i racconti di Milu
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Note:
Questo racconto è una richiesta di un mio lettore
«Siamo in ritardo, dobbiamo andare!», esclamò Nora eccitata.
Franco smise di leccarle la pianta liscia del piede e disse contrariato: «Dai, non ci metti tanto, sei così brava!».
«Dopo la cena, ti farò tutto quello che vuoi, ma adesso dobbiamo proprio andare» concluse Nora, alzandosi e sistemandosi la gonna.
Mentre Franco tentava di tenere a bada la sua erezione, sua moglie velava i suoi bellissimi piedi numero trentasei con dei collant scuri, ma trasparenti.
“Perché mi ecciti se poi non mi fai neanche una sega con i piedi?”, pensò Franco; sarebbe rimasto eccitato tutta la sera.
Come al solito sua moglie non si era vestita in modo appariscente: un vestitino che le arrivava appena sotto il ginocchio, scarpe con il tacco 10 e collant che fasciavano le gambe non molto lunghe ma ben tornite.
Avevano appuntamento con Paolo e Giulia, lei era una cugina di Nora e lui un vecchio amico di Franco, per andare a cena in un bel ristorante brasiliano.
Franco si sedette a fianco di sua moglie con di fronte Giulia, mentre Nora aveva di fronte Paolo.
Da bere ordinarono la classica Caipirinha, il tipico cocktail brasiliano, e da mangiare il menù degustazione nel quale veniva portato un assaggio di tutti i tipi di carne allo spiedo.
«Un brindisi a noi!», esclamò Paolo alzando il bicchiere.
«A noi!», risposero gli altri battendo i bicchieri.
Quando arrivarono gli antipasti, avevano già finito una caraffa di Caipirinha e ne ordinarono un’altra.
«Che caldo che fa qua dentro!», disse Giulia, sbottonando un bottone della camicetta azzurra. Lei era l’opposto di sua cugina: adorava mettere in mostra il suo corpo formoso, infatti quella sera aveva indossato, oltre alla camicetta, una gonna leggera e corta ed un paio di sandali con il tacco 12.
Franco fece guizzare lo sguardo sul generoso decolté abbronzato della ragazza, lo distolse velocemente, ma non abbastanza per non farsi notare da Giulia.
“Con sua moglie a fianco, mi guarda le tette. Che porco!”, pensò Giulia.
Paolo, come al solito era l’anima della serata, faceva ridere tutti con le sue battute e i suoi aneddoti, mentre le pietanze si susseguivano e la Caipirinha scorreva a fiumi.
Lo sguardo di Franco cadeva spesso sulla scollatura di Giulia, fortunatamente Nora non si accorgeva di niente, ma per suo marito non era una situazione semplice.
“Prima Nora mi fa eccitare senza farmi sfogare, adesso Giulia che mi sbatte in faccia le sue tette fantastiche. Tutta questa Caipirinha non aiuta per niente”, pensò Franco.
«Vado un attimo al bagno», disse tra una portata e l’altra.
Si alzò, barcollò, ma riprese subito l’equilibrio, e si avviò.
«Tutto bene, amore?», chiese leggermente preoccupata Nora.
«Si tutto, a posto, due minuti e arrivo».
Dopo essere andato in bagno, si lavò la faccia, poi tornò al tavolo un po’ più calmo.
«Allora, dov’è il prossimo spiedo?», chiese allegramente Franco. La conversazione riprese vivace.
Ad un certo punto Franco sentì qualcosa che gli accarezzava la gamba attraverso i jeans. Fece finta di niente, ma notò che Giulia lo guardava in un modo strano. Si girò verso sua moglie, ma vide che rideva ad una battuta di Paolo.
Giulia non accennava a smettere, anzi salì lungo la tibia, arrivando al ginocchio.
Franco cercava di continuare a mangiare come se nulla fosse, nonostante immaginasse il piede di Giulia su di lui: sapeva perfettamente che aveva due numeri in più di sua moglie, le belle dita affusolate quella sera avevano le unghie smaltate di rosso, sicuramente il sandalo con il tacco alto giaceva vuoto a terra sotto il tavolo.
Giulia rideva e parlava senza far trasparire quello che stava facendo, mentre Franco, ormai con una prepotente erezione, per fortuna nascosta dalla lunga tovaglia, faceva più fatica.
“Speriamo che diano la colpa all’alcool”, pensò, ma nessuno sembrava accorgersi della situazione.
Il piede era giunto al cavallo dei pantaloni di Franco, premeva sui suoi testicoli e massaggiava il pene duro. L’uomo aveva la gola secca, ma non voleva aggiungere altro alcool; non sapeva cosa fare: “Ho mia moglie a fianco e sua cugina mi sta toccando con il suo fantastico piede. Perché non la smetti? No, continua… vorrei poterlo tirare fuori… no, non si può… quanto vorrei che mi facessi una sega con i piedi! Ma come faccio… fermati, ti prego… Nora è qui a fianco…”, i suoi pensieri erano confusi dalla Caipirinha e dall’eccitazione e non aveva idea di come fare a tirarsi fuori da quella situazione.
Per fortuna arrivò il dolce a salvarlo: la mousse al frutto della passione e il sorbetto al lime fecero si che Giulia ritirasse il piede.
Quando uscirono dal ristorante, Paolo salutò tutti e si avviò barcollante a casa, mentre Giulia chiese: «Ho bevuto troppo per guidare, Franco mi accompagni?».
«Certo che ti accompagna, Giuli! È meglio che non guidi da ubriaca», disse Nora con la voce impastata.
Franco pensò: “Perché le hai detto che l’accompagno? Hai firmato il tuo tradimento, non riuscirò a resisterle stasera”.
Franco e sua moglie abitavano poco distante, arrivati a casa Nora disse con un risolino: «Scusate, ma non ce la faccio ad accompagnarvi, ho bevuto troppo».
Franco la guardò entrare in casa sconsolato. Lui e Giulia salirono in macchina, e non parlarono per un bel po’, poi arrivò il momento temuto da Franco: «Nora mi ha raccontato che ti piace quando ti fa una sega con i piedi. Glieli lecchi e baci eccitato», disse Giulia togliendosi le scarpe e sbottonando ancora un bottone della camicetta.
«Ti porto a casa, siamo quasi arrivati», disse Franco facendo finta di niente. “Fammi vedere quei piedi, non li vedo se li tieni lì al buio!”.
«Ho notato come guardi i miei, sai? Lo so che ti piacciono. Lo sentivo quant’era duro al ristorante».
«Non avresti dovuto farlo, mi hai messo in difficoltà», le rispose. “Se fossi andata avanti ancora un po’, sarei esploso! Vorrei averlo potuto tirare fuori!”. Si accorse che senza farlo apposta stava rallentando.
Giulia sollevò piede nudo e lo appoggiò al cruscotto, muovendolo in modo provocatorio. L’uomo frenò ed accostò in una piazzola, ormai in preda all’eccitazione.
Prese il piede in mano e se lo portò alla bocca, leccandolo e succhiandolo avidamente. Giulia, sorpresa da questo cambiamento improvviso si ritrovò a gambe aperte e iniziò a gemere di eccitazione.
«Mettiamoci dietro», disse Franco, scendendo dalla macchina e risalendo dalla portiera posteriore. Giulia esitò, ma Franco la fece passare tra i sedili anteriori, tirandola dietro con lui.
La sdraiò di schiena e le sollevò le gambe, gettandosi di nuovo a leccare e baciare i suoi piedi morbidi e curati.
“Non sapevo che mi potesse eccitare così!”, pensò Giulia, allungando la mano ed iniziando a massaggiarsi la vagina bagnata attraverso il perizoma nero di pizzo.
Franco si slacciò i pantaloni e liberò finalmente il pene eretto di modeste dimensioni, poi si sedette sul sedile. «Fammi vedere cosa sai fare!», invitò Giulia.
Lei non perse tempo e prese fra le piante arcuate il pene, iniziando a masturbarlo. I piedi scorrevano bene lungo l’asta grazie all’abbondante saliva di Franco.
La ragazza seguiva il ritmo dei suoi piedi con la mano ormai sotto le mutande.
Afferrò il glande con le dita, stringendolo e massaggiandolo.
“Wow! È quasi più brava di Nora”, pensò Franco, mentre Giulia con un piede gli massaggiava i testicoli pieni e con l’altro masturbava il pene premendolo contro la pancia del uomo.
Franco era in estasi, aveva gli occhi chiusi e con una mano accarezzava la gamba liscia di Giulia che gemeva forte muovendo ormai molto velocemente sia i piedi che le dita sul suo clitoride eccitatissimo.
Franco si irrigidì e lasciandosi andare in un forte gemito raggiunse l’orgasmo simultaneamente a Giulia. Lo sperma caldo e denso, schizzò sui piedi ancora in movimento della ragazza, ricoprendoli abbondantemente.
Giulia non li tolse fino a quando il pene di Franco non ritornò molle.
Scese dalla macchina, prese le scarpe e se le mise, con ancora lo sperma di Franco sopra. Si avviò soddisfatta verso casa, mentre lui pensava ancora con il pene fuori dai pantaloni: “Ho tradito mia moglie…”.
Note finali:
Per commenti, critiche, suggerimenti e richieste antom93@libero.it