i racconti di Milu
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Era vero, si era sentita diversa, aveva quasi provato un piacere perverso ad essere usata come una troia, come quelle attrici che alcune volte aveva visto nei film porno noleggiati dal marito, ma a lui aveva sempre negato tutto, mai il culo, pochissimi pompini e fatti male, sempre scuse per allontanarlo.
In bagno, mentre si lava le brucianti estremità del corpo, Antonella si ritrova in lacrime a rimpiangere di non essersi, in passato, fatta prendere in quel modo dal marito, innegabilmente avrebbe reso felice lui e oggi forse sarebbe stata più pronta ad affrontare l’assalto al suo corpo.
Oramai il danno era fatto, l’importante era riuscire a mantenere all’oscuro di tutto Luciano ed ottenere i soldi che le servivano per bloccare l’azione della banca.
Il giorno seguente il marito è uscito presto per andare al lavoro, mentre Antonella sta facendo colazione riceve la telefonata dello strozzino, che senza perdere tempo in convenevoli la informa che nel giro di un’ora sarebbe stato a casa sua con i soldi e che lei avrebbe dovuto accoglierlo vestita in modo sexy, nonché, pronta a soddisfare le sue richieste.
Doveva resistere, di lì a poche ore avrebbe avuto i soldi, anche se a caro prezzo, che le avrebbero fatto guadagnare almeno un po’ di tempo.
Nervosamente la giovane donna prende a depilarsi sotto il getto della doccia calda, si lava i lunghi capelli neri per poi raccoglierli in un lungo asciugamano a mo di turbante.
Dopo essersi asciugata si passa lo smalto rosso sulle unghie dei piedi e delle mani e nell’attesa che questo si asciughi torna in camera da letto per scegliere gli indumenti da indossare.
Il phon ha appena ultimato di asciugare i suoi bellissimi capelli che il campanello dell’ingresso inizia a suonare.
Il tempo di guardarsi allo specchio, mordersi le labbra per il nervosismo, correre ad indossare le scarpe nere con il lungo tacco per ritrovarsi ad aprire la porta a chi si godrà il suo corpo per le prossime ore.
L’uomo senza attendere l’invito, da parte della padrona di casa, ad entrare la supera senza dire una parola portandosi in prossimità del divano posto nella sala.
Antonella chiude la porta ed in silenzio si avvicina all’uomo che nel frattempo a gettato il suo soprabito sulla spalliera dell’arredo.
“Avanti, ho una giornata piena d’impegni, immagino non abbia bisogno di spiegarti cosa devi fare ………………………., forza inizia a spogliarti, ……………., voglio guardarti”.
Di fronte all’uomo, la donna, profumata e leggermente truccata, inizia a togliersi, facendo scorrere verso il basso la lunga zip posta sulla schiena, l’abitino nero che scivolando lentamente mostra un abbigliamento intimo bianco molto fine costituito da corpetto e perizoma su calze autoreggenti rigorosamente bianchi.
Sempre più spaventata e umiliata, nota con terrore l’agitarsi dello strozzino che guardandola si tocca nervosamente il membro nei pantaloni.
“Dai togliti questo cazzo di corpetto e fammi vedere le tette, forza”.
“Si subito, come vuoi, ma non farmi del male ti prego”.
Antonella, seppur sconvolta, è bellissima, i capelli neri scompigliati contrastano con il viso arrossato dalla vergogna, che a sua volta contrasta con il colore degli occhi resi lucenti dalle lacrime trattenute a forza, si slaccia lentamente l’indumento trattenuto da gancetti metallici sul davanti dello stesso liberando il suo florido seno color latte per la lussuria dello spettatore.
“Belle tette, dai voltati e fammi vedere il tuo culo da troia”.
Ondeggiando sui tacchi alti la donna si gira e si flette in avanti per esporre un culo favoloso, percorso nel mezzo dal filo sottile del perizoma bianco.
“Non mi piace aspettare, togliti quel perizoma zoccola, voglio vedere quanto devo allargartelo quel buco”.
“Sei un animale …….”
“Zitta e fai quello che ti dico, ora io e te abbiamo un patto e tu devi rispettarlo”.
Le lacrime iniziano a scendere silenziosamente per il rimorso nei confronti del marito, mentre le mani fanno scorrere delicatamente il perizoma dai fianchi alle cosce, scoprendo la nera linea retta della sua fica.
In un attimo l’uomo davanti a lei, si trasforma in animale infoiato in preda ad un vero raptus sessuale, vista la bellezza della donna le si avventa contro strappandole il ridotto indumento e obbligandola a salire carponi sul tavolo della cucina.
I suoi capelli sono stupendamente sciolti sulle spalle e lungo la schiena, la testa rivolta in avanti, gli occhi chiusi e la sua mente vaga assente come ad estraniarsi dal corpo.
Lui inizia a leccarla tra le gambe, lambisce l’esterno dell’ano e tutto il solco delle natiche, lentamente ma efficacemente, con la mano sinistra esplora la figa della donna alla ricerca dei suoi fluidi.
La mano destra dell’uomo è avvinghiata saldamente sulla natica allargandola al fine di scoprire il più possibile il buco del culo della femmina.
Sempre più voracemente insinua la sua lunga lingua all’interno del canale posteriore, alterna gli affondi della stessa tra spinte regolari e solleticamenti repentini sputandoci dentro ripetutamente e spingendo la saliva all’interno della cavità anale.
Neanche nei suoi più reconditi pensieri Antonella avrebbe mai immaginato che quello che le stava accadendo potesse farle provare quella specie di piacere che iniziava a montare sotto forma di calore e brividi che a partire dal suo sesso risalendo lungo la spina dorsale s’ insinuavano nella sua testa che provava inutilmente a rifiutare quei segnali inequivocabili che il suo corpo le stava mandando.
Quasi senza rendersene conto la donna porta la sua mano sinistra sulla sua rispettiva natica divaricandola con le dita, facilitando così il lavoro della lingua e delle dita dell’uomo.
Quest’ultimo dopo avere lubrificato abbondantemente con la sua saliva l’ano della femmina, con fare deciso le infila nel retto il suo dito medio, che una volta messo dentro è fatto scorrere avanti e indietro con una cadenza lenta e spasmodica, fino a causare in lei, anche se involontariamente, gemiti di godimento e lo scorrere lungo le gambe degli umori della sua fica.
Lui nel frattempo, come un automa, si tira fuori il membro ed inizia a menarselo, la cappella arrossata e bagnata dall’eccitazione del momento, al suo dito si aggiunge anche il medio, ambedue scompaiono appaiati nelle profondità dello sfintere della donna.
Per circa venti interminabili minuti le cose vanno avanti così fino a quando l’uomo, sfilando lentamente le dita dall’ano della donna le dice: “Ora si cambia gioco”.
Antonella, arrossata in volto e con il fuoco tra le gambe non ha la forza e neppure la volontà di dire niente, la sua mente si è persa ed abbandonata al piacere.
Ha perso il contatto con la realtà, sente solo un forte bisogno di sentirsi riempire, i capezzoli si sono talmente induriti che le fanno male, la sua pelle luccica di sudore, non si è mai sentita così. Sciafffff………, un forte schiaffo sulla sua natica destra facendola sussultare sul tavolo.
“Voltati verso di me ………… svelta” le ordina l’uomo.
La donna pur restando carponi esegue l’ordine senza fiatare.
Una volta di fronte all’uomo sente subito le mani di quest’ultimo afferrarle i seni, “Mmmmmm, senti che belle tette che ti ritrovi, morbide ma con i capezzoli di pietra, “Ti piace il mio trattamento …. vero, rispondi troia”
La donna soggiogata dal fare deciso dell’uomo e dall’eccitazione in cui si trova risponde in modo caldo e sensuale “Baciami ti prego ……..”, contestualmente tira fuori delle labbra la sua lingua di velluto che subito è risucchiata dalla bocca dello strozzino, mentre i suoi capezzoli subiscono la tortura imposta dalle dita e dalle unghie dell’uomo.
“Ti piace e zoccola e dillo che ti piace”.
“Mmmm, siiii, essere immondo, siiiii, ………” dice la donna con un soffio di voce.
“Troia non vedo l’ora di aprirti per bene anche dietro”, con uno strattone dei capelli Antonella è invitata a scendere dal tavolo e fatta inginocchiare davanti all’uomo.
“Avanti inizia a succhiarmi e a smanettarmi, senza fare storie”.
“Mmmmmm, mmmm” succhia e sussulta la donna, mentre le dita dell’uomo continuano il loro lavoro sui seni e sui capezzoli.
La donna si sfila il cazzo di bocca: “Basta ti prego così mi fai troppo male”
“Riprendi subito a succhiare zoccola e zitta, zitta devi stare”, lei in silenzio e guardandolo negli occhi si riporta alla bocca il membro turgido ed umido mentre con le mani inizia contemporaneamente una lenta masturbazione.
Dopo una decina di minuti l’uomo si ritiene sufficientemente pronto, le sfila il cazzo dalle labbra, la solleva di peso per poi girarla e spingerla a d appoggiare il busto ed il viso sul tavolo.
Grazie alla posizione ed ai tacchi alti della donna, l’uomo trova perfettamente agevole l’accesso ai buchi d’Antonella, in modo molto rude le affonda alcune dita nella figa ritrovandosi le stesse immediatamente impregnate d’umori vaginali.
“Bene, ora t’insegno cosa voglia dire scopare” le dice infilandole il cazzo in fica dando vita ad una rude e alternata penetrazione, in fica ed in culo, ambedue percorsi e stantuffati con possenti affondi del membro.
Antonella assapora per la prima volta quella penetrazione, per il marito ha sempre finto e neanche in modo convinto, sente il bisogno di sentirlo nel profondo della sua vagina e in modo quasi impercettibile avvicina sempre più il suo corpo e le sue natiche al corpo dell’uomo.
Quest’ultimo percepisce la partecipazione della donna all’atto sessuale in corso ed affonda il suo membro sempre più fino a sollecitare le pareti dell’utero.
La figa della donna gronda d’umori, i due sessi si muovono all’unisono in modo perfetto, non concedendo alcuna tregua al suo corpo, sono venti minuti che la scopa, sembra non voler mai finire, lei si volta guardarlo quasi ad implorarlo di farla godere, si sente sporca, ma non può farne a meno, vuole godere, vuole conoscere il sapore dello sperma dell’uomo che la fotte e la fotte ancora, è un susseguirsi di gemiti ed insulti (zoccola, puttana, ecc.), umiliata e sfinita lei ha perso il senso del tempo e dello spazio “Basta non ce la faccio più..., ti prego…………”, vorrebbe solo che a scoparla ci fosse il suo vero uomo.
L’uomo accelera gli affondi e prende tra le dita il clitoride della femmina che oramai vicinissima all’orgasmo grida: “Oooooohhhhhh, siiiiiiiiiii, bravo, adesso sbattimi, sbattimi con forza lurido porco ……………”
Ancora un paio di colpi e la donna scossa da fremiti e da un blackout mentale esplode:
“Siiii, siiiiii, godo bastardo, ……………….godooooo”.
L’uomo si sfila dalla figa bagnata della donna dando a quest’ultima l’illusione di poter finalmente riprendere fiato e coscienza di se stessa, ma dura poco, non ancora soddisfatto lo strozzino la immobilizza, tramite le stesse calze di nailon sfilate alla donna, al tavolo dove il busto ed il seno sono incollati per il sudore, lo sguardo acceso e rivolto verso le natiche che tiene saldamente divaricate con le mani che sembrano artigli, esponendo in modo lascivo il buco del culo e la figa.
“Quando avrò finito ci potrà passare anche un autotreno, dentro questo buco”
“Lo davi questo culo al tuo uomo? Ah, ah, ah, ……….”
La stretta sulle natiche si fa ancora più energica, “Noooooooooo, ti prego questo ancora nooooooooooo” grida Antonella.
Sembra più per salvare la sua integrità morale che per la paura, “Ho fatto tutto quello che volevi, mi farai male come ieri”.
La cappella del turgido cazzo è appoggiata all’apertura anale e con una spinta lenta ma decisa il cazzo dell’uomo inizia la discesa nelle viscere della donna.
Lei emette un urlo di dolore dovuto alla lacerazione dell’ano, lo strozzino la sta fottendo nel culo, lei oramai è rassegnata e dolorante ma nello stesso tempo eccitata da tutta la decisione e l’irruenza, e, dalle dimensioni del cazzo che la penetra con vigore e non trova il coraggio di ribellarsi a lui e al suo corpo che pur avendo goduto a ricominciato a riaccendersi di passione, anzi ora si rende partecipe accompagnando con il movimento delle natiche gli affondi del cazzo nel suo orifizio, urlando ora di piacere, ora di dolore.
L’ano brucia in modo feroce, quando il grosso cazzo turgido arretra grondante d’umori l’uomo guarda la femmina con un ghigno beffardo e soddisfatto di se stesso, di poter godere del piacere di possedere questo splendido esemplare femminile.
Sembra impossibile che l’ano possa dilatarsi così tanto se sottoposto a continue sollecitazioni e divaricazioni, il cazzo affonda nuovamente dentro non solo penetrando il corpo ma anche psicologicamente la mente d’Antonella.
Il lancinante dolore e niente in confronto alle sensazioni e alle vibrazioni che le contrazioni dello sfintere trasmettono al cervello della giovane donna con esiti piacevoli per la donna stessa.
“Ti piace troia, ah, ah, ah, ora si che ti ritrovi un vero culo da zoccola”
“No, non è vero” grida sfinita mentre il cazzo continua a perforarle il culo e l’intestino.
Sembra un serpente vivo che le stritola gli intestini al fine di trovare una via d’uscita diversa da buco d’entrata.
“Aaaaaaaaaa è grosso ……….., piano, ti prego pianoooo”
“Dopo questo servizio il tuo culo sarà più efficiente della tua fica”
Lei vorrebbe scacciare le sensazioni di godimento che lentamente ma inesorabilmente s’impossessano nuovamente del suo corpo e della sua mente, ma è inutile, i capelli scompigliati, agli occhi che guardano nel vuoto ed il viso devastato dal piacere, rendono evidente che il grosso cazzo continuando a scavare il suo culo le apre un mondo di sensazioni fino ad oggi sconosciute.
Improvvisamente le mani dell’uomo si aprono un varco tra la superficie del piano d’appoggio del tavolo e il corpo della donna per andare ad afferrare saldamente i suoi seni e stringerli con foga.
La giovane donna è sempre bellissima, indossa ancora le scarpe con il tacco alto, il viso stravolto e le sue natiche superbamente esposte verso l’alto.
Dopo un paio di minuti l’uomo nel suo culo sta per venire, il cazzo allo spasimo, lo sfintere si dilata quasi a voler cedere, lei grida “Aaaaaaarghhhhhhhhh, che doloreeeeee, nooooo, non c’è la faccio così mi uccidi, nooooo, vieni ti prego, vieniiii”.
Dopo due sussulti il cazzo esplode nelle viscere della donna, sicura di sentire lo sperma rovente risalire l’intestino, dopodiché il membro rilassato lascia libero il buco del culo che oramai non riesce, almeno al momento, a restringersi nella sua naturale posizione lasciando la visione spettacolare di un enorme buco nero nell’universo delle splendide natiche della giovane donna.
Il maiale si appresta a liberare le caviglie legate alle gambe del tavolo per poi obbligarla ad inginocchiarsi di fronte a lui, dolorante ma eccitata, di sua iniziativa la donna si prende l’uccello dell’uomo in bocca ed inizia a succhiarlo con trasporto, il culo e la figa in fiamme, il gusto dello sperma nella bocca non le impediscono di fare a meno di pensare che quell’uomo servendosi del suo corpo con egoismo e libidine la sta, di fatto, vergognosamente eccitando e nel riconoscersi femmina come mai si è sentita ora pensa che il sapore e l’odore di sperma nella bocca e nelle narici e meno nauseante, vuole fare tutto quello che lui desidera, si sente una puttana ma nello stesso tempo follemente desiderata come donna.
Una decina di minuti dopo l’uomo, oramai soddisfatto, si riveste, lancia sul tavolo una busta contenente 20.000 Euro in contanti e sorridente esce dalla porta principale senza dire una sola parola.
Continua ……………………………..
Note finali:
Ringrazio coloro che mi hanno contattato per esprimere le loro prime impressioni.
Per suggerimenti o critiche: silvereyem@hotmail.it