i racconti di Milu
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Lo vidi scendere dall’auto, al ritorno da lavoro. Era estremamente sexy, vestiva casual, camicia risvoltata sulle braccia, giacca blu e la solita ventiquattrore in mano. Mi affrettai alla porta, ero in vestaglia e senza intimo, e lo salutai con fervidi bacetti sul collo e la bocca.

“Amore… hai voglia oggi?”, sogghignò lui. “E tu no?”, gli feci. “Sono un po’ stanco…”, provò a respingermi ma tenni duro e bisbigliai: “Anche per il mio culo?”. Gli occhi gli si illuminarono, brillarono come fari d’un porto in tempesta. Gli uomini dopo un po’ si stancano della moglie ma non dicono mai di no quando lei gli offre il fondoschiena, lo so molto bene.

Tutto accalorato, lasciò cadere la valigetta, diede un calcio alla porta e mi spinse dentro armeggiando: “Toby mica c’è?”. “No… no… Toby non c’è”, gli risposi già disponendomi a dovere, con i gomiti sul tavolo e le natiche ben alte e larghe a catturare l’azzurro delle sue iridi.

Lo guardai, quanto era bono. Mi morsi le labbra mettendo a fuoco la sua erezione estratta dai pantaloni. Se la sbucciò e l’accostò a me. Era eccitatissimo e completamente trasportato. Il glande fece da fiocina e mi agganciò. Voltai il collo all’indietro, lo baciai avidamente e gli succhiai la lingua come a strappargliela mentre lui si tuffò dentro di me ed affondò tra le mie chiappe. Percepii l’impudico itinerario di quel bel cazzo, centimetro dopo centimetro, e sospirai con lascivia. Colpì. Colpì di nuovo. Boccheggiai, urlai, sgolai, mi tenne per le braccia e prese a speronarmi. Fu irruento e famelico. Mi sentii il suo oggetto e me ne compiacqui. Godetti nel provare la sua potenza, le sue accelerate e quel violento e caldo liquefarsi di vita tra le mie natiche. Senza dir nulla si sradicò dal mio corpo andando a farsi la doccia.

Dopo poco s’aprì la porta. Apparve mamma. Teneva tra le mani la ventiquattrore di papà. Mi guardò: “Toby ma che… che ci faceva fuori casa questa?”. Io, tornato nella mia forma vera, feci spallucce. Nascondevo dietro la schiena la vestaglia di mamma e fui attento a filar via senza che lei se ne accorgesse.

Sì, sono un ibrido mutaforma, un mutaforma gay. Con papà son mamma, coi miei amici sono le loro ragazze o amanti. Posso assumere le sembianze di chiunque. E' una eredità materna, lei sfrutta la sua essenza per tradire papà senza troppi rischi, io me ne servo per avere tutti i cazzi in culo che voglio.