i racconti di Milu
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Note dell'autore:
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Mark si svegliò dolorante, sentiva un dolore lancinante alla testa e si sentiva molto strano. Non riusciva a capire dove si trovava, provò a muoversi nel lettino, ma si accorse che era impossibile. Era supino ed il suo corpo era legato al lettino, delle cinghie lo tenevano immobilizzato, non le vedeva, ma ne doveva avere una sotto il petto, una che gli attraversava la pancia, una in alto sulle cosce, una sotto le ginocchia ed infine una sulle caviglie. Non poteva muovere neanche le braccia, erano strettamente legate, anche quelle, distese di lato al suo corpo, al lettino. Si vedeva poco, molto poco. Aprì ancora di più, con fatica, gli occhi ed osservò se stesso e l’ambiente circostante. Era nudo, coperto da un lenzuolo. Si trovava in una stanza molto piccola, oltre al letto c’era giusto lo spazio per stare in piedi ed in un angolo un water. Di fronte una porta e sopra una feritoia da cui entrava luce, sembrava un seminterrato, non c’erano finestre. C’era un’asta di ferro da cui partivano diversi tubicini, aveva una flebo ad un braccio. Era sgomento, ma quello che lo mandò nel panico più totale fu, guardando al suo petto, che aveva un seno incredibilmente grosso, era coperto dal lenzuolo e la luce era molto fioca, ma aveva due tette che formavano due belle collinette sotto il lenzuolo. Cercò di gridare, ma non ci riuscì, poi svenne.
Quando riprese i sensi cercò di domare il panico, tremava ed era febbricitante, ma ci provò. Cercò di ricordare come era finito lì e soprattutto cosa significava. Si ricordò che era andato in una clinica. La clinica del dr. Martin. Era un ragazzo di 23 anni confuso sulla propria sessualità, era di quello che voleva parlare con il dottore.
Mark era un bel giovane, moro, alto, snello e longilineo, ma molto poco virile, era circondato da belle ragazze, ma con loro concludeva poco, si sentiva invece attratto dai ragazzi, ma era timido e incerto e quindi concludeva poco e niente anche con loro.

Mark si rese conto che era stato drogato e poi operato, non poteva vedersi, ma sentiva che il suo corpo era notevolmente cambiato.
Per quindici giorni Mark rimase legato a quel letto in uno stato di semi incoscienza, viene nutrito con flebo, e dorme, dorme tanto mentre il suo corpo continua a trasformarsi, diventa più morbido, più rotondo, acquista curve proprie di una donna. Rimane in quello stato tutto il giorno. Una donna viene a trovarlo tre o quattro volte al giorno, è un’infermiera di nome Lucy, che lo aiuta nei suoi bisogni, lo deterge, lo pulisce, gli fa mangiare qualche pappetta e scambia con lui qualche monosillabo. Mark non ha neanche la forza di chiedere spiegazioni e si abbandona a quelle mani esperte. Aspetta.
Poi, dopo quindici giorni, Lucy lo slega dal letto e l’aiuta ad alzarsi, Mark ha un capogiro, è debole, ma Lucy riesce a sostenerlo in piedi. Mark è nudo ed alla debole luce di quel seminterrato riesce a guardarsi, vede che ha davvero un seno da maggiorata, una quarta abbondante, vede che non ha più un pelo sul corpo, che il suo corpo e liscio e morbido. Il seno è pesante ed ingombrante. Piange. Lucy lo fa uscire da quella celletta e lo porta, sempre nel seminterrato, in una camera più luminosa ed accogliente. Lo fa distendere su un letto e gli mette un collare a cui viene collegato un guinzaglio che finisce in un anello sul muro. Mark ora può muoversi, ma solo per quanto è lungo il guinzaglio. Poi Lucy gli dice – tu ti chiami Tess. –
Lui non fa neanche in tempo a reagire che Lucy è già andata via ed ha chiuso la robusta porta a chiave.





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