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Chiara di CNS
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Chiara non si sentiva bene, non si sentiva a suo agio.
Tutto quello che stava capitando era troppo strano, troppo insolito.
Dopo che Antonio aveva scoperto il suo tradimento si aspettava che sarebbe successo il finimondo, che l’avesse sputtanata con tutti, che l’avesse buttata fuori di casa e invece…niente.
Ne un urlo, ne un ceffone, ne un piatto spaccato ne una minaccia. Nulla.
Tutta colpa di quel gran bastardo del suo fratellastro che dopo aver scoperto che si frequentava col suo nuovo collega, Alessandro, un ragazzo tanto giovane quanto attraente (ed evidentemente molto sveglio) era andato a sputtanarla con suo marito con tanto di foto fatte durante dei pedinamenti.
Mario, il fratellastro, la odiava e il sentimento era ricambiato. Avrebbero fatto di tutto pur di farsi del male e questa volta ci era riuscito lui.
E pensare che era stata la prima volta per lei, il primo tradimento dopo 25 anni di fedeltà assoluta, anche dopo che lui aveva smesso di farla sentire importante, di farla sentire attraente, di farla sentire donna.
Anche l’invito al ristorante era particolarmente strano e insolito, a cena fuori in un normalissimo mercoledì, una cena romantica, così aveva detto Antonio la mattina al telefono, situazione non certo nelle sue corde e per di più dopo quello che era successo.
Ad ogni modo lei si era preparata per piacergli, voleva riconquistare l’uomo che amava e che in passato l’aveva fatta sentire una regina e se per farlo ci erano volute un paio di corna, pensava, bé…ben vengano.
Chiara era splendida. Aveva messo un tubino nero, elegante ma anche provocante grazie ad una ampia scollatura e le sue scarpe preferite, un decollete argentato con un tacco a stiletto che aveva portato solo una volta per il matrimonio di sua cugina.
Dopo un breve viaggio parcheggiò a pochi passi dall’entrata del ristorante, si controllo il trucco nello specchietto ed uscì. Era davvero bella, forse in cuor suo quella strana sensazione di disagio stava lasciando spazio alla speranza che suo marito quella sera volesse ricominciare da capo, ritrovare la passione e la complicità perduta, e questo le dava come una luce nuova.
Chiara entro nel ristorante e le si fece incontro il proprietario:
“Buonasera signora, suo marito l’aspetta già al tavolo, venga la accompagno”
“Grazie mille”
Chiara entro nella sala principale e vide Antonio, elegantissimo, che l’attendava al tavolo in fondo alla sala. Pochi altri tavoli erano occupati, stranamente solo da uomini. Con un ampio sorriso si avvicinò al tavolo dove suo marito la stava aspettando.
“Ciao Amore, buonasera”
“Ciao Chiara, siediti pure”
“Che bella sorpresa che mi hai fatto, era una vita che non andavamo a cena fuori…”
“Già, e vedrai che non sarà la sola..”
“Davvero?”
“Eh si, tesoro, ma bando alle ciance…ti ho invitata a cena perché volevo farti vedere queste”
Antonio infilò la mano destra all’interno della giacca e dal taschino tirò fuori 4 foto che passò a Chiara.
“ti piacciono? Il tuo fratellino me le aveva tenute come gran finale…che ne dici?”
Nella prima foto si vedeva Chiara e il suo collega, Alessandro, abbracciati che si baciavano. Lei in reggiseno, lui a torso nudo. Era stato evidentemente usato un teleobbiettivo visto che la visuale dell’abitacolo era perfetta, così come la definizione dell’immagine. La seconda foto fu un colpo allo stomaco. Lei col cazzo in bocca di Alessandro mentre gli faceva un pompino. L’imbarazzo fu tale che quasi gli cadde la foto dalle mani. Nella terza si erano spostati sul sedile posteriore e si vedeva Chiara a cosce spalancate con Alessandro che le leccava avidamente la fica. La faccia di lei era a bocca spalancata, evidentemente abbandonata al godimento. Nella quarta Lei era sopra di lui e stavano chiaramente scopando. Chiara rimase a testa bassa e restituì le foto al marito senza fare un fiato
“Ti piacciono tesoro le foto? A me sono piaciute tanto sai? Del resto mi ci voleva questo per accorgermi di avere una moglie troia. E che troia. Una vera troia da strada..”
“…ma…amore..io”
“pensavi davvero che ti avessi perdonata? Che addirittura avessi organizzato una cenetta romantica? Ah ah ah troia e pure stupida! Senti invece che bella idea che ho avuto. Da adesso tu sarai la mia zoccola personale, non potrai mai dire di no ad ogni mia richiesta, ogni mia perversione e, ti assicuro, ne ho già diverse in serbo per te.
“…ma…Antonio! Cosa dici? No! Non lo farò mai! Mi fai schifo”
“Ah ah ah…immaginavo. Una troia schifosa come te purtroppo è spesso anche prevedibile e sapevo che avresti reagito così. Pertanto sappi che se non accetterai di fare tutto quello che ti dirò le quattro foto che hai visto verranno inviate a tutte le tue colleghe, al preside, messe in rete ed attaccate in giro con sotto il tuo nome e il tuo cellulare. Sarai rovinata.
“…..bastardo”
“E tu troia. Dalla tua risposta deduco che hai cambiato idea, quindi tesoro iniziamo subito. Paolo vieni!”
Antonio chiamò il ristoratore (strano peraltro che non ci fossero camerieri ) che arrivò sorridente al tavolo
“La troia ha deciso di accettare la mia offerta. Che ti dicevo? Bene, porta subito la prima portata della serata”
“Certo Antonio, arrivo subito” E rapidamente l’uomo si allontanò dal tavolo.
Chiara era rossa in viso che se fosse stata presa a schiaffi.
“Che hai architettato porco bastardo! Dimmelo subito”
“Ah ah ah, non preoccuparti, lo scoprirai presto, intanto posso dirti se non te ne fossi già accorta da sola che oggi è il giorno di chiusura di questo ristorante e che è stato aperto solo in tuo onore. Agli altri tavoli ci sono solo dei cari amici…” e alzò la mano in segno di saluto, subito ricambiato dalle tre coppie di amici sedute agli altri tavoli.
“…ti odio…”
“zitta troia, vedrai che ti piacerà quello che ho in mente per te”
Qualche secondo dopo arrivò Paolo che portava un vestito bianco, uno strano oggetto ed un tubetto.
“Grazie Paolo” disse Antonio “adesso devo parlare con la troia, ti richiamo io dopo” e congedò il ristoratore.
“Bene, iniziamo. Per prima cosa dovrai toglierti le mutande, alzarti, e portarle ad une dei tre tavoli occupati dai miei amici. Non preoccuparti, sono persone fidate, non ti sputtaneranno se farai quello che devi fare”
“Sei pazzo! No, non ci penso neanche”
“Senti troia, te l’ho già detto come va a finire se non fai quello che dico! E’ l’ultima volta che lo dico, devi obbedire come una schiava, una schiava agli ordini miei e di chi cazzo vorrò io. E’ chiaro? E così dicendo le mollò un ceffone che la fece diventare più rossa di quello che già era. Antonio urlò:
“E’ chiarooo????”
“…si…” rispose Chiara visibilmente sotto shock.
Alzò il bacino e lentamente si sfilò le mutande, un perizoma di pizzo nero scelto accuratamente per la serata, nella speranza di riconquistare suo marito
“vedi che avevo ragione?? Hai pure le mutande da puttana! Vai, fai quello che devi fare.
Chiara si alzò, era come in trance, si sentiva addosso gli occhi puntati delle persone al tavolo, perfetti sconosciuti che con i loro sguardi la trafiggevano come con frecce infuocate. Notò poi che nel frattempo la serranda era stata abbassata e oltre che umiliata si sentì pure in trappola. Si avvicinò al tavolo più vicino e timidamente passò le mutandine ad un ragazzo, giovane, sulla trentina forse, che le prese dalla sua mano e se le portò al viso aspirando profondamente. Il ragazzo esclamò ad alta voce “Mmmmm Antonio avevi ragione, questa ce l’ha sempre bagnata..le mutandine profumano di fica!!” Chiara scappò rapidamente verso il tavolo tra le risate di tutte le persone che erano nel ristorante. Si sedette col viso rigato da lacrime.
“Ma noooo…non piangere…ancora non abbiamo neppure iniziato, vedrai come ci divertiremo stasera…”
“…ma…io…ti prego..”
Neppure il tempo di aggiungere altro che un nuovo ceffone, stavolta più forte, fece esplodere in lacrime Chiara
“evidentemente non ci siamo capiti devo dartene altri?”
“…no no…farò quello che vuoi”
“brava troia! Allora adesso vai in bagno e indossa questo vestito che metterà in evidenza tutta la tua troiaggine. Poi usa se vuoi un po’ di crema del tubetto, è semplice vaselina, e infilati questo. E’ un buttplug. Servirà a tenere il tuo bel culo da puttana sempre aperto e pronto all’uso, proprio come piace a me. E pensare che per anni non ho mai neppure avuto il coraggio di sfiorartelo. Ma saprò rimediare cazzo! Ora vai su, vai!”
Chiara si alzò e tra gli sguardi di tutti si infilò in bagno. Si mise davanti allo specchio e vide il suo volto sconvolto, col trucco che colava dopo le botte e le lacrime. Lavò via i lunghi segni neri lasciati lasciati dal rimmel e si spogliò. Era nuda con solo le sue splendide scarpe argento. Indossò il vestito che le aveva dato Antonio. Era strettissimo, almeno una taglia meno della sua. Era bianco, lungo, con due ampi spacchi laterali. Era allacciato sul collo e lasciava la schiena completamente scoperta fino all’inizio del solco delle natiche.
Sul davanti si notava perfettamente la forma delle tette e dei capezzoli, visto che era di un materiale estremamente leggero ed elastico, oltre alla strisciolina di peli che si notava più di ogni altra cosa visto che qualche pelo trapassava il vestito.
Era oscenamente vestita da troia.
Prese la vaselina e se la applicò sul buco del culo spingendo con l’indice. La prima falange deI dito entrò facilmente, quindi spinse un po’ più a fondo. Prese altra vaselina e la applicò sia sul culo che sul buttplug. Per fortuna non era grandissimo e spingendo un po’ entrò incastrandosi perfettamente nel suo culetto vergine. La sensazione era strana. Fastidio, molto fastidio, ma anche una punta di…piacere. Non aveva mai provato niente del genere ed era una vera sofferenza doverlo fare adesso, in questa condizione di degrado e decadenza che era costretta a subire.
Camminare non era così semplice con quell’oggetto di metallo infilato dentro ma chiuse gli occhi, aprì la porta e sfilò davanti agli occhi carichi di libidine di Paolo, il ristoratore, e degli altri ospiti del ristorante. Suo marito da in fondo la sala la osservava con un ghigno che non lasciava presagire nulla di buono

…continua…
Note finali:
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