i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Chloe ; (132 – 66 – 91) Il culo della nonna.

Mia madre con la quale ho un rapporto incestuoso già da qualche anno, mi prega di andare a casa di Chloe (è il nome di mia nonna) e di soddisfare le esigenze della vegliarda. (Per capire il perché della richiesta vi rimando al racconto: - La soluzione al mio problema è in casa – cap 4 -) Dopo un’ora sono davanti all’ingresso della villa di mia nonna. Il cancello è aperto. È come ha detto mia madre. Mi sta aspettando. Entro e, senza scendere dalla moto, con un calcio chiudo il cancello. Per le prossime ore non voglio essere disturbato. Arrivo davanti alla porta, scendo dalla moto e mi avvicino. Anche questa è aperta. La casa è in silenzio. Una voce mi raggiunge.
“Gino, sei tu?”
“Si, nonna; dove sei?”
“Sono nel salone. Ti sto aspettando. Raggiungimi.”
Conosco la strada. Un minuto dopo sono nel salone. È enorme (saranno un 40-45 m2 ed è tutto illuminato. Lei è lì, distesa nuda, sul tavolo. È a pancia sotto ed ha le tette che sporgono dal bordo del tavolo. Sono enormi. Ho sempre saputo che le sue gemelle sono grosse ma non credevo fossero anche cosi belle e cosi ben fatte. Sembrano due campane che aspettano di essere suonate. Lei mi sta guardando e i suoi occhi stanno sorridendo. Ha le mani appoggiate sul bordo del tavolo e tiene sollevato il busto. I biondi capelli le cascano sulle spalle. Ha le cosce allargate e le gambe alzate e con ai piedi scarpe di pelle lucida e di colore rosso. Sono incantato.
“Va bene così? Ti piace quello che stai vedendo? Non restare lì fermo come un palo. A proposito, tiralo fuori ed avvicinati. Fammelo vedere. Credo, da quel poco che ho visto a casa tua, che tu abbia un grosso ariete fra le gambe ed è quello di cui la tua nonnina ha bisogno.”
È una tigre pronta a spiccare il salto per aggredire la sua preda. È fantastica e merita che venga immortalata. Metto mano al portatile e le scatto una serie di fotografie che mi premunisco di inviare a mia madre.
“Cosa fai? Mi scatti le foto? Vuoi avere un ricordo della mia carrozzeria? Quando ti decidi a farmi vedere il tuo pistone?”

“Dopo nonna, dopo; ora mi interessa immortalarti.”
“Non vorrai mica pubblicarle?”
“No, stai tranquilla? Le mostrerò solo a tua nuora e le invierò a tuo figlio per fargli vedere a cosa ha rinunciato. Sai le seghe che si tirerà nel vedere sua madre nuda?”
“Tua madre ti ha parlato del mio problema? Tuo padre completamente nuda non mi ha mai visto. Io lo provocavo dandogli in visione parti del mio corpo ed ogni volta correva in bagno a scaricarsi. Non ha mai tentato. La paura di commettere un insano gesto lo frenava. Lo capisco. Ero sua madre. Io invece avrei dovuto osare di più. Fare come ha fatto tua madre. Ti ha preso e ti ha portato a letto. Anche per me c’è stata paura. Era pur sempre mio figlio. Oggi quando ti ho visto pompare il tuo pistone nel ventre di tua madre mi sono detta che sono stata una cretina, anch’io potevo farlo. Ne ho parlato con tua madre e lei mi ha dato un suggerimento. Raggiungere tuo padre, mio figlio, e fare quello che lei ha fatto con te. Mi ha convinta. Le ho chiesto se ti mandava a casa mia per darmi una spinta a realizzare il mio desiderio. Ed eccoti qui. Sei pronto a fare con me quello che tua madre ha fatto con te?”
“Nonna, non era solo tuo figlio a tirarsi le seghe quando ti vedeva. Fin da quando ho cominciato ad apprezzare il corpo femminile tu sei stata la donna, insieme a mia madre, che popolava i miei sogni erotici. Sapessi quante seghe mi sono fatto pensando a te. Ed eccomi qui pronto ad aiutarti ad entrare nel letto di tuo figlio. Quando avremo finito ovvero quanto ti sentirai soddisfatta e sazia delle mie prestazioni, l’incesto ti sembrerà essere una fiaba bella da viverla.”
Intanto le giro intorno senza smettere di scattare foto. Arrivo dietro ed uno spettacolo molto più eccitante di quello che ho visto prima standole davanti si presenta ai miei occhi. Come ho detto ha le cosce allargate e le gambe piegate contro di esse. È qualcosa da far uscire di testa il più refrattario degli uomini; si vede il suo inguine nascosto da una folta foresta di peli ricci ed ispidi tra i quali splende il rosso violaceo dell’ingresso della sua polposa vagina sopra alla quale si vede il grinzoso sfintere del suo buco del culo. È un occasione da non perdere. In un battere di ciglia sono nudo ed ho il cazzo adagiato fra le sue polpose chiappe. Faccio delle zummate sul buco del culo di mia nonna ed invio il tutto a mia madre con un messaggio allegato.
“Mammina guarda che roba. Come ha potuto mio padre farsi sfuggire questo meraviglioso dono della natura. Non chiudere il portatile che c’è ancora molto da vedere.”
La risposta non si fa attendere.
“Gino; amore di mamma, quello che vedo è il buco del culo di tua nonna. Allora che fai? La sodomizzerai? Ti prego passa a modalità video. Voglio vedere quanto la inculi, metti anche il sonoro.”
Letto il messaggio afferro il mio cazzo con una mano e punto il glande sul buco del culo mentre con l’altra mano continuo a tenere il portatile puntato sulla scena. Mia nonna intuisce quello che sto per fare. Fa ondeggiare il suo bacino tentando di evitare quanto sta per accadergli.
“Nooo! Ti prego Gino; non lo fare. Mi farai sentire dolore. Nel culo non l’ho mai preso. Li sono vergine.”
“Nonna il tuo culo è un magnete. Io sono sempre stato attratto dal tuo culo e ho sempre sognato di mettertelo nella pancia passando dalla porta posteriore. Tu aiutami a farlo entrare e vedrai che tutto sarà più facile.”
“A parole sembra facile ma è il mio culo ad essere trapanato e da quello che sento spingere contro il mio sfintere tu me lo spaccherai. Dopo dovrò fare ricorso ad un intervento chirurgico per farlo tornare come prima.”
Il portatile vibra ed un messaggio di mamma compare sullo schermo.
“Non darle retta. Mio bel maialino. Spingi ed entra. Sfondale il culo. Fagli arrivare il glande fin nello stomaco. Dai amore di mamma che quando torni da me ti farò un bel regalo.”
Non ho bisogno di essere incitato. Inculare mia nonna è stato sempre uno dei miei desideri più grossi. Un spinta più forte delle altre e mi ritrovo con i miei testicoli che sbattono contro la sua figa. Ho il cazzo completamente affondato nel culo di mia nonna. Un grido da scrofa sgozzata riempie il salone.
“Ahahahahahhhhhh! Brutto bastardo. Ti rendi conto di quello che hai fatto. Mi hai rotto il culo. Me lo hai sfondato, spaccato.”
Ancora un messaggio di mia madre.
“Bravo amore di mamma. Dai metti in funzione il motore e trapanale il culo come dovessi scavare un pozzo. Faglielo uscire dalla bocca. Dovresti vedermi. Sono tutta un lago. Fa presto a tornare; ho bisogno di stringerti fra le mie braccia. Prima però distruggi tua nonna.”
“Mamma, non ti preoccupare. Quando avrò finito con tua suocera verrò a darti quello di cui hai bisogno e stanne certa che ti manderò in tilt come sto facendo con la madre di mio padre.”
“Con chi stai parlando?”
Oh cazzo! E adesso che le dico? Meglio la verità.
“Sto parlando con tua nuora. Vuole sapere se rispondo alle tue aspettative.”
“Sei un figlio di puttana. Ecco a chi hai spedito le foto. Ora capisco quel tuo darti da fare a tenermi ferma mentre mi inculavi. Tua madre ha assistito a tutta l’operazione di sfondamento. Dammi il telefono che le voglio parlare.”
Le passo il telefono.
“Non solo ti chiavi tuo figlio ma sei diventata anche guardona? Ti è piaciuto vedere tuo figlio mentre me lo metteva nel culo? Potevi accompagnarlo. Avresti visto dal vivo quello che il tuo toro è stato capace di fare. Mi ha sfondato il culo. Lì ero ancora vergine. Ma, a parte il dolore atroce, sono contenta che mi abbia trapanato il culo. Era un desiderio che covavo da tempo. L’avevo riservato a tuo marito. Volevo che mio figlio avesse in dono la mia verginità anale. Invece è toccato a suo figlio, mio nipote, rompermi il culo. Non mi importa; figlio o padre l’importante è che uno dei due l’abbia fatto. Ora per favore lascialo continuare. Ancora non ha finito. L’operazione deve essere portata a termine.”
Spegne il telefono e lo scaglia lontano; gira la testa verso di me e fissa i suoi occhi nei miei.
“E tu, brutto pervertito, datti da fare. Porta a termine quello che hai cominciato. Altre strade stanno aspettando il tuo inquilino e non credo che tu non voglia percorrerle.”
Mi do da fare. Le stantuffo il cazzo nel buco del culo con violenza. Lei grida ma non si sottrae. Al contrario mi incita a fare di più.
“Dai, figlio di puttana, mettici più impegno. Spaccamelo, frantumalo. Fammelo arrivare nello stomaco. Fa un male tremendo ma mi piace. Ho sempre sognato che qualcuno mi trivellasse il buco del culo. È meraviglioso sentire il tuo cazzo stantuffarmelo nel culo.”
Sono al limite. Sento il piacere salire lungo il condotto uretrale ed uscire. Esplodo.
Grugnisco. Come un vulcano erutto nel culo di mia nonna tutta la mia forza.
“Bravo. Piscia, piscia. Riempimi. Innaffia le mie budella.”
Sono sfinito. Mi tiro indietro e le sfilo il cazzo dal culo.
“Non pensare che la partita sia conclusa. Hai ancora altre mosse da fare. Vai in bagno.
Pulisciti e fallo con accuratezza. Poi torna da me. Starò ad aspettarti nella mia camera.
Useremo il letto; sarà più comodo.”