i racconti di Milu
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Note dell'autore:
mai osare sfidare l'ape regina, per collaborazioni/consigli/commenti scrivere a alessandrinoferr1991@gmail.com
Marina sedeva annoiata al bancone di un PUB dove era solita affogare i suoi malumori bevendo, una dopo l’altra, birre e bevande alcoliche di ogni tipo; scrutava le persone che entravano a consumare, coppie, vecchi ubriaconi e le solite comitive di ragazzi intenti a far serata.
Ad un tratto, immersa nei suoi pensieri, neanche si accorgeva del ragazzo che ormai da diversi minuti la scrutava bevendo una birra scura, era proprio bella Marina, fisico atletico, seno prominente, alta e mora con degli occhi verdi che ammaliavano chiunque avesse la fortuna di incrociare il suo sguardo.
Ad un tratto una frase la tirò fuori da quel suo estraniarsi dal mondo: “posso offrirla io quella birra?” le fece il giovanotto che sedeva di fianco a lei, “puoi farlo, ma non otterrai nulla di più che alleggerire il tuo portafogli”, le rispose lei non considerando neppure l’uomo che cercava di instaurare un rapporto, “chi ha detto che voglio ottenere qualcosa?” le fece lui ricevendo come risposta “ragazzino non sai con chi hai a che fare, io sono fuoco, chi gioca con me si brucia, o rischia di farsi molto male”.
Il giovane, dapprima sorpreso da quella frase, si rifece sotto “in che senso scusa? Io sono Paolo, non ho paura di soffrire tranquilla, spiegati meglio, come mai sei così schiva e fredda? Ti ho per caso infastidita?”
“Ragazzino, ciò che piace a me non lo immagini neppure, con me non dureresti neppure un’ora, per cui sparisci prima che chiami la sicurezza” Paolo, sorpreso e ferito nell’orgoglio da quelle parole subito rilanciò: “ma non dire cazzate, sei te che non reggeresti neanche mezz’ora tranquilla, ti va una scommessa?” a quel punto Marina, scocciata a tal punto da quel molestatore, accettò “una sfida a chi finisce prima una pinta di birra, chi vince decide la sorte dell’altro, senza nessun tipo di obiezione” “D’accordo” tagliò corto lei, facendo ceno al cameriere, ed essendo quasi divertita da quello stupido che osava sfidarla sul suo campo.
Le due pinte arrivarono subito, ghiacciate, e i due iniziarono la sfida con velocità, Marina dopo pochi secondi, picchiò forte il bicchiere vuoto sul bancone mentre il suo avversario ancora era a metà.
“Soddisfatto stupido?” le disse lei guardandolo con disprezzo, “paga ed esci, la macchina nera parcheggiata dall’altra parte della strada, entra sul sedile posteriore e non fare domande, pagherai cara la tua insolenza”.
Paolo era ancora inebetito dalla velocità della donna nel tracannare birra, immediatamente pagò e uscì fuori dove entrò in una auto di lusso guidata da Marina che subito si avviò verso una meta a lui sconosciuta.
L’auto sfrecciava in strette strade di campagna, improvvisamente svoltò un uno sterrato e si fermò davanti ad un casolare ben tenuto, totalmente immerso nel verde e nel silenzio, “metti questa” tuonò la donna consegnandogli una benda, l’uomo eseguì l’ordine sistemandosela sugli occhi, cominciava ad essere un po’ teso e spaventato da quello che stava accadendo, improvvisamente si sentì afferrato da molte persone che lo afferrarono e lo sollevarono di peso, a quel punto capì di essersi infilato in un bel casino.
Si sentì legare le mani e i piedi, inoltre mani sconosciute lo avevano spogliato completamente e aveva sentito ghigni e risate che lo deridevano, ad un tratto qualcuno gli tolse la benda ed ebbe una sorpresa immensa da quello che vide.
Davanti a lui che giaceva nudo e legato, mani e piedi a terra, c’erano decine di donne, tutte bellissime e nude che lo guardavano e lo deridevano, una in particolare prese la parola, non dopo avergli assestato un preciso calcio nelle zone intime che lo fece sobbalzare di dolore e di terrore.
“oggi sarai solo nostro, questa è la nostra confraternita di sole donne, qui i mezzi uomini come te comprendono quanto siano meschini e falsamente virili!” a quella frase tutte scoppiarono a ridere e molte cominciarono a baciarsi e toccarsi a vicenda, a quel punto la donna, che prima aveva preso la parola, si sistemò all’altezza del volto di Paolo, che intanto cercava ancora di comprendere cosa stesse succedendo.
La donna cominciò a masturbarsi con forza sul volto dell’uomo, venendo e squirtando copiosamente sul volto di lui “ ora sei pronto per il lato b” esclamò ridendo, intanto altre donne lo sistemarono a pancia in giù con il sedere in bella vista.
Paolo a quel punto cominciò ad urlare ed a dimenarsi, forse immaginando ciò che sarebbe successo, ma immediatamente fu legato ed imbavagliato, subito sentì scorrere sul sedere un liquido denso e appiccicoso che colava fra le sue chiappe ed ad un tratto sentì qualcosa di freddo e rigido che cercava di forzargli l’ano, poi dopo diversi tentativi e una spinta molto decisa di una delle donne, l’oggetto penetrò per intero fra le urla dell’uomo e le risate di derisione delle donne presenti, a quel punto seguirono diversi minuti in cui fu deflorato e sverginato con un grosso fallo in vetro.
Ad un tratto tutte le donne si fermarono e smise , con gran sollievo di Paolo, il continuo stantuffare nel culo dell’uomo.
Dal fondo della sala entrò, completamente nuda ed indossando uno strap on di grosse dimensioni Marina, l’ape regina, la dominatrice incontrastata dell’alveare.
Una delle donne le rivolse la parola: “Padrona lo schiavo è pronto, ci inchiniamo al tuo volere” “bel lavoro schiave” disse Marina, ora assistete alla totale sottomissione di questo essere stupido che ha osato sfidarmi.
Detto questo, l’ape regina strizzò con forza i testicoli dell’uomo che intanto era con il culo dolorante ma molto eccitato dalla situazione, a seguito della strizzata si irrigidì e emise un forte urlo di dolore, “ ancora non è nulla” disse lei afferrandolo per i fianchi e infilandogli lo strap on su per l’ano, Marina sentì cedere il culo dell’uomo che dopo un pianto e varie urla di dolore cominciò a gemere ed a avere piacere dalla Dea che ne abusava tanto che, ad un tratto, venne copiosamente sul pavimento.
“ho preso la tua verginità di culo” gli sussurrò Marina all’orecchio, “ non osare sfidarmi mai più, alla prossima birra se vorrai, sai dove trovarmi ora” a quel punto Marina andò via, lasciandolo dolorante a terra, ordinando alle sue donne di riaccompagnarlo a casa.
Note finali:
mai osare sfidare l'ape regina, per collaborazioni/consigli/commenti scrivere a alessandrinoferr1991@gmail.com