i racconti di Milu
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Il caldo estivo che mi opprimeva mi aveva costretto a tenere le finestre aperte per cercare un po’ di refrigerio. Era da tre anni che abitavo in quel palazzo al settimo piano e vedevo le persone nei palazzi dall’altro lato della strada non larghissima. Vivendo da solo avevo curiosato senza malizia nelle finestre ed avevo scoperto che proprio di fronte in un grande terrazzo dell’attico al livello del mio era abitato da una coppia giovane che otto mesi prima ha avuto un figlio.
Mi era capitato di vederli insieme anche in strada nel fare spese. Lei l’avevo vista incinta e le avevo chiesto anche quando sarebbe nato il figlio e mi ha risposto con un sorriso; in quel momento lei era sola. Da quel momento ogni volta che capitava di vederci ci si salutava cordialmente e si scambiavano parole spesso di circostanza.
Ora che è arrivata l’estate mi sono reso conto, pensando a ritroso, che lei da subito dopo il parto girava spessissimo per casa in maglietta e pantaloncini corti. Il suo abbigliamento non mi aveva destato nessuna curiosità e nessun pensiero maligno mi era venuta in mente, ma da quando è arrivato il caldo qualcosa ha attirato la mia attenzione ed una delle mie prime azioni appena entrato in casa era di andare a vedere se lei era in terrazzo indossando magliette succinte e pantaloncini cortissimi che lasciavano nudi la maggior parte dei glutei. Ciò che mi aveva meravigliato era il fatto che lei indossasse anche in casa delle scarpe con la zeppa oppure con il tacco alto. Per una casalinga non è normale che nel fare le faccende domestiche indossi scarpe che se da una parte la rendono molto erotica dall’altra sono un ostacolo alla rapidità ed alla praticità nello svolgimento delle mansioni domestiche. A me faceva piacere vederla così perché la sua camminata ondeggiante e lenta come se facesse le prove per sedurre qualcuno mi eccitavano e mi tenevano incollati gli occhi a seguirla fino a quando non spariva del tutto. Di tempo ne ho perduto aspettandola ma ogni volta alla fine la sua visione ricompensava ampiamente il tempo dell’attesa.
Indossando quelle scarpe e quei pochi indumenti era in grado di risultare ai miei occhi bella come poche altre donne. Per me era diventata molto familiare e continuavo spesso a guardarla.
Lei teneva le finestre aperte come lo facevo io. Ogni giorno lo stesso rituale: metteva a letto suo figlio e, una volta sola, guardava la televisione per un paio d’ore. Il suo compagno (non ho mai saputo se fosse sposata) lo vedevo molto poco ed ho dedotto che lui andasse a dormire presto e lei più tardi.
Riconosco che lei fosse molto impegnata e, come ogni donna in quelle situazioni, quelle ore del dopo cena erano sicuramente per lei il top della sua giornata. In effetti lei si rilassava dopo le 23 mentre il resto della città dormiva sogni sereni e faceva sesso nel modo migliore.
Nelle mie osservazioni era stato molto discreto e sicuramente lei era inconsapevole che anche per me quelle ore erano estremamente importanti.
Spesso lei passeggiava sul terrazzo come a mostrarsi ed io la guardavo per tutta la durate delle sue esibizioni nella speranza che si voltasse verso di me.
Quando andava a letto, anche io mi ritiravo nella mia stanza e pensavo a lei per tutto il resto della notte.
Per me era diventata una sorta di ossessione e ogni volta che mi capitava d’incontrarla per strada desideravo avere un’erezione senza precedenti ed il basso ventre rischiava di esplodere.
E’ vero che ci salutavamo ed ero, inconsapevolmente, venuto a conoscenza del suo nome ma lei ignorava il mio.
Una sera capitò qualcosa di molto particolare.
Ero sul terrazzo del mio appartamento e mi godevo la vista quello spettacolo di donna il cui corpo vestito ed illuminato dalle luci della sua casa era disteso sul divano. Avevo notato che quella sera aveva le tette forse costrette da un reggiseno un po’ stretto sotto una striminzita maglietta.
Lei stava seguendo uno spettacolo in Tv e stava bevendo una bibita fresca quando ad un tratto la bibita le si rovesciò addosso sulla maglietta.
La fortuna per vederla nuda mi stava favorendo e non credeva ai miei occhi. Già l’immaginavo nuda con le tette esposte.
La giovane donna si è sollevata dal divano e, dopo essersi controllata la maglietta, se l’ha sfilata.
Per me è stato il via a qualcosa di altamente erotico e per me è stato naturale estrarre il il cazzo ed iniziare a toccarmi davanti a quello spettacolo che lei mi offriva.
Inoltre come se avesse letto il mio pensiero si è sporta dalla balaustra del terrazzo ed è lì in quel momento che ho visto tutto.
Ho rischiato, lo ammetto. Se lei nel guardare la città illuminata avesse sollevato lo sguardo di qualche metro, avrebbe incontrato il mio volto che in quel momento era quello di un pervertito intento a toccarsi mentre la spiava.
Nella mia mente passavano immagini di lei come se fosse davanti a me ed io senza remore l mostravo quale era il mio modo di segarmi per ottenere il maggior piacere.
I miei occhi erano concentrati particolarmente sulle sue mammelle ed ora vedevo bene che erano contenute in un reggiseno chiaro che non dava la forma a quelle rotondità ma le lasciava libere di prendere le giuste forme; ne dedussi che il tessuto era in voile trasparente.
Ma ora viene il bello che mi ha messo in difficoltà. Quando sono ritornato con lo sguardo sul suo viso, ho scoperto che anche lei mi guardava ed ora il suo sguardo ha incontrato il mio.
Mi aveva scoperto ed era troppo tardi per ritrarmi. Lei aveva già capito ciò che stavo facendo.
La vergogna di essere stato preso per un guardone mi ha paralizzato.
Avevo difficoltà a gestire la situazione che si era presentata. Non avevo un piano B ed allora cosa avrei dovuto fare? Quale sarebbe stata la situazione migliore? Forse chiudere le tapparelle? Oppure scappare? Oppure ancora parlare con lei ma cosa dirle? Scusarmi profondamente nel prossimo incontro per strada?
Non era facile. Il tutto era avvenuto in frazioni di secondo ma lei quando i miei pensieri non sembravano darmi una soluzione, lei ha iniziato ad accarezzarsi il seno con lo sguardo rivolto verso di me ed anche sorridendomi. L’atteggiamento era sfacciato ed anche molto provocante. Ora era chiaro che stava facendo uno spettacolo per me.
La mente mi si fermò e la libidine ed anche il coraggio mi disse che ormai la fritta era fatta: ho ripreso a masturbarmi mostrandomi così come aveva fatto lei.
La vedevo veramente bella. Mi sentivo in paradiso e tutto di me era per lei. Mi appariva come una dea che si era accorta di me.
Era una fortuna non da poco e per un istante mi sono chiesto come fosse possibile che si fosse realizzata una simile situazione.
La mia mano andava su e giù e lei vedendo che io sfacciatamente ed impunemente mi segavo, si è tolta il reggiseno mostrandomi quello che fino a quel momento avevo potuto solo sognare.
La mia mano cominciò a muoversi più rapidamente mentre l’eccitazione continuava a crescere sfidando il fatto che avrei potuto essere denunciato per atti osceni.
Durante la sega ho detto “Cazzo! Quando vorrei che tu fossi qui!”
Di sicuro non aveva sentito le mie parole ma qualcosa aveva capito bene tanto che mi ha sorriso lasciando andare una mano nel suo slip dello stesso colore del reggiseno.
Per farlo avevo visto che aveva aperto la zip del suo micro pant e lo aveva abbassato fino alle ginocchia.
La situazione era una cosa estremamente eccitante ed altamente erotica: in due appartamenti, c’erano due persone che forse alla vista di altre persone, si stavano masturbando guardandosi a vicenda.
Forse per la giovane mamma era proprio ciò di cui aveva bisogno, forse era anche una nuova situazione che lei aveva creato e che l’avrebbe accompagnata verso il suo maschio rendendola molto vogliosa.
Non si trattava di un tradimento nei confronti di suo marito, quanto un gioco erotico come tanti altri.
L’eccitazione l’ha fatta piegare in avanti e le ha piegato in parte le gambe facendola pendere in avanti fino ad appoggiarsi sulla balaustra del terrazzo.
In un attimo si è drizzata e si ha levato il reggiseno mostrandomi le sue belle mammelle con le areole ampie scure con i capezzoli ben duri ed appuntiti come non potevo immaginare prima.
Ed ecco la mossa inaspettata: ha intinto un dito nella bevanda fredda avanzata nel bicchiere e si ha passato un po’ di liquido sui capezzoli. Ciò mi ha fatto andare in estasi ed aumentare le mie voglie erotiche ma non potevo fare niente se non rimanere muto a godermi un amplesso a distanza più unico che raro.
Per me era il top dell’erotismo; di gran lunga meglio di un film porno.
La sborra fuoriuscì dal mio cazzo come se mia asta fosse la canna di un fucile.
Lo spruzzo si è sparso un po’ ovunque ma ne valeva la pena. Nulla era più importante di quell’orgasmo.
Appena sborrato ho guardato lei che continuava a sgrillettarsi e l’ho vista venire. Alle mie orecchie è sembrato di sentire un piccolo urlo di piacere al culmine ad indicare che anche lei era venuta.
Subito dopo si è ripresa ed è corsa in casa spegnendo le luci per non farsi vedere negli istanti successivi quasi a vergolarsi dello spettacolo meraviglioso che aveva offerto.
L’indomani mattina ho visto una macchia a ricordarmi di quando la donna più bella del mondo aveva ricambiato il mio sguardo ed anche la mia eccitazione che ha causato anche la sua.
Per me, quello, è stato uno dei momenti più erotici.
Lei era una donna meravigliosa oltre ogni immaginazione e per qualche istante di piacere siamo stati insieme nel mondo dell’erotismo.
Mi è rimasto sempre un dubbio: andata a letto, il compagno l’avrà chiavata e lei si sarà fatta chiavare selvaggiamente?
Mi piace pensare che sia stato così.
Nelle settimane seguenti ci siamo incrociati al supermercato e tra di noi ci sono stati dei saluti molto cordiali ed anche qualche parola in più.
Dai suoi discorsi ho capito che voleva approfondire la mia conoscenza ma che aveva paura che a casa sua si presentasse inaspettatamente il compagno.
Sono venuto a sapere che lei era sposata ma che il suo lui spessissimo era assente per lavoro e che le consentiva di vivere bene e di fare la mantenuta.
L’ho invitata casa mia con la scusa di farle vedere come fosse possibile vederci dal terrazzo.
“Entra Maria” le ho detto.
Ho inventato che fossi sposato dicendo “Mia moglie non è ancora tornata dal lavoro”.
Il caldo tremendo proseguiva e lei quindi non si è sorpresa nel vedere che fossi senza maglietta. Mi sono seduto sul divano e lei non poteva fare a meno di notare che avessi un bel fisico di giovane uomo in cerca di femmina. Avevo dei pettorali da fare invidia alla maggior parte dei ragazzi più giovani. Inizialmente mi vergognavo un po’ di questi pensieri, tuttavia, mi aveva sempre eccitato un po’ fantasticare sullo scoparmi una MILF quale era Maria.
“Vedo che ti tieni in forma” le ho detto per compiacerla.
“Si, vado in palestra tre volte a settimana, vieni se vuoi puoi toccare” disse lei. Anche stavolta mi ha spiazzato e mi ha messo in imbarazzo ma mi sono alzato e mi sono avvicinato a lei.
Lei mi ha messo una mano sul petto e lei ha ammesso che ero davvero in forma. Non so cosa mi ha preso in quel momento, ma stando così vicino, lei non ha potuto non notare che avevo un grosso cazzo sotto le mutande.
Lei si è accorta che la stavo fissando e le ho detto “Sai ho sempre avuto un debole per le belle ragazze come te” e fissandola negli occhi le ho misso una mano sul seno.
Lei, presa dall’eccitazione del momento, ha infilato una mano nei miei slip andando a valutare il mio cazzo enorme ed iniziato a farmi una sega.
Per ricambiare ho messo una mano dentro le sue mutandine e potevo sentire che era completamente fradicia e bagnata e così ho passato il dito prima sul clitoride e poi l’ho infilato dentro la sua figa.
Lei stava godendo come una porca.
“Ah sì, continua!” ansimava
“Vieni facciamo qualcosa di meglio!”
L’ho presa per mano e l’ho appoggiata sul tavolo, le ho spalancato le mie gambe ed iniziato a leccarle la figa bagnata. La mia lingua ruotava godendo della sua figa.
Lei mi diceva che sentiva la mia saliva colare insieme ai suoi umori sino al suo ano.
Ad un certo punto l’ho sentita dire “Non resisto più. Sto per avere un orgasmo, vengo, vengo!”
Qualche minuto dopo ha squillato il cellulare ed io perduto il momento magico mi sono rivestito ma da quel giorno quando lei può, faccio sesso con Maria.
Una volta l’ho chiavata sul tavolo, piegata a novanta gradi. L’ho sconquassò e le ho sborrato dentro la sua figa.
La troietta, che aveva solo 30 anni, rimase gravida.
Nei mesi di gravidanza lei ha scopato con me tante volte e ho goduto della sua gran figona e sono sicuro che nei mesi prima del parto me l’avrebbe pure voluta dare sono sicuro e me ne ha accennato tante volte ma non mi è sembrato il caso di farlo.