoparmela e lei vuole solo il mio cazzo, che a sentirla è quasi il doppio di quello dello sfigato con cui sta. Quindi con Simona c'è solo sesso, anzi il migliore che si possa fare, visto che c'è solo quello, senza dimenticare che proprio perchè è una troia la tratto come voglio, quindi se per esempio un giorno voglio solo il suo culo, me lo prendo senza tanti problemi.”
Non so perchè, ma quelle parole mi misero in testa i pensieri più sconci, tanto perversi che mi sorpresi di dove potesse arrivare la mia mente. Anche se ero stata con uomini che mi aveva letteralmente usata solo per far sesso, solo in quei momenti mi resi conto di quanto ciò mi avesse appagato.
Non volevo però che Bartolo diventasse il mio amante fisso, per quello c'era già Stefano, ma un uomo che mi trattasse come una puttana ogni volta che n’avessi voglia, senza alcun tipo di rapporto se non quello prettamente sessuale.
Quando qualche giorno dopo aver ascoltato il suo discorso, gli chiesi quanto mancava alla fine dei lavori, mi rispose che ci sarebbero volute un paio di giornate, ma solo se trovava un aiuto.
“Va bene, mi chiami quando ha finito tutti i lavori tinteggiatura compresa, e se le serve qualcuno non si faccia alcun problema, per me l'importante è avere la disponibilità dell'appartamento” gli dissi dandogli un assegno con un acconto sulle spese da sostenere.
Bartolo impiegò tre giorni per completare tutti i lavori che gli avevo commissionato, compresa l'installazione di un raffinato impianto video in alcune camere.
“Si può provare l'impianto video ?” gli chiesi con noncuranza girando per l'appartamento, fingendo di cercare dei difetti.
“Certamente signora ho già collaudato ogni singolo apparecchio.” mi rispose mostrando una notevole sicurezza in se.
“Va bene però prima finiscila di darmi del lei e chiamarmi signora, quindi dammi del tu e se non te lo dovessi ricordare il mio nome è Monica. Quindi se ora vado in camera tu puoi vedermi da quel monitor che hai sistemato in quello che era il ripostiglio ?”
“Sì signora...cioè Monica.”
“Va bene facciamo una prova.” dissi dirigendomi con passo deciso verso la camera per poi chiudere la porta dietro di me.
Feci subito cadere a terra il vestito immaginando lo sguardo sbigottito di Bartolo vedendomi col solo intimo, per poi assumere pose sempre più ammiccanti, togliendomi al contempo quel poco che mi era rimasto addosso.
Attesi l'arrivo di Bartolo seduta in fondo al letto, con le gambe ben aperte, mentre mi toccavo i capezzoli e la passera, ma non vedendolo decisi di passare a qualcosa di notevolmente più forte.
Presi dalla borsa un fallo col quale simulai un pompino, prima di ungerlo con del gel mentre mi sistemavo carponi, stando ben attenta di mettere il culo davanti ad una videocamera.
“Peccato che non c'è nessuno in grado di soddisfarmi.” dissi quasi con un gemito facendo scivolare il fallo nel mio retto.
Proprio in quel momento entrò Bartolo, completamente nudo e col cazzo in tiro.
“Succhiami il cazzo troia.” mi disse senza usare mezzi termini infilandomi quasi di forza la sua maestosa mazza in bocca.
Non ebbi il coraggio di continuare a masturbarmi, ma lasciai il fallo ben infilato nel culo, ed iniziai a dedicare ogni mia attenzione al cazzo di Bartolo. Lo baciai, leccai, succhiai senza dargli mai un attimo di respiro, preparandolo così a prendere il posto di quello finto che mi ero portata da casa.
“Togliti dal culo quel cazzo di gomma e mettiti dentro questo.” mi disse l'uomo sdraiandosi al centro del letto.
Obbedii ben felice d'impalarmi su quel pezzo di carne che tanto desideravo, sfilandomi il fallo dal culo per prendergli il cazzo con una mano, e dopo essermi quasi seduta su di lui, indirizzarlo verso il buchetto appena liberato.
Impalarmi non fu però semplice, ma soprattutto indolore viste le dimensioni della mazza di Bartolo, che però non spinse dal basso in alcun modo, facendo sì che mi prendessi il mio tempo.
Una volta però che mi fui completamente sodomizza, lui tornò ad essere il maschio alfa che volevo.
“Allora mia cara signora Monica, dimmi quanto ti piace il cazzo.” mi chiese stringendomi piano una tetta.
“Tanto, ma solo se è bello grosso come il tuo.” gli risposi prima di dargli un bacio in bocca.
“Sei solo una puttana bisognosa di cazzo.” mi disse facendomi scivolare all'indietro “Intanto succhia anche questo.” concluse dandomi il fallo che avevo usato poco prima.
Così presi a giocare con la bocca con quel simulacro, mentre lui m'inculava dando del cornuto poco dotato al mio fidanzato, non sapendo che Tommaso era in realtà impotente.
Bartolo letteralmente mi girò a suo piacimento diverse volte, sino a farmi mettere carponi.
“Visto che la mia fica non t'interessa faccio da sola.” gli dissi facendo scivolare il fallo dentro la passera.
“L'ho sempre detto che sei una gran troia.” mi rispose lui allargandomi l'ano per poi sodomizzarmi quasi completamente con un solo affondo.
Non gridai per il dolore per puro orgoglio, ma quella penetrazione così violenta mi fece così male, che dopo fui quasi costretta a masturbarmi per alleviarne il dolore. Quando però questo iniziò ad attenuarsi, fu una corsa quasi frenetica verso l'orgasmo, durante la quale persi quasi la ragione tanto erano forti le sensazioni che provavo.
Bartolo da parte sua, si dimostrò une vero stallone, rallentando ogni volta che stava arrivando al capolinea, per poi riprendere con più foga di prima. Mi trattò per quello che ero, una donna vogliosa di provare un misto di sottomissione ad un maschio dominante, e il desiderio di sentirsi sporca dentro. Più lui mi sbatteva, più io gli chiedevo di andare avanti senza fermarsi un solo instante, ben sapendo che non avrei mai provato nulla del genere col mio fidanzato impotente. Lasciò la presa sui miei fianchi solo poco prima di venire, per farmi girare e scaricarmi il suo orgasmo dritto in gola.
“Hai ripreso anche questo ?” gli chiesi dopo che mi ripresi dall'orgasmo.
“Sì lo vuoi vedere ?”
Lui mi prese per mano e mi condusse davanti al monitor di controllo, poi fece ripartire le riprese dal momento in cui avevo iniziato lo spogliarello.
Mentre mi rivedevo quasi non credendo a quanto fossi stata disinvolta per sedurlo, Bartolo che si era messo dietro di me, iniziò a baciarmi sul collo e sfiorarmi delicatamente il seno e l'interno delle gambe. Io lo lasciai fare, sino a quando un suo dito non s'infilò nella mia passera, proprio all'altezza del clito.
“Ma sei proprio insaziabile.” gli dissi girandomi prima di baciarlo sulle labbra.
“Ti voglio tutta, fica compresa.” fu la sua risposta.
Il suo ditalino divenne quasi violento, ma mai doloroso, tanto che alla fine mi ritrovai con le gambe molli e incapace di rimanere in piedi.
“Cos'aspetti a scoparmi, non vedi che non ce la faccio più.” gli mormorai all'orecchio.
“Il mio cazzo te lo devi meritare.” mi rispose lasciandomi appoggiata al muro per poi andarsi a sedere sul letto.
Compresi che lui voleva la mia completa sottomissione, ma decisi che dovevo esser io a tenere le redini del gioco, così mi misi in ginocchio e lo raggiunsi andando a quattro zampe. Una volta da lui non gli presi il cazzo in bocca com'era logico che facessi, ma iniziai a leccargli lentamente le palle mentre gli tenevo aperte le gambe con le mani.
La mazza gli divenne ancor più grossa e dura, e solo la mia sete di vendetta mi fermò dalla voglia di prenderla fra le labbra. Bartolo da parte sua non aveva nessuna intenzioni di pregarmi di fargli un pompino, anche se sembrava impazzire ogni volta che gli facevo sentire velocemente i polpastrelli sul cazzo. Tirò un sospiro di sollievo quando mi sdraiai sopra di lui, e il suo gran cazzo m'entrò dentro la passera senza trovare nessun attrito, tanto ero ancora bagnata.
“Ma il tuo ragazzo non ti scopa mai ?” mi chiese forse sorpreso da tanta audacia.
“Perché t'interessa ? E poi se fosse bravo tu non saresti qui.”
Lui m'infilò un dito nel culo per poi usarlo per farmi muovere più in fretta, su e giù sulla sua asta di carne, sino a quando non mi sdraiai al centro del letto.
“Ora scopami o vattene a fanculo.” gli dissi tenendomi le caviglie con le mani.
“T'accontento subito.” mi rispose mettendomi sopra di me per infilare nuovamente la mazza dentro la mia fica.
Bartolo iniziò a scoparmi entrando e uscendo dalle mie due porte del piacere, senza darmi la possibilità di prendere alcun ritmo. Forse per la prima volta si era trovato davanti una donna che non gli lasciava il totale controllo della situazione, ma nonostante ciò si dimostrò un vero stallone da monta. Nonostante mi sbatteva con forza davanti e dietro, non divenne mai realmente violento, se non un po' quando mi sodomizzò un paio di volte con me carponi che mi masturbavo senza alcun contegno, vogliosa di provare il massimo piacere possibile.
Infine quando sentì arrivare l'orgasmo, mi fece inginocchiare per poi mettersi in piedi e schizzarmi il suo seme in faccia, e farmi pulire il suo cazzo a colpi di lingua.
Con mio grande stupore, Bartolo si rivestì in silenzio per uscire dalla mia alcova senza dire una parola, lasciandomi nuda sul letto.
“Tornerai o sì che tornerai.” pensai mentre mi portavo il suo sperma dalla faccia alle labbra usando un dito.
Mi feci poi una doccia prima di rivestirmi e mettere tutto a posto, immaginando cosa avrei potuto fare a Patrizio, che ormai consideravo un mio schiavo sessuale, e Marisa la sua degna moglie troia.


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