i racconti di Milu
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Emanuele chiuse con il nastro l'ultimo scatolone e si guardò attorno, facendo un inventario mentale.

 

Avrebbe dormito con la maglietta che aveva addosso; i vestiti per il giorno successivo erano ordinatamente impilati sulla sedia, sotto la quale stavano le scarpe.

 

L'impresa dei traslochi era attesa per le sette, l'orario giusto per dar loro le ultimi indicazioni e poi scappare a lavorare.

 

Suo padre sarebbe comunque stato presente tutta la mattinata e si sarebbe occupato di ogni possibile intoppo.

 

Sentì vibrare il telefonino nella tasca: era il suo amico Bruno.

 

"Allora, non ti sei pentito?", gli chiese non appena rispose.

 

"No, per nulla, anzi. Ho appena finito di chiudere gli scatoloni e mi butterò subito a letto, che domani la giornata inizierà presto".

 

"Bravo, sono contento che anche tu sei passato nel club dei conviventi. Ma fai bene, Federica è deliziosa. Non come la mia".

 

Risero entrambi, anche se Emanuele sapeva che l'amico stava scherzando solo in parte.

 

"Possiamo vederci a pranzo se non hai impegni", propose Emanuele. Bruno era un giornalista free lance e spesso passava a trovarlo per mangiare assieme.

 

"Certo, molto volentieri. Te lo confermo domani verso le undici, ma in linea di massima va bene".

 

"Perfetto. Ora se non ti spiace ti saluto, così faccio ancora un sopralluogo in giro per essere certo di non aver dimenticato nulla".

 

"Non ti preoccupare, tanto ti avevo chiamato solo per cazzeggiare. Te lo chiedo giusto per essere tranquillo: hai cancellato tutto il porno dal computer, vero?".

 

Emanuele si batté una mano sulla fronte.

 

"Cazzo, me ne ero completamente dimenticato!".

 

"Ma sei scemo? Avrai dieci giga di roba, come hai fatto a non pensarci?".

 

"Sono mesi che non vado a vederlo, me ne sono dimenticato! Vado subito".

 

"Eh, sono mesi che scopi con lei, anche io mi sarei dimenticato del porno al tuo posto".

 

"Ti saluto, Bruno. A domani!".

 

Gettò il telefonino sul letto e andò a recuperare il computer portatile.

 

Lo avviò e andò diretto alla cartella "Documenti commercialista", all'interno della quale, in un anonimo "Fatture anni precedenti", stava il suo enorme archivio di materiale per adulti.

 

Emanuele era stato single per un paio di anni prima di conoscere Federica e in quel tempo aveva minuziosamente costruito un corposo database di materiale sexy amatoriale, scrupolosamente suddiviso per generi.

 

Eliminò rapidamente le cartelle "milf" e "bondage", erano generi che non gli interessavano più; la stessa sorte la riservò alla cartella "asian".

 

Aprì invece quella contraddistinta dal titolo "Oops!".

 

Era una bella rassegna di ragazze immortalate mentre involontariamente esponevano le loro grazie in pubblico.

 

Cliccò sulle prime due foto: una ritraeva una giovane donna bionda in spiaggia che parlava al telefonino, e mentre si aggiustava la spallina una coppa del reggiseno di spostava e le scopriva un capezzolo. Nell'altra un'altra ragazza, anch'essa bionda, si chinava a recuperare un oggetto dalla borsa e la canotta, indossata senza nulla sotto, rivelava i suoi seni.

 

Cancellò la cartella senza grossi rimpianti: oltre ad aver visto quelle foto decine di volte, dubitava fossero autentiche, e in ogni caso non ne avrebbe sentito la mancanza.

 

Riservò la medesima sorte all'archivio "voyeur" e "teen", lasciando per ultima la cartella "italiane".

 

Quella era anche la più nutrita, frutto di ore e ore di ricerche serali.

 

Quanto tempo aveva passato su forum e siti sperando di trovare qualcuno che conosceva!

 

Aprì la sottocartella "Martina", lustrandosi nuovamente gli occhi con una bellissima tettona con gli occhi verdi che a lungo aveva visitato le sue fantasie; quindi passò a "Noemi", più mediterranea ma ugualmente prosperosa e sexy.

 

Delete.

 

Diede un'ultima scorsa anche a Claudia, una brunetta bassa che alcuni indizi facevano pensare abitasse nella sua stessa città, e a Veronica, bionda e alta.

 

Delete.

 

"Chiara". Quante fantasie si era fatto su questa ragazza, una brunetta dalla carnagione chiara con una quarta di seno e un sedere proporzionato.

 

Delete.

 

Scorse con la rotellina fino ad arrivare al fondo della pagina, dove c'erano alcuni archivi scaricati e mai aperti.

 

Cliccò due volte sul primo, chiamato "Cristina".

 

Conteneva una trentina di foto di una donna sui trenta, anche lei generosa di forme, al mare con quello che poteva essere suo marito.

 

Bella ragazza, ma nulla di memorabile e soprattutto niente nudo.

 

Delete.

 

Il secondo si chiamava semplicemente "tettona italiana occhi azzurri" e non si meravigliò di averlo scaricato.

 

Lo aprì con un doppio click e selezionò la prima foto.

 

Raffigurava una ragazza di circa venticinque anni ritratta in uno studio fotografico.

 

Indossava solo biancheria intima, ma il tessuto trasparente del reggiseno lasciava intravedere i capezzoli.

 

Ma, nonostante i seni fossero tutt'altro che piccoli, non fu su quello che si concentrò lo sguardo di Emanuele, ma sul viso.

 

Perché era il viso che negli ultimi mesi aveva sempre avuto davanti agli occhi e di cui si era innamorato.

 

Era quello di Federica.