i racconti di Milu
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E’ un sabato mattina come tanti quando non suona la sveglia, per il fatto che posso convenientemente sonnecchiare indisturbato nel tepore del letto. Una piacevole sensazione di velluto sul mio corpo nudo mi fa opportunamente indugiare perché non vorrei alzarmi, poi lentamente scopro un lato delle coperte, metto i piedi a terra e mi stiracchio un poco sentendo che pure l’inguine si tende: ecco puntuale un’erezione, d’altra parte è normale la mattina presto. Arrivo in bagno e accendo la luce, lo sguardo s’incolla dentro la specchiera che attualmente riflette restituendomi quasi interamente tutta la figura. In quell’istante mi viene da ridere alla vista di quel corpo magro e tonico, nel complesso armonico, con quel cazzo eretto che si staglia come una magnifica imperfezione tra le forme regolari dei fianchi. Rido, mi soffermo sul pube ricco di peli ma non folti, il pensiero non so come faccia, ma corre velocemente ripescando nella memoria una puntata di “Sex and the City”, dove Samantha sul più bello chiede al suo partner qualcosa che risuona suppergiù così:

“Perché le donne devono eliminare i peli superflui anche lì di sotto e gli uomini invece no? Depilalo, perché sembrerà più grande”.

Che sciocchezza, chissà mai rimugino dentro di me. Sarà vero oppure no? Mi sbarbo quasi tutte le mattine senza pensarci, perché non provare l’effetto che fa rasarsi anche il pube? Penso addirittura di documentare la scena, ho la passione per tutto ciò che assomiglia a una videocamera, sicché prendo dallo studio la piccola telecamera digitale, ritorno in bagno e la metto di fianco al lavandino cercando di centrare il campo visivo lì, dove mi preparo all’insolita depilazione. Avvio la ripresa, il cazzo sta lentamente perdendo l’erezione mattutina, io sono concentrato sull’operazione come farebbe un apprendista al suo primo giorno di lavoro, prendo la schiuma e ne spruzzo una considerevole quantità sul pube e sul pene, il getto è freddo, infatti mi scuote per un istante procurandomi un leggero scatto all’indietro, poi distendo con uniformità per coprire ogni zona, istintivamente passo la mano sul cazzo imbiancandolo. Avverto che riprende a estendersi stavolta noto però con un pizzico d’eccitazione. Non so bene da dove cominciare, perché non è come farsi la barba. Decido sennonché di partire da un angolo, il rasoio scende con calma e porta con sé i ciuffi dei peli di varia lunghezza, il movimento è regolare e continuo, interrotto solamente dalla necessità di pulire la lama sotto il getto dell’acqua. Impiego un po’ per terminare la parte sopra il cazzo, poi? Come devo proseguire?

Con un movimento non del tutto naturale trascino il rasoio sotto i testicoli e cerco di risalire, ho paura di farmi male però dura soltanto un attimo, perché la lama è delicata e gentile come una mano femminile. Il cazzo torna a essere duro, vinco ogni timore e passo il rasoio in ogni parte, lo ammetto è piacevole, assai soddisfacente. Comincio ad alternare un passaggio di rasoio e un movimento nel seguire con la punta delle dita, non faccio caso ai peli che vengono via, perché adesso prevale l’eccitazione. In quella congiuntura mi muovo con sicurezza e cerco di cogliere in quella situazione le variazioni di piacere procurate dai movimenti della lama, seguiti dalle carezze delle dita. In realtà è un piacere intensissimo, poiché mi porta ad accelerare l’operazione, stranamente non penso all’orgasmo perché quel piacere è diverso, eppure il mio cazzo sembra non voler smettere di crescere, immediatamente scorgo la punta rossa irrorata di sangue tra il bianco della schiuma residua. La sborrata fuoriesce lenta e abbondante mentre mi resta in gola un gemito strozzato, l’orgasmo mi sorprende in modo così repentino che non controllo, giacché un piccolo movimento involontario del rasoio mi fa contrarre, durante il tempo in cui un secondo getto più abbondante del primo s’irradia incollandosi sullo specchio, dove adesso le gocce colano accompagnate dal mio urlo liberatorio conclusivo.

Io abbandono in quel momento il rasoio e cerco di conservare quello stato di piacere con il palmo della mano, il cazzo è ancora ben ingrossato e la mano se ne riempie, con l’altra mi tengo per non cadere, poiché a tal punto il piacere m’aveva stordito. In seguito tento invano di pulire lo specchio con della carta igienica, mi ricordo della videocamera e la spengo. Vado nel soggiorno e collego la videocamera al televisore per rivedere quel lavoro, in quanto è per me una fissazione, giacché m’interessa l’aspetto tecnico della ripresa. Intanto vado nell’altro angolo dove c’è la cucina per preparare un caffè, passo vicino alla porta d’ingresso e in quel momento sento suonare il campanello, mi fermo un attimo cercando di ricordare chi aspettassi: nessuno. Corro a prendere un accappatoio e vado ad aprire, là c’è Valentina la vicina di casa con la mia cassetta degli attrezzi in mano:

“Ciao, sono venuta qua per restituirtela. Ti ringrazio molto, in quanto ho potuto fare tante cosette”.

Io le dico d’entrare, lei è una bella e brava ragazza, mi colpisce la sua manualità, la sua capacità d’usare facilmente gli oggetti e gli utensili per la soddisfazione della sua innata creatività. In realtà mi colpisce pure il suo sedere, la sua perfetta rotondità mi evoca infervorandomi i balli tipici del carnevale di Rio de Janeiro in Brasile. Valentina entra e s’accomoda sul canapè di fronte al televisore, mentre io sono impegnato nel continuare la preparazione del caffè, sto prendendo la seconda tazzina quando lei in maniera inattesa m’accenna:

“Come mai fai una ripresa del bagno?”.

Ero distratto, per il fatto che non mi ero reso conto che il televisore stava riproducendo il video appena girato, così mentre mi cola del liquido seminale su d’una coscia cerco di trovare le parole appropriate che possano accompagnare il mio scatto verso il tasto dello stop della videocamera, malgrado ciò riesco appena a precisare:

“Niente di rilevante, è un semplice esperimento” - quando vedo la scena della schiuma che avvolge il mio cazzo semi eretto. Io tento di fermare l’immagine, ma lei mi tocca la mano insistendo di proseguire:

“Fermo, lascialo andare, molto interessante” - non staccando però gli occhi dal video.

Io non so come uscire dall’imbarazzo, come capacitarmi e spiegarmi, cerco un’idea nel suo volto da brava ragazza, però non è il suo sguardo. Lei sembra confusa e frastornata da una scoperta sensazionale, perché vede un uomo alle prese con un’improbabile e un’incredibile depilazione. Devo distrarla con qualcosa di forte, allora le dico:

“Tu stai sbirciando nella mia intimità” - lei guarda ancora il video sbottonandosi lentamente la camicetta mi proclama:

“Hai ragione, se scoprissi anche la mia potrei continuare?”.

Io le dico di sì quando il suo seno è già davanti ai miei occhi, Valentina non indossa mai il reggipetto, questo già lo so e ne approfitto:

“Non è quella la parte migliore di te”.

Senza dire una parola e rimanendo sempre incollata al video s’alza, si sfila con calma il pantalone attillato e il perizoma mostrandomi le natiche. Io percepisco che questa mossa accelera il tempo di recupero, il mio cazzo inizia a riprendere la forma del risveglio, lei si stacca finalmente dal video ma solo per avvicinarmi a sé, desiderosa di sentire le mie mani sul suo corpo. Frattanto mi sfila completamente l’accappatoio, in quel momento ci abbracciamo toccandoci dappertutto freneticamente, lei gettando di continuo lo sguardo al video, io concentrato nel sentire crescere nuovamente il mio cazzo per intuire il momento propizio alla penetrazione. In quell’occasione la stendo sul divano cercando di non coprire la visuale verso il televisore, ho capito che è quella la vera fonte della sua intemperante e lussuriosa eccitazione. Ne ricaviamo una posizione ginnica, perché Valentina posizionata su d’un fianco alza la gamba sinistra e m’offre la sua pelosissima fica umida che mi fa farneticare. Io sono pronto per penetrarla con decisione, lei inarca la schiena per assecondare il movimento, entro ed esco cercando di capire se la consistenza del mio cazzo la soddisfa. Lei non sembra concentrata su questo, il video sta presentando la parte esatta in cui depilo i testicoli e il cazzo s’ingrossa. Io noto che è quello il suo primario e libidinoso interesse, perché mi sorprende con un’inedita e viziosa richiesta:

“Non così, meglio da dietro, ecco così, mentre guardo il video” - mi suggerisce lei piuttosto decisa e ammaliata.

Io eseguo senza fiatare, ci disponiamo rapidamente nel modo richiesto e riprendiamo la penetrazione più profonda, che prima grazie alla sua naturalezza nell’offrirmi quello spettacolo di forme tonde e sode e di grandi labbra calde e accoglienti, inizia a gemere da subito. Mi sembra quasi una simulazione, però in realtà la eccita il mio cazzo imbiancato solcato dal rasoio, io mi muovo in modo rabbioso cercando volutamente di farle male, forse una reazione per cercare di farla concentrare su di me, sul reale dietro di lei, non su quello del video davanti a lei. Non ci riesco: i suoi gemiti aumentano quando vede iniziare l’eiaculazione, per poi esplodere in un orgasmo pieno nella scena dello specchio inondato di sperma. Gode, si dimena, si rallegra del video, non solo, o forse per nulla del cazzo che ha dentro di sé. Nonostante sia contrariato e osteggiato dal suo inconsueto quanto anomalo e veemente spregiudicato ego, il suo orgasmo mi porta rapidamente all’orlo, sto per venire, Valentina se ne accorge in qualche modo, ciononostante sfugge via annunciandomi in maniera totalmente inattesa:

“Senti, sta uscendo il caffè, fa’ presto, spegni il gas, corri a versarlo”.

Io resto completamente di stucco. Come? Proprio adesso pensi al caffè? In maniera dubbiosa e incredula per tutto quello che sta succedendo, eseguo come uno schiavo portando a termine quel comando. Non finisco di versare il caffè nella prima tazza, quando vedo spuntare dal mezzo delle mie gambe la sua faccia, Valentina mi esamina attentamente scandagliandomi con un sorriso complice, accogliendo in conclusione nella sua bocca il mio cazzo ancora ben eccitato. Lei voleva stupirmi, desiderava farmi una sorpresa coi fiocchi, io cerco di distrarmi dal piacere continuando a versare il caffè, a mettere lo zucchero, tuttavia lei mi stoppa sgarbatamente le mani. Non capisco, eppure è tutto così tremendamente amabile, elettrizzante, piacevole e seducente, avverto che sto per eiaculare, assecondo il movimento accompagnando la sua testa con le mani. Lei intuisce, s’alza e continua con la mano. Ho voglia di sborrare, Valentina muove il mio cazzo come cercando d’imprimere una corretta direzione al getto che sta per fuoriuscire, perché infatti è così: punta il mio cazzo verso la tazzina e dà un colpo più forte come se stesse usando uno stantuffo.

Il getto della sborrata schizza dentro il caffè finendo nella prima tazzina, appresso nella tazzina accanto, io sono distintamente stravolto, beato ed estasiato assisto incredulo e infervorato a quell’inedita quanto lasciva e licenziosa scena, perché rischio di cadere per terra. Lei mi sostiene, mi fa sedere sul tavolo continuando a carezzarmi il cazzo, poi gira il cucchiaino nelle tazze e mi porge il caffè. Lo beviamo lentamente, insieme, assaporandolo come una prodigiosa e soprannaturale bevanda esotica.

E’ un sabato mattina come tanti, quando non suona la sveglia posso preparare con calma il mio caffè.

{Idraulico anno 1999}