i racconti di Milu
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Prima di raccontare questa storia è necessario che io mi presenti, sono Angelo, ho 25 anni e sono un neolaureato di medicina che attualmente svolge la specialistica in un centro riabilitativo di Milano dedicato principalmente alla cura di traumi sportivi. Fisicamente sono alto 1.92, fisico atletico e classica carnagione mediterranea, con capelli e occhi scuri.
Ciò che sto per raccontarvi è accaduto esattamente una settima fa, quando dallo studio medico in cui mi trovavo, sento un forte trambusto, le grida di uomo. Esco lentamente dalla porta e vedo un uomo con in braccio una ragazza, scagliarsi con ira contro due infermieri che provavano a farlo ragionare.
Mi avvicino verso l’uomo per provare a capire ciò che stesse accadendo, e il padre, notando che indossassi il camice, iniziò a dirigersi verso di me.
Subito i due infermieri lo seguirono recandosi subito da me per spiegarmi la situazione e uno dei due mi disse: “ Il signore è molto agitato, sua figlia è una giovane campionessa della pallavolo e durante un allenamento è caduta facendosi male all’anca, ho provato a spiegarli che bisogna prenotare per effettuare una visita in questa clinica e che noi non siamo un pronto soccorso, ma non ne vuole sapere!”
Mi avvicinai alla ragazza in braccio al padre, feci pressione sull’anca della ragazza per vedere se ci fosse gonfiore, e di conseguenza lei urlò dal dolore, poi mi rivolsi all’infermiere dicendogli: “ Tranquilli, questa mattina sono libero, se vuole la può portare in studio da me” camminando e dirigendomi verso il mio studio. Subito il padre guardò con soddisfazione i due infermieri, consapevole di aver vinto questa battaglia, seguendomi con passo spedito.
Entrai e cambiai la carta del lettino gettando la vecchia, indicai al padre di poter sdraiare la figlia su di esso e lo invitai ad uscire. Mi guardò molto male, non si aspettava probabilmente quel comando da parte mia, probabilmente era un genitore molto geloso e preoccupato.
Chiusi la porta, e mi avvicinai alla ragazza, solo ora notai quanto fosse bella, posando i miei occhi sul suo viso e sul suo fisico perfetto, imbambolandomi senza rendermene conto. Era stupenda, capelli color rosso mogano legati a coda di cavallo, occhi sul grigio-azzurro, uno sguardo che definirei da mangia uomini, di una di quelle ragazze che ha la consapevolezza di essere bella e di poter aver tutto ciò che vuole, labbra carnose e rosa pallido, e un fisico mozzafiato, indossava ancora la divisa sportiva degli allenamenti, reggiseno sportivo elastico nero che non lasciava nulla alla fantasia riguardo alla sua soda terza di seno, un ventre piatto con piercing all’ombelico, un pantaloncino sportivo molto aderente che lasciava intravedere alla perfezione le sue giovani curve.
Fui interrotto da un suo lamento di dolore, mi avvinai e iniziai a farle le classiche domande di routine:
A: “Come ti chiami? Com’è successo racconta” dissi con un tono dolce e di comprensione mentre indossavo i guanti

C: “Mi chiamo Clara… mentre ero agli allenamenti della mia squadra ho saltato più in alto del solito, e ho sentito una forte fitta provenire dall’anca..” disse con voce dolce e preoccupata, per poi aggiungere “ E tu? Tu come ti chiami dottore?” il suo tono cambiò, sembrava quasi sfrontata e giocosa.

A: “Oh io sono il Dott. Stonati, ma tu puoi tranquillamente chiamarmi Angelo. Se non sbaglio tuo padre parlava che giochi in un’importante squadra, sembri così giovane! Quanti anni hai?” dissi incuriosito mentre provavo a distrarla dal dolore mentre divaricavo le sue gambe sul lettino poggiando le mie mani dolcemente sulla sua giovane pelle liscia percependo da parte sua come una sorta di brivido di piacere.

C: “Ho diciassette anni, si hai sentito bene, gioco in una squadra di serie A1 e fra tre giorni ho un’importante partita e devo per forza riprendermi! La prego dottore mi rimetta in sesto!” disse preoccupata

A: “Come prima impressione mi sembra che tu abbia un brutto strappo inguinale, adesso dovrò farti un’ecografia per vedere ciò che è successo realmente”
Concentrai il mio sguardo sull’anca pensando all’approccio migliore, e immerso nei miei pensieri, senza preavviso abbassai l’elastico dei suoi pantaloncini scoprendo il suo pube a metà, saltandomi subito all’occhio che non indossava intimo, e che il suo inguine era completamente liscio. So che non è eticamente corretto e che è una paziente, ma sono pur sempre un uomo, e la mia eccitazione iniziava a mostrarsi con evidenza sotto il camice.
Clara fece un sussulto inaspettato, era imbarazzata consapevole di non portare l’intimo. Afferrai il gel per l’ecografia e lo spalmai abbondantemente sull’anca indolenzita della mia giovane paziente, iniziando a massaggiarlo con due dita in modo dolce e delicato.
Notai subito un sobbalzo e un brivido da parte della ragazza, che incuriosita si sollevò dal lettino con i gomiti per riuscire ad osservare ciò che stessi facendo

C:” Brr… è freddo…” aggiunse sorridendo con imbarazzo mentre osservava scrupolosamente le mi dita muoversi
Massaggiavo dolcemente con le mie dita, sfiorando più volte con il mio polso la sua figa che sentivo inumidirsi sempre di più, e tale gesto causare una mia eccitazione sempre più evidente, mentre provavo a nascondere il volto imbarazzato ed eccitato sperando che Clara non notasse la mia erezione sotto il camice.
Posizionai l’ecografo sulla parte lubrificata, iniziando dei movimenti rotatori mentre fissavo lo schermo alla ricerca del problema, senza rendermi conto di avere gli occhi a dosso della mia giovane paziente, mentre si faceva sempre più concreta la possibilità che abbia notato il bozzo sotto i miei pantaloni.
Continuavo a ruotare osservando lo schermo, senza rendermi conto che durante i miei movimenti avevo spinto involontariamente i pantaloncini di Clara fino alle cosce, scoprendo completamente il suo pube riuscendo ad intravedere con la coda dell’occhio la sua fighetta.
Provai a comportarmi in modo professionale continuando a fissare il monitor, facendo finta di nulla, ma vista la posizione della gamba ferita, continuavo a strofinare la mia mano sul suo sesso, sentendo il mio polso inumidirsi sempre di più del nettare della ragazza. Finalmente trovai la causa, interrompendo quell’imbarazzante silenzio:
A:” Eccolo! Trovato!” Dissi con voce spiccata e soddisfatta, rimuovendo l’ecografo dal suo interno coscia. Posizionai gli occhi sul viso di Clara e notai che aveva gli occhi chiusi e un’espressione di godimento con labbra semiaperte e respirazione accelerata. All’udire delle mie parole fece un sobbalzo come se l’avessi catapultata nel mondo reale, era rossissima in viso e aveva l’espressione d’imbarazzo stampato sul viso come se l’avessi scoperta nel fare qualcosa di losco.
C: “ …Ah si…? Cosa ho Angelo…? Qualcosa di grave?..” Disse balbettando guardando in basso dalla vergogna. Sorrisi notando il suo gradimento in tutto ciò:

A:” Fortunatamente non è uno strappo, ma è una contrattura muscolare, basta una puntura al giorno di antidolorifico e mettere la giusta pomata e massaggiare accuratamente per sciogliere il tutto e tornerai come nuova! Se vuoi ti insegno il tipo di massaggio che dovrai fare a casa per spalmare la pomata, è una tecnica sperimentale che sto studiando da poco come ricerca” dissi mentre pulivo il gel in eccesso.
All’improvviso era come se tutto l’imbarazzo di Clara fosse sparito, mi guardò negli occhi e con entusiasmo e voce spiccata mi disse:

C: “ Meno male! Grazie dottore! Si la prego! Voglio iniziare il trattamento immediate, inizierei dalla puntura, odio gli aghi e voglio togliermi subito il pensiero!” Fece scivolare i pantaloncini giù dal lettino, si capovolse a pancia in giù mettendo in bella mostra il suo culo piccolo e sodo.
Non ebbi neanche il tempo di ribadire che mi misi subito all’opera, abbassi il lettino in maniera orizzontale, presi la siringa e aspirai il farmaco, successivamente immersi un batuffolo di cotone nell’alcol e lo posizionai sulla sua natica destra.
Immediatamente lei si irrigidì contraendosi dalla paura, iniziai a massaggiare la natica in modo da sterilizzare il punto in cui avrei effettuato la puntura ma, vedendola rigida, inizia un dolce massaggio in modo da tranquillizzarla. La mia grande mano si poggiava completamente sulla sua natica, iniziai a ruotarla dolcemente per poi premere contro la sua pelle in maniera sempre più intensa e sensuale. Sentivo che tutto ciò iniziava ad avere effetto, Clara fece un sospiro quasi liberatorio lasciandosi andare, mentre la mia mano, premendo, aveva più volte sfiorato il suo ano e la sua fighetta.
Approfittai di questo suo attimo di distrazione per infilzarle l’ago nella sua pelle, ebbe un sussulto esclamando dolore, anche se mi sembrava di aver percepito un gemito più che un verso di dolore. Iniettai il medicinale, tolsi velocemente l’ago e tornai a massaggiare il suo culetto, ormai il mio cazzo era talmente eretto che sarebbe schizzato fuori dai pantaloni da un momento all'altro.
C: “ Wow… l’ho sentito appena.. sei molto bravo..Angelo..” Disse con tono sessuale mentre le sue intenzioni iniziavano ad apparirmi sempre più evidenti.
L’afferrai dolcemente per i fianchi, ruotandola a pancia in su posando subito gli occhi sulla sua figa perfetta e gocciolante completamente esposta “ E ora procediamo con il massaggio…” dissi mentre presi la pomata.
Mi posizionai in piedi sul lato della gamba dolorante della mia giovane e sexy paziente, inizia ad accarezzare dolcemente il suo interno coscia con entrambe le mie mani in modo intenso e sensuale sfiorando più volte con decisione il suo sesso, mentre contemporaneamente le allargavo in modo scandaloso le gambe.
Presi la pomata e inizia a passarla sulla zona interessata, ma solo una mano procedeva con il spalmarla, l’altra era rimasta intenzionalmente ferma facendo pressione sulla sua figa, apparendo come se volessi tenere la gamba ferma, ma con l’intenzione di stimolarla sempre di più.
Il massaggio proseguiva, e ad un tratto sentii solleticare la punta del mio cazzo da sopra i pantaloni, spostai lo sguardo verso il viso di Clara, aveva gli occhi serrati, corpo teso e una mano immobile sul seno, emanava il dolce suono di timidi gemiti di piacere mentre con l’altra mano accarezzava il mio grosso cazzo con la timidezza di una ragazzina.
Continuavo a spalmare la pomata con una mano, mentre con l’altra iniziai degli impercettibili movimenti sulla sua figa che si fecero sempre più palesi e distinti, pressando con due dita la fonte del suo dolce nettare e iniziando a ruotare le dita sul suo clitoride.
Un intenso gemito fuoriuscì dalle sue dolci labbra accelerando il tocco della sua mano sul mio cazzo, inarcò la schiena assecondando il movimento delle mie dita, che prontamente entrarono dentro la sua piccola e stretta fighetta. Con l’altra mano interruppi lo spalmare della pomata, slacciai lentamente la cintura e feci scivolare pantaloni e mutande sul pavimento, liberando il mio grosso cazzo come una molla.
Mi stavo giocando il tutto per tutto, l’ansia di ciò che stava succedendo si faceva sempre più concreta, sia a livello professionale sia perché era minorenne, dalla sua prossima mossa avrei capito se stava per nascere un qualcosa di incredibile o se dovevo iniziare a cercarmi un avvocato.
Il tempo sembrava come se si fosse fermato, il cuore mi batteva a mille e fissavo la sua mano immobile e indecisa, finchè non afferrò con forza il mio cazzo e iniziò a segarlo. Mi uscì un gemito che suonava quasi come un sospiro di sollievo, adesso era come se mi sentissi più libero di fare ciò che volevo ad una ragazza così giovane e bella sotto il mio pieno controllo.
Spinsi le mie lunghe dita fino al fondo della sua figa, le posizionai come un uncino verso la parete alta e inizia a solleticare con forza stimolando il suo punto G. Lei entrò in estasi, iniziò a gemere ritmicamente e sempre più forte “ Oh si dottore… mai nessuno mi aveva mai toccata così.. adoro il suo “massaggio”, la prego continui e non si fermi!”
Incitato dalle sue parole, presi alla lettera la sua richiesta, iniziai a spingere e ruotare le dita sempre più velocemente, sentivo i guanti inzupparsi e scivolare sempre più intensamente dentro di lei, intanto Clara iniziò a segarmi più velocemente, finchè non mi tirò per il cazzo per avvicinarmi alla sua bocca.
Sorrisi e feci un passo sulla destra, e in men che non si dica sentii le sue morbide e carnose labbra poggiarsi sul mio cazzo, per poi essere immerso in un ondata di calore. Iniziò a succhiare e avvolgere la sua lingua attorno al mio cazzo e rotarla sempre con meno timidezza e con più passione, la mia piccola paziente si stava dimostrando una troietta che sapeva il fatto suo.
Per non essere da meno mi impegnai a farla godere sempre di più, iniziò a tremare e dimenarsi, i suoi gemiti diventavano sempre più forti e soffocati dal mio cazzo dentro la sua gola, e all’improvviso Clara esplose in un orgasmo schizzando e bagnando tutto. Smise di succhiare e imbarazzata si guardò attorno:
C: “ Oddio..cos’è successo?!?! Cosa ho fatto !? è stato bellissimo! Non ho mai goduto così tanto in vita mia!” disse con il fiatone mentre la sua pelle iniziò a luccicare per via del surriscaldamento del suo corpo.
Io sorrisi, e con aria esperta ed eccitata tolsi le mani dalla sua figa, sfilai il guanto e con tre dita raccolsi il più possibile il suo dolce succo, per poi portarlo alla bocca e assaggiarlo. E’ difficile da descrivere, era dolcissima, era un sapore completamente nuovo, un sapore di cui non avrei più voluto fare a meno.
Mi avvicinai al suo orecchio e iniziai a sussurrare dolcemente:

A:” Stai tranquilla… va tutto bene.. hai avuto il tuo primo squirt.. e fidati.. da adesso non vorrai più farne a meno..” Mi avvicinai alle sue labbra baciandola intensamente facendole assaporare i resti del suo orgasmo dentro la mia bocca. Sembrava imbambolata, assecondava con la curiosità di una bambina tutto ciò che facevo, facendomi capire che ne voleva sempre di più.
Mi spostai e aggiunsi:
A:” Adesso il farmaco dovrebbe aver già fatto effetto.. prova ad alzarti e dimmi se hai dolore piccola..” dissi porgendoli la mia mano per aiutarla.
Lei obbedì senza dire una parola, non dava cenni né di dolore né di disapprovazione, l’afferrai dolcemente per i fianchi e la girai posizionandola a pecorina da alzata mentre si poggiava con le braccia sul lettino.
Mi misi dietro di lei, puntai il mio cazzo contro la sua figa fradicia, e con estrema facilità entrai tutto il mio cazzo in un solo colpo dentro quella fantastica figa stretta e pulsante.
Clara urlò dal piacere, emanando un forte gemito, talmente forte che fui costretto a posizionarle una mano davanti alla sua bocca per non fare troppo rumore, ma fu troppo tardi, perché subito dopo sentimmo bussare con violenza la porta.

Continua

PS: scusate per gli errori, sfortunatamente scrivo di getto e difficilmente riesco a rileggere attentamente prima di pubblicare, (se volete segnalarmeli fatelo via email sia per questo che per altri miei racconti e io provvederò a sistemarli)
Commenti, critiche o consigli sono graditi!
Inoltre volevo proporre alle ragazze, che se qualcuna fosse interessata nel creare un roleplay o solo scoprire come funziona di scrivermi in privato e io sarò lieto di darvi tutte le informazioni possibili!
EMAIL: roleplayer1.93@gmail.com