i racconti di Milu
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Note:
Questo racconto è un episodio romanzato capitato ad una mia lettrice.
Finalmente Sara arrivò davanti al bed and breakfast del paesino sardo in cui avrebbe dovuto rimanere per cinque giorni per lavoro, faceva l’estetista.
La accolse Luigi, il gestore, un uomo un po’ più vecchio di lei, era più o meno sui 45, mentre Sara aveva 27 anni.
«Buongiorno signorina. Spero che il viaggio sia andato bene. Ecco le chiavi della stanza», disse dopo che lei si fu presentata.
«Abbastanza bene, grazie», rispose lei con la voce un po’ stanca.
Prese le chiavi e raggiunse la stanza che le avevano assegnato.
Posò la valigia e pensò di scrivere un messaggio al suo ragazzo, ma accantonò l’idea. “Tanto non gli importa neanche se sono ancora viva”. Le cose non andavano molto bene tra loro.
Si fece una bella doccia rilassante e poi scese per chiedere dove poter mangiare qualcosa per cena.
Luigi le indicò gentilmente un ristorante poco distante, dove si mangiava bene e senza spendere un esagerazione.
Quando tornò trovò luigi seduto su una poltroncina della piccola hall del B&B che guardava la tv.
«Salve signorina. Come è andata la cena?», chiese affabile.
«Molto buona, grazie di avermi consigliato quel ristorante», rispose Sara.
«Vuole bere un bicchiere di mirto sardo?».
«Perché no, tanto è ancora presto per andare a dormire».
Si sedette anche lei e sorseggiò l’ottimo liquore che gli diede l’uomo. La conversazione con lui era molto piacevole e divertente, infatti no si rese conto del tempo che passava.
«Accidenti se è tardi! Domani devo lavorare», esclamò Sara notando che era già mezzanotte e mezza.
Si congedò e andò in camera sua, guardò il cellulare, ma non c’era nessun messaggio del suo ragazzo.
Il giorno dopo si alzò di buon mattino e dopo aver fatto colazione passò tutto il giorno a lavorare. Alla sera, dopo aver cenato nello stesso ristorante, passò di nuovo la serata chiacchierando piacevolmente con Luigi.
Anche i giorni successivi trascorsero a qual modo, fino a al penultimo giorno della permanenza di Sara in Sardegna. La ragazza, in quei giorni pensò poco al suo fidanzato e, nelle rare telefonate che si fecero, parlarono poco e senza entusiasmo.
Luigi la faceva sentire apprezzata, facendole complimenti, ma senza essere volgare, in più era molto gentile e premuroso. Sara stava molto bene con lui.
Dopo la ormai consueta chiacchierata con Luigi, Sara si avviò verso la sua stanza, si tolse le scarpe e la maglietta. Prima che iniziasse a sbottonare la gonna di jeans, sentì bussare alla porta, aprì e Luigi le disse: «Ti sei dimenticata il cellulare».
«Grazie, scusa se ti ho aperto così», rispose lei imbarazzata, prendendo il cellulare.
«Figurati, sei bellissima!», le disse esitando sulla porta. Poi, senza preavviso, la baciò sulla bocca. Sara oppose una minima resistenza, ma si lasciò quasi subito andare alla lingua di Luigi che premeva sulle sue labbra carnose, alzandosi in punta di piedi, era un po’ più bassa di lui.
Si abbandonarono ad un bacio appassionato, con le lingue si intrecciavano nelle loro bocche; Luigi, dopo aver chiuso la porta alle sue spalle, le mise le mani sul bel sedere, palpandolo, mentre Sara gli accarezzava la schiena da sotto alla camicia. La mano dell’uomo stringeva il seno di lei, portava la terza, sganciò il reggiseno, accarezzando il capezzolo turgido, poi scivolò lentamente sulla sua pancia nuda, fino ad arrivare alla gonna, la sbottonò e la lasciò cadere a terra. Sara, istintivamente, allargò leggermente le gambe, permettendo all’uomo di accarezzarle la vagina bagnatissima da sopra alle mutandine.
Iniziò subito a mugolare piano, mentre cercava a tastoni il bottone dei pantaloni di Luigi. Appena lo trovò, li aprì e infilò la mano sotto ai boxer. Il suo pene, durissimo e caldo, ebbe un sussulto quando lo toccò. Luigi, intanto le aveva abbassato le mutandine e le stava massaggiando la vagina depilata.
Le loro bocche non si erano staccate nemmeno per un secondo.
Ad un certo punto Luigi la buttò sul letto e Sara rimase con le gambe aperte davanti a lui. Lui, ormai nudo, le si mise fra le gambe e iniziò subito a leccarla. Non arrivò direttamente sul clitoride, ma baciò e leccò prima intorno, poi giunse alle piccole labbra, fino a raggiungere il centro del piacere di Sara.
Era molto bravo e la leccava avidamente, facendole provare un piacere immenso, che lei non tratteneva, gemendo molto forte.
Dopo non molto la ragazza raggiunse un forte orgasmo, Luigi rallentò il movimento della sua lingua esperta fino a fermarsi.
«Adesso tocca a te. Succhiamelo».
Sara ancora con il fiatone, scese dal letto e si inginocchiò davanti a Luigi. Il suo pene molto largo era teso verso di lei. Lo accarezzò con la mano, poi avvicinò il viso e iniziò a leccarlo, prima sul glande gonfio, poi scese lungo l’asta, risalì e tornò sul glande. Le piaceva fare con calma, leccando il pene soprattutto sui punti più sensibili.
«Brava. Lo succhi bene. Prendilo tutto in bocca», commentò Luigi.
La ragazza lo guardò con i suoi occhi color nocciola e poi aprì la bocca e lo spinse il più possibile dentro. Era davvero largo, quindi fece fatica, ma Luigi sembrò gradire molto, infatti le mise le mani fra i lunghi capelli castani e disse: «Ecco, così è ancora meglio!».
Ad un certo punto l’uomo la fece mettere a pecorina sul letto e, dopo aver ammirato il suo sedere perfetto, si mise dietro di lei e la penetrò. Il suo pene entrò facilmente grazie alla lubrificazione di lei dovuta all’orgasmo e alla saliva su di esso. Sara si lasciò sfuggire un gridolino di piacere quando lo sentì tutto dentro di sé. Luigi si muoveva con movimenti regolari e abbastanza veloci, mentre con le mani le stringeva il sedere.
Sara stava godendo tantissimo e raggiunse in poco tempo un altro orgasmo, ancora più intenso del primo. Ne seguirono tanti altri.
Luigi le fece cambiare numerose posizioni, prima si misero a cucchiaio e lui le massaggiava la vagina con la mano, amplificando il suo piacere; poi si mise li sopra di lui, rallentando un po’ il ritmo, lui commentò: «Sei stanca? Ti sto sbattendo troppo forte?», Sara, come risposta, aumentò la velocità.
«Brava! Cavalca al galoppo!».
Infine si mise sopra di lei e mentre la penetrava le baciava i seni sodi. Sara aveva perso ormai il conto degli orgasmi che aveva provato, quando avvertì che i movimenti dell’uomo diventarono irregolari e sentì il suo sperma caldo invaderla abbondantemente. In quel momento Sara raggiunse l’orgasmo più bello della sua vita, mentre il seme sembrava non finire mai. Continuò a muoversi dentro di lei per qualche istante, poi uscì. Lo sperma, che era tantissimo colò dalla vagina, ma Sara, esausta e completamente soddisfatta, non se ne curò.
«E’ stato fantastico!», disse la ragazza con un filo di voce.
«Veramente fantastico», rispose lui, ora steso al suo fianco.
Dopo poco si addormentarono abbracciati.
Note finali:
Per commenti, critiche, suggerimenti e richieste antom93@libero.it