i racconti di Milu
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Alessio è un uomo arrivato. A 58 anni ha una solidissima posizione economica grazie ad un brevetto giovanile su cui ha fondato una piccola ma fiorente industria. Ha una moglie di 52 anni con cui è sposato da 30 e due figli oramai adulti che lavorano nell’azienda di famiglia.
Ha tutto eppure ha un cruccio, un qualcosa che non lo fa stare tranquillo.

Sua moglie Clara è una donna piacente con il problema di come passare il tempo dopo che si è ritirata anticipatamente dal lavoro.

In 30 anni nessuno screzio tra di loro. Anche dal punto di vista sessuale, senza particolari trasgressioni, il feeling è buono con rapporti senza scadenza prefissata ed appaganti per entrambi.
Questo fino a qualche mese fa. Ad un certo momento Clara ha cominciato ad essere svogliata, accampando scuse per non concedersi, dimostrandosi svagata durante il giorno e stanca la sera, uscendo spesso con delle amiche.

Per un istante Alessio ha pensato che lei lo stesse tradendo, rifiutando il pensiero e non avendo motivo per dubitare che le uscite fossero effettivamente con le amiche visto che passavano a prenderla e la riportavano. Però il tarlo, una volta entrato, era sempre presente nei suoi pensieri. Così decide, una sera, di seguire lei e le sue amiche per vedere dove andavano e cosa combinavano. In un’auto noleggiata, attento a non farsi notare, le ha pedinate fino a un locale in periferia dove le ha viste bere due drink chiacchierando gaiamente e rifiutando l’approccio di alcuni uomini.
Si è rasserenato dandosi dello stupido per i propri sospetti davanti a quella che appariva come una tranquilla serata tra amiche. Certo, si è detto, lei si annoia e adesso queste amiche la divertono. L’importante è che non diventi alcolizzata ma, d’altronde, non è mai rientrata ubriaca.

Sta pensando questo quando le vede uscire allegramente e risalire in auto. E’ ancora presto per rientrare, rispetto alle altre volte, e così decide di seguirle ancora per vedere in quale altro locale, presume, si stiano recando.
Guida ancora per una mezz’ora fino ad arrivare ad una casa isolata con un’insegna luminosa: HABANERO.

Le vede entrare salutando il bodyguard all’esterno come se lo conoscessero da tempo e, attesi dieci minuti, le segue.

- Buonasera, è solo o in compagnia? –

- … solo… ha importanza? –

- Certamente, gli uomini soli hanno una tariffa a parte. E’ la prima volta che viene qui vero? –

Interrogato dall’uomo con un tono all’improvviso indagatore, Alessio improvvisa:

- Sì, me ne ha parlato un amico e questa sera avevo voglia… di qualcosa di diverso. Non sono però ben sicuro di come funzioni. –

La risposta pare tranquillizzare l’armadio a tre ante che lo indirizza alla cassa per il biglietto ed ogni spiegazione.

- Buonasera, è solo? –

- Sì, io… -

- Allora fanno 400 euro, gli uomini soli pagano doppio. vedo che non ha una mascherina, eccola se la vuole. –

La donna alla scrivania, dietro sua richiesta, gli spiega sommariamente cosa stia comprando con 400 euro (anzi 600 perché essendo un club occorre tesserarsi ed i 200 in più servono a riempire la sua tessera con dati inventati al momento) ed Alessio scopre che è un locale per scambisti, uno di quelli di cui ha sentito parlare, dove le coppie e anche i singoli vanno per fare sesso con sconosciuti senza essere riconosciuti. Non tutti sono interessati all’anonimità, perché diversi sono senza mascherina, ma la maggior parte risulta irriconoscibile.
Il pezzo forte del locale è una grande sala orchestrata come il Colosseo: al centro un letto enorme ed intorno, in file concentriche, pedane con tavoli e divani. Lo spettacolo, sul lettone, lo danno degli attori fisicamente ben messi, sia maschi che femmine e… chiunque voglia partecipare purché col beneplacito degli altri.

Si mette a sedere al bar, posto nel punto più in alto, e si guarda intorno ordinando uno scotch. Ci sono diverse coppie sui divani, intente ad attività facilmente intuibili, anche qualche donna sola che si guarda intorno cercando qualcuno attraente, gli uomini soli sono principalmente ai tavolini. La cassiera gli ha anche spiegato che i suoi soldi non andranno buttati poiché c’è anche la classica dark room dove si fa sesso senza vedere con chi, superando ogni esame di gradimento.

Sul lettone una coppia, formata da un nero alto forse due metri, muscoloso, si sta facendo succhiare l’uccello da una biondina slavata. Solo loro due, insieme a pochi altri, sono professionisti e servono ad iniziare ed invogliare gli altri ad unirsi. Alessio si chiede come alla moglie possa piacere una cosa del genere, non ha mai dato segno di voglie voyeuristiche e poi, di colpo, la vede.

La riconosce soprattutto per l’abito con cui è uscita che ricorda bene di averle regalato lui. Un abito lungo, di lamé dorato con ampi spacchi, senza bretelline. Riconosciuta lei, riconosce anche le sue due amiche, Marisa e Agata. Sono tutte e tre vicino al lettone, ridacchiano eccitate bevendo qualcosa e guardando la coppia. All’improvviso Clara fa cadere a terra l’abito, si toglie le scarpe e, con indosso solo calze e reggicalze, scende i due gradini che la separano dal morbido palcoscenico. Alessio la vede avvicinarsi ai due attori, carezzare i muscoli del braccio di lui e inginocchiarsi di fianco alla biondina. Le due si scambiano un bacio come per salutarsi e la ragazza le cede il posto alzandosi e prendendo a baciare il gigante nero.

Inebetito, Alessio vede sua moglie spompinare di gusto l’uomo. Beve con un solo sorso il liquore residuo e fa cenno ad una cameriera, anche lei in abiti succinti, di portarne ancora.
Assiste alla fellazione incredulo, incapace di pensare.

- Ariecco quel troione, stasera ne vedremo di belle –

Sentendo la frase si gira e vede, nella semioscurità, due uomini più giovani di lui a poca distanza. Uno indica il palcoscenico all’altro ridacchiando. Alessio si fa forza e fa cenno alla cameriera di portare da bere anche ai due vicini.

- Scusate se mi permetto, sono nuovo e non comprendo bene ciò che accade. –

I due accettano i drink e si prestano volentieri a dargli ogni spiegazione.

- Marcus e Lita, il nero e la bionda, sono due attori professionisti, credo che facciano anche film. Iniziano loro per scaldare l’ambiente e poi chi vuole può buttarsi nel mezzo, come quella che gli sta facendo un bocchino ora. –

- E’ una cliente abituale? Credete che si possa… -

I due ridono guardandosi a vicenda.

- Amico mio, senza offesa, si vede che hai qualche anno in più. Sul lettone ci potresti anche andare ma non è detto che lei ti accolga. Chiunque può partecipare purché chi è già sopra sia d’accordo, e lei e le sue amiche di solito accettano solo giovani e in forze. Da quando vengono qui è diventata una regola non scritta che finché ci sono loro sopra sale solo chi è chiamato. Quando avranno finito saliranno anche altri con meno pretese e lì non avrai problemi a buttarti. –

Alessio è preda di una profonda ira che, inaspettatamente, lo rende calmo e lucido. Vuole saperne di più, vuole sapere tutto.

- Accidenti, quella mi piace, quindi non c’è proprio speranza? –

- Dipende… -

I due si danno di gomito.

- Guarda, è per ringraziarti dei drink. Se hai pazienza, quasi sempre quelle tre, dopo aver fatto le loro porcate li sopra, vanno nella dark room, e lì non possono vedere chi sei…. –

- Ma come faccio a riconoscerla al buio? Magari mi scopo una delle sue amiche. –

- La riconosci dalla voce, anzi dal miagolio. –

- Dal miagolio? –

- Sì, tra un po’ la sentirai anche da qui. Lei quando è partita non parla, miagola. –

Alessio fa un cenno ai suoi nuovi amici e si porta ad un tavolino in basso, vicino al lettone, da dove può assistere bene a tutta la scena.
Adesso sul palco sono salite anche le amiche di Clara ed un ragazzo giovane. Sorseggiando pensoso il suo drink, Alessio guata i corpi che si intrecciano, sua moglie che viene scopata prima dal ragazzo e poi dal gigante nero. Assiste da non più di tre metri allo spettacolo di Marisa che si impala sopra il ragazzo ma, soprattutto, alla sodomizzazione furiosa a cui Marcus sottopone Clara mentre lei ha la testa tra le cosce di Agata.

- SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII… SFONDAMI….. SFONDAMIIIIIIIIIIIIIIII –

Con distacco, Alessio nota che è vero, la voce di Clara assomiglia ad un miagolio mentre gode sotto i forti colpi dell’uomo.

Guarda la scena come se non lo riguardasse, riconoscendo sua moglie in alcuni movimenti, in alcuni versi, non nella foia pazzesca che dimostra, non nel riso da baccante con cui accoglie la sborrata nell’intestino, non nella foga con cui ficca le dita nella vagina dell’amica.
Durante la piccola orgia ha visto un uomo corpulento tentare di salire sul lettone e fatto allontanare da un gesto di Marisa che ha invece ben accolto un altro ragazzo giovane facendosi penetrare davanti, chiusa in un sandwich che si gode imitando e superando Clara per le urla di piacere. Amenamente si chiede come sia possibile che facciano tanto le schizzinose sul palco e poi accettino chiunque nella dark room, ma è una domanda retorica perché, ammette, non è più in grado di capire la moglie.

Ordina un altro drink, sentendosi la testa leggera ed attende che Clara e gli altri abbandonino il palcoscenico, subito sostituiti da un’altra coppia di attori e da vari spettatori eccitati dalla performance appena conclusa. Gira la testa, rifiutando il muto invito di una donna avanti con gli anni che lo guarda e poi si butta nel mezzo togliendosi gli abiti. Non gli interessa, vuole seguire Clara e lo fa, vedendola dirigersi verso una porta seminascosta. La oltrepassa e subito incontra i due uomini del bar.

- Allora hai seguito il mio consiglio. –

- Sì… l’ho vista varcare questa porta. Dov’è? –

- E’ di là, c’è un bagno dove ci si può dare una rinfrescata. Ma aspetta, tra poco andranno nella stanza, anche noi stiamo aspettandole. –

Il cameratismo dimostrato dall’uomo è utile ma il senso di fastidio nel pensare che tra poco, forse, gli starà scopando la moglie, lo infastidisce. Si fa dire qual è la dark room e, con la scusa della curiosità, si inoltra lungo il corridoio guardando attraverso usci senza porta. Vede, nella luce fioca, corpi aggrovigliati senza distinzione di sesso od età. Si ferma nell’osservare una signora chiaramente più anziana di Clara che è penetrata contemporaneamente da due uomini, uno giovane ed uno maturo. Vicino a loro due donne ed un uomo abbracciati che si scambiano carezze. Un tocco sulla spalla lo distrae:

- Dai amico, sono entrate adesso. Vieni… e fai attenzione a non toccarmi il culo ah ah ah. –

Il fastidio precedente aumenta guardando l’uomo con gli occhi che brillano per l’eccitazione. Lo vede spogliarsi in una specie di disimpegno con panche ed armadietti e lo imita seguendolo poi per una porta che conduce ad un altro disimpegno più piccolo, la luce appena accennata, e da lì, tramite un’ultima porta, nella stanza buia. La vista oramai è inutile, l’udito è aggredito da una serie di versi. Alessio è fermo sulla porta chiusa alle sue spalle, i due uomini si sono già addentrati. Poco dopo la vista si abitua al tenue bagliore di poche e fioche lampade che permettono a malapena di distinguere i contorni dei corpi.

Seguendo il consiglio attende di sentire i “miagolii” e, uditili, si sposta a destra di fianco ad un uomo a cui una figura femminile inginocchiata sta facendo un pompino. Sente una mano morbida toccarlo, cercargli i genitali e carezzarli prima che una bocca avida lo ingoi. Non è molto predisposto Alessio ma l’eccitazione monta comunque ed il suo cazzo si erge riempiendo la bocca ospitale. La donna, non è sicuro sia Clara, si alterna a sbocchinare lui e l’altro ed Alessio apprezza distraendosi per diversi secondi. Di colpo un miagolio, un verso acuto di piacere, forse un metro più avanti. Fa un passo, un altro. Distingue due forme femminili abbracciate.

- Sì, così, mettimi le dita dentro. –

Riconosce Clara che sta scambiando carezze saffiche con non sa chi. In lui monta la rabbia, si trattiene dallo strattonarla e farsi riconoscere. No, vuole sapere fino a dove è capace di spingersi. Si accosta alle due aggiungendo le proprie mani a quelle dell’altra donna sul corpo di Clara, le carezza i fianchi, i seni, le natiche. Spingendosi fino a incontrare le dita dell’altra, tornando indietro e spingendo le proprie nell’ano ancora un po’ dilatato dalla sodomizzazione sul palco.

- mmmmhhhhh…. Bravo, così –

A Clara piace sentirsi penetrare dalle dita dappertutto ed allunga la mano incontrando il cazzo duro di lui, saggiandone la consistenza, masturbandolo piano. All’improvviso viene strappata dalle braccia dell’amica e spinta su un divano attaccato alla parete. Fa per protestare ma il tocco di una lingua sulla figa la blocca. Le piace come la leccano, non sa se è la donna o l’uomo ma si bagna sempre più sentendosi stuzzicare nei punti che più le piacciono. Le sembra che quella lingua la conosca, che sappia dove toccare, dove indugiare, dove essere leggera e dove aggressiva.

- CAZZO, LECCHI DA DIO!... Ma chi seiiiii OOOOOHHHHHHH –

Un orgasmo la coglie a sorpresa e la fa contorcere e squittire sovrastando ogni altro verso o rumore della stanza.

- SI GODO… STO VENENDO. STO VENENDOOOOOHHHHHHH. –

Alessio avverte i fluidi copiosi della moglie bagnargli la faccia ma non smette. La conosce ed insiste a leccarla come sa per un altro minuto. Quando la sente fremere ancora le ficca di colpo un dito nel culo provocandole un altro fulminante orgasmo.
Senza attendere oltre risale lungo il corpo della donna, le si posiziona tra le gambe e la penetra di botto, scivolando in lei facilmente. Colpisce con forza, muovendosi come sa che più le piace, uscendo quasi completamente e rientrando di colpo fino in fondo, ruotando le anche, variando il ritmo… tutto quello che sa farla impazzire.
E Clara impazzisce veramente:

- ODDIOOOOOOHHHHH… MI FAI MORIREEEEEE… DAI, DAI SCOPAMIIIIIIIIIII…. AAAAAHHHHHH GODO ANCORA, GODO ANCORAAAAAHHHHHHH –

Orgasmi multipli la scuotono riducendola a pezzi, capace solo di sbattere la testa in tutte le direzioni, senza poter controllare le gambe che tremano, le braccia che si muovono scoordinate, il corpo che vibra sotto i colpi potenti dell’uomo. Un tempo che pare interminabile, fino a che anche l’uomo raggiunge il proprio piacere uscendo da lei, salendole sopra e inondandole faccia e petto col proprio seme bollente.
La chiusura perfetta per lei che adora essere innaffiata. Insegue con la lingua le gocce che le cadono addosso gemendo ancora per il piacere che va scemando. Poi, di colpo, è sola, abbandonata sul divano, senza più la presenza maschile sopra di lei. Se ne rende conto in ritardo ed inutilmente cerca di afferrare la figura che si sta defilando.

- Chi sei… chi sei… aspetta, ti devo vedere… -

Alessio l’ha scopata con rabbia, ogni colpo che le dava era punizione per lei, ricordo per lui, piacere per entrambi. Gode lordandola nel buio e poi si allontana velocemente, uscendo dalla dark room, rivestendosi in fretta e andando via senza ricambiare il cenno di saluto della cameriera che l’aveva servito ed a cui aveva lasciato una generosa mancia.

Clara è faticosamente uscita dalla stanza buia, è irrimediabilmente e deliziosamente spossata. Nel bagno resta a lungo immobile ripensando ai momenti appena trascorsi prima di cominciare a lavarsi. Lì la raggiungono le amiche:

- Ma quanto cazzo gridavi, sembravi una scrofa in calore. Chi è quello che ti scopava? –

- Non lo so, è andato via. Mi ha fatto sentire veramente troia –

Clara guarda le amiche sorridendo, osservando gli sguardi di invidia che le lanciano.

- Beh, speriamo ritorni, non mi dispiacerebbe provarlo –

Il commento di Agata è pragmatico e stringato, ed ognuna delle tre immagina di poter incontrare nuovamente il tizio misterioso.