i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Grazie all'interessamento di Carla, avevo ottenuto un appuntamento con Bianca, una giovane arredatrice con la quale volevo sistemare la dependance della villa di Tommaso. Avevo gi chiamato una ditta di pulizie perch la villetta era chiusa da troppo tempo, ma una volta tolte le ragnatele, m'ero accorta che non c'era un solo mobile che mi piacesse. Chiesi cos consiglio alla mia amica Carla, la quale m'indirizz direttamente da Bianca, la quale aveva gi lavorato per lei, sistemando alcune camere del suo appartamento.
Arrivai alla dependance con un leggero anticipo rispetto all'appuntamento, che era stato fissato per le dieci, al sol scopo di vedere se c'era qualcosa che mi era sfuggito, e che avrei potuto mantenere, ma dopo un veloce giro, scoprii che era davvero tutto troppo orrendo per rimanere in quella casa.
Bianca arriv puntualissima, e fui subito colpita dalla sua incredibile bellezza, tale che mi chiesi se era reale. I suoi lineamenti del viso erano a dir poco perfetti, messi ancora pi in risalto da un trucco leggero, ma visibile e contornati da una cascata di lunghi capelli biondi leggermente mossi.
Il fisico poi non era da meno, fasciato da un tubino nero molto elegante, che quasi faceva da contrasto con un bolero grigio lasciato aperto.
“Sono Bianca Russini e lei dev'essere Monica Faziole, la prossima signora Soleri.” mi disse porgendomi la mano.
“S per se va bene diamoci del tu e chiamiamoci per nome.” le risposi stringendogliela quasi emozionata per aver solo toccato una simile dea.
“Certo che mi va bene, non sai come odio certe formalit, ora per guardiamo insieme, se non ricordo male hai detto che non vuoi tenere nulla.”
La dependance era composta da quattro stanze pi i servizi, e con Bianca ci soffermammo a lungo in ognuna di loro, stabilendo molto velocemente come sarebbe dovuta diventare. La sintonia fu immediata, e non solo perch entrambe amavamo uno stile minimalista, pi votato alla praticit che altro.
Alla fine lei s'accomod su una poltrona, mentre io mi sistemai sul divano, per definire i particolari.
“Posso chiederti a cosa ti serve questo posto ? Insomma vivrai nella villa e questo sembra davvero un di pi senza senso.” mi domand dopo aver poggiato i suoi appunti.
“Per scopare.” le risposi senza pensare, pentendomi un attimo dopo per quello che m'era uscito dalla bocca “Anche se ad esser sincera ho un ufficio che in realt pi un’alcova che altro.”
“Per viva la sincerit.” mi disse alzandosi dalla poltrone e sedendosi vicino a me “In effetti questo posto perfetto per il sesso, spero non solo con uomini.”
“Non vedo perch porsi dei limiti.” le risposi accarezzandole la guancia per poi poggiare la mano sulla sua gamba ancora coperta.
“In effetti stupido perdere delle occasioni.” ribatt Bianca aprendo leggermente le cosce.
A quel punto non potei che cercare le sue labbra con le mie, trovandole aperte di quel tanto che basta per far sfiorare le lingue, mentre la mano scivolava dentro la gonna sino ad arrivare alle mutandine.
Lei rispose abbassandomi il vestito scoprendo cos il seno, per poi succhiarmi i capezzoli, che divennero subito turgidi. Per favorire i suoi giochi di bocca, mi misi a cavalcioni sulle sue gambe, trovandomi presto le chiappe coperte solo dalle sue mani.
“Alzati voglio spogliarti.” le dissi dopo essermi messa in piedi ad aver fatto cadere il mio vestito per terra, rimanendo cos col solo perizoma.
Lei si tolse il bolerino prima d'alzarsi e darmi le spalle, permettendomi cos d'abbassare la zip del suo tubino, che raggiunse il mio sul pavimento. Subito dopo le sganciai il reggiseno, e le mie mani si lanciarono sulle sue tette, coprendole con i palmi mentre le dita giocherellavano con i capezzoli.
Quando lei si gir ci baciammo a lungo, stringendoci l'un l'altra forse come due adolescenti, ma ben sapendo che non ci saremmo comportate come tali. Bianca infatti mi spinse sul divano quasi facendomi cadere sopra, per poi mettersi questa volta lei a cavalcioni su di me e offrendomi il suo bel seno, che succhiai avidamente, e le mie mani afferrarono le sue chiappe quasi per strizzarle.
Quasi non mi capacitavo di come una donna cos bella potesse far sesso con una come me, che pur tirata a lucido ero poco pi che banale.
“Sdraiati, voglio vederti godere.” mi disse all'improvviso spingendomi ancor di pi sul divano.
Le mie spalle non fecero quasi in tempo a sentire la pelle del divano, che lei mi sfil il perizoma per poi tuffarsi fra le mie gambe, ed iniziare a leccarmi come una forsennata ogni angolo del mio sesso.
Quando poi le sue labbra scivolarono intorno al mio buchetto, non riuscii pi in alcun modo a trattenermi, e mi misi quasi ad urlare per il piacere.
“Cos mi fai impazzire.” riuscii a dire a stento
Per tutta risposta Bianca m'infil due dita dentro, una nella passera e l'altra nell'ano, ed inizi quasi a scoparmi tale era la sua foga nel muovere le falangi.
“Girati voglio il tuo culo.”
Il suo non era un vero e proprio ordine, ma non ci pensai due volte e mi misi carponi aspettando le sue attenzioni, che non tardarono ad arrivare. Mi allarg le natiche con le mani per poi penetrarmi con la lingua, che riusciva a tenere tanto dura da poterla usare quasi come un piccolo pene. Provai a portarmi una mano sulla passera per poter godere anche da li, ma lei l'allontan sostituendola poi con la sua.
“Devi godere solo di me.” mi disse facendo scivolare due dita nella fica.
Avendo compreso che con lei non c'era nulla da fare, ma soprattutto accettando il fatto che fosse lei a condurre il gioco, mi rilassai facendo lentamente travolgere dal piacere. Bianca riusciva ad alternare lingua e dita con estrema velocit, facendo s che provassi sempre nuove sensazioni, ma allo stesso tempo non smise un attimo di stimolarmi in tutti i modi possibili sia il buchetto, che quel breve tratto di pelle che da li porta all'inizio della passera.
Un intenso orgasmo fu l'inevitabile conseguenza di tanto godimento, tanto che quasi mi dispiacque dovermi muovere per esser io quella che doveva donare piacere. L'intesa che era nata fu tale che non ci scambiammo neanche una parola, e Bianca si sdrai sul divano pronta ad accogliere le mie attenzioni, che iniziarono sfilandole il perizoma per permettermi cos di leccarle la passera, come aveva fatto prima lei con me. Usando quasi la stessa sequenza la mia lingua scivol sul suo buchetto, facendole uscire quasi un urlo di piacere.
“Mi piace godere col culo.” mi disse senza vergognarsene in alcun modo “Peccato che gli uomini non sappiano darmi quel piacere che solo una donna sa far provare.”
Non le risposi ma mi bagnai il pi possibile il medio prima di farlo scivolare nel suo retto, mentre la lingua ci girava intorno.
Bianca sussult per poi iniziare a gemere senza sosta ad ogni movimento del mio dito, aumentando il volume quando torna a leccarle la fica.
“Ora sono io a volere il tuo culo, quindi girati e tienilo aperto.” le dissi alzandomi in piedi.
Lei si mise carponi e port le mani sulle chiappe, per aprirle in attesa delle mie dita. Invece di sodomizzarla per preferii prima farle sentire per bene la lingua dentro il buchetto, ma ben presto fui io a non saper pi resistere alla tentazione. Cos le infilai indice e medio nella passera, facendo s che le due dita si coprissero dei suoi umori, prima di farle entrare dalla porta posteriore.
Bianca s'irrigid facendomi per un attimo credere d'averle fatto male, ma la smorfia di piacere che le disegn il volto mi fece comprendere quando in realt stava godendo. Volendole farla arrivare il prima possibile, ma anche con la maggior intensit possibile, all'apice del piacere, feci scivolare due dita dell'altra mano sulla sua passera, senza per mai entrarci dentro, ma limitandomi ad un lento e continuo massaggio della parte esterna. Non so il perch, ma pi Bianca godeva, pi diventata bella ai miei occhi, e quasi mi dispiacque quando ebbe l'orgasmo, tanto che esitai non poco a togliermi da dietro di lei.
“Davvero non ti piacciono gli uomini ?” le chiesi quando si sedette vicino a me.
“Non che non mi piacciono, diciamo che sono limitati. Una donna pu non smettere mai di dare piacere, mentre loro una volta che vengono hanno dato. Poi a me piace usare il culo, e con loro le cose diventano quasi sempre troppo violente e finiscono col farmi male.”
Non potei che constatare quanta ragione ci fosse nel suo ragionamento, anche se era pur vero che Stefano mi faceva godere tantissimo anche quando mi sodomizzava con un certo vigore, ma del resto non ero come lei, se non altro perch a me piaceva anche usare la fica e non poco.
“Sai che quasi mi dispiace di non avere qui nulla come un fallo ?” le dissi accarezzandole il viso “Per si potrebbe organizzare qualcosa quando avrai finito il tuo lavoro, e volendo si potrebbe invitare qualche mia amica.”
“Come quella gran troia di Carla ?” mi rispose ridendo “E non dirmi che non ci sei stata a letto perch se la conosci te la fai.”
A quel punto fui io a mettermi a sorridere, perch in effetti Carla era una gran maiala, e non lo dicevo solo io.
Visto che si stava facendo mezzogiorno invitai Bianca a pranzo, quindi ci rivestimmo con tutta calma, prima di prendere la sua macchina per andare in centro. Durante il pranzo discutemmo un po' di tutto, sesso compreso, per darci infine un appuntamento per la settimana seguente, quando sarebbero dovuti arrivare i primi mobili scelti per la dependance.
E in cuor mio sperai che oltre al lavoro ci sarebbe stato anche altro.


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