i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

[ - ] Stampante
Indice
- Text Size +
Anche stasera a subire la compagnia di questo pezzo di strada. Ogni sera, da non ricordo più quanti anni, ci siamo frequentati. Conosco tutto di lei, i lampioni, gli alberi, che subiscono inevitabilmente i cambiamenti delle stagioni e soprattutto le persone. Ne riconosco la maggior parte. Visi visti e rivisti che al loro passaggio ti turbano provocandoti un senso di conoscenza nonostante non abbia mai scambiato una parola. Alcuni terminano il lavoro, altri vanno a ricevere la dose giornaliera di amore e altri ancora passano e ripassano per eccitarsi sbirciando dal finestrino ciò che i miei abiti sempre troppo corti consentono loro di vedere.



Faccio la prostituta o la “puttana”, se vi aggrada di più, e non ve la starò a menare con storie di sfruttamento o costrizione. La mia è una scelta cosciente e meditata. Come ognuna di noi ho motivi e situazioni che mi hanno condotto a questa vita. Ero giovane e come tutte sognavo il Principe Azzurro. Si sa, a volte i sogni non restano tali, e il Principe Azzurro l’avevo trovato davvero. Era tutto ciò che una ragazza può desiderare. Ma il sonno termina e al risveglio riscopri che il tuo principe azzurro altri non è che il classico bastardo che adora il tuo corpo come puro strumento per il suo piacere. Allora ti riscopri vendicativa e disposta a donare il tuo corpo a chiunque per il gusto della vendetta e scopri che ti piace farlo. E ti attorni di gente che sa guarnire il tuo frutto con i piaceri materiali. Intanto lui se n’è andato e tu continui a farti “sbattere” perché ti piacciono gli ambienti che frequenti, i ristoranti lussuosi e tutto ciò che il denaro ti può dare.



Ed ora eccomi qui, seduta sul sedile di quest’auto rivestito della stoffa migliore. La gamba al di fuori, fasciata dall’autoreggente nera, indiscusso simbolo dell’erotismo Il solco della calza s’intravede dallo spacco della mia lunga gonna. Inevitabili tacchi a spillo, oggetto di molte attenzioni dai miei amanti. Li guardo e ripenso a quanti li han voluti leccare, farsi penetrare da loro e quanti immancabilmente mi hanno chiesto di non toglierli neppure quando la mia nudità era completamente di fronte a loro. Il top che mi lascia scoperta la schiena e l’ombelico resi scuri dall’abbronzatura frutto di ore passate al solarium e dell’ultimo viaggio ai Caraibi gentilmente offerto dall’amante di turno che cercava di ammorbidire il mio cuore. Il reggiseno è un optional inutile. Nonostante la vicinanza ai quarant’anni il mio seno fa ancora mostra di sé e adoro sentire i capezzoli frusciare sul tessuto. Mi piace anche lo sguardo choccato di chi se lo trova davanti libero e disponibile quando slaccia il mio abito.

I capelli, così spesso martoriati dalla parrucchiera, lunghi sino al seno e il cui contributo al mio fascino è indiscusso.




Posso dirlo senza paura di essere smentita. Sono una bella donna e le attenzioni degli uomini me lo dimostrano in continuazione. Attiro gli sguardi vogliosi del sesso maschile e mi piace provocare. A chi passa in continuazione non manco di mostrare ogni volta di più. Mi eccita sentirmi desiderata ed è forse questo che mi porta a fare ciò che faccio. Sono regina indiscussa del viale e posso selezionare i miei clienti. Li conosco quasi tutti e conosco le loro perversioni. So chi vuole affetto e chi trasgressione. Chi desidera sentirsi amato e chi cerca il rapporto selvaggio. C’è chi mi penetra lentamente, guidando le sue sensazioni per evitare un orgasmo frettoloso e chi mi prende appena entrato in casa senza togliermi i vestiti. C’è chi adora i servigi della mia bocca e chi ricerca solamente il mio buco proibito che dono solamente a chi sa essere più generoso.



L’ho fatto con più uomini, con coppie e con trans e con tutti coloro che mi assicuravano classe ed eleganza. Ho scopato con donne mentre il loro uomo guardava e ne ho soddisfatte altre che un uomo non avevano. A volte ho saputo ricavare anche il mio godimento e a chi ci sapeva fare ho regalato il mio orgasmo.

Ma ora mi sento vuota, scarica e bisognosa di quel calore che ho sempre ripudiato.

Ho voglia di due mani che mi sfiorino, che sappiano ricevere i messaggi che il mio corpo invia. Ho voglia di abbandonare i miei muscoli a chi li saprà gestire.

Ed è per questo che ti voglio, tu ragazzo che passi e ripassi qui davanti e mi guardi imbarazzato. Ti conosco, conosco tutto di te. Sei uno dei tanti che mi vuole, la cui fidanzata non ha mai saputo soddisfare, abbandonato da poco, timoroso di consumare un rapporto veniale. Ma mi vuoi e lo capisco, lo capisco da come indugi e da come i tuoi occhi brillano di un piacere che già assapori.



Anch’io ti voglio, ne ho bisogno ma non ti lascerò condurre il gioco, correrò il rischi di farti sparire. So come fare, ho tutte le armi che servono e tu sei senza difese.

Sei vulnerabile al mio fascino, alla mia seduzione. Sai che se vuoi mi puoi avere. Ho deciso di aiutarti ed aiutarmi. Ti vedo dal retrovisore mentre stai ripassando. Mi preparo, esco dall’auto e mi appoggio all’auto così come hai visto fare a tante “puttane”. Piego la mia gamba e la faccio uscire dallo spacco e mi accendo una sigaretta. Percepisco il tuo imbarazzo. Sei intrappolato tra gli artigli di una mantide. Vorresti divincolarti ma non ne trovi la forza. Non ti resta altro che attaccare.



Ti avvicini e capisco subito che la mia scelta è stata azzeccata. Sei giovane, sui venticinque anni, moro, abbronzato e con un fisico notevole. La tua timidezza ed il tuo imbarazzo contribuiscono a renderti interessante. Vuoi parlare ma il mio fascino e la mia sfrontatezza ti bloccano le parole in gola. Mi sento stranamente eccitata e il mio sesso emana i suoi segnali. Mi sento umida ed ho un irresistibile voglia di contatto. “Tesoro, mi volevi?” è ciò che dico al ragazzo. Ho gettato l’amo. Ho teso la trappola. Lo so, non mi dirai di no. Spero solo che il primo suono che uscirà dalla tua bocca non sia quello di tanti altri già vissuti un suono che fa più o meno così :”Quanto vuoi bella?”.



Ma ancora una volta confermi ciò che speravo e la prima cosa che dici quando ti riprendi è “Porti un po’ di luce in questo viale”. Potrà sembrare banale, carica di un romanticismo che non si addice alla situazione, frivola ma sono vulnerabile e la lascio entrare in me senza riflettere eccessivamente. Sorrido e mi convinco sempre più che questo ragazzo sarà il compagno della mia serata, il cuscino su cui scaricare il mio vuoto.

Ringrazio e chiedo “Cosa cercavi da me?”. “Un po’ di compagnia!!” (ciò che volevo). “E perché la cerchi in una come me? Sei un bel ragazzo!!” – “Non ho voglia di fingere tutta la sera con qualche ragazza che magari scopri sul più tardi che è già accompagnata ed era solo desiderosa di sentirsi attraente”. Lo capisco e rispondo maliziosamente “Hai ragione, infatti con me puoi non fingere, non sono accompagnata e so già di essere attraente”.

Il ghiaccio è rotto e scherziamo un po’ assieme. Lui si rilassa e si dimostra come speravo simpatico e socievole e mi chiede “ti va di andare a bere qualcosa in qualche locale?”. Incredibile, non vuole andare diretto a casa mia!! Accetto e lo invito a salire in auto. Mi consiglia un locale fuori zona per evitare che io possa incontrare qualcuno che mi conosce. Un pensiero oltremodo gentile.



In auto chiacchieriamo e noto che tra un discorso e l’altro lancia sguardi fugaci che rimbalzano tra le mie cosce e il mio seno. Ho sempre più voglia di lui ma voglio seguire il suo gioco. Arriviamo in un bar, piuttosto semplice, ben diverso dai luoghi che solitamente frequento con i falsi amici orgogliosi solamente della sua professione di banchiere, manager ecc. Il mio abbigliamento è un po’ fuori luogo ma non mi sento a disagio.

Ordina birra per entrambi. Iniziamo a bere e risciacquo il mio palato affine a champagne e cocktail col sapore delle serate passate in birreria quand’ero più giovane. Parliamo e ridiamo, evitiamo di raccontare le pietose storie della nostra vita. Viaggiamo sul presente assaporando tutte le sensazioni che ci regala l’attimo. In questo momento potrei anche innamorarmi. Voglio uscire, il locale mi sta stretto. Voglio ritrovarmi in camera dove so di dare il meglio di me. Voglio dare tutta me stessa all’amante del momento. Usciamo e prima di entrare in auto non riesco a trattenermi dall’abbracciare e baciare il ragazzo.

Sono proprio partita perché a pochi ho regalato attimi come questo. Ma lui ricambia e le nostre lingue si cercano e si esplorano. Non approfitta di me, non mi tocca il seno, non mi sfiora il sedere (come sempre accade) e anche se con dispiacere accetto la delicatezza. Non ne posso più, l’invito chiaramente a casa mia, d’altra parte è questo il mio mestiere. Un po’ imbarazzato mi risponde “Mi dispiace, avevo bisogno di compagnia e me l’hai data, ti pagherò il disturbo ma penso che la tua tariffa, per qualcosa di più, sia ben al di sopra di ciò che posso darti. Scusami”. Mi sento frastornata. Questo maledetto denaro riesce a rovinare ogni rapporto. Quante persone vorrebbero frequentarsi ma non hanno ciò che gli consente di divertirsi? Ma per noi non sarà così. Molto sinceramente gli rispondo “Tesoro, hai fatto tredici, sei un bel ragazzo, mi piaci e mi sembra di piacerti. Ho deciso di non dormire sola stanotte e se vuoi potrai essere il mio compagno. Ti assicuro che non sarà male”. I suoi occhi brillano, per un attimo il suo respiro si interrompe. Mi riabbraccia e ricomincia a baciarmi più selvaggiamente forse pregustando già ciò che succederà dopo.



Lo blocco e lo faccio entrare in auto e velocemente ci avviamo al mio appartamento.

Ho una villetta che il mio lavoro mi ha saputo fruttare. L’arredamento è sobrio ed essenziale. Entriamo e sento il bisogno di farmi una doccia e mettermi in libertà. Ma lui non vuole perdersi l’erotismo che può procuragli lo spogliarmi. Lo assecondo e gli lascio slacciare il top. Il mio seno nudo gli si para davanti e dolcemente lo accarezza. I miei capezzoli reagiscono istantaneamente e si ergono di fronte a lui. Non perde l’occasione di succhiarmeli e facendolo mi sfila la gonna. Sono di fronte a lui. Il mio perizoma associato a calze autoreggenti e tacchi a spillo crea un effetto decisamente sensuale. Inizia ad esplorarmi ma lo interrompo e mi avvio verso la doccia. Lui nel frattempo si versa da bere. L’acqua fredda calma momentaneamente le mie emozioni ma faccio attenzione a non toccarmi troppo per non consumare il primo orgasmo tra le mie dita. Esco dalla doccia indossando la mia vestaglia che copre come può le mie nudità.



Mi reco in salotto e lo osservo mentre guarda la TV. Mi avvicino e noto chiaramente la sua eccitazione che si intravede tra i jeans. Mi siedo accanto e senza parlare iniziamo a baciarci. Ora si fa più audace e infila la sua mano nella mia vestaglia e mi stringe un seno. Il contatto mi fa rabbrividire e sento i primi umori bagnare il mio sesso. Accarezzo il suo torace e continuo a baciarlo. Mi slaccia la vestaglia e offro all sua vista il mio pube ben curato. Un triangolino di peli neri fa mostra di se. Non sa resistergli e lo accarezza dolcemente. Mi piace e non so resistere dal posare la mia mano all’altezza del suo membro. Lo sento pulsare e le dimensioni sembrano notevoli anche se non è questo ciò che cerco. Lo fermo e lo trascino in camera da letto.. La mia vestaglia è sul tappeto così come la maglia di lui che nel frattempo si è sfilato.



Ci sdraiamo sul letto e mentre continua ad esplorarmi avidamente gli slaccio i pantaloni e glieli sfilo assieme ai boxer. Il suo pene si erge eretto dinanzi a me. Il suo glande è scoperto e luccica dei suoi umori. Un ciuffo di peli copre i suoi testicoli. Mi avvicino e, mentre lui mi guarda, lo porto dolcemente alla bocca. Il mio sguardo è fisso su di lui. Do fondo al mio repertorio. Gli passo la lingua attorno al glande. Glielo insalivo e scendo fino alla sua base. Di tanto in tanto lo ingoio e quando risalgo seguo il tragitto della mia bocca con la mano. Lo masturbo dolcemente mentre gli succhio i testicoli. Il trattamento ha un certo effetto e lo vedo contrarsi e ansimare. Forse lo farò venire con la bocca. Mi interrompe e mi dice “Devo mettere il preservativo?”. Stasera è una sera speciale e voglio che lo sia sino in fondo e rispondo “Se lo vuoi tu. Io sono a posto”. La cosa lo eccita e mi prende con forza dai fianchi e mentre il suo membro è ancora nella mia bocca mi trascina sopra la sua faccia. Iniziamo un 69 favoloso. Le mie gambe sono completamente divaricate e la mia fica sgocciola sopra il suo viso. La sua lingua si insinua ritmicamente dentro di lei e di tanto in tanto mi succhia con forza il clitoride. Mi dimeno e sto godendo furiosamente. Lo succhio con forza e a volte gli sfioro il membro con il mio seno. L’operazione sta producendo i suoi effetti e da come si muove capisco che è prossimo all’orgasmo. Lo faccio uscire dalla mia bocca ma lui mi implora, succhiandomi la fica, di tenerlo dentro. Ripiombo su di lui e dopo un paio di colpi di mano lo vedo inarcarsi e sento i suoi fiotti colpirmi la gola. Il suo sperma caldo mi cola dalla bocca e la furia del suo orgasmo lo fa affondare con più forza nella mia fica. Così facendo provoca il mio orgasmo represso da qualche ora e gli spasmi contraggono e scuotono il mio corpo.



Riprendiamo fiato e mi sdraio accanto a lui e lo bacio restituendogli le poche gocce di sperma rimastemi in bocca. Ridiamo e respiriamo a pieni polmoni per recuperare le forze. Mi stringo a lui come una gatta e mi faccio accarezzare il sedere mentre con la mano giochicchio con il suo membro ormai moscio. “Peccato dormire subito” mi dice e la sua frase mi scuote e riaccende in me la passione. Mi riabbasso e ricomincio a succhiargli il cazzo. Nel frattempo le su dita mi sfiorano le grandi labbra e si insinuano dentro di me. Il suo cazzo sta riprendendo consistenza e stavolta voglio sentirlo dentro. Mi alzo e mi impalo su di lui, Appoggio la punta del suo cazzo alla mia fica e lo stimolo lentamente. Le sue mani nel frattempo mi stringono le tette. Scendo lentamente sulla sua asta e me la affondo fino alla base. La sensazione è sublime e i miei umori hanno lubrificato l’apertura consentendo la massima libertà di movimento al suo cazzo. Mi muovo su di lui e guido l’amplesso. Mi martoria le tette e mi stringe violentemente i capezzoli. Mi accarezzo voluttuosamente i capelli e gli affondo le tette nella faccia. Mi succhia, mi lecca e i miei movimenti si fanno più audaci. Lo scopo con forza e sento che sta per venire. Si avvinghia con forza e mi sborra dentro. I fiotti colpiscono il mio utero. Le sue mani si affondano nella schiena. Sto impazzendo. Voglio sentirmi riempita. Voglio toccare il fondo. Mi alzo dal suo cazzo che si mostra ancora duro e pulsante. Mi insalivo le dita e mi penetro il culo. Mi allargo il foro un po’ alla volta e lui che capisce cosa voglio fare inizia a masturbarsi velocemente. Mi metto a pecorina davanti a lui e mi masturbo il culo e la fica con le mani. Il mio culo è davanti alla sua faccia e continuando a masturbarsi inizia a leccarmi avidamente i due fori. La mia fica gronda umori in continuazione. Mi sento una vera troia, la troia che molti dei miei clienti avrebbero desiderato. Ma stasera sono per lui e per giunta gratis. Lui è infoiato e prende il suo cazzo e me lo appoggia al culo. Senza mezzi termini lo affonda in me e un misto di dolore e piacere si appropria del mio corpo. Mi stantuffa velocemente e gli umori dei nostri sessi facilitano il compito. Sto esplodendo. Mi sento piena in ogni foro. Con la mano mi masturbo la fica, Sto per venire e inizio a gridare. Lui affonda i colpi e dopo pochi secondi estrae il suo cazzo e una sborrata possente mi inonda la schiena. Io godo a tutta forza e le mie membra si scuotono. Mi sdraio sul letto, sporca e sfinita ed altrettanto fa lui. Cerco di riprendermi. Sono inebriata e rapita come se in preda a qualche droga. Mi alzo e mi avvio verso la doccia e lui mi segue. Ci infiliamo nella doccia ma una cosa è certa: per stasera con il sesso abbiamo chiuso!!!