i racconti di Milu
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Note:
scrivetemi per suggerimenti e per far evolvere la storia
Il viaggio in Chapas prevedeva 6 persone, ma alla partenza si ritrovarono solo in tre, Chiara, suo marito Matteo e Fulvio, più la guida e l’autista. Dopo una prima delusione si capì in fretta che viaggiare su un suv per 10 in cinque avrebbe avuto i suoi vantaggi.
Chiara e Matteo erano sulla trentina e legarono subito con Fulvio che aveva suppergiù la stessa loro età. Molti interessi in comuni, tutti pronti alla battuta a prendersi un po’ in giro. La guida Maria era una donna sulla quarantina molto preparata con diversi anni di esperienza, più portata per un approccio professionale, direttiva, non lasciava nulla al caso. Ram, Ramon, l’autista era di colorito più scuro della media dei messicani, tarchiato, non molto alto, sembrava un bodyguard, parlava pochissimo e solo con Maria.
Il trasferimento verso san Cristobal fu molto faticoso. Si alternavano percorsi di trekking a spostamenti in auto. Il caldo umido rendeva difficile le camminate nella foresta e il terreno scivoloso era un impegno. Anche i tratti in auto erano scomodi, si procedeva a bassissima velocità a causa delle curve e dei mille e mille dossi, di ogni altezza e larghezza. Finalmente arrivarono a San Cristobal. Alloggiavano in piccolo boutique hotel, formato da 3 villette di due piani con due stanze ognuna.
Maria si congedò dando appuntamento per l’indomani mattina. Chiara e Matteo alloggiavano sotto, Fulvio sopra. Lasciato il bagaglio, Fulvio si recò verso la piccola piscina dell’hotel e si immerse assaporando la freschezza dell’acqua. Poco dopo arrivò anche la coppia. Chiara indossava un bikini che lasciava vedere delle forme rotondette, con le curve giuste e la mutandina era formata da due mini triangolini che non nascondevano un bel sedere tonico. Anche il seno era bello sodo. Matteo aveva un fisico asciutto, molto simile a quello di Fulvio. Finalmente rilassati si scambiarono le impressioni sulla giornata. Si diedero appuntamento al ristorante dell’hotel, nessuno aveva voglia di uscire.
Fulvio arrivò per primo, c’erano solo tre tavoli, ma solo il loro occupato. Chiara e Matteo arrivarono dopo pochi minuti. Fulvio non potè fare a meno di ammirare Chiara che vestiva un semplice vestitino nero, tenuto su da due piccole spalline, e indossava dei sandali a tacco alto, una bella resistenza dopo le camminate del giorno. La cena fu piacevole, luci basse, ambiente che lasciava chiacchierare piacevolmente.
Finita la cena si incamminarono verso le camere, Chiara propose di sedersi davanti alla loro stanza per bere qualcosa insieme. Proposta gradita. Matteo entrò a prendere una bottiglia di bourbon comprata qualche giorno prima e iniziarono a bere.
Chiara: ma secondo voi c’è una tresca tra Maria e Ram?
Matteo: non so, ma lui non ti sembra un po’ primitivo per lei?
Chiara: be il primitivo può avere il suo fascino. Tu che ne dici Fulvio?
Fulvio: di sicuro. Passano così tanto tempo insieme che potrebbe esserci qualcosa tra loro. Certo che lui è davvero massiccio, mentre lei sembra più una prof
Matteo: direi una specie di Indiana Jones al femminile
Chiara: ti intriga?
Matteo: be inutile negare che sia una bella donna, no Fulvio?
Fulvio: senza dubbio. La trovo molto sensuale
Chiara: ah ecco che si fa interessante
Fulvio: ma si fa per dire
Chiara: ma se ti facesse capire che ci sta?
Matteo: che discorsi, ne coglierebbe il frutto
Fulvio: e tu Chiara, sei attirata dal tipo Ram?
Chiara: chissà… magari per cambiare un po’ la routine, si passa al tipo macho
Fulvio: Matteo da una parte sei salvo perché non costituisco una tentazione, dall’altra però sarei preoccupato
Matteo: certo non potrei difendere la mia proprietà
Chiara: mi consideri una tua proprietà?
Matteo: ma dai tanto per dire
Chiara: Fulvio non sei così male, anzi, solo che non potrei tradire Matteo
Così dicendo allungò la mano verso l’inguine di suo marito e iniziò ad accarezzarlo. Matteo la guardò sorpreso ma eccitato per la sfrontatezza della moglie. Chiara non aveva mai fatto così, forse avevano esagerato con il bourbon Fulvio non sapeva se continuare a guardare o lasciarli soli.
Chiara: ma se ci fosse anche Matteo presente non sarebbe tradimento, vero?
A Fulvio quella frase lo fece diventare duro. Chiara gli rivolse un’occhiata per vedere la reazione e si accorse dell’inizio dell’erezione. Matteo tra alcool e le sensazioni che gli provocavano le carezze della moglie, non reagì alla frase. Fulvio prese la mano di Chiara e se la portò all’inguine
Chiara: senti senti, forse è meglio se entriamo
Si alzarono, una volta chiusa la porta finestra Chiara si lasciò cadere l’abitino e rimase solo con un perizoma nero, non portava reggiseno, non ne aveva proprio bisogno.
Chiara: adesso tocca a voi però
Matteo si sentiva come in un film, la scena non gli pareva reale, Chiara nuda tra lui e un altro uomo. La cosa non gli diede fastidio, era l’eccitazione il sentimento dominante. I due uomini si spogliarono completamente, i loro membri erano turgidi. Chiara si mise tra loro e li impugnò con forza, iniziando una lenta masturbazione. Il cazzo di Fulvio era leggermente più piccolo di quello di Matteo, la lunghezza era quella ma la circonferenza di quello di Matteo era superiore. Chiara iniziò ad accarezzare la schiena di suo marito e poi anche il petto. Poi lo baciò, Fulvio si avvicinò e la baciò sul collo. Chiara si girò e contraccambiò il bacio. Poi gli appoggiò una mano sul collo e lo spinse verso il basso. Fulvio si inginocchiò e appoggiò il viso sulla coscia di Chiara, pronto a leccarle la figa. Con una mano risalì la coscia e arrivò a sentire la figa umida, quasi grondante. Stava per leccarla quando Chiara si ritrasse e avvicinò Matteo, mettendo il suo cazzo davanti al viso di Fulvio. I due uomini si guardarono sorpresi.
Chiara: perché no? Non voglio essere la sola a trasgredire questa sera.
Si inginocchiò di fianco a Fulvio, gli prese una mano e la mise sul cazzo di Matteo.
Chiara: non ti piace toccarlo? È caldo, vivo
Poi aprì la bocca e ingoiò il cazzo del marito, iniziando un pompino da brividi. Fulvio mise una mano sul culo di Chiara e la prese con un dito iniziando a masturbarla. Chiara si staccò e presa la nuca di Fulvio lo spinse con dolcezza verso il cazzo bagnato della sua saliva. Fulvio quasi incredulo aprì la bocca e lo fece entrare, iniziando ad andare su e giù. Matteo era in balìa degli eventi creati da sua moglie. Chiara si alzò e lo baciò trepidamente sulla bocca, mentre Fulvio continuava a succhiarlo sempre più forte. Fulvio all’inizio aveva pensato se è questo il pegno da pagare per scopare questa figa, be allora si può fare. Ma man mano che andava avanti con il pompino iniziava a prenderci gusto. Fu ancora Chiara a prendere l’iniziativa, staccò Fulvio e lo fece sdraiare, mise la testa tra le sue gambe e glielo prese in bocca. Lo fece andare fino in fondo, lentamente, risalì un po’ ed iniziò a girare la lingua sulla cappella. Matteo da dietro mise Chiara a quattro zampe e la penetrò trovando la figa bagnata pronta ad essere posseduta. La prese con un sol colpo.
Vedere la moglie con il cazzo di un altro uomo in bocca gli sembrava la cosa più normale di questo mondo. Chiara lasciò il cazzo con la bocca, fece uscire Matteo e si mise a cavalcioni di Fulvio, impalandosi su quel cazzo che era tra le sue labbra fino a pochi attimi prima. Dopo averlo cavalcato 5 o 6 volte si piegò su Fulvio
Chiara: Matteo inculami adesso
Non era la prima volta che succedeva, ma era sempre lungo convincerla a prenderlo dietro, adesso invece lo esigeva. Matteo inumidì il buchino e poi con delicatezza iniziò la penetrazione. Troppa delicatezza
Chiara: dai sfondami, fammelo sentire tutto
Matteo non se lo fece ripetere e spinse con forza fino in fondo. Chiara si sentiva piena, riempita da due cazzi che la stavano prendendo. Chiara sentì arrivare un incontenibile orgasmo, sconquassante come mai aveva avuto prima
Chiara: vengo o cazzo che bello, Matteo ti amo, dimmi che sono la tua troia, che mi ami per questo
Matteo: sì sei la mia troia, mi piaci troia
Chiara: ahhhh
Chiara si accasciò su Fulvio
Chiara: scusa Fulvio, ma Matteo è davvero un compagno incredibile. Non so cosa mi sia preso
Fulvio la attrasse a sé e le mise la lingua in bocca. Chiara ricambiò e poi gli morse il collo quasi con violenza.
Matteo: ancora un po’ e vengo
Chiara: fermo, fermi. Voglio farvi venire io
Li fece scendere dal letto, si mise in ginocchio tra loro e iniziò a masturbarli con foga, non ci volle molto che i due uomini sborrassero. Chiara indirizzò i fiotti verso i suoi seni e si inondò di sperma. Distesi infine sul letto, Chiara in mezzo, passò il dito sul seno raccogliendo lo sperma e poi a turno glielo metteva in bocca per farglielo pulire. Il gioco durò a lungo e alla fine si addormentarono così.