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Le disavventure di Anna

Questo è un racconto di pura fantasia, una situazione che mi piacerebbe vivere e non mi piacerebbe vivere…..direte…… ma ti piace oppure no?.....be avete mai visto qualche video dove lui frusta lei oppure lei frusta lui? A voi dove piacerebbe essere sopra che frusta oppure che viene frustato?.....a me piacerebbe stare da tutte e due le parti frustare e essere frustato…….



Io e Anna ci conosciamo da moltissimi anni, ci siamo incontrati quando avevamo solo 19 anni e da quel momento non ci siamo più divisi, nel bene e nel male.
Lei molto bella quando la incontrai ebbi come si dice il famoso colpo di fulmine portava una gonna mini che gli metteva in evidenza le sue magnifiche gambe e una camicetta che era tutta da vedere, mi vide e scappo ma convinto di averla ci misi molto tempo ma riuscii nell’intento.
Ci sposammo e siccome lavoravo in periferia affittammo un villino al margine di una strada abbastanza isolata e molto silenziosa, ottima per poter riposare e stare lontano da stress di città, cosi cominciò la nostra vita insieme da sposi, ogni occasione era buono per fare l’amore da qualsiasi parte lo si voleva fare nessuno ci poteva disturbare ne tanto meno ci potevano bussare eravamo molto felici, passammo degli anni all’insegna del sesso e del nostro amore, ma……….qualche volta ci capitò di notare che qualcosa era stata mossa in casa, e nel giardino diciamo come se le cose fossero state messe in una certa maniera differenti da come le avevamo lasciate noi ma sai non ci fai molto caso quando sei felice il lavoro va bene e stai insieme a qualcuno che ti ama, nel giardino affiancato alla nostra casa c’era un capannone adibito a box era molto ampio tanto da poter ospitare anche tre auto, c’erano le travi a vista una scaffalatura sul lato destro piena di attrezzi da giardino e da meccanico e io dopo aver fatto scendere Anna andavo a parcheggiare l’auto, ma un pomeriggio dopo aver messo la macchina al solito posto dove non dava fastidio neanche a piedi mi sembrò come se qualcosa non andava, alle travi mi accorsi che c’erano dei ganci e in qualche posto nel muro degli altri, sembrava che erano predisposti in concomitanza con quelli in alto ma mi dissi fra me, “ forse non ci ho mai fatto caso”.
Rientrai in casa e Anna mi fece notare che anche li qualcosa non andava sembrava che stessero preparando tutta le cose buone a vista per poi fare razzia, ma che poteva rubare e se anche fosse se le mettevano in evidenza perché non portarle via subito invece di ritornare? Anna pensò la stessa cosa e non ci facemmo più caso ma ( dovevamo farci caso perché potevano anche volerci mandare via in malo modo).
Passò più di un paio di settimane e non notammo niente di insolito e ricominciammo la nostra vita come sempre, noi si usciva la mattina alle otto e si rientrava insieme alle diciotto, figli non ne avevamo e quindi eravamo solo noi io e lei sempre, in casa era sempre in tanga, aveva un culo che era uno spettacolo e delle tette di una terza abbondante capelli castani lunghi e portava quasi sempre gli infradito diceva che scalza non gli piaceva stare.
Di solito la notte lasciavamo accese dei faretti nel giardino che illuminavano quasi tutto magari se entrava qualcuno lo vedevamo, ma quella notte ero nervoso mi sembrava come se mi dovesse succedere qualcosa lo dissi a Anna e lei mi incitò a chiudere tutte le porte e le finestre accuratamente senza possibilità che qualcuno potesse entrare senza far rumore cosi andammo a letto, era venerdi eravamo di festa sabato e domenica e potevamo stare di piu a letto e stare di piu insieme ma….. non fu come avevamo previsto.
Dopo un po' che ci eravamo coricati e come sempre dopo aver fatto sesso, ci addormentammo ma mi accorsi che avevamo lasciato la tv accesa cosi andai dal lato di Anna a prendere il telecomando per spegnerla e improvvisamente sentii un sibilo un fssssssssssssssssssssssssssss molto forte, mi impressionai pensando che fosse entrato un serpente e lo avevo disturbato ma non era cosi, dopo pochi minuti dal rumore non ricordo più niente, mi svegliai con un gran mal di testa ero nudo e legato ad una sedia con le braccia dietro e le gambe attorno a quelle della sedia ma erano legate in modo che non potessi fare nessun movimento, avevo una benda sugli occhi e dalla brezza che sentivo mi sembrava che non ero a casa ma chissà forse nel box, giravo la testa sperando che si spostasse un po' la benda ma non riuscivo a vedere niente ero anche imbavagliato in bocca mi avevano messo uno di quei bavagli che si gonfiano senza la minima possibilità di emettere suoni, la mia mente cominciò subito a funzionare …..Anna……dove stava che cosa gli era capitato e perché non la sentivo ne piangere ne fare qualche mugolio, pensai che forse l’avevano legata nella mia stessa posizione ma poi…….perchè nudo? Se volevano uccidermi o rubare mi avevano già addormentato e quindi potevano fare tutto senza nessun problema ma queste domande ebbero risposte più tardi quando ci fu una specie di presentazione.
“bene” sentii dire “ adesso io posso parlare mi chiamo Mustafà e sono il nero che ogni mattina incontrate per strada senza degnarmi neanche di sguardo, inzialmente sembravate due persone molto brave ma non avete mai guardato in mia faccia ne in faccia a miei amici, siete razzisti? Noi adesso razzisti con voi, salutavamo solo per amicizia ed essere cortesi ma voi sempre faccia girata non solo ma diciamo che ci disprezzate da come vi atteggiate” io cercavo di parlare ma non mi riusciva potevo solo mmmhhhhh mmmmmhhhhh, mugolare, cosi gli sentii dire “ leva bavaglio cosi vediamo che cosa vuole dire” e cosi fecero mi tolsero il bavaglio e prima di poter cominciare dire qualche parola dovetti riaggiustare la bocca, “ guarda amico che non siamo razzisti solo che non vogliamo elemosinare soldi, se voi veramente volevate restavate nel vostro paese per cercare di rimettere insieme quello che gli altri hanno distrutto, io cosi avrei fatto, non sarei scappato dalle mie origini, solo per questo non abbiamo niente contro di voi ….mia moglie dov’è?” chiesi ma senza rispondere mi rimisero il bavaglio e continuò “ che sapere tu di paese mio non sai perché siamo venuti qui noi vogliamo vita buona senza guerra in pace ma voi non volete fare amicizia con noi, cosi abbiamo deciso che per un po' restiamo a casa vostra e ci divertiamo un po' con voi due, qui si sta bene posto tranquillo e pace assoluta.
A quelle parole pensai è finita ci ammazzano ci sotterrano e nessuno ci viene a cercare anche perché non avevamo mai lasciato il nostro indirzzo a nessuno, appunto per non avere persone che con la scusa del giardino e del villino venivano a casa nostra e ci davano fastidio, e devo ammetterlo mi pisciai sotto dalla paura e il buco del culo lo sentivo che si stringeva, insomma tanta la paura che non sapevo ne chiedevo come stesse Anna, io non sono molto fisicato diciamo che ho il fisico da lavoratore ma niente di più e neanche il mio cazzo è molto grande una 15 di cm però in quel momento avevo un terrore che non riuscivo anche se mi toglievano il bavaglio neanche sarei riuscito a parlare.
Sentivo che le voci erano molte non riuscivo a farmi una idea di quanti ne erano, parlavano la loro lingua e ridevano fino a quanto Mustafà “ allora come la mettiamo che dici, ti tolgo il bavaglio cosi mi puoi rispondere” feci cenno di si con la testa e cosi mi tolsero il bavaglio, “ allora dici che vi dobbiamo fare? Noi siamo come voi ma voi ci schifate” “ no no” risposi” noi molte volte non abbiamo neanche il tempo di guardarci in giro ritorniamo stanchi dal lavoro, abbiate pietà siamo due persone per bene su fate i bravi se volete prendete quello che volete e lasciateci stare” hahahahahahahahahahah, una risata di gusto si alzò nel silenzio tutti ridevano “ come prendiamo quello che vogliamo noi già lo stiamo facendo, ci prendiamo quello che vogliamo e per un po' ce lo prendiamo tutti i giorni” hahahahahahaha e rise nuovamente accompagnato dagli altri.
A quel punto cominciai a capire che era finita, allora visto che avevo la bocca libera dissi “Mustafà abbi pietà dimmi mia moglie che fine ha fatto fammela baciare prima che ci ammazzate” ma lui “ non vi ammazziamo tranquillo solo che ci divertiamo un po' con voi a te fa piacere??” non lo risposi e lui si incazzò, mi venne vicino e alitandomi un odore di aglio cipolla e altro sulla faccia mi richiese “ a te fa piacere??” allora scossi la testa in segno di si.
Tutto tacque non si sentiva parlare più nessuno mi sentivo impotente a stare legato in quella posizione e non sapere neanche se Anna era ancora viva oppure se la stavano chiavando dentro casa e non si sentiva nessun rumore, passò tanto tempo non riuscivo a capire il tempo sapevo solo che avevo una paura e volevo sapere Anna….Anna….che fine aveva fatto nessuno mi rispondeva.
Poi dopo tanto tempo mi sentii sollevare con tutta la sedia, non mi ero neanche accorto che si erano avvicinato, mi portare chissà dove e mi riposarono nuovamente a terra ma questa volta era ancora piu fresco e c’era vento, dove stavo e un pensiero ricorrente Anna…Anna…Anna che cose le era successo?


Se volete che continuo fatemi un fischio…accetto anche qualche consiglio grazie