i racconti di Milu
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Indice
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Coll'arrivo dei primi veri clienti, compresi che avevo bisogno di una segretaria, che sapesse fare il suo lavoro, ma allo stesso tempo non fosse d'intralcio alla mia sempre più variegata vita sessuale.
Stavo cercando nelle richieste di lavoro, quando mi chiamò Anna per chiedermi un piccolo favore.
"Mi servono delle referenze da mettere nel mio curriculum, e non so perchè ho pensato a te." mi disse quasi vergognandosi d'essere senza un lavoro.
"Scusa ma tu che sai fare ?" le chiesi sperando in una risposta per me positiva.
"Ho fatto la segretaria in un patronato e poi per breve tempo in uno studio di commercialisti, il lavoro non era niente male, peccato che pagavano poco e neanche tutti i mesi."
"Sai ho un'idea migliore di scrivere delle referenze, assumerti."
"Stai scherzando ?" mi rispose non credendo alle sue orecchie.
"No è che mi serve una segretaria che si giri dall'altra parte quando mi porto qualcuno per scopare, e tu sei la persona più indicata, inoltre mi piaci il che non guasta mai, e di te mi fido. Quindi se vuoi passa domani pomeriggio che firmi il contratto e così puoi iniziare a lavorare per me."
Anna fu ovviamente entusiasta della mia proposta, ed il giorno seguente era alle mie dipendenze.
La ragazza si dimostrò subito molto valida, non solo era di una precisione a dir poco svizzera, ma spesso riusciva ad anticipare le mie richieste. In compenso era un disastro nel tenere la contabilità dell'ufficio, dimostrandomi che non era in grado di gestire alcun budget di spesa.
"Anna mi spieghi cos'è questa fattura di centocinquanta euro per la stampante ?" le domandai arrabbiata anche perchè già sapevo la risposta.
"E' quello che ci ha chiesto il tecnico per ripararla." mi rispose col suo solito candore.
"Quindi avrei pagato una riparazione poco di meno di quello che costa la stampante NUOVA !"
"Monica... ecco io sapevo... cioè io." balbettò in preda al panico.
"Tu sei una testa di cazzo e sinceramente mi sono rotta di pagare per i tuoi sbagli, quindi ora ti darò una lezione con la speranza che impari da quest'ultimo sbaglio."
Pur sapendo che Anna non solo non si sarebbe mai opposta a qualunque punizione di tipo corporale, ma che anzi l'avrebbe ben accettata, ero decisa ad umiliarla, se non altro per sfogare la mia rabbia per quella spesa inutile.
Andammo nella stanza che pur sembrando una sala riunioni, stavo trasformando in un dungeon in piena regola, e dove avevo tutto l'occorrente per punire la ragazza.
Per cominciare bendai Anna, poi le misi collare e guinzaglio, quindi mi sfilai la gonna per fissarmi alla vita un grosso strap-on.
"In ginocchio e mani dietro la schiena." le ordinai quasi urlandoglielo in un orecchio.
Non appena Anna ubbidì mi misi davanti a lei, per poggiarle la punta dello strap-on sulle labbra.
"Succhiami il cazzo troia !" le dissi spingendole il fallo in bocca.
La mia segretaria iniziò così un ridicolo pompino, reso tale dal fatto che cercava più di rimanere in equilibrio che altro, ma il vederla così in difficoltà mi eccitò tanto che m'aprii la camicetta per toccarmi le tette.
"Sei proprio un'incapace." le dissi tirando il guinzaglio in alto per farla rialzare "Per me qui ci vuole la frusta altrimenti non impari nulla."
"Monica ti prego, perdonami..." mi supplicò credendo che volessi mantenere i miei propositi.
"Ma io l'ho già fatto stupida che non sei altro." le dissi sfiorandole le labbra con le mie "Ciò non toglie che ti scoperò come meglio credo e godrò con te."
La spogliai lasciandole addosso il solo perizoma, per poi farla piegare in avanti sul tavolo e poter così disporre al meglio del suo bel culo. Iniziai a darle dei sonori ceffoni sulle chiappe, alternandoli a veloci penetrazioni con le dita nella passera, portandola così in breve tempo ad eccitarsi fuori misura.
“Mm quasi quasi mi faccio punire tutti i giorni.” mi disse con malizia.
“Fossi in te non lo farei, perchè vedi se provi a venire ti sfondo il culo con tutto il braccio.” le risposi dandole uno sculaccione più forte degli altri “La tua punizione sarà poter godere, ma senza avere alcun orgasmo sino a quando non sarò io a concedertelo.”
“Ma così è crudele !”
“Lo so ma questa è la mia decisione e non puoi fare nulla.”
Ripresi a sculacciarla e farle sempre più lunghi ditalini anche anali, sino a quando non si ritrovò veramente ad un passo da quell'orgasmo che le avevo proibito. A quel punto la penetrai con lo strap-on giusto il tempo di toglierle il fiato, per poi sedermi vicino a lei vogliosa della sua lingua.
“In ginocchio e leccami la fica.” le ordinai spingendola quasi per terra e sganciandomi da un lato lo strap-on.
Anna fu quasi sollevata dal fatto di non doversi più controllare, ed iniziò a leccarmi la fica con fin troppa foga.
“Cazzo fai stronza !” le dissi con rabbia “Non stai mangiando un gelato ! Voglio godere quindi leccala con cura.”
La ragazza ferita nell'orgoglio, tornò a passare la lingua sulla mia passera con più calma, facendomi sentire ogni passata sulle labbra interne, e dandomi un immenso piacere.
“Brava la mia troietta, vedi che se vuoi sei capace a farmi godere. Continua a leccare senza fretta e pensa che più godo io, meno ti scopo dopo.”
La lingua di Anna scivolò sul mio buchetto per penetrarlo dolcemente e tornare al monte di Venere. Lei ripeté molte volte questo giochino facendomi eccitare tanto, che alla fine ripresi il guinzaglio in mano per costringerla a leccarmi solo la fica, tanta era la mia voglia di un orgasmo. Anna comprese le mie voglie e le assecondò, aiutandosi anche con due dita che fecero capolino della passera, senza esser mai troppo veloci, ma quel di più che mi fece venire dopo pochi minuti.
“Certo che sei proprio stupida !” la rimproverai mentre mi alzavo per fissarmi nuovamente lo strap-on “Ora mettiti a pecora per terra e vediamo quanto resisti.”
Non appena la ragazza si sistemò carponi sul tappeto, mi misi dietro di lei e la penetrai con forza la passera, che era bagnatissima. Non le diedi il tempo di godere di quel fallo dentro la fica, che lo tirai fuori per sodomizzarla quasi brutalmente, ma del resto volevo anche farla soffrire un po', prima di vederla raggiungere l'orgasmo.
Anna non disse nulla, ma del resto era troppo concentrata a negarsi il pieno del piacere, ma fece alcune smorfie di dolore che durarono però ben poco. Io continuavo ad affondare il fallo alternando le sue porte del piacere, tirandola a me per il guinzaglio o tenendola ben stretta per i fianchi, quasi vedendo all'orizzonte la sua resa.
“Tanto lo so che stai per venire, in fondo sei solo una cagna vogliosa di cazzo, ancor meglio se lo prendi nel culo. Quindi finiscila di resistermi e lasciati andare, così dopo ti sfondo peggio di una troia delle consolari.”
“Monica ti prego... sto per … vengooo.”
L'orgasmo la travolse e dovetti tenerla ben stretta a me per non farla finire sul tappeto, affondando così il fallo per l'ultima volta dentro la sua passera.
“Sai cosa t'aspetta quindi piegati sul tavolo, gambe larghe e apri bene il culo con le mani.” le dissi alzandomi anche per prendere del gel lubrificante, col quale mi unsi abbondantemente la mano.
“Monica ti scongiuro, non l'ho mai fatto, per me è troppo.” mi disse pregandomi di cambiare idea.
“Taci e sia chiara una cosa. Alla prossima cazzata ti mando a battere, e credimi sceglierò i tuoi clienti fra i più grandi pervertiti che conosco. Ora taci che tanto lo so che alla fine godrai come una vacca, ma del resto ti piace troppo prenderlo nel culo per non farlo.”
Anna si piegò sul tavolo per poi aprirsi le natiche con le mani, così non mi rimase che iniziare a far entrare dita nel suo bel culo. Cominciai con due, poi tre e dopo un po' quattro, e vedendo che lei non diceva nulla unii anche il pollice formando una sorta di cuneo con tutte le falangi. La penetrazione fu questa volta un po' più lenta, e sicuramente dolorosa da parte sua, ma alla fine la mia mano era sparita nel suo retto, lasciando fuori solo il polso.
Come le sfiorai la passera con l'altra mano lei ebbe un sussulto, e compresi così che stava di nuovo godendo.
“Cazzo ma hai la fica che è un lago ! E' proprio vero che sei una cagna da cazzo e nulla più ! Però mi piace vederti godere, quindi godi piccola grande troia !”
La mia mano iniziò a muoversi all'inizio con una certa cautela, per prendere con calma una certa velocità, che non fu però mai eccessiva, ma del resto non volevo certamente procurarle solo dolore. Continuai anche a toccarle la fica, ma senza entrarci mai dentro in alcun modo, per far sì che godesse solo analmente, ben sapendo che era in grado di farlo.
Anna ebbe quindi il secondo orgasmo della giornata, e questo se lo gustò sino in fondo, rimanendo poi piegata sul tavolo anche finii di sodomizzarla, e mi stavo rivestendo.
Da quel giorno non ci furono più spese pazze in ufficio, anzi Anna divenne fin troppo parsimoniosa per tutte quelle che erano le spese correnti.
Io però non smisi di fare sesso con lei.


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