i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante
Indice
- Text Size +
Note:
Questo racconto è la richiesta di un mio lettore
Franco stava tornando a casa da una pesante giornata di lavoro e non vedeva l’ora di gustare l’ottima cena che sua moglie Nora aveva sicuramente preparato come ogni sera.
Erano sposati da qualche anno ed erano felici. Sua moglie era una bella ragazza di 26 anni, non amava mettere in mostra il suo corpo, con un bel sedere abbondante e il seno piccolo. Ogni tanto si concedeva il vezzo di truccare un po’ di più i suoi occhi azzurri. A letto non era molto focosa, forse anche perché le cose non erano mai andate al meglio tra le lenzuola. Non facevano spesso l’amore.
Quando Franco aprì la porta di casa e salutò: «Ciao, amore!», non ricevette risposta. Non sentiva neanche il consueto ottimo profumino della cena.
Avvicinandosi alla porta della camera sentì la voce di sua moglie esclamare: «Dai! Ancora! Così mi piace!». I suoi timori divennero realtà e capì immediatamente cosa stava succedendo dentro la camera, ma aveva paura di vederlo con i suoi occhi. Rimase immobile con la mano sulla maniglia, poi dopo un altro forte grido di piacere di Nora, non resistette più, prese coraggio e aprì la porta.
Vide sua moglie a pecorina sul letto, con un uomo alto, muscoloso e bello che non conosceva dietro di lei che la sbatteva con forza. Aprì la bocca per dire qualcosa, ma non gli uscì niente. Nora lo vide e gli disse, con la voce rotta dal piacere: «Non si bussa prima di entrare?».
Franco rispose: «Chi è questo qua?», si rese conto subito che era una domanda stupida, ma fu l’unica cosa che riuscì a dire dopo l’affermazione noncurante di sua moglie.
«È il mio amante, stupido!», gli disse, «Lui sì che mi fa godere con il suo cazzone!», Nora non diceva mai le parolacce e Franco rimase a bocca aperta.
Franco notò che Nora indossava un paio di calze a rete autoreggenti che le fasciavano le gambe non molto lunghe ma ben tornite, delle scarpe nere lucide con il tacco vertiginoso e un reggiseno a triangolo nero trasparente che lasciava vedere i capezzoli piccoli e scuri. Non avrebbe mai immaginato che sua moglie potesse pensare di vestirsi così. Per di più aveva gli occhi molto truccati e un rossetto rosso vivo sulle labbra.
Franco si avvicinò a loro ed esclamò: «Smettetela! Tu sei mia moglie!».
L’uomo, senza smettere di penetrare Nora, lo spinse da parte, mentre sua moglie lo schernì: «Se tu non mi soddisfi con quel cazzettino che ti ritrovi, devo farmi scopare da qualcun altro!».
«Ma tutti quei ti amo che mi dici?» la voce di Franco era quasi supplichevole, si mise in disparte, poi sua moglie gli disse: «Il sesso è un’altra cosa. Lui è bravo e tu no. Adesso stai a guardare, che magari impari qualcosa!», poi l’uomo le disse: «Adesso scendi dal letto e succhiamelo!» la donna obbedì, scese dal letto e si inginocchiò davanti al suo amante: lui aveva il pene molto grosso, ma lei lo prese tutto in bocca senza difficoltà. A Franco lo aveva fatto sì e no due volte. Lo succhiava con avidità, leccandolo dai testicoli alla punta, soffermandosi sul glande a lungo per poi tornare giù. L’amante le mise le mani fra i riccioli castani, spingendole la testa contro di sé e facendole ingoiare tutto il pene. Nora non riusciva a respirare, ma lui non sembrava curarsene. Dopo averle fatto riprendere fiato, ripeté l’azione più volte. Nora ne sembrava ancora più eccitata.
«Sei una delle più brave. Ma puoi migliorare!», poi l’uomo si stese sul letto e Nora gli salì sopra, guidando il grosso pene dentro la sua vagina depilata. Iniziò a muoversi su e giù con un ritmo indiavolato, facendo sbattere i suoi glutei grossi sulle gambe dell’uomo e gridando forte il suo piacere.
Franco era allibito, amava sua moglie e non avrebbe mai immaginato che potesse fare una cosa del genere, lei che era sempre timida e non scopriva mai il suo corpo più del dovuto. Non riusciva a smettere di guardarli, invidioso che l’uomo riuscisse a far godere così tanto sua moglie. Pian piano, per di più, sentiva il suo pene di modeste dimensioni diventare duro nei suoi pantaloni. Aveva voglia di tirarlo fuori e masturbarsi, ma si vergognava delle sue dimensioni in confronto al pene dell’amante di sua moglie. Era quasi il doppio del suo.
Lo sconosciuto aveva strappato via il reggiseno di Nora e le stava succhiando con forza i capezzoli eccitati, li mordicchiava anche, in un modo che sembrava far impazzire ancora di più la ragazza. Con le mani le stringeva il sedere abbondante e lo schiaffeggiava, incitandola a muoversi più velocemente.
«Più veloce! Dai!».
Nora gridava di piacere, con la testa reclinata e, con le mani sulla testa bionda del suo amante, lo teneva attaccato al suo petto. Aveva il sedere rosso dagli schiaffi del suo amante, ma anche questo sembrava farla eccitare ancora di più. Franco notò che nella foga della passione Nora aveva perso una scarpa.
«Tu non mi hai mai scopata così! Lui sì che mi fa godere davvero. Non smetto di venire! Con te non ho mai raggiunto un cazzo di orgasmo!», schernì il marito. Poi, dopo essere venuta per l’ennesima volta, Nora disse al suo amante: «Fagli vedere cos’è una vera sborrata!».
«Voglio sborrarti su quella faccia da finta innocente!» rispose lui.
Scesero dal letto, l’uomo si mise in piedi e Nora gli si inginocchiò davanti.
Lui le spinse con forza il pene ancora umido degli umori degli orgasmi della donna tutto in gola, la sorprese e lei tossì, sputacchiando saliva.
«Che c’è? È troppo grosso per quella boccuccia da puttana?», le disse l’uomo, facendole prendere fiato. Poi le infilò di nuovo il pene in bocca. Questa volta Nora era più preparata e fece meno fatica. «Brava. Vedo che impari in fretta». Continuò ancora per un po’, poi lo tirò fuori e un abbondante fiotto di sperma schizzò sul viso della ragazza, seguito da altri tre o quattro. Lo sperma era davvero tanto e le colò anche sul seno e sulle gambe.
«Questa è una sborrata come si deve, non le tue due gocce!», disse Nora a suo marito, voltandosi verso di lui.
Franco vide il bel viso di sua moglie imbrattato dallo sperma del suo amante e con il trucco mezzo colato. Pensò che non l’aveva mai trovata così sexy.
I due si avviarono verso la porta, lasciando Franco in piedi con il piccolo pene duro. Lo tirò fuori e finalmente si svuotò i testicoli.
Note finali:
Per commenti, critiche, suggerimenti e richieste antom93@libero.it