Al bar sotto la pioggia- Il ritorno di Laura By Il delicato

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Quella domenica pomeriggio di maggio scendeva la pioggia: calma, costante e insolitamente fredda per il periodo. Al bar di Tommy verso le 18 c'era abbastanza movimento: soprattutto compagnie di amici che si ritrovavano per un aperitivo prima di andare a cena. La domenica era sempre un giorno impegnativo per Tommy , tanto che spesso si faceva dare una mano da una giovane ragazza, Sara, poco più che 20enne, che aveva conosciuto qualche mese prima nel reparto di ortopedia dell'ospedale cittadino: entrambi si erano recati per una visita da uno specialista, Tommy per il mal di schiena che lo perseguitava costantemente e Sara per l'infortunio che aveva patito durante una partita di pallavolo: militava infatti nella squadra cittadina di volley ma da qualche tempo era fuori proprio per l'infortunio. Parlando con Tommy emerse che, non potendo più allenarsi, avrebbe avuto tempo e le avrebbe fatto piacere un lavoretto, anche a chiamata. Mattia le rivelò a quel punto che aveva un bar e che in alcune circostanze un aiuto gli avrebbe fatto davvero comodo, invitandola a provare. Sara accettò e si rivelò una collaboratrice davvero preziosa: precisissima negli orari, paziente anche coi clienti più rognosi, sorridente e infaticabile. Quella domenica Sara aveva chiesto di poter arrivare più tardi perchè le sue compagne di squadra si giocavano la promozione contro una squadra tosta e desiderava andarle a vedere e sostenere. Era arrivata alle 17 e 30, senza il suo solito sorriso e Tommy le aveva chiesto subito: " Avete perso? Dalla tua faccia scura si direbbe di sì".
" Si', abbiamo perso. Per tre punti di merda al quinto set. Fanculo, avevamo giocato benissimo ".
" Dai, Sara, non te la prendere. Nella vita si può anche perdere, ma l'importante è saperlo fare con onore. E da quello che mi dici le tue compagne hanno lottato con le unghie e coi denti".
" Sì, Tommy, sono state veramente delle guerriere. Anche i nostri tifosi, bravissimi: alla fine abbiamo ricevuto quasi più applausi noi di loro. Intendiamoci, hanno meritato, niente da dire sulla loro prestazione: l'unica cosa è che darei fuoco alla loro capitana".
" Antipatica?".
" Non è nemmeno quello il problema: è l'atteggiamento di sfida che tiene in campo, fa la superiore, fa sentire le avversarie delle merde, gioca sporco col pressing psicologico". Sara e Tommy smisero di chiacchierare per servire i clienti che cominciavano ad arrivare numerosi quando a un certo punto entrarono schiamazzando giovani ragazze con la tuta di una società di pallavolo gridando a ripetizione_: " La capitana paga da bere, la capitana paga da bere". Sara rimase immobile: " No, Tommy, loro io non le servo".
Notando la tuta e l'euforia della ragazze Tommy intuì: "Sono loro, Sara? Sono loro quelle che vi hanno battuto?".
" Proprio loro".
A un certo punto si fece strada verso il bancone, mentre le pallavoliste continuavano a gridare " La capitana paga da bere" , una di esse, una bionda sulla trentina, e a quel punto fu il barista a rimanere stupito quando lo salutò :
" Ciao Tommy".
" Laura! Che sorpresa rivederti. Non mi dire che la capitana sei tu!"
Prima che potesse rispondere , l'ancor più sorpresa Sara di fianco a Tommy gli chiese:
" Conosci la loro capitana? '".
" Siamo dello stesso paese- rispose Laura- Ma tu... non ci conosciamo noi?"
" Gioco nella squadra che avete battuto oggi ma sono infortunata. Ero sugli spalti ma ci siamo incrociate tante volte nei campionati".
" Ma sì, è vero... tu sei la Moretti. Sei bravissima nei muri. Forse se oggi ci fossi stata tu in campo non avreste perso". rispose sarcasticamente Laura.
" Non ti mando a quel paese soltanto per rispetto del mio datore di lavoro. Comunque Tommy, loro io non le servo".
" Stai tranquilla, occupati degli altri. Loro le servo io".
" Grazie" e detto questo voltò le spalle a entrambi.
" Allora, Laura, cosa vi porto? Quante siete?
" Siamo dieci e nessuna è astemia".
" Due bottiglie di buon prosecco, ok? Con qualche stuzzichino dei miei"
" Andata. Ce la fai poi a sederti con noi dieci minuti?
" Ma sì, dai, visto che gli altri li serve Sara mi posso fermare un attimo".
" E' la tua fidanzata?"
" No, no. Mi dà una mano al bar. Sono solo sentimentalmente".
" Come me! - sottolineò Laura- Dai, ti aspettiamo al tavolo".
Dopo nemmeno dieci minuti Tommy si presentò al tavolo delle euforiche ragazze con due bottiglie ghiacciate, bruschette al pomodoro, crostini con acciuga e cipolla, wuster avvolti in sottilette e verdurine grigliate, scatenando ancora di più l'entusiasmo delle pallavoliste. Laura fece sedere Tommy accanto a lei e a quel punto il barman parlò: " Ragazze, una delle bottiglie la offro io per festeggiare la vostra promozione". Un urlo di gioia salì nuovamente al cielo e appena calò un po' di silenzio, Tommy motivò la sua generosità: " Io e la vostra capitana siamo dello stesso paese". Seguì un altro urlo, e Laura ne approfittò per schioccare un sonoro bacio a Tommy, talmente vicino alle labbra che lo mise in imbarazzo. Ma poi si alzò e riempì i bicchieri a tutte. Distratte dal prosecco dopo il brindisi, le ragazze calmarono i loro animi e Laura spiegò il motivo della loro permanenza in quella città bagnata dalla pioggia : " Il nostro pullmann ha avuto un guasto , è domenica e non ci sono officine aperte. In più c’ è sciopero dei treni e perciò la società ha trovato un albergo qui per stanotte. Ci sarebbe stato un treno prima ma abbiamo perso tempo negli spogliatoi a festeggiare con tanto spumante e docce al coach".
" E il vostro coach dov'è ora?".
" E' rimasto in albergo con gli altri dirigenti. E' una persona veramente seria, è già stato difficile fargli fare un brindisi con noi, nonostante la promozione"- rispose Vera, la compagna posizionata di fianco a Laura:
" E' vero- aggiunse Laura- E' talmente moralista che lui entra negli spogliatoi, ci dà la formazione e poi non rientra fino a che non siamo cambiate. Idem al termine delle partite, non entra finchè non abbiamo tutte finito di farci la doccia".
" Oggi però gli abbiamo fatto uno scherzetto, eravamo talmente euforiche" sogghignò Vera
Laura rise: " Fuori dagli spogliatoi lo abbiamo convinto a fare un brindisi con noi, poi alcune di noi lo hanno trascinato sotto la doccia vestito , mentre noi lo abbiamo fatto diventare matto perchè i vestiti ce li siamo tolti
" Tutte nude?" chiese Tommy.
" In topless" rispose Laura. " Te le immagini, cinque o sei ragazze tra i 20 e i 30 anni, tutte in forma proprio grazie alla pallavolo, davanti a uno rigido come lui? Scommetto che di rigido oggi non aveva solo la morale"
" A me non capitano mai queste cose"- riflettè ad alta voce Tommy .
" Laura si alzò in piedi e urlò:
" Ragazze, il mio amico Tommy vorrebbe vedere lo scherzetto che abbiamo fatto al coach negli spogliatoi". Le ragazze urlarono entusiaste e aspettavano solo un cenno della capitana, ma Tommy cercò di dissuaderle:
" No, dai, Laura, c'è anche altra gente al bar".
" Va beh, dai, visto che siamo in un bar- propose Laura- facciamo solo tre secondi in reggiseno. Uno, due, tre... su le tute!".
Nessuna delle ragazze disubbidì all'ordine della capitana e dopo essersi ricoperte, Mattia le salutò: " Ragazze, complimenti ancora, per tutto. Torno al lavoro. Laura, se volete altro, chiama me. Anche perchè Sara, incazzata com'è per la partita, potrebbe mettervi il lassativo nei bicchieri.

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