i racconti di Milu
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Lorna lo conosceva da diversi anni ormai. Certo più di dieci. Si occupava degli affari di famiglia da sempre e da sempre lui e sua moglie erano ospiti della sua casa. Lorna aveva sempre guardato con ammirazione a quella coppia. Molto affiatata, con diversi figli. Non si ricordava nemmeno quanti, ma quando stavano a casa sua sembrava una classe di scuola! Eppure Lorna aveva sempre sentito una strana elettricità ogni volta che Maurizio si avvicinava a lei. Sentiva il desiderio di lui. Però non aveva mai soffermato la sua attenzione su quella sensazione e non aveva mai notato il Maurizio uomo fino a quel giorno. Lorna si svegliò al suono del campanello. I bambini erano a scuola e lei, dopo averli salutati, quel mattino, era tornata a letto. Faceva molto freddo. A Lorna però piaceva dormire senza pigiama. Una canotta bianca ed un perizoma erano sufficienti sotto gli alti e soffici piumoni in cui amava naufragare. Si alzò in fretta, afferrò un giacchino e si recò alla porta. Con sorpresa vide che c’era Maurizio. Sapeva che suo marito era fuori per lavoro per qualche giorno però, gli spiegò, aveva necessità di mandargli via mail alcune informazioni, quella mattina stessa. “Ho bisogno dell’indirizzo mail, volevo telefonarti ma poi ho pensato che stamattina, andando in ufficio presto ed essendo tu di strada, potevo passare a prenderlo e magari mandare la mail direttamente da qui. Tu hai un magnifico computer in studio”. Mentre diceva questo i suoi occhi percorsero le lunghe e polpose gambe di Lorna, indugiando sul triangolo di pizzo bianco che sembrava sbirciasse da sotto il golf troppo corto. In quell’istante Lorna vide Maurizio per la prima volta. Guardò le sue grandi mani, le sue spalle e perfino il colore degli occhi, mai notato finora. E sentì uno strano languorino partire proprio dal punto in cui lo sguardo di Maurizio si era soffermato. Si risollevò dal bracciolo della poltrona e sentì che si stava eccitando. “Posso offrirti un caffè prima?”. Lo guidò in cucina. Nel farlo si mise davanti a lui, certa che il suo grande culo avrebbe suscitato un ulteriore curiosità. Lui si sedette. Lorna si piegò davanti al lavandino per prendere le tazzine e trafficò per mettere il caffè. Cominciarono a parlare di tante cose, si conoscevano bene, ma entrambi pensavano a quello che avrebbero fatto. Sapevano ciò che stava per accadere. Lorna vedeva il respiro sotto la camicia farsi più veloce quando si abbassò per versare il caffè e offrire quello spettacolo del suo seno che a stento veniva trattenuto dalla canotta. Sentiva i suoi capezzoli indurirsi e premere sul sottile tessuto. Intanto gli guardò la patta dei pantaloni. Ciò che vide gli piacque molto. Si gustò tutta l’eccitazione che intuiva stava invadendo Maurizio. Bevvero il caffè poi si recarono allo studio. Lorna accese il computer ed invitò Maurizio a sedersi. Gli si mise accanto. Maurizio cercò il collegamento ad internet e lesse l’ultimo sito visitato da Lorna. Era lo stesso sito che visitava lui. Un magnifico sito porno!. La guardò con stupore divertito. “Anch’io do un occhiata spesso a questo sito, cosa ti piace guardare?”. Lorna allora tese il braccio e sfiorandogli la mano, prese il mousse. Cliccò su un’icona che aveva scaricato la sera stessa e che l’aveva eccitata da morire. Era l’immagine di una bionda molto carnosa, proprio come Lorna, che veniva presa da un prestante maschio. Ciò che l’aveva eccitata era l’espressione beata di quella femmina. Una espressione di immenso piacere. “Ecco, ieri sera ho scaricato questo racconto con questa splendida immagine. Mi sono molto eccitata nel guardare questa foto. Essere presa così è fantastico.!”
Maurizio la guardò con uno strano luccichio negli occhi. Il luccichio del desiderio. Lorna si sentì avvampare e decise che lo voleva. Subito. “Cosa hai fatto dopo? Eri eccitata, mi hai detto.”
Lorna decise di farlo impazzire. Si sedette sulla scrivania e continuando a guardarlo gli raccontò cosa era accaduto quella sera. “Mentre leggevo di come quell’uomo aveva preso quella bionda ho cominciato ad accarezzarmi i capezzoli.” Nel dirlo si slacciò alcuni bottoni e infilò una mano sulla canotta. Cominciò a percorrere con un movimento circolare un capezzolo che sporgeva dal tassuto. “Eppoi?” Maurizio fremeva di voglia e di curiosità. Nel chiedergli cosa avesse poi fatto, si sistemò meglio sulla sedia e Lorna potè ammirare il gonfiore che sporgeva dai pantaloni. Lui non fece nulla per nasconderlo, anzi. “Poi ho aperto le gambe. Sentivo di essere bagnata. Con un dito ho affondato nel mio piacere, mentre continuavo ad immaginare di essere io quella femmina”. Quindi sbottonò l’ultimo bottone, aprì il giacchino e lenta allargò le gambe. Si leccò un dito e mise la mano sotto il suo perizoma. Poi inarcò la testa ed emise un gemito di piacere. Maurizio era a bocca aperta. Lorna scese allora dal tavolo e dopo avergli passato il dito bagnato dei suoi umori sulle labbra, si inginocchio ai piedi di Maurizio. Gli sbottonò i pantaloni. Estrasse un membro duro e caldo. Lorna ne si rimase ammirata. Si scostò una ciocca di capelli e, prima di prenderselo tutto fra nella sua bocca, si sfiorò vogliosa la lingua sulle labbra. Un attimo dopo lo sentiva accarezzargli la gola. E senti Maurizio gemere di piacere. Allora se lo fece scivolare dalle labbra. Iniziò a percorrerlo con la sua lingua. Gli piaceva il contatto con la pelle delle guance. Poi cominciò a succhiarne la punta, tenendolo fermo con la mano. Affondò di nuovo. Gli piaceva prenderlo tutto. Ogni volta che affondava, Maurizio si inarcava sulla sedia. Decise di dedicarsi al resto. Mentre lo teneva con la mano, stretto stretto, con la lingua scivolò sulle palle che lasciò umide di saliva. Poi risalì di nuovo. A quel punto, essendo ormai anche Lorna bagnatissima e avendo voglia di essere presa, decise di accorciare i tempi. Cominciò quindi a succhiarlo con avidità. Nella stanza risuonavano gli echi dei gemiti di Maurizio e il rumore del risucchio di Lorna. Era un vero concerto.
Un istante dopo Maurizio gridò “godo, succhiamelo tutto” e dicendo questo riempì la bocca di Lorna di un caldo liquido. Rimase per un istante, fermo, in preda agli spasmi del piacere. Lorna si sentiva sempre più eccitata, ma Maurizio non perse tempo. Si alzò, la appoggiò al bordo del tavolo e gli sfilò un perizoma ormai zuppo. Ne aspirò il profumo, poi infilò la sua lingua nella fessura di Lorna.
“Siii” esclamò lei. Lorna gli accarezzò i capelli e si inarcò. Poi cercò di spingere quella lingua sempre più a fondo, dentro di lei. Maurizio la sollevò e la sdraiò su una parte di tavolo. Lorna aprì le gambe e lo accolse. Quella fantastica lingua percorreva lenta e carnosa la sua figa bagnata. Le mani di lui gli sfioravano i capezzoli. Sentì le dita prenderla. E senti che stava per godere. “Sto per venire, ti prego, non fermarti.” Ma Maurizio sapeva bene come farla impazzire. In un attimo la fece scendere e la voltò. Poi la penetrò con maestria. Cominciò a sbatterla con sempre maggiore velocità, mentre tutto ciò che c’era sul tavolo cominciò a cadere sul pavimento. La teneva per i fianchi e la sbatteva. Lorna cominciò ad implorarlo di continuare. Si senti mentre gemendo gli chiedeva “continua a sbattermi, mi piace. Continua, dammelo tutto, così…” Fu un orgasmo bellissimo. Caddero esausti sul divano. Si guardarono felici e soddisfatti. Poi Lorna andò a preparare un altro caffè mentre Maurizio mandava la sua mail.

essendo il primo approccio, si accettano suggerimenti, varie ed eventuali a versiliberi@tiscali.it