i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Non so se vi è mai capitato che avete un’estrema esigenza di masturbarvi e magari non ne conoscete la causa. Forse è dovuto a qualche episodio accaduto nella giornata che ha provocato erezioni incontrollate o magari una voglia repressa da troppi giorni o l’incontrollabile desiderio di svuotare i vostri ormoni. Il grado di eccitazione è così alto che non volete assolutamente sprecare il momento con una frustrantissima sega consumata in bagno troppe volte spettatore involontario dei vostri amplessi solitari. Neppure la visione di una commedia italiana, sempre generosa di mostrare seni e cosce, vi sembra all’altezza del momento. Ricercate allora quelle situazioni intriganti ed estreme che sanno essere degno contraltare del vostro desiderio. Questo è quanto mi è capitato qualche sera fa. Già dal pomeriggio sentivo un’irrefrenabile voglia di toccarmi al punto che al lavoro, durante le pause, ne approfittavo per vagare su internet alla ricerca di qualche foto o racconto particolarmente stimolante. Talvolta la ricerca dava i suoi frutti e più di una volta sono stato tentato di iniziare e terminare la mia attività auto erotica in ufficio. Fortunatamente il buon senso ha prevalso e ho trattenuto le pulsioni facendo così accrescere ancor più la mia voglia. Rientrato a casa pensavo ad un modo interessante per soddisfare il mio bisogno.

Cenai e verso le nove decisi di uscire in cerca di emozioni.



Mi diressi verso la zona in cui sostano le prostitute sperando che, nonostante l’ora, ce ne fosse qualcuna di particolarmente eccitante che mi esponesse le sue grazie per poter così masturbarmi mentre guidavo passandole accanto. Come prevedevo non c’era assolutamente giro, fatta eccezione per una bionda, di età avanzata e tutto sommato carina ma completamente coperta con jeans e camicia. Allora provai poco distante da lì e giusto per iniziare ad appagarmi, slacciai i pantaloni ed estrassi il mio membro ancora moscio e affamato di emozioni. Mi è sempre piaciuto masturbarmi in auto ammirando ciò che le ragazze sul marciapiede possono offrirti. L’emozione che si prova quando qualcuna ti provoca o ti invita a farla salire si propaga istantaneamente all’inguine. Inoltre è piacevole sapere che qualcuna di loro ti può vedere. Soddisfi praticamente il tuo lato voyeur assieme al lato esibizionista. Mentre pensavo a queste cose, guidando e toccandomi ripassai ancora dalla bionda ma ebbi conferma che non era ciò che cercavo. Qualcuno di voi potrebbe obiettare che potevo farla salire e farmi masturbare da lei ma non mi ha mai attratto il dover pagare una donna per ottenere soddisfazione. Lo ritengo squallido tanto quanto lo può essere una sega.




Così dopo l’ennesimo passaggio mi resi conto che cercavo qualcosa di più. Il mio cazzo aveva ormai raggiunto le sue dimensioni più interessanti ed il mio lento manipolarlo cominciava ad inebriarmi. Avevo voglia di trasgressione, di condividere od offrire la mia sega a qualcuno o di vedere qualcuno che faceva sesso dal vivo. Mi vennero in mente le parole di un concittadino con cui avevo dialogato in chat. Durante il nostro colloquio mi aveva spiegato che, in un boschetto vicino al centro, si incontravano coppie di gay o bisex, alcuni dei quali si lasciavano guardare mentre scopavano o ti guardavano senza intervenire. Il cielo si era fatto buio e quindi decisi di provare a dare un’occhiata. Non sono gay, anzi, ho una certa predilezione per la fica. Mi piace in tutte le salse e la preferisco a tutto ma devo dire che in alcune situazioni (vedi quella sera) vedere un rapporto omosessuale o mostrare il mio cazzo ad un uomo od eventualmente farmi masturbare da lui può anche piacermi.



Mi diressi così verso il boschetto e subito notai una notevole quantità di auto parcheggiate. Il mio cazzo raggiunse una notevole erezione e sentivo quasi il bisogno istantaneo di sborrare. Volevo però andare avanti e vedere fino a che punto poteva spingersi la situazione. Decisi allora di parcheggiare sperando di non essere avvicinato da nessuno. Mi avrebbe imbarazzato oltre misura, non avrei saputo cosa dire e correvo inoltre il rischio di incontrare qualcuno che conosco. Così rimisi il cazzo nei pantaloni e scesi nel boschetto per un giro d’ispezione. Cosa speravo di trovare?

Il massimo sarebbe stato due che facevano sesso e che mi avrebbero lasciato guardare e masturbare. Non volevo essere coinvolto e neppure coinvolgere. Purtroppo le aspettative furono deluse e così camminando avanti e indietro vidi un anfratto buio e rimasi lì in attesa degli eventi. Di lì a poco passò un ragazzo, subito non mi vide e stava per proseguire. Quando mi aveva quasi sorpassato si accorse di me e si fermò titubante. Eravamo a non più di cinque metri l’uno dall’altro. Nessuno dei due voleva prendere l’iniziativa. Io sentivo il cazzo scoppiarmi fra le gambe e decisi di azzardare vedendo cosa sarebbe successo poi. Aprii la cerniera dei pantaloni ed iniziai a masturbarmi lentamente. La mano scorreva su e giù lenta sul mio cazzo. Ero rivolto verso di lui e anche se l’oscurità sicuramente rendeva la visione difficile, i miei movimenti non lasciavano dubbi. Lo vidi sconcertato e indeciso sul da farsi e questo mi consentiva di proseguire con il mio operato. Ero eccitatissimo e volevo sborrare ma nello stesso tempo volevo vedere fino a che punto si sarebbe spinto questo gioco.



Purtroppo dopo un po’ vidi avvicinarsi un uomo di una certa età, grasso e da quello che potevo vedere alquanto disgustoso. Si avvicinò a noi ed io rimisi con difficoltà il mio cazzo nei pantaloni. Ora eravamo in tre e nessuno di noi faceva la prima mossa. Io ormai non trattenevo più la mia voglia di raggiungere l’orgasmo e mi dibattevo tra l’andarmene e finire da solo, ritirarlo fuori e ricominciare a masturbarmi o chiedere ai due se mi volevano vedere mentre lo facevo. Devo dire che quest’ultima possibilità mi inquietava più delle altre in quanto potevo definire i limiti e inoltre mi avrebbe consentito di calarmi completamente i pantaloni e mostrarmi nella mia completa nudità. Il timore ebbe però il sopravvento e optai per la seconda scelta. Estrassi nuovamente il cazzo e ricominciai a masturbarmi. I due mi guardavano e avevano capito cosa stavo facendo. Non mi trattenevo più e cominciai ad aumentare i movimenti ansimando. In men che non si dica raggiunsi l’orgasmo ed iniziai a sborrare piegandomi per le contrazioni. L’uomo capì cosa stavo facendo, prese coraggio e si avvicinò. Io feci appena in tempo a terminare di eiaculare, rimisi il cazzo nei pantaloni e mi incamminai verso l’auto. Lui mi seguì per un po’ di metri e poi si arrese. Risalii in macchina e ripartii ancora sudato e paonazzo per l’eccitazione. Mi fermai di lì a poco e mi ricomposi. Mi riavviai verso casa e notai che uno schizzo aveva colpito i pantaloni. Pazienza!! Li laverò quando torno.