i racconti di Milu
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Note dell'autore:
Alcuni lettori mi chiedavano se la storia di “Raffaella: da imprenditrice a puttana aziendale” avrebbe avuto ulteriori sviluppi.

Con il capitolo 7 per me la storia era conclusa, lasciando la protagonista in una storia senza finale, lasciando comunque una porta aperta ad eventuali sviluppi futuri.

Vi chiederete: e allora questo racconto? E’ la continuazione del precedente?

Potrebbe esserlo. Ma potrebbe anche essere una storia del tutto nuova. Infatti il racconto inizia con un alone di mistero che potrebbe essere si collegabile alla fine della storia precedente ma la protagonista potrebbe anche solo essere un’omonima dell’altro mio racconto. Lascio al lettore deciderlo.
Raffaella si sveglia al buio, scossa dai brividi.

E’ nuda.

Il posto in cui si trova è freddo e umido. Uno sgabuzzino, un ripostiglio, forse un sottoscala: una piccola cella in parole povere.

Sotto il suo corpo qualcosa di morbido, un piccolo materasso.
Aspetta qualche altro secondo in modo di permettere ai suoi occhi di adattarsi al buio.
Ora riesce ad intravedere la sagoma di una porta davanti a se.
Si alza, cerca la maniglia. La trova, la gira ma la porta è chiusa a chiave.
Dei rumori dall’esterno le fanno capire che non è sola.

Inizia a battere sul legno gridando: “Aprite. C’è qualcuno? Sono qui dentro.”
Dopo qualche secondo un uomo di colore le apre. E’ Nassor.
“Buongiorno schiava, ben svegliata!”
“Cosa ci faccio qui? Nuda e rinchiusa contro la mia volontà.”
“La tua padrona ti ha venduta a noi.”
“La mia padrona? Chiara? Lei non è la mia padrona! E voi non potete comprarmi.”
“Ufficialmente no, hai ragione. Ma in ogni caso tu ora sei di nostra proprietà. Che ti piaccia o no!”
“Ma non potete farmi questo. Ho un marito, due figlie…”
“Non ti preoccupare, ha detto la tua amica che a tuo marito ci pensa lei.”
“No, che cazzo stai dicendo? Non potete….”
“Mi ha detto di dirti che se ti fai viva è pronta a rendere pubblico moltissimo materiale che ti riguarda. Ha detto che se torni la tua vita sarà rovinata, il tuo matrimonio sarà rovinato. Le tue vergogne ricadranno anche sulle tue figlie… avere una mamma puttana è un’etichetta che difficilmente si potranno togliere per il resto della loro vita.”
“Ma perché mi sta facendo questo?”
“Dovresti chiederlo a lei. Ci ha detto solo che ti cedeva a noi. Così lei avrebbe preso il tuo posto e tu avresti avuto la vita che meritavi. La vita da puttana che meriti. Così ha detto.”
Raffaella si sente mancare. Nassor l’afferra al volo, prima che stramazzi sul pavimento. La fa stendere sul materasso. Inizia a piangere. La sua vita ha preso un piega inaspettata. Ma di fronte alle minacce di Chiara non sa proprio come reagire. Per lei sembra non esserci via di uscita.
“Cosa ne farete di me?” Chiede una volta ripresasi.
“Sarai la nostra schiava bianca. Ti porteremo con noi.”
“In Francia?”
“Ahhahahhaha. No, ti portiamo in Senegal.”
“In Senegal??? E come pensate di farmi lasciare il paese contro la mia volontà?”
“Non ti preoccupare. Oggi pomeriggio dal porto di Marsiglia una nave di un nostro amico salpa appunto per il Senegal. Lui sa come farti salire a bordo evitando i controlli. I doganieri francesi sono più interessati alle persone che arrivano dall’Africa che quelli che decidono di andarci. Ho promesso al capitano che sarai sua per tutto il viaggio, potrà fare di te quello che vuole, anzi quando arriverai a destinazione sarai la schiava perfetta, lui sa cosa deve fare per farti diventare totalmente sottomessa al grande cazzo nero. Una decina di giorni e ti sbarcherà a Dakar dove uno di noi ti verrà a prendere.”
“Ma… non potete… non voglio…”
“Si che possiamo e non importa quello che vuoi tu. Metti questi, ormai è ora di andare. Tanto ti serviranno solo per il viaggio fino a Marsiglia. Probabilmente sarà l’ultima volta che indosserai dei vestiti in vita tua… ahhahahhahahha”
Le dice lanciandole un paio di pantaloni e una maglia.
“E ricorda, fai anche un solo brutto tiro e la tua amica manderà quello che tu sai a chi tu sai.”

Dopo un viaggio di poco più di sei ore, Raffaella assieme ai tre uomni di colore arriva al porto di Marsiglia.

Al controllo doganale vengono fermati da due funzionari francesi di evidenti origini nordafricane.
“Cette salope doit être la charge spéciale de Mahomet, je suppose…”, dice uno dei due salutando i tre uomini.
“Je vois que le capitaine vous a déjà informé”, gli risponde Sahele, “Y a-t-il des problèmes?”
“Non, pas de problème, mon obligation est de vérifier les marchandises avant d'embarquer, s'il vous plaît, suivez-nous dans notre bureau.”

Una volta entrati i tre neri vengono fatti accomodare in sala d’attesa mentre Raffaella viene fatta entrare in un camerino attiguo.

“Spogliati, dobbiamo verificare che tu non trasporti merce di contrabbando.” Le dicono in un italiano con forte accento francese sorridendo in maniera ironica.

Raffaella non fa nessuna resistenza, come un automa si spoglia dei pochi vestiti che indossa, rassegnata all’inevitabilità di quello che le sta succedendo.

I due doganieri la guardano soddisfatti, le si avvicinano e iniziano ad accarezzarla, prima quasi con dolcezza e via via sempre più rudemente. Le strizzano le tette, le pizzicano i capezzoli, le schiaffeggiano il culo, le fanno allargare per bene le gambe, infilano le dita nel suo sesso. Raffaella resta immobile, subisce terrorizzata quel trattamento che di solito si riserva solo agli animali o ai trafficanti di sostanze illecite. Ma il suo corpo e la sua figa sembra apprezzare quel trattamento. Il calore che sale dal suo sesso la fa lentamente sciogliere. La rigidità del suo corpo lascia la posto a dei sensuali mugolii di piacere.
“Regardez comment cette salope est mouillée ! » dice un collega all’altro.
“ …et oui, les putes blanches ne peuvent pas résister à la bite noire” gli risponde l’altro spingendo Raffaella per farla mettere a novanta gradi.
“elle a un trou du cul qui ressemble à une caverne, qui sait combien de queues elle a déjà pris” commenta infilandole due dita nel culo.
“Voyons comment il travaille avec sa bouche” gli risponde il collega tirando fuori il cazzo e presentandolo davanti alla faccia di Raffaella.
La donna senza la minima esitazione inizia a succhiarlo, succube della situazione e spinta dalla sempre maggiore eccitazione che le sta montando dentro.
L’altro francese inizia a scoparla da dietro nelle figa. I mugolii di Raffaella aumentano di intensità ad ogni affondo dell’uomo.
“Oh si puttana italiana, ti piace il cazzo nero? Rispondi : ti piace?” accompagnando la domanda con uno sonoro schiaffo sul culo della donna.
“Si, mi piace il cazzo nero!” si trova costretta a rispondere Raffaella, affermazione che, anche lei dicendolo se ne rende contro, corrisponde comunque alla verità.
“E’ giusto che sia così! Voi puttane bianche siete nate per soddisfare i cazzi neri! I cazzetti bianchi ti faranno il solletico d’ora in poi. Ahhahahhahaha” conclude l’uomo ridendo sguaiatamente.
I due uomini non si risparmiano e scopano a turno Raffaella nella figa e in bocca mentre i gemiti di piacere di lei si trasformano in suono sempre più chiari e distinti. Suoni che fanno ben capire che l’orgasmo le sta montando dentro, fino ad esplodere in grida di piacere.
Ancora pochi affondi e il nordafricano toglie il cazzo dalla figa della donna e le riempie la bocca del suo caldo e acre sperma, bocca che pochi secondi prima aveva già gustato la sborra dell’altro uomo.
I due uomini soddisfatti della loro “ispezione” riportano la donna ai tre africani.
“Je suis sûr que cette chienne te donnera une énorme satisfaction. Après dix jours avec Mohamet quand elle arrivera à Dakar elle sera complètement esclave de la bite noire” Dice ai tre uomini consegnando Raffaella nelle loro mani, “Bon voyage Salope!”

Poco dopo Raffaella è già a bordo del cargo Grand Etoile battente bandiera senegalese. I tre africani consegnano la donna nelle mani del capitano Mohamet, un possente uomo di colore con una pancia enorme, tipica del grande bevitore di birra, in barba ai dettami della sua religione, che la fa subito accomodare nel suo alloggio, dopo averle fatto togliere i vestiti. E’ di nuovo nuda e prigioniera.
Il capitano non vede l’ora di usare la giovane donna. Ordine di levare l’ancora e la nave in pochi minuti è già al largo delle coste francese, diretta a Dakat senza scali. Assolte le sue incombenze di capitano, lascia il comando al suo vice e finalmente si reca da Raffaella per iniziare il suo training da schiava bianca.
Note finali:
Scrivetemi a jaxxa@tiscali.it