i racconti di Milu
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Note:

Questo racconto si scalda man mano: seguitelo e non ve ne pentirete!

Il titolo potrebbe essere fuorviante perché l’ipnosi vera e propria c'entra poco, anzi per nulla. Ma per vie indirette invece è la chiave di tutto il racconto.
Io sono Claudio e vi dico di Ingrid, mia moglie.
Uno di quei casi di donna bella ed arrapante ma anche molto intelligente. Purtroppo a volte l’intelligenza è inversamente proporzionale alla bellezza…
Alta 1,80, un corpo a dir poco perfetto: seni sodi e grandi ma che stanno su benissimo anche da soli, gambe lunghe e belle. Il culo, ne vogliamo parlare? Farebbe la sua porca figura anche sulle spiagge frequentate da brasiliane che come si sa, sono le regine del lato B! Voglio solo aggiungere che è stata testimonial di una nota casa di lingerie. Occhi azzurri, capelli neri ed un sorriso che può mettere in ginocchio chiunque. Quando esco con lei faccio fatica a non litigare con le persone che la guardano in modo rapito, ma li comprendo: anche io se vedessi una bonazza del genere non riuscirei ad essere educato: dovrei guardarla con la bava alla bocca, e non vi dico in spiaggia…
Lo scorso luglio, una domenica, ho invitato a cena Gianni; un amico, un collega d’ufficio: entrambi lavoriamo nel campo delle assicurazioni. Un bel ragazzo, di quelli che credo non passino indifferenti alle attenzioni delle donne. Palestrato il giusto ma non sformato come certi culturisti. Un bravo ragazzo forse un po’ “credulone” infatti in ufficio spesso è vittima di scherzi di ogni genere ma lui la prende sempre con allegria e per questo mi sta molto simpatico.
Dunque, tornando alla cena, avverto mia moglie che sarebbe venuto Gianni perché anziché trattenerci in ufficio per una controversia, preferivamo parlarne a casa mia dopo una bella cena e magari in compagnia di un bel Chivas.
Alle 19:00 in punto, l’orario che gli avevo dato per venire a casa, Gianni si presenta vestito bene ma un po’ troppo pesante per come era la giornata, infatti dopo un po’ che noto che non era a suo agio, gli chiedo se preferiva magari dei pantaloncini ed una T-shirt: io al suo posto non mi sarei fatto pregare per nulla invece lui timidamente cerca di rifiutarsi ma era evidente che stesse crepando dal caldo, non poteva continuare con pantaloni, giacca e camicia. Alla fine accettò e venne nella stanza da letto dove gli passai alcuni indumenti più leggeri da scegliere, appunto dei pantaloncini ed una maglietta perché d’altronde avevo deciso di mangiare sul terrazzo, all’aperto anche se ricordo che quella giornata era particolarmente calda ed afosa.
Ingrid indossava una canotta e questa volta aveva messo il reggiseno ma solo per coprire i capezzoli che ha sempre molto pronunciati e quindi sarebbe stato sconveniente non indossarlo per quella occasione. Pantaloncini di quelli non molto stretti, per intenderci, non voleva per nulla mostrare le sue bellissime forme che nonostante tutto comunque “gridavano” da sotto gli indumenti.
Verso le 20:00 ci mettiamo a tavola e cominciamo a mangiare, a bere e come spesso succede si parla del più e del meno e più si va avanti e più ci si “sbraga” nel ricordare episodi divertenti, ma poi inevitabilmente questi episodi si esauriscono ma io non volevo far cadere il tono della serata allora cominciai a parlare di un “immaginario” viaggio in India. Qui vedo che Ingrid mi fissa stranita ma io da sotto al tavolo le tocco un piede e lei capì che doveva assecondarmi…
-Caspita, Claudio, sei stato in India?!!.- Esclamò Gianni - Quanto vorrei andarci! L’India per me rappresenta tanto, ci sono santoni che vorrei incontrare, dicono che fanno cose inspiegabili, si sollevano da terra, la lievitazione…
-“Levitazione”, Gianni, nun è ca fanno ‘o tortano…
-Sì, scusa volevo dire levitazione, poi ci sono certi che guariscono, ipnotizzano…
“Ipnotizzano”… Qui mi scatta un’intuizione geniale: dovevo giocare su questa cosa, sentivo che sarebbe stata la mossa della serata. Continuo andando a ruota libera cercando di farmi venire idee improvvisando…
-Certo Gianni, sono grandi ipnotizzatori! Noi ne sappiamo qualcosa…
-Siiiì? Non mi dire che avete assistito ad una performance dal vivo?!
-Assistito, è poco! E qui comincio ad atteggiarmi come il famoso compianto “Manuel Fantoni” di verdoniana memoria…
-Ti dirò ero molto scettico, e forse dai miei sbadigli si intuiva ed io non facevo nulla per nasconderlo, quando quel tale Sahadu (non me ne volete questo nome mi è venuto, sembrava forse più il nome di un santone sardo) cominciò a fissarmi e venne verso di me e con fare molto cordiale mi chiese in un italiano comprensibile:
-Tu forse no credi molto a mie parole?
-Mi scusi signor santone Sadu’…
-Sahadu’, prego…
-Sì, Sahadu’, in verità non è che non ci credo molto, ma non ci credo per nulla.
-Io vedeva che tu sbadiglia e ride, ma io voglio fare una cosa per te. So che mogli italiane spesso parlano molto, vogliono comanda in casa… Questa bella signora te vicino è tua moglie?
- Sì - dico io…
-E lei comanda a casa?
-Beh, non troppo ma confesso che a volte vuole tenere sempre l’ultima parola…
-Bene. Posso chiede tua signora che viene su palco? E così facendo si rivolse ad Ingrid che accettò.
- Ma daiiii - esclamò Gianni con occhi spiritati - Non mi dire che l’ha ipnotizzata??!!!
-Gianni, non ci crederai, ma dopo strane mosse, pronunciò una parola incomprensibile, dopodiché Ingrid cominciò a fare tutto quello che lui le diceva:
-Ora Ingrid è gallina!
Ed Ingrid cominciava a fare “Coccodè, coccodè”. Tra me pensavo: -Ma tu guarda ‘sta figlia di… lo sta prendendo in giro…
-Ora Ingrid è cavallo e salta ostacoli!
E lei cominciò a correre per il palco saltellando…
- Ecco, ora tu sai che io dice verità- disse il santone. Pronunciò di nuovo quella strana parola e poi fece scendere Ingrid che mi si avvicinò chiedendomi:
-Che è successo?
-Come, cosa ti è successo…? Hai fatto la scema a saltellare per il palco ed hai fatto la gallina per prendere in giro quel cretino, e mo mi domandi…
-No, aspetta - mi interruppe Ingrid - Cosa avrei fatto io?
-Hai fatto l’imitazione della gallina e di un cavallo…
A questo punto Gianni, in estasi:
-Ma nooooo??!!!! Ingrid sei stata ipnotizzata da un santone? Uaoooo!
Ingrid a questo punto reggendomi il gioco:
-Sì, Gianni, non ci credevo ma poi ho visto il filmato che mi ha fatto Claudio col cellulare…
-Posso vedere il filmato?- Chiese, Gianni. Allora intervenni io subito per mettere una pezza al fatto che il filmato ovviamente non avrebbe potuto mai vederlo, visto che era tutto inventato…
-Mannaggia, non me lo dire…- Lo avevo sul vecchio cellulare che ho perso…
-Peccato - fece con aria sconsolata Gianni - Mi sarebbe piaciuto vederlo…
-Pazienza... - Poi chiesi ad Ingrid di prepararci un caffè. Avevo in mente il clou dello scherzo!
-Gianni, devo confessarti una cosa, io quella parola la conosco bene, il santone poi me la scrisse e mi disse che per un certo tempo Ingrid sarebbe rimasta ancora sensibile all’effetto. Io non ci credevo ma la sera in albergo lessi il bigliettino ad alta voce e…
-Eeeeeeeee?? - Fece Gianni ormai quasi in trance…
-Non ci crederai: Ingrid cominciava a fare tutto quello che io le chiedevo:
-Ingrid, fai il cane! – E lei lo faceva… - Adesso il gatto! E lei eseguiva…- Poi ho ripronunciato la parola ed è tornata normale come sempre, senza ricordare assolutamente nulla! Da allora però non l’ho più riprovato, anche perché ho avuto anche paura…
-Incredibile! - Esclamò Gianni- Ma io lo sapevo che erano possibile queste cose!
-Io no! Chissà se funziona ancora… Vorrei provare!
-Non ho mai assistito ad una cosa del genere - mi confessò Gianni.
-Ok, dovrei ancora avere la parola scritta da qualche parte in un cassetto. Ora proviamo.
Così dicendo mi alzai e raggiunsi Ingrid in Cucina:
-Teso’, non chiedermi nulla ma quando dico… dico… Ash Facall (lo so non sono un granché nell’inventare parole magiche…) tu fai un’espressione un po’ abbandonata devi far capire che stai in uno stato di ipnosi.
-Te sei scemo, Claudio ma che…
-Dai, dai…
Scrissi la parola su un bigliettino e tornai al tavolo. Lo mostrai a Gianni e gli dissi con aria di complicità:
-Ecco. L’ho trovato! Dopo proviamo…
Aspettai che tornasse Ingrid, ed esclamai a pieni polmoni:
-Ash Facall!
Ingrid, a malincuore, conoscendola, mi tenne il gioco: fece l’espressione che le avevo raccomandato e rimase ferma con il vassoio con le tazze del caffè in mano.
-Tu sei la nostra cameriera, Ingrid servici il caffè ma prima devi fare un giro su te stessa.
Immagino le maledizioni che mi stava mandando Ingrid, ma anche se un po’ a fatica, eseguì, poi ci servì il caffè.
-Ecco, ora sei un cagnolino!
-Bauuu, Bauuu - fece Ingrid…
-No, sei un cagnolino e devi camminare come un cagnolino a quattro zampe - Cercavo di immaginare come stava pensando di farmela pagare dopo, ma la cosa mi divertiva incredibilmente.
Lei si mise a quattro zampe e cominciò a camminare a guisa di un cane…
-Scodinzola, scodinzola, sei felice del tuo padrone! - E lei agitava il suo bel culo… - Salta, Salta…
Lei eseguì ancora: saltava e nel saltare notai che i seni sballonzolavano e si vedevano nettamente dalla scollatura della canotta ed anche se aveva il reggiseno, come ho detto, erano molto prorompenti ed i capezzoli fuoriuscirono. Notai che Gianni deglutiva a fatica mentre guardava, allora decisi che era il momento di far finire la cosa, anche perché avevo ben colto l’imbarazzo di Ingrid e da lì a poco se non avessi smesso io, lei avrebbe fatto scoprire tutto lo scherzo…
- Ash Facall - Gridai, ed Ingrid subito smise di fare l’aria da ipnosi e disse:
-Allora com’è il caffè?
Non si era accorta dei capezzoli che erano fuori dalle coppe del reggiseno e sembravano volessero sfondare la canotta.
-Gianni mi guardava con aria da ebete, non aveva il coraggio di dire nulla… Poi con un po’ di forza riuscì appena a dire:
-O...o…ottimo - Balbettò, credo un po’ per l’esperimento, un po’ per quella visione paradisiaca delle tette di mia moglie. Un fuoriprogramma che non avevo previsto.
Appena si rese conto della “scapezzolata” Ingrid si alzò ed andò verso il bagno per risistemarsi.
Finita la serata, appena Gianni andò via, Ingrid come una furia:
-Te sei scemo! Ma che figura mi hai fatta fare? Ma come ti vengono certe idee??? Io ti… ti… Voleva prendermi a pugni ma poi scoppiamo in una fragorosa risata. Non riuscivamo a fermarci… Lei mi guardava e ripeteva: -Bau, Bau… Ma che scemo che sei…
-Ah, ah, ah… Per poco non gli è partito un embolo quando ha visto le tue tette quasi tutte fuori dal reggiseno.
-Dici che si sono viste?
-Azzzz. Quando saltavi si sono visti anche i capezzoli!
-Quando me ne sono accorta sono andata di la’ per risistemarmi…
-Si, ho notato… Però adesso ho una voglia di scopare…
-Anche io - disse abbracciandomi.
Ora che eravamo soli, si sfilò la canotta e sganciò il reggiseno: che visione stupenda! Conoscevo a memoria quei seni ma ogni volta mi facevano sempre estasiare. Sodi, con dei chiodi che mi piaceva mordicchiare, areole belle scure, anche un po’ sollevate dal resto della pelle… Le misi una mano in mezzo alle gambe: mi piaceva toccarle quella bella braciolona e notai che era già bagnata come non mai: anche a lei piaceva farsi leccare le bocce… Era proprio un lago di umori: di solito era così dopo parecchi minuti di petting, ma allora forse era più predisposta…
Scopammo a lungo e lei venne diverse volte: era proprio infoiata.
Pensai che anche la cenetta a base di pesce ci aveva messo lo zampino per renderla così infuocata!