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I miei racconti
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Per meglio capire il racconto, alcuni passaggi sono stati corretti mentre altri sono stati lasciati in originale in modo da far comprendere come e quanto sia reale il pensiero della protagonista. Racconto in parte scritto e dettato da lei. Solo, alcuni, nomi sono stati cambiati.

Loli e la gita al campeggio


Nota: il nome Loli è un mix derivante dal nome del padre e della madre cui hanno iniziato vezzosamente a chiamarla così fin da piccola e così per lei è rimasto solo quel nome. Lei è innocente e ingenua ad un livello tale a causa della sua condizione che ai più passa inosservata. Le è stata diagnosticata un ritardo ‘cognitivo lieve’ cui le è costato a scuola un certo isolamento da parte degli altri bambini e compagni di classe a causa del fatto che aveva un’insegnate di sostegno dedicata tutta per lei. La fine della scuola dell'obbligo ha coinciso con l'ingresso nel mondo lavorativo. Un piccolo lavoro presso un supermercato giusto per darle una sufficienza economica e una parvenza di normalità con tutti i limiti connessi.


*****



Riccardo era l'amico e compagno di classe di mio fratello ed era stato assunto nel supermarket dove lavoravo, un giorno mi si avvicina mentre ero intenta a riempire gli scaffali e mi dice.
"Hey Loli, io, tuo fratello e alcuni amici stavamo pensando di andare in campeggio per la pausa estiva. Vuoi far parte del nostro gruppo?

"Tutta la pausa estiva?" Ho chiesto. 

Ha annuito nello stesso momento in cui ha detto: "Sì." 

"Oh, beh, lasciami controllare per vedere se va bene con i miei genitori."

Si è scoperto che non erano contrari purché avrei continuato a prendere la mia solita medicina serale e mi fossi comportata da signorina responsabile continuando a fare i miei compiti come a casa.

Le vacanze programmate non sono andate come si sperava. Il negozio cambiava nome e catena, quindi la ristrutturazione del locale comportava la chiusura di un mese oltre a quello estivo più il mese di ferie maturate ed ecco che avrei avuto tre mesi di vacanza. Altro problema sorto fu mio fratello. Aveva trovato la fidanzata e non voleva più venire con noi. Ero enormemente felice per lui perchè è quello che avrei desiderato anche io. I miei non erano felici, ma conoscevano Riccardo e si sono raccomandati di aver cura di me.

Ero ansiosa di andare! Non sono mai più andata in campeggio da quando ero bambina. Non sapevo cosa portare e come sempre i libri con quelle parole difficili avevano la risposta, poi il titolare, il mio “boss” mi ha aiutata. In magazzino c’erano molti articoli invenduti ed era disposto a darmeli per una piccola somma. Ha voluto che li provassi, ma l'ho guardato strano.

“Una signorina per bene non deve far vedere la sua modestia agli estranei. Non sta bene.” Gli ho detto, erano le stesse parole che mi ripeteva spesso mia madre.

“Come faccio a dirti se stai bene o no? Non abbiamo specchi qui e poi non sono un estraneo. Sono il tuo capo e tuo amico. Lo faccio per te.”

Aveva ragione. Ci conosciamo oramai da due anni ed è stato sempre molto gentile. Mi è dispiaciuto essere stata scortese. Quindi ho iniziato a provare i vari capi adatti alle escursioni in montagna, ma poi ha voluto che provassi altri indumenti adatti alla vita in campeggio che poi erano uguali a quelli indossate dalle ragazze ogni giorno e che mamma non era molto contenta se li avessi indossati. Mi ha fatto molte foto che poi mi faceva vedere, così sopperivamo alla mancanza degli specchi. Ho provato anche alcuni bikini e sapevo che mamma non avrebbe voluto che li portassi, ma il titolare era molto felice nel vedermeli addosso e continuamente mi aiutava ad aggiustare la spalline dello spaghetto della coppa o l'elastico; sentivo che mi accarezzava i lati del seno e alcune volte mi ha toccato anche in mezzo alle gambe facendomi il solletico.

Ero felicissima, desideravo un bikini da tanto tempo e li provavo con sommo piacere tanto più che lui mi diceva che stavo benissimo e anche se mamma sarebbe stata contraria, l'avrei portato lo stesso nascondendolo in fondo allo zaino. Potevo portare solo un trolley e lo zaino. Il sacco a pelo me l'avrebbero dato loro. Fra maglie e giubbotti non ci sarebbe stato molto spazio e quei indumenti scelti sarebbero stati perfetti per passare l'estate. Ho notato che il boss si toccava spesso il bozzo sotto la cintura. Mamma mi dice sempre di non essere invadente, ma la curiosità prevalse. “Hai un problema capo?”

“Vedi amica mia. Ho un grosso problema e non so se potresti aiutare.”

“È un problema medico?”

“Prendo delle medicine per il cuore e ogni tanto mi crea questo disturbo. Vuoi vedere?”

Ho annuito e lui si è calato i pantaloni. Non dovrei fissare la ‘sorpresa’ dei maschi, ma il suo pisellino era tutto rosso e gonfio. “Le fa male?”

“Sì cara sono costretto a far scendere la pressione. Così guarda.- Lo ha impugnato e ha mosso la mano avanti e indietro e l'ho fissato lungamente.- Opss devo sparare.”

Non avevo capito cosa aveva detto e l'ho guardato stranita. A volte passo per stupida, ma perché non capisco le parole.

“Piccola mia. Devo schizzare e non voglio fare un caos per terra vuoi ancora aiutarmi?”

“Sì.” Ho risposto mentre muovevo la testa.

“Allora questo dobbiamo toglierlo. Non vogliamo che si sporchi.”

Mi ha slacciato il reggiseno e le sue dita mi hanno accarezzato entrambe le tette. Come mi ha sfiorato i capezzoli ho avuto uno strano tipo di solletico. Quando ha finito mi sono ritrovata con i capezzoli ritti come quando avevo freddo. Poi mi ha tolto lo slip accarezzandomi il sedere e in mezzo alle gambe facendomi il solletico anche lì. Non so se era corretto quello che mi faceva. Osservavo la sua ‘sorpresa’ che ondeggiava attirando il mio sguardo sorpresa e con mille domande che volevo fargli.

“Ecco ora inginocchiati e apri la bocca. Ti farò assaggiare gli schizzi. È come il latte, ma più salato.”

Ha mosso la mano più veloce e il suo… pisellino… è diventato ancora più viola. Ha iniziato a schizzarmi in bocca, sul mento, sulla faccia e sulle tette. Non aveva odore di pipì e non volendo sputare a terra ho ingoiato. Il gusto era particolare, strano, salato e pungente.

“Brava piccola mia. Vedi che è già tornato più normale? Ora con la lingua lecca la punta. Brava. Così mi hai aiutato a restare pulito, ma tu però guardati. Sei mezza sporca. Aspetta che ti aiuto a pulire.”

Con il fazzoletto mi ha pulito faccia, petto e poi anche le ginocchia. Il magazzino era particolarmente impolverato.

“Grazie. Questa condizione medica che ho vorrei che non la dicessi a nessuno.”

“Oh! Mamma l’ho dice sempre. Sono cose private. Come la mia condizione medica che non devo dire a nessuno.”

“Brava.”

Mi sono rivestita e poi ho portato a casa il bikini con i fiori e i leggings nascondendoli in fondo all'armadio. Nei giorni seguenti portavo a casa qualche nuovo indumento nascondendolo nello zaino che poi mi sarei portata al campeggio.

Il titolare talvolta aveva qualche richiesta e io ero ben felice di poterlo aiutare. Lo facevo stare bene e ringraziava sempre tanto, anche se dovevo stare in ginocchio per alleviare la sua condizione medica. Per non farmi sporcare mi faceva spogliare mezza e poi chiudere la bocca sulla punta del pisello che in breve mi si riempiva. Ero un poco preoccupata se quel strano latte mi avrebbe fatto male, ma a parte il gusto bizzarro non percepivo altro a parte una sorta di strano solletico e brividi ai capezzoli quando me li accarezzava perché per aiutarlo ero sempre in ginocchio e mezza nuda, ma questo non c'entra con il suo problema.

Il giorno della partenza ero euforica ed impaziente e se non fosse stato per mio fratello sarei partita mezza nuda. Quando è arrivata la macchina mi ha fatto notare la mia condizione e sono corsa in camera a vestirmi. Ho indossato un vestito estivo leggero che mamma ha reputato adatto al viaggio, comodo e modesto come lo voleva lei, il mio cappello preferito, le scarpe da ginnastica e poi uscii di corsa. 


Loli, spontanea e tanto quanto ingenua...
La storia si divincola nei giorni che si susseguono...
Loli non sa ancora a quali avventure andrà incontro.
Leggete e scoprirete.
Continua...

Maxtaxi

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Sono in attesa delle vostre proposte e suggerimenti da inserire nei prossimi capitoli…

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