i racconti di Milu
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Mio nonno aveva dato in affitto un appartamento a Venezia a due giovani studentesse universitarie Chiara e Francesca, in quanto erano molto brave anche se non avevano un reddito ed entrate sicure, infatti speso sorvolava sul pagamento delle locazioni.
Quando morì mi resi conto che la situazione non era più sostenibile e che dovevo cercare di rientrare in possesso del mio bene, anche perchè dato il valore storico di quasi tutti gli edifici del centro di Venezia aveva un certo valore commerciale.
Decisi quindi comunicare mezzo avvocato a Paola e Francesca che le rate della locazione sarebbero aumentate fino ad arrivare al prezzo di mercato e che ne avrei preteso il pagamento.
Paola e Francesca appena vista la lettera furono prese dal panico in quanto non erano in grado di pagare il canone di affitto e avrebbero dovuto rinunciare al loro sogno di laurearsi in lingue orientali a Venezia, il loro sogno fin da quando erano piccole.Anche dopo alcuni giorni passati a pensare una soluzione non riuscirono ad escogitare nulla, ma pensarono di continuare a fare come avevano fatto fino ad ora in fondo vedevano in me la faccia del bravo ragazzo(che ho, ma sono molto bastardo dentro....).
Vedendo che non mi arrivavava nessun pagamento decisi di far far al mio avvocato una raccomandata in cui si minacciavano le vie legali in caso di mancato pagamento. Le ragazze credo che a questo punto abbiano cominciato a capire che la situazione era cambiata e molto spaventate mi telefonarono chiedendo un incontro.Decisi di incontrarle anche perchè era l'unica speranza di venire indietro dei miei soldi, o di cercare di mandarle via anche se avevo poche speranze.L'incontro lo fissamo per il giorno seguente nel mio studio, le ragazze si presentarono con vestititini molto attilati evidendentemente cercavano di stimolare il mio lato donnaiolo. I miei sospetti furono più che giustificati, cercarono infatti di avere la mia pietà e di farmi essere generoso come avevano fatto con mio nonno. Dissi loro che se proprio volevano avrei potuto concecedere una dilazione fino alla loro laurea e a quando avessero ottenuto un lavoro che consentisse loro di pagarmi se fossero diventate le mie schiave, ma chiarii schiave in tutto 24 ore su 24 senza nessuna possibilità di deroga altrimenti entro un mese avrei fatto intervenire la forza pubblica e le avrei cacciate.
Le ragazze furono abbastanza atterite e se ne andarono arrabbiate, insultandomi nella peggiore maniera cosa che non mi importò minimamente, le cose infatti erano tre o guadagnavo due belle cagnette, o i soldi dei canoni se fossero riuscite a pagarmi o sarei ritornato in possesso finalmente dell'appartamento. Dissi solo che avevano tre giorni di tempo per rispondermi altrimenti avrei cominciato le procedure di sfratto visto che non riuscivano a pagarmi.
Qualche giorno dopo vedo Chiara e Francesca suonare il mio campanello di casa, le faccio entrare e mi dicono che accettano la proposta di diventare le mie schiave. Io rispondo semplicemente che lo dovranno mettere per iscritto e che potrò mandarle via in ogni momento se non saranno delle brave cagnette, con lo sguardo triste mi dicono di si e firmano. Io domando loro incuriosito come mai avessero cambiato idea rispetto all'altro giorno, Chiara mi rispose che alternativa avevamo?giusto risposi io , devo dire che questa situazione in cui avevo il cortello dalla parte del manico mi eccitava abbastanza.
Dissi ad entrambe di spogliarsi che doveva assaggiare la merce. Chiara era alta, magra con un seno non grandissimo, ma con un bel culetto, mentre Francesca era meno magra, ma aveva una sesta di tette. Fui subito colpito dalla presenza di peli nelle loro passerine dissi subito loro che avrei proceduto a depilarle, cosa che in seguito avrebbero dovuto arrangiarsi a fare loro e che io avrei controllato direttamente la cosa e se avessi riscontrato le loro passerine completamente glabre, le avrei punite severamente. procedetti quindi a depilarle completamente e risultarono decisamente più accattivanti. Dissi loro poi che sarebbero state installate delle telecamere nel loro appartamento e che lì dentro dovevano sempre stare nude, in quanto dovevano considerarsi pronte all'uso in qualunque momento, inoltre avrebbero dovuto andare sempre in minigonna e senza mutandine all'università e un mio incaricato le avrebbe controllate.Le ragazze dissero di si annuendo col viso, anche se si vedevano che si sentivano sensibilmente umiliate.

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