i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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- Ma lo sai che sei un bel maiale? -

Questo ti ho detto quando, vedendoti indaffarato al computer, sono venuta a chiederti cosa stessi facendo.
E tu, con la tua solita faccia da schiaffi, mi hai risposto:

- Scrivo racconti erotici –

Pensavo stessi scherzando ed invece mi hai fatto leggere alcune righe, alcuni passaggi piccanti. Credo di essere arrossita leggendoli e lì ti ho detto quella frase.

Poi mi hai spiegato che è un tuo hobby abbastanza recente, che ti dà soddisfazioni in numero di letture e anche nello scambio di mail con altri autori e lettori. Sono rimasta stupita quando, chiedendotelo, mi hai detto che sì, ci sono anche autrici e lettrici. Ti ho dato un pugno amichevole sul petto accusandoti di scrivere per rimorchiare, di volermela fare alle spalle ed ancora tu, serafico, mi hai proposto di farmi leggere le mail che scambiavi, di darmi la tua password, che non hai nulla da nascondere.

Ti conosco, capisco se mi stai mentendo, ed ho lasciato perdere fidandomi. D’altronde significa anche che mi lasci tempo e spazio, quando sei impegnato, per fare quello che mi pare, e soprattutto arrivi sempre, abbandonando i tuoi racconti, se ti chiamo.
Un hobby innocente anche se un pochino depravato secondo me. Così ho pensato.

Beh, non sono una suora, lo sai bene. Non sono stata forse io ad agganciarti a quella festa? A dire che avevo bisogno di un po' d'aria per farmi condurre nel giardino? A sbatterti contro quell’albero e limonarti? Mi eri piaciuto subito e non ho esitato. Nemmeno quando mi è venuta voglia di sentirti in bocca.

Oddio, eravamo entrambi abbastanza su di giri, è vero, ma anche così non mi scorderò mai la tua faccia quando ti ho sorriso e sono scesa giù.
Mi hai visto inginocchiarmi senza staccare gli occhi dai tuoi, aprirti i pantaloni e tirartelo fuori. Ti dirò, mi aspettavo di trovarti già pronto o quasi e un po’ ci sono rimasta male, però hai risposto subito alle mie carezze e presto ti ho sentito duro e caldo tra le mie labbra.
Mi andava così e mi sono rifiutata di alzarmi, quando me l’hai proposto, per fare qualcosa d’altro. Ho preferito spompinarti con calma, come piace a me, sentirti diventare sempre più grande, fremere, sentire i tuoi mugolii, la tua mano sulla testa che mi spingeva fino a farmelo prendere tutto dentro, e infine sentirti esplodere allagandomi la bocca.
Mi è piaciuto anche il tuo seme, sapeva di fruttato, o forse era la vodka alla pesca bevuta poco prima, non importa. Invece mi è importato che quando mi sono rialzata mi hai baciata. Non sono molti gli uomini che ho conosciuto che mi hanno baciata senza farsi problemi poco dopo che lo ho fatti godere nella mia bocca, e tu sai che l’ho fatto con diversi.

Beh, mi piacevi sempre più, e la notte stessa, dopo che siamo scappati via dalla festa per correre a casa tua, spogliarci e rotolarci nel tuo lettone, me l’ha confermato. E’ stato il mattino dopo che mi hai veramente conquistato quando, svegliandomi, ho sentito le tue labbra su di me, tra le mie cosce.

- Ti ricambio il favore –

Mi hai detto ridacchiando prima di tornare a mettermi la lingua dentro e, devo dirtelo, non sei stato male. Molto meglio di altri, come se già sapessi cosa mi piaceva e cosa no.

Da un pompino serale ad una leccata mattutina, con in mezzo un paio d’ore di fuoco le quali, te l’ho confessato e te lo ripeto, non ricordo poi molto bene; ed ecco che è nata la nostra relazione, che è diventata convivenza una volta aggiustati alcuni aspetti familiari.

Adesso… beh, non proprio adesso, qualche tempo fa, la scoperta che scrivi storie “sozze”.
Attuale è invece la mia voglia di saperne di più, di scoprire perché ti piace scrivere e leggere certe cose. Ho cominciato a girare anche io in rete, cominciando da dove scrivi tu, le tue storie.
Quanta fantasia amore mio, e nemmeno l’hai usata tutta nei tuoi scritti. Ti ho riconosciuto nei tuoi racconti: le tue preferenze, la tua voglia di raccontare una storia anche se piena di sesso, la tua ossessione per certi dettagli, anche alcuni aneddoti che sappiamo solo io e te, sparsi qui e là. Beh caro amore mio, adesso capisco anche il tuo volermi coinvolgere nel chiedermi un punto di vista femminile di certe situazioni che andavi a descrivere.
Avevo creduto che fosse come un gioco di ruolo, che ti servisse per sapere cosa mi piaceva di più, per eccitarmi e poi finire a letto anche se sapevi che non serviva, che eri (e sei) tu ad eccitarmi.
Sei capace di solleticare la mia libido, di farmi fare le cose più pazze come quel Natale in cui, a casa dei tuoi, mi hai trascinata in cucina con la scusa di vedere se era pronto l’arrosto, e lì mi hai presa di fretta, scopandomi sopra il tavolo, con il rischio di farci sentire dagli altri a una parete di distanza, che tua madre venisse a vedere come andava, tappandomi la bocca con le mani per non farmi urlare mentre godevo.

Quei suggerimenti che ti ho fornito li ho ritrovati lì, sul web, e non sai quanto mi ha fatto piacere vederli, sapere che mi hai ascoltato.
E’ naturale che adesso io sia curiosa, che voglia saperne di più, che voglia leggere anche la tua corrispondenza sui racconti, scoprire cosa vi dite, che idee vi scambiate, fino a che punto osiate spingervi.

E’ vero, come mi avevi detto, ci sono anche donne, e devo riconoscerti che non ci hai provato con loro, almeno non spudoratamente. Ma cosa le spinge a farlo, a vivere in un ambito che considero prettamente, maliziosamente e perversamente maschile? A relazionarsi con un perfetto sconosciuto rivelando particolari, non so quanto veri o inventati, che io potrei dire solo a qualcuno che conosco bene e nemmeno a quello? O forse è proprio il non sapere chi hai davanti, essere per loro sconosciuta che ti permette di lasciarti andare? Qualcuna di loro mi pare persino più … porca di te.
Chiedo loro perdono, non è un insulto. Anzi, adesso che ho voglia di conoscere e, chissà, di provarci anche io, adesso che sento la curiosità rodermi da dentro, lo devono prendere come un complimento da parte di una che è affascinata da quanto ha letto.

E’ una cosa totalmente nuova per me amore, mai avrei pensato di sentirmi bagnare per un qualcosa che leggevo. Una scena di un film magari, un racconto a voce come qualche nostro gioco, ma mai per un racconto scritto. Ed ora che ho trovata questa cosa so che non me ne staccherò tanto facilmente.
Saprai guidarmi? Magari scriveremo qualcosa assieme? Oppure leggerai storie di donne bellissime mentre io starò devotamente sotto la scrivania con il tuo cazzo in bocca? E perché poi non posso leggere io mentre sei tu sotto la scrivania?

E’ solo una piccola cosa se ci penso, eppure è un nuovo mondo che mi si apre davanti e la cosa mi eccita da matti.

Scrivi amore mio, scrivi cosa vuoi che io ti faccia, ciò che tu vuoi fare a me, ciò che vuoi che facciamo insieme. Realizziamolo su una pagina prima di farlo davvero, sarà il nostro “libretto di istruzioni”.