i racconti di Milu
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Avevamo 18 anni ed era la nostra prima vacanza-studio in Germania. Un mese in terra tedesca ad imparare la lingua, ospiti di una famiglia del luogo. Io e il mio compagno di banco, Andrea, amico da sempre, eravamo partiti carichi di aspettative. Eravamo entrambi vergini e perciò decisi a fare le prime nostre esperienze sessuali. Prima di partire avevamo fantasticato a lungo sulle nostre “Gaeste-Schwestern”, le sorelle ospitanti della famiglia tedesca che ci avrebbe accolto. Tettone, bionde, magari un po’ più grandi di noi, pronte ad iniziarci a i segreti del sesso. Oppure nostre coetanee, meno esperte sì, ma con una gran voglia di sperimentare. Potete dunque immaginare la nostra delusione quando appena arrivati abbiamo scoperto che avremmo vissuto per l’intera durata della nostra vacanza studio con una signora di 60 anni, single, senza figlie e neppure nipoti!
La casa della signora, in verità, non era neanche male. Andrea ed io condividevamo una cameretta deliziosa: nulla di eccezionale, ma aveva pure la TV. L’unica pecca: il fatto che i due letti singoli fossero attaccati tra loro a formare un letto matrimoniale. Anche se la cosa, lo ammetto, tornò ben presto a nostro vantaggio.
Durante la vacanza studio Andrea ed io andavamo a lezione di tedesco al mattino, mentre nel pomeriggio svolgevamo le attività ricreative che ci venivamo proposte dagli educatori. Nella classe dove imparavamo tedesco c’erano parecchie ragazze, tutte all’incirca della nostra età o giù di lì. In particolare avevamo fatto amicizia con due ragazze di un anno più grandi di noi, anch’esse amiche inseparabili, che si chiamavano Cecilia e Caterina. In classe e nei momenti di intervallo, fin dal primo giorno, avevamo iniziato a ridere e scherzare tra di noi. Come fanno tutte le ragazze e tutti i ragazzi che cominciano a provare interesse ed attrazione tra loro: io per Cecilia, Andrea per Caterina.
Dopo alcuni giorni di conoscenza siamo riusciti a combinare la prima uscita serale a quattro. La sera prima di uscire Andrea ed io eravamo gasatissimi. Speravamo che quella sarebbe stata l’occasione per il nostro primo bacio (eh già, oltre ad essere vergini, non avevamo neppure mai baciato una ragazza in vita nostra!). Potete dunque ben capire la nostra delusione quando tornammo a casa quella notte senza aver combinato niente di niente: nessun bacio, nessuna carezza, neppure una camminata mano per mano. Non fraintendetemi, ci eravamo divertiti parecchio, avevamo riso di gusto tutti e quattro bevendo birra in un posto veramente figo, una birreria all’aperto (in Germania li chiamano Biergarten, giardini della birra); ma non eravamo riusciti nel nostro intento, ossia dare una connotazione anche vagamente sessuale a quella serata. I tentativi miei e di Andrea di appartarsi con la rispettiva partner si erano rivelati dei clamorosi buchi nell’acqua.
Dicevo quindi che rincassammo abbastanza delusi per quanto era accaduto, o meglio, per quanto non era accaduto. In quei frangenti i nostri sfoghi da sfigati si sprecavano. Anche a letto avevamo continuato a discutere sulla serata.
Andrea: “Sai che c’è? Che le ragazze al giorno d’oggi se la tirano tutte. Se solo potessi, non sai che cosa farei a Caterina! Me la tromberei da dietro alla pecorina. E poi le sborrerei sul culo”.
Luca (io): “Io invece preferisco la posizione del missionario”.
Andrea: “Eh certo, romanticone. Così vi guardate negli occhi, tu e Cecilia, mentre lo fate”.
Luca (io): “No, così poi le potrei sborrare direttamente in faccia. Ahahahahaha”.
Andrea: “Luca, non saprei, Cecilia ha una faccia da santarellina”.
Luca (io): “Per questo lo dico, perché si sa che le ragazze che sembrano delle sante sono in realtà le più troie!”.
Continuammo così per un po’ con i nostri discorsi da adolescenti arrapati, colmi di termini forbiti e aulici, descrivendo i nostri desideri. Così facendo si fece tardi e ad una certa, Andrea mi fece una proposta:
Andrea: “Senti Luca, a quest’ora alla TV dovrebbero esserci già i pornazzi. Che dici di guardane un po’? Sono in tedesco, ma la lingua della figa è internazionale”.
Io, che un po’ mi vergognavo ma non volevo sentirmi da meno di Andrea, con finto coraggio dissi: “Bella Andrea, accendi la TV”.
Andrea accese la TV e subito trovammo un canale che trasmetteva ciò che cercavamo. Si trattava di un vecchio film in cui una pastorella veniva avvicinata da un forestiero che, senza pensarci troppo, si calava i pantaloni e le metteva in bocca il pisello. Poi se la scopava alla pecorina in mezzo al prato tra le pecorelle.
Presto eravamo entrambi eccitati e con le palle piene dovute al fatto che erano alcuni giorni che non avevamo avuto modo di masturbarci, dovendo condividere gli stessi spazi. Ad un certo punto, superata la mia timidezza, non so che mi prese ma dissi ad Andrea:
Luca (io): “Senti, se vuoi farti una sega, fattela pure. A me non dà fastidio”.
Andrea: “Davvero, Luca? Mmmh, ok. Facciamo così, io mi sego, ma solo se lo fai anche tu”.
Ci guardammo e dopo un cenno di assenso ciascuno iniziò ad accarezzarsi il proprio cazzo già in tiro sotto le coperte. Mi sentivo in imbarazzo a masturbarmi in presenza di un’altra persona, non l’avevo mai fatto. La cosa, tuttavia, al contempo mi eccitava. Ad un certo punto sentii il fiato di Andrea diventare più affannato. Stava venendo. Andrea stava sborrando a fianco a me! La cosa mi eccitò talmente tanto che pochi secondi dopo venni anch’io in un’eruzione pliniana di sperma che mi colò sulla mano.
Sfiniti, ci addormentammo entrambi.
Note finali:
Per commenti e riflessioni eolore@libero.it