i racconti di Milu
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Indice
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Note:
Nato da una collaborazione con Mary Grace
Decisero di finire la partita con un Golden Gol, vista la parità perfetta. Alla fine segnarono i ragazzi del posto.
Entrarono tutti e cinque nello spogliatoio, ridendo e dandosi delle pacche sulle spalle.
«Hai visto che gol che gli ho fatto?», esclamò Giovanni.
«Ma lo parava anche mia nonna. Quel portiere è proprio scarso», gli rispose Daniele.
«Mai quanto il nostro!», disse ridendo Luca.
Mirco, il portiere, gli tirò l’asciugamano.
«Vado per primo a farmi la doccia», annunciò Paolo, già nudo.
Intanto anche gli altri quattro si spogliarono, c’erano giusto cinque docce, così poterono lavarsi contemporaneamente.
Giocavano a calcetto insieme da tanto, quindi le battute sulle rispettive dimensioni erano finite da tempo.
Avevano ormai finito tutti ed erano ancora nudi, si erano appena tolti gli accappatoi, quando la porta dello spogliatoio si aprì di scatto ed entrò una bella ragazza, vestita con una gonna di jeans, una canottiera bianca e degli zoccoletti con il tacco ai piedi.
Arrossì violentemente e balbettò: «Sc-scusate… cercavo una mi-mia ami-amica».
«Ne hai trovati cinque, amici», disse Mirco, facendole l’occhiolino.
La ragazza era bloccata dall’imbarazzo, ma i suoi occhi castani continuavano a saltare da un pene molle all’altro.
Daniele, il più dotato, fece un passo verso la ragazza e, facendo dondolare il suo membro, disse: «Vedo che ti piacciono, vuoi vederli da più vicino?».
«Dai, Dani, lasciala stare», la difese Giovanni.
«Se avesse voluto se ne sarebbe già andata», disse Paolo, girandole intorno e chiudendo la porta.
Tutti i ragazzi, tranne Giovanni, le si misero intorno a cerchio, la ragazza era un po’ spaventata.
«Toccalo, non morde mica», la esortò Luca. Lei allungò timidamente una mano ed accarezzò il pene a riposo del ragazzo. Subito quello iniziò lentamente ad indurirsi. Con l’altra mano iniziò ad accarezzare quello di Daniele, già mezzo in tiro.
A mano a mano che iniziava a toccarli, tutti i membri divennero duri.
«Dai Gio, unisciti a noi!», lo invitò Paolo.
«E va bene, tanto uno in più non le cambia la vita», esclamò il ragazzo, già con una mezza erezione, unendosi al cerchio.
La ragazza trovandosi in mezzo a quei cinque ragazzi, tutti con fisici atletici e muscolosi, e i loro peni ormai eretti pensò: “Maria Grazia, hai cinque ragazzi intorno e li stai segando a turno… che situazione eccitante!”, si sentiva molto bagnata tra le gambe.
Sentì le mani dei ragazzi che a toccavano sul bel sedere e il seno, portava una seconda. Il contatto era per lei molto piacevole e le sue mani su due dei peni iniziarono a muoversi più velocemente.
Le mani dei ragazzi si insinuarono sotto i vestiti di Maria Grazia, e qualcuno dei ragazzi le tirò giù una spallina della canottiera, ma lei protestò: «Ragazzi non voglio che mi spogliate».
«Va bene, allora dacci dentro!», le rispose Mirco.
«Magari prova con la bocca», propose Daniele.
«No, preferisco farvi una sega».
Prese il pene di Mirco e di Daniele ed iniziò a masturbarli velocemente, poi passò ad altri due e così via. Li masturbava tutti per un po’ e poi andava avanti. Si impegnava al massino, segandoli e massaggiando loro i testicoli. Mirco e Giovanni li avevano rasati, gli altri no.
«Quando state per venire ditemelo che non voglio sporcarmi», chiese Maria Grazia, nonostante l’eccitazione.
«Fatti venire su quel bel faccino!», esclamò Luca.
«No, dai vi prego, non vi basta la sega?».
«Vogliamo vederti coperta di sborra!».
«Va bè, visto che non mi sono spogliata e non vi ho fatto un pompino, qualcosa devo concedervelo», era l’eccitazione che parlava per Maria Grazia. Si legò i lunghi capelli castani, un po’ mossi, in una coda. Poi si mise davanti a Giovanni ed a Paolo, prese i loro peni grossi in mano e iniziò a segarli velocemente. Per primo venne Paolo, schizzandole sulla fronte e sulla bocca. Subito dopo venne Giovanni, che le arrivò fino sui capelli.
Davanti a lei si misero Luca e Mirco. Il pene di Mirco, il più piccolo, esplose in un abbondante serie di schizzi, che sorpresero la ragazza. Luca impiegò un po’ più di tempo e il suo sperma era un po’ meno abbondante.
Rimase Daniele, Maria Grazia non ci vedeva più a causa dello sperma sul suo viso e cercò a tentoni il pene del ragazzo. Era il più grosso. Anche lui raggiunse in fretta l’orgasmo, schizzando abbondantemente.
Maria Grazia era una maschera di sperma, praticamente tutto il suo viso ne era coperto. La ragazza si sentiva tutta la faccia sporca appiccicosa e maleodorante, però pensò: “È stata la situazione più eccitante della mia vita!”.
Note finali:
Per commenti, critiche, suggerimenti e richieste antom93@libero.it
Se volete contattare Mary Grace: marygracemail@virgilio.it