i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante
Indice
- Text Size +
La serata estiva era fresca e gradevole, la cena consumata nel ristorantino era stata straordinariamente deliziosa. Io avevo ancora impresso nelle narici il profumo dell’uva fragola che pendeva dal pergolato vicino al nostro tavolo, possedeva in realtà un odore dolce e pungente al tempo stesso, così come la sensazione dell’attesa della notte con lui. Lui, invero, chiamandomi qualche giorno fa teneramente m’aveva precisato:

“Cara Veronica, so che sei triste in questo periodo, io sto per partire verso un luogo lontano e vorrei che tu passassi la notte con me, nello specifico a casa mia”.

Lui m’aveva in quella circostanza letteralmente sconcertato sorprendendomi, tuttavia io apparivo esultante per quella chiamata, perché verso i suoi confronti sono vivamente annodata, anche se effettivamente abbiamo avuto poche occasioni per incontrarci. Rammento che sin dal primo incontro l’armonia era parsa perfetta, in quanto avevamo conversato per ore e vissuto l’amore con totale passione e intimo abbandono, questa volta però lui aveva amabilmente aggiunto:

“Voglio farti vivere una fantasia che sicuramente hai avuto” - non aggiungendo più nulla, lasciandomi la completa curiosità come quando si è in attesa d’assaporare un frutto non ancora pregustato.

Io avevo deciso di concedermi per la prima volta un’intera notte fuori casa, adesso la solita sensazione di calda accoglienza m’avvolge entrando nel suo appartamento piccolo ma ben assortito e curato. Il suo tocco, così come un brandello di felpa calorosamente m’affagotta, istantaneamente il suo sfioramento s’accinge a esplorare il mio basso ventre, fintanto che un tremore mi trapassa il dorso scompigliandomi già le viscere. Io sbarro gli occhi per assaporare il gusto delle sue labbra, la mia lingua ne percorre i contorni, poi penetra nella sua bocca socchiusa e danza in modo simultaneo con la sua. L’alito caldo, il fluido ci unisce avvolge la nostra passione, innesca i primi lampi di piacere, io mordicchio leggermente le sue labbra e con la lingua gli lecco il volto, fino ad arrivare alle orecchie e a baciarlo dietro il lobo mentre gli sussurro:

“Oreste, viviamoci questa serata al massimo che possiamo”.

Seppure tardi e nonostante la brezza che arriva dal balcone, i nostri corpi si muovono, lui mi solleva il vestito passandomi una mano tra le cosce, poi mi sfila gli slip, mentre continua ad accarezzarmi sfiorandomi la fica pronta al piacere. Io incoraggio per un attimo il viaggio delle sue dita e le stringo tra le gambe, le sue mani s’insinuano dietro le spalle, lui con un gesto veloce sgancia il reggiseno sfilandolo dalle spalline. E’ provocante captare la mia corporatura disadorna sotto il vestito, è come una momentanea barriera, invero un’accattivante tentazione. A dire il vero io gli sfioro il petto giocando con la lingua, Oreste è già senza maglietta, con una mano impugno il suo cazzo tra le braghe, con l’altra m’introduco nella chiusura della cintura, lui si sorregge a me sfilandosi i calzoni e le mutande, in conclusione io colgo distintamente l’intima fragranza della sua epidermide che irrompe dentro le mie narici invadendole, in tal modo il mio desiderio aumenta.

Io lo esamino per un breve istante, durante il tempo in cui lui prosegue la sua opera baciandomi e tastandomi deliziosamente i seni, lestamente in una frazione di tempo peraltro non misurabile, io colgo nettamente che mi pressa gradevolmente, allontanandomi in conclusione in maniera decisa nella direzione del ballatoio della grande sala. Io istintivamente retrocedo lasciandomi spintonare all’esterno, allorquando un’inattesa quanto benefica raffica d’aria fresca e briosa, in quella circostanza m’attraversa le cosce nude risalendo dal pube fin sotto il seno sollevando il mio abito, così come una maschera appannata adatta per peregrinare fra i variegate tragitti caotici, dissoluti e gironzolanti del puro appagamento.

Al momento sono rivolta con le spalle alla balaustra e un pensiero leggero ma assai audace, impudico e indecente m’attraversa in modo spedito l’intelletto, avvertendomi che siamo sul ballatoio d’un palazzo dove al di sotto c’è un controviale assai caotico e trafficato. Quassù, infatti, in questa specie d’inedita mansarda, ricavata in modo approssimativo e riparata limitatamente da un telo, le due mura di fianco sono rivolte sulla via principale sono totalmente scoperchiate peraltro individuabili da chicchessia, sia dai ballatoi che dalla via sottostante. La parte razionale di me non ha alcuna importanza in quel momento, anzi, m’intriga assai essere lassù esposta nel percorso progressivo del piacere. Oreste frattanto s’intrufola toccandomi di sotto, lasciando il corpo in modo tale che aliti le carezze della notte. Io allargo le braccia appoggiandomi alla ringhiera, il senso gelido del ferro che percepisco sulle chiappe marchia irrevocabilmente di netto la mia cute in un contegno peraltro amabile. Io lo squadro, lui mi divarica le gambe, al presente la sua faccia s’accosta alla mia fica, durante il tempo in cui la bramosia che ha dentro di sé fiorisce prosperando infine dentro di me.

Il fermento della sua bocca incomincia a divorarmi, perché esordisce con dei lenti movimenti della lingua che s’insinuano tra le grandi labbra, la sua bocca stringe lievemente il clitoride, io serro gli occhi, non trattengo i gemiti, alimentati peraltro dal piacere e dalla focosa situazione. Io non resto statica, tutt’altro, perché mi proietto innanzi a lui dondolando appena appena e sollecitandogli d’incunearsi maggiormente. La mia respirazione al momento è ansimante, si mescola imbrogliandosi con il trambusto delle autovetture, frattanto le sue mani circondano le mie chiappe che risalendo le palpano, mentre la sua faccia si conficca nel delizioso ritratto abbondantemente irrigato della mia vogliosa fica dilatata. Io vagheggio in quel frangente che qualcheduno possa essere lì a osservarci appagandosi per una scena alquanto inaspettata, può darsi che sia sdegnato o perfino turbato, ma anche plausibilmente eccitato e spronato, perché questo lascivo e depravato pensiero m’intriga enormemente fomentando e sostenendo il mio piacere, tralasciando senza moderazione i boccheggi della contentezza, che attualmente si rimescola con il frastuono fosforescente degli autoveicoli giù di sotto che transitano, giacché in quel frangente infervorata più che mai gli ribadisco:

“Sei stupendo, così, non bloccarti, ecco, prosegui, sto per godere, Dio che meraviglia”.

Passano pochi secondi, l’orgasmo sale, s’incunea con vivacità giungendo in modo travolgente, impetuoso e veemente m’abbranca scuotendomi vorticosamente le membra, lui percorre con le dita la piccola striscia scura che sovrasta la mia fica per l’occasione rasata, in quanto io la porto sempre pelosissima, adesso sgorgante di piacere, scende e mi penetra raccogliendo i fluidi, che testimoniano in modo indubitabile l’apice del godimento raggiunto. Si lecca le dita infilandomele in bocca, io riconosco la bontà della mia fica, l’assaporo tra le labbra, lui mi cinge sulla vita facendomi voltare di spalle piegandomi nel contempo sulla balaustrata, perché attualmente sono le mie tette che sperimentano la frescura saldo di quel oggetto di ferro.

Io gli offro la vista del mio sedere nudo, ma so che è visibile a molti e penso sia anche invitante, qualcuno forse si starà toccando e beneficiando di questo spettacolo in una notte di mezza estate. Vivo libidinosamente il mio abbandono lussurioso alla gioia dei sensi come esperienza impagabile, singolare e unica. Percepisco il calore del suo corpo sempre più vicino, le mani mi cingono la vita, scendono nell’incavo del bacino e il desiderio di essere penetrata da lui è incontenibile, assai fortissimo.

Io fantastico del suo cazzo in erezione, lo sento pulsare dentro la mia fica, una mia mano pizzica il clitoride gonfio e orgoglioso di piacere, aspetto quel momento, il caldo della sua asta tesa che entra dentro di me. In definitiva percepisco il suo lento ma deciso possedermi, finalmente diventiamo due in uno, lui si muove sempre più velocemente sussurrandomi:

“Allora, che ne dici tesoro di questa sorpresa? Sei eccitata nel pensare che possano vederti mentre ti sto scopando sul poggiolo?”.

Sì, è vero, essere in balia di lui, esposta indubitabilmente a possibili sguardi sconosciuti e a occhiate succubi dei miei sensi senza freni, non fa che aumentare notevolmente i miei appassionati e lussuriosi gemiti, che non essendo per nulla trattenuti ci accompagnano insieme al culmine dell’eccitazione e del sollievo finale. Attendo unicamente alcuni istanti, perché l’onda cremosa, lattiginosa e tiepida della sua sborrata annaffia profondamente il mio essere, la sento discendere e all’istante la lecco con la lingua raccogliendo e bevendo ogni goccia della sua accogliente, carnale e intima energia.

Mi volto un attimo per riassestarmi e colgo repentinamente un bagliore improvviso proveniente da una stanza vicina, è il tipico movimento d’una tenda vicino a noi di qualcheduno che sbircia, mentre furbamente in cuor mio compiaciuta e lusingata sorrido.

Lui nel mentre m’afferra per mano, entriamo a casa e riprendiamo ad amarci totalmente, stavolta però nell’intimità e nella riservatezza d’uno spazio chiuso e con l’eccitazione degli spazi spalancati e aperti dentro di noi.

{Idraulico anno 1999}