i racconti di Milu
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La giornata era splendida e la voglia di uscire tanta.
La casa era stata riordinata ed il pranzo è stato preparato ed è di ottimo gusto.
Alla fine Annina si è decisa ad uscire per godersi il sole splendente e brillante di una primavera piovosa r non calda.
Era al parco e ciò che pensava non poteva farlo, una cosa del genere era rischiosissima. Lei lo sapeva benissimo che le piaceva mettersi in mostra, ma così al parco era un’idea molto strana ed azzardata; una cosa era uscire senza intimo indossando una gonna per recarsi a lavorare, un’altra era andare al parco e spogliarsi.
Ne aveva parlato con Susanna che eccitata al pensiero di vedere la sua amica nuda in giro per la città, si era sgrillettata davanti a lei. Alla fine dopo essere venuta, facendo vedere la figa bagnata e come il suo corpo si era comportato quando era venuta, l’aveva provocata dandole della vigliacca convincendola che non sarebbe mai stata capace di spogliarsi e masturbarsi al parco, dove tutti avrebbero potuto vederla. Era un’idea pazza ma anche la mentalità era da persona molto avanzata, forse troppo per i tempi che stava vivendo. Poi Annina, spinta dall’orgoglio, aveva accettato la sfida trovando il coraggio per farlo.
Che Annina fosse un’esibizionista lo sapevano tutti, che le piacesse mettersi in mostra, ma da ciò che avrebbe dovuto fare era decisamente tanto; aveva deciso che valeva la pena tentare.
Per farlo aveva scelto una zona frequentata prevalentemente da coppiette e studenti universitari, per evitare una denuncia per atti osceni in luogo pubblico.
Per fare la sua esperienza aveva preso un telo per stendersi sopra, tanto coraggio, un romanzo erotico che stava leggendo e si era sistemata al sole. Annina era stata fortunata; solo pochi ragazzi avevano scelto la zona, fortunatamente non c’era nessuno che conoscesse e nessuna ragazza.
Annina era una ragazza che studiava all’università lontano dalla sua famiglia, di pelle olivastra come molte donne meridionali, occhi scuri, corpo flessuoso creato da un mai cessato allenamento in palestra. L’unica cosa che stonava, e che secondo lei le diminuiva il fascino, era il seno prosperoso che a parere suo la rendeva troppo matrona; Annina portava una quarta misura il che, per una ragazza che pesava 55 kg, era enorme ma le sue forme erano per i ragazzi una vera gioia per gli occhi.
Per quel giorno aveva indossato un completo intimo rosso fucsia composto da un perizoma, un reggiseno non imbottito di tessuto molto molto leggero e delicato, una mini di jeans, maglietta bianca mono spalla ed il tutto era completato da un paio di sandali rossi con la zeppa come è di moda fra le studentesse.
Annina si è sistemata sul prato distendendosi e si è messa a leggere il racconto erotico. I passanti vedono una ragazza qualunque che legge ma lei si sente speciale.
Per non essere vigliacca, così come le aveva detto la sua amica a casa, passata circa mezz’ora. decise che era arrivato il momento di spogliarsi.
Senza badare alle persone che l’avrebbero vista, si è tolta la mini e si è ridistesa al sole mettendo in mostra la sua lingerie e le natiche bianche.
Non tardò a sentire un lungo fischio di approvazione che proveniva da studenti ragazzi che dialogavano fra loro un po’ più distanti. A loro non era passato inosservato il colore fucsia dell’intimo e di conseguenza anche il corpo quasi totalmente nudo.
Annina, eccitata dall’approvazione maschile, ha deciso che era il momento di mostrare ai ragazzi una parte delle sue parti erotiche slacciando il pezzo di sopra del bikini e lasciando così libere le sue tette.
Ciò la stava eccitando.
Restava da togliere lo slip.
In quei momenti sentiva l’aria accarezzarla, i capezzoli si erano inturgiditi ed il perizoma umido.
Tra il romanzo, l’ammirazione dei ragazzi ed il fatto di essersi esposta per farsi veder, si sentiva tutta un fuoco con un calore interno che le stava montando internamente difficile da resistere.
Era stesa sul ventre in modo da nascondere, almeno in parte le sue forme anteriori mostrando un corpo che pareva essere totalmente nudo perché la stringa del perizoma era nascosta tra le natiche e le passava a stimolare le rughe dell’ano.
La sua mente vagava tra l’immaginarsi nuda agli occhi dei passanti ed il romanzo erotico che leggeva senza attenzione ma che la prendeva come se stesse realizzando parte della trama.
Forse era arrivato il momento di osare di più.
Si è stesa sulla schiena ed ora tutti potevano vedere le sue tette abbronzate dove il reggiseno non nascondeva il sole, la curva del suo ventre e la linea delle sue cosce.
Annina si immaginava sola su un prato ed aprì le gambe e infilò la mano dentro il perizoma, decidendo che ancora non era il momento di spogliarsi completamente ma di iniziare a toccarsi ed accarezzarsi. Tutti potevano vedere inequivocabilmente quello che stava facendo.
Passando la mano sulle grandi labbra le ha trovate bagnate dagli umori che, data la posizione assunta, colavano verso la rosetta posteriore.
Per penetrarsi Annina utilizzava l’indice e il medio ed era talmente bagnata che scorrevano dentro e fuori senza difficoltà.
Era incurante degli sguardi degli altri che si erano avvicinati e poi fermati a guardare. Qualcuno anche fischiava per dare il suo apprezzamento e molti commentavano sottovoce. Era troppo presa dal proprio piacere per dare attenzione a ciò che la circondava; se si fosse avvicinato qualcuno mentre era in quello stato di eccitazione e con la voglia che aveva, lo avrebbe scopato di sicuro davanti a tutti dando spettacolo.
Annina sentiva il piacere crescere e arrivare al limite ed in quell’istante rallentava i suoi movimenti per poi riprendere in modo che potesse allungare quello stato. A lei piaceva che tutti potessero godere della vista del suo corpo e di quello che stava facendo.
Sempre più ragazzi si erano intanto avvicinati attirati come mosche da quello che stava facendo ma Annina non se ne accorse nemmeno, presa com’era dal suo piacere.
Stava dando lezioni di masturbazione femminile a tutti.
Tutti i presenti vedevano le dita che uscivano ed entravano nel suo corpo senza difficoltà.
Lei presa dalla passione si ha leccato l’indice dell’altra mano succhiandolo come fosse un cazzo.
Ormai si sentiva infuocata e ciò che la circondava era inesistente. La sua mente riceveva solo sensazioni dalle zone altamente erogene.
La mente aveva trasformato quel parco nella camera di Annina, il suo letto ed anche il silenzio dove sempre fino a quel giorno si era sgrillettata godendo al pensiero die essere davanti ad altre persone a farsi vedere nel fare sesso solitario ed anche accoppiata a maschi improbabili di cui non vedeva il volto ma solo il sesso.
Si era creato un piccolo capannello di persone. Non erano solo maschi, c’erano anche ragazze che commentavano e chissà se nella loro mente c’era lo stesso desiderio di Annina e se avessero avuto lo stesso coraggio di essere così libere.
Annina è venuta urlando.
Ripresasi dall’orgasmo si è resa conto di dove si trovava ma non si è scomposta. Si ha leccato le dita umide del suo piacere ed ha chiesto al pubblico attorno a lei “Piaciuto lo spettacolo?”
Si è sollevata mostrando il suo corpo di giovane ragazza e le sue tette un po’ grosse con i capezzoli che ancora erano turgidi.
Senza aspettare la risposta, si rivestì lentamente come se niente fosse accaduto tra la meraviglia e l’eccitazione generale Ha preso le sue cose ed è tornata casa.
 uscì dal parco.
Era felice di aver dato spettacolo. In fin dei conti lei era un’esibizionista ed ora era riuscita a trovare il coraggio di esserlo davanti a tutti e non solo per le sue amiche o per i suoi ragazzi che la scopavano.
Disse a sé stessa che era stato un bel pomeriggio e che prossimante sarebbe il caso di ripetere la stessa esperienza ed aggiunse che la prossima volta sarebbe più piacevole farsi scopare.
Per realizzare la sua intenzione chiamò uno dei ragazzi che le piacevano e che le stavano dietro per cercare di farsela.
Annina si era presentata a lui splendida da guardare con quel suo fisico scattante e flessuoso, il seno sono sodo e nascosto con difficoltà dalla maglietta che indossava.
Si era sistemata i capelli; la parrucchiera lei aveva tagliati in un caschetto ordinato e le aveva dato un balsamo per renderli brillanti
Per stare con lui sfoggiava il suo sorriso malizioso che invitava a catturarla.
Il ragazzo Allungò le mani per afferrarla, ma lei si scostò ridendo ma lui tentò ancora e lei si allontanò di nuovo.
Andò in un angolo della casa; era un punto senza via di uscita ma anche quella mossa era studiata. Ora era in una trappola voluta e non poteva andare oltre. Lui la prese e la tirò a sé accarezzandole una guancia avvicinando le labbra alle sue. Quando le loro bocche si incontrarono scoppiò una scintilla. Le lingue si sono incrociate in un gioco mozzafiato, fameliche assaporandosi, le mani vagavano, accarezzando i loro corpi esplorandoli sopra i vestiti che indossavano cercando la via per arrivare alla pelle nuda.
La voglia era tale che ciò che avevano intorno non contava.
Si sentì il rumore dello strappo del tessuto della sua maglietta ed era il modo che lui aveva scelto per arrivare finalmente a toccarla realmente.
Con le labbra lui è sceso sul collo, le ha accarezzato le mammelle che grosse com’erano non si poteva fare a meno di toccarle usando un dito facendo venire la pelle d’oca ad Annina.
Il ragazzo le ha preso il capezzolo tra le labbra succhiandolo, le ha dato piccoli morsi e lei ha emesso dei gemiti ed è ritornato a baciarla ancora.
Quel giorno Annina indossava dei jeans e lui nel baciarla le ha messo una mano dentro i pantaloni raggiungendo la sua femminilità che trovò inaspettatamente bagnatissima. Le ha infilato un dito dentro facendola fare un profondo respiro e piegare un po’ sulle ginocchia.
Annina gli ha fatto segno di non fare troppo rumore, rischiavano di esser scoperti.
Lui l’ha sgrillettata a lungo e lei si mordeva le labbra per non gridare, si agitava e si contorceva e quando era vicina all’orgasmo la sentiva spasimare per poter raggiungere il culmine.
Ad Annina non importava che nella stanza accanto ci fosse la sua amica che poteva sorprenderli, anzi desiderava che lei li sentisse e che magari venisse a vederli e che se si fosse sditalinata davanti a loro lei ne avrebbe goduto tanto.
L’orgasmo le ha fatto spalancare gli occhi, tremare tutto il corpo come se avesse le convulsioni ed accasciarsi tra le sue braccia.
Il piacere l’aveva colpita come un fulmine.
Annina baciò il ragazzo con passione ringraziandolo per quello che le avevo fatto provare.
“Ti andrebbe di fare con me quello che abbiamo fatto ora ma al parco?”
La proposta che sul momento poteva essere oscena fu presa da quel ragazzo come una battuta ma Annina era ferma nel proposito chi si aveva messo e ne ha parlato a lungo con lui che alla fine ne restò convinto che era qualcosa che si poteva fare anche davanti agli altri.