Skip to main content
famigliaRacconti CuckoldTradimento

Tempi moderni – 4 parte: Un energumeno fascista ha sfondato il culo della mia ragazza e di mia madre

By 16 Gennaio 2026No Comments

Questa premessa è più che necessaria e voglio ancora ribadire alcuni concetti fondamentali per la lettura. I fatti narrati in questo (lungo) racconto sono reali, ma sono stati poi romanzati per proteggere al meglio l’identità e la privacy dei protagonisti, al pari naturalmente dei nomi e dei luoghi. Voglio fare però alcune dovute premesse. Quello che vi andrò a raccontare – secondo il punto di vista dei vari protagonisti – può essere “pesante” per chi è più sensibile a certe tematiche: i fatti sono forti, crudi e spesso anche “duri”, ma per comprendere al meglio gli avvenimenti questi devono essere raccontati nella loro integrità e senza censure. Per questo motivo sconsiglio la lettura ai più suscettibili. In secondo luogo voglio sottolineare tutto il mio totale ribrezzo verso qualsiasi forma di misoginia e razzismo – ancor più di violenza o di estrema devianza -, ma come detto i fatti saranno esposti nella loro interezza. Per qualsiasi commento potete scrivermi all’indirizzo patrullagonzo@gmail.com. Buona lettura, Patrulla.

Ferdinando e Marta

“Sfondato” non è un termine esagerato, anzi purtroppo è più che appropriato. Tutta questa storia ha preso il via qualche mese prima del Covid, All’epoca avevo 27 anni e pensavo che la vita era stata molto generosa con me: sono un bel ragazzo – non un adone, ma di normale statura e con bei lineamenti, specie gli occhi, anche se sono abbastanza magrolino -, primogenito di una famiglia più che benestante, lavoro avviato nel succedere a mio padre nella sua professione, un ambiente familiare confortevole, tanti amici e una splendida fidanzata, Marta. Quando mio padre così mi disse che ero invitato insieme a Marta a una festa di 60anni di un caro amico di famiglia, pensai che era la solita serata noiosa ma a cui dovevo presenziare anche per miei motivi professionali.

Questo lo spiegai anche a Marta e lei non fece particolare storie. Era autunno e si trattava di un evento abbastanza elegante. Passai a prendere Marta e lei scese come sempre bella, elegante e impeccabile: lei ha tre anni meno di me e siamo fidanzati da quattro anni, Indossava dei tacchi alti visto che è un po’ bassina – meno di 1,60 – con un pantalone nero sotto largo e sopra più stretto che evidenziava il bel culo abbastanza grande e sodo. Sotto la giacchetta – a Roma non faceva particolarmente freddo – indossava un maglioncino chiaro che a fatica riusciva a contenere le sue enormi tettone naturali – una quinta piena e morbida -, mentre il trucco era marcato ma non volgare: lei è castana con i capelli mossi lunghi fino a sotto le spalle, occhi nocciola, un naso un po’ irregolare e uno splendido sorriso che ti ammalia.

Lei è del sud e viene da una buona famiglia – suo padre è medico -, ed è venuta a Roma per studiare psicologia. Una brava ragazza, molto impegnata anche dal punto di vista sociale come me. Lei ha una stanza in un appartamento che condivide con una ragazza nel quartiere universitario e l’ho conosciuta grazie a un’amica all’epoca anch’essa matricola a psicologia: Marta era arrivata da pochi mesi, la prima sera a una festa parlammo molto, poi ci scambiammo i numeri e dopo una settimana ci siamo baciati. All’epoca io vivevo ancora con i miei: avevo comprato casa ma c’erano da fare dei lavori, con l’idea che era quella di andare a vivere insieme visto che un paio di volte si era affrontato anche il tema matrimonio: del resto io ero molto innaorato.

Io prima di lei avevo avuto un paio di storie, più o meno importanti, e altrettante partner occasionali. Lei mi disse che a liceo era stata a lungo con un ragazzo, poi le loro strade si sono divise. Con lui ha perso la verginità, mentre a Roma aveva scopato una sera con un compagno di università che era presente alla festa dove l’ho conosciuta: lei disse che è stato un errore, che aveva bevuto e che non era una da una botta e via. Mi disse che lo avevano fatto in macchina e che non era stato un granchè. Con lei il sesso è stato sempre passionale ma non scatenato: io sono normodato e diciamo non uno stallone, ma una donna so scoparla. L’unica pecca pochi pompini e spagnole, sperma sul fazzoletto o dentro visto che prende la pillola, ma quando mi cavalca e mi spiaccica in faccia quelle tettone godiamo entrambi come dei maiali. Sesso anale manco ci ho provato a chiederlo, da tipa emancipata e un po’ femminista mi avrebbe sbroccato. Di solito lo facevamo da lei o nelle rare volte che avevo casa libera, o naturalmente in vacanza. Nell’ultimo anno però scopavamo di meno: io ero stato preso prima con l’esame di stato e poi con la casa nuova, lei invece aveva preso la triennale.

Come arrivammo cercammo i miei i mio fratello e subito ci venne incontro mia madre, Micaela. Indossava un vestito lungo ed elegante di color celeste, lo stesso colore dei suoi occhi. Anche lei bassina, rimediava però con dei tacchi moderati che si intravedevano da sotto il vestito. Lei è stata sempre un mio sogno erotico. Ora la pancia e i fianchi diciamo sono più “morbidi” – ha superato i 50, mio padre invece è più anziano – ma sul suo bel culo e soprattutto sulle sue tette mi sono segato centinaia di volte. Ha sempre avuto credo una quarta piena, ma poi ha deciso di rifarle e adesso sono enormi, dei palloni credo sesta misura che però raramente mostra: anche quella sera il vestito non era scollato, però le bombe si intravedevano eccome da sotto. Poi il viso. Bionda mesciata, lo sguardo è un po’ severo e gli occhi sono incantevoli.

Di lei mi ha sempre incuriosito il suo tatuaggio: una sorta di fiore sbiadito su di un seno, ora quasi non si vede più anche perché ha molte efelidi sul petto. Più di una volta ho cercato di spiare mentre scopava con papà, ma nulla. In compenso la spiavo quando potevo e mi segavo sul suo intimo, sempre molto curato e mai volgare. L’ultima volta l’avevo spiata qualche settimana prima e appurai che il chirurgo era stato un macellaio, con una cicatrice su un capezzolo molto evidente e le tette che avevano una forma innaturale. Sembrava una battona, invece era la moglie rispettabile di uno stimato professionista. Inutile dire che la mia passione per le tettone deriva da lei. Come al solito lei stava parlando con Dania, una sorella più che un’amica e anche lei moglie di uno stimato professionista.

Anche a lei ho dedicato parecchie seghe: di viso si assomigliano, anche lei è bionda tinta con capelli lisci, gli occhi azzurri e un bel sorriso. Come statura pure sono simili. Le tette si vede che sono in fase calante, ma anche lei credo abbia una quarta scarsa. Gambe e culo invece sono più toniche rispetto a mamma. Lei però veste più sexy: sempre tacchi, minigonne e spesso autoreggenti, a volte credo che facesse apposta a mostrarle. Ho sempre pensato che tradisse il marito che è ingrassato molto negli ultimi anni e sembra molto più vecchio di quello che è.

La mia sorpresa però fu nel vedere tra gli invitati Enea, ma in tanti lo chiamano Skizzo. Abbiamo fatto il liceo assieme e, rispetto a quel tempo, ora appare veramente un’altra persona. Al primo anno era timido e quasi goffi, molto più alto della media e un po’ sovrappeso. Un tipo anonimo, moro e con dei lineamenti carini, però era quasi emarginato. Il nostro liceo era molto esclusivo e lui, come me e gli altri, viene da una famiglia molto ricca. In classe lui era l’unico di destra, altro motivo di isolamento. Se lo filava solo uno, il Principino, che non gli interessava la politica, era solo buono. Io lo prendevo abbastanza in giro, gli davo del fascista sfigato e lui rispondeva facendo il saluto romano. Un periodo però ci riavvicinammo, merito del Principino e della pubertà.

Enea infatti aveva spesso casa libera e il padre aveva una vasta collezione di porno. A 15/16 anni così ci facemmo alcune volte delle seghe di gruppo e quando lui sborrava… una cosa impressionante. Ha un bel cazzo, diciamo sui 17/18 cm e di larghezza normale, con la cappella però piccola. Quando veniva era capace di fare anche dieci schizzi, molti dei quali veramente copiosi. Ebbi così una fantasia: un pomeriggio portai un paio di mutandine di mia madre e gli dissi di sborrarci sopra: le inzuppò completamente e io tante volte mi segai pensando che riempisse di sborra il viso e le tette di mamma. Però erano fantasie… Gli ultimi anni invece siamo tornati a essere molto conflittuali, anche perché lui stava cambiando nell’aspetto fisico e nel carattere.

Già in quinto era di molto dimagrito e stava mettendo muscoli, diventando più strafottente e iniziando ad avere successo con le ragazze. Ora sapevo cosa facesse e quando lo vidi ne ebbi la conferma: capelli corti che gli stavano bene, un energumeno pieno di tatuaggi con la camicia che sembrava strapparsi sopra i pettorali. Faceva tipo il lottatore professionista di qualche sport da combattimento, ma aveva anche diverse attività commerciali che gli stavano fruttando bene. Mi salutò con un sorriso e una pacca che quasi mi fece cadere in avanti. Si presentò da solo a Marta ed esordì con un “Ferdinà con il tempo hai imparato a non vestirti da zecca, ma misà che sei sempre il solito figlio di papà che gioca a fare il comunistello”.

Io stetti al gioco e risposi con qualche battuta, poi Marta fu invece molto più piccata quando iniziammo a discutere di attualità. Sembrava di essere tornati al liceo e discutemmo a lungo, poi fortunatamente fu il momento della torta con Enea che salutò anche mia madre “signora lei credo che non si ricorda di me, sono Enea andavo in classe con suo figlio, Ferdinando”. Lei fece un sorriso e scherzando disse che non l’aveva riconosciuto proprio, poi la cosa finì lì. Ai saluti Enea mi fece che comunque gli aveva fatto piacere rivedermi e mi chiese il numero che poteva servire per ragioni di lavoro, poi mi inviò anche l’amicizia sui social. In macchina riaccompagnai Marta e lei mi chiese se anche al liceo Enea fosse così coglione o che era colpa degli steroidi. Gli parlai un po’ di lui e un po’ della sua “trasformazione”.

Io non uso molto i social, però tornato a casa andai a sbirciare il suo profilo: pieno di foto con gran fiche, vip e immagini o video dei suoi incontri. Fisicamente stava come una bestia. C’era una foto che stava abbracciato a una vip e immaginai che le riempiva quel bel visino di sborra. Aveva aperto poi insieme a un ex calciatore di serie A – un bestione di colore – un locale di tendenza in una nota località turistica del litorale toscano. Il mattino dopo però già mi ero scordato di lui immerso nelle mie cose da fare. Qualche giorno dopo mentre ero a studio mi arriva un suo messaggio “compagno, ma tra la tua fidanzata e tua madre chi ha le tette più grandi?”. Gli risposi “probabilmente tua sorella”. Lui allora “ma ti fai ancora le seghe con le mutande di tua madre? Comunque sta domanda l’ho fatta anche a loro, però sono stato sincero e le ho detto che mi hanno fatto andare a dormire con il cazzo di marmo”.

Mi alzai di scatto e andai in un’altra stanza chiudendo la porta. Andai a controllare e vidi che sui social aveva stretto amicizia sia con Marta sia con mamma. Allora gli mandai un messaggio dicendogli che non avevo tempo per i suoi giochetti del cazzo. Lui allora mi mandò degli screen dove veramente aveva scritto a entrambe facendo a ognuna la stessa domanda e aggiungendo poi che era andato a letto a cazzo duro. Marta gli rispose “ti credi simpatico? A me invece fai pena”, mamma invece “Lo devo prendere come un complimento? Nel caso non sei stato molto garbato”. Non gli risposi e anche lui non scrisse più, però la cosa immaginerete che mi turbò molto. Marta non mi aveva detto nulla di quello scambio di messaggi, però non dissi nulla perché era meglio che la cosa morisse da sola.

Passarono i giorni e niente altri messaggi, pian piano anche io mi tolsi dalla testa le paranoie. Poi una ventina di giorni dopo la festa ero a lavoro e stavo per uscire per vedermi con Marta per un aperitivo con amici: lei la mattina era stata dal’estetista e poi studiava. Mi arrivò così un messaggio da parte di Enea che mi gelò il sangue “fai con calma, Marta può fare un po’ di ritardo che è appena andata via da casa mia”. “Che cazzo dici” fu la mia risposta e subito lui mi mandò un video: intuendo subito di cosa si trattava per poco svenni, poi corsi in macchina e premetti play. Si vedeva in maniera chiara, nitida e a colori, Marta in una camera a pecora sul letto, con Skizzo che da dietro la scopava a pecora in maniera forsennata.

Lei emetteva dei gridi acuti e fortissimi, la ripresa era laterale e si vedevano le tettone che si muovevano a ritmo. “L’hai ripresa di nascosto bastardo?” scrissi io, lui così “è casa mia, sono le telecamere di sicurezza c’è anche il cartellino all’ingresso, ma la tua ragazza pensava ad altro quando è arrivata”. “Sei un pezzo di merda, cosa vuoi da me?” scrissi. “Ho una domanda: ma tu le sborri in faccia o sulle tette?”. Io ero impietrito e quasi come un automa risposi che di solito venivo dentro. “Fai bene, una fighetta tutta depilata deliziosa, io però ho altri gusti” e mi manda un video mentre sborra in faccia a Marta: viso, tette, capelli, tutto era pieno di sborra, lei stava a bocca aperta per quasi ritrarsi quando i potenti schizzi l’hanno iniziata a colpire, per poi ridere correndo allo specchio. “Ora vai all’aperitivo – mi scrisse – e mi raccomando un bel bacio in bocca come arriva ahahahah, stasera poi ti racconto”.

Marta era tranquilla come al solito. Era palese che quelle telecamere erano messe non per sicurezza ma per riprendere i momenti intimi. Lei intuì subito che ero strano e mi chiese cosa fosse, le sorrisi e le dissi i soliti cazzi a lavoro. Da quel momento la mia vita non è più la stessa. Volevo sapere tutto, ma Enea non si sbottonava troppo nei particolari: la sera mi prese in giro dicendo che la devo scopare di più, che avevano fatto due scopate “furiose”, che ha delle tette spettacolari e che le ha detto che la prossima volte le avrebbe fatto il culo, sennò niente. Mi mandò altri brevi spezzoni, io salvai tutto su una penna e, nonostante fossi sconvolto, mi segai sborrando sul video di lei sborrata. Lui la scopava veramente forte e lei gridava e gemeva come un’ossessa.

Poi non mi scrisse più niente Enea e io vivevo in uno stato penoso: quando ero a lavoro non potevo controllarla e tutto il tempo me la immaginavo a casa sua. Dovetti aspettare circa una settimana per un altro video: lei sempre a pecora che strillava mentre lui la penetrava con lentezza. Le diceva con tono autoritario “dove ce l’hai il cazzo??” e lei continuava in quel rantolio rumoroso, viste le insistenze di lui allora Marta sbottò “nel culo cazzooo, nel culo porco”. Poi mi scrisse “dopo la testimonianza audio anche quella video” e un’altra clip dove la mise proprio a culo a favore di telecamera e lui, alzandosi con le gambe, mostrava che se lo stava prendendo tutto nel culo, con un ritmo più veloce. Non solo si faceva scopare da quel buzzurro, ma anche sborrare in faccia e rompere il culo vergine. Quando la riscopai io venni insolitamente subito perché non facevo che pensarla con lui, e Marta mi sembrò quasi sollevata dalla brevità del rapporto.

Alcuni giorni dopo mi mandò alcuni video: si vedeva che era un giorno differente, gli faceva un bel pompino e poi scopate in varie posizioni, compresa un’inculata abbastanza sostenuta. Mi diceva che è una gran porca, che godeva nell’essere sottomessa a lui in tutto. Io chiedevo più particolari e lui mi disse che doveva partire per un incontro, che poi mi avrebbe detto di più. Io vi giuro lei era sempre uguale e ormai i miei unici pensieri erano rivolti a loro due che scopavano: ogni volta che arrivava un messaggio speravo che fosse Enea. Ora vi starete chiedendo: perché non ho lasciato Marta? Per prima cosa perché nonostante tutto la amo, poi perché tutto quello mi stava eccitando sempre di più. Ci avvicinammo così a Natale, periodo in cui lei tornava giù e io la dovevo raggiungere per Capodanno.

Skizzo però non fu di parola: mi mandò un paio di video della loro scopata di “arrivederci ad anno nuovo”, poi però non rispose alle mie domande. Lei era come una bambola nelle sue mani, con un altro video di una sborrata colossale che mi mandò ai matti. La cosa però – se possibile – peggiorò quando scoppiò la pandemia. Non abitando molto distanti, lei nonostante i divieti ogni tanto sgattaiolava a casa di Eneo e ci passava anche diverse notti di fila. Skizzo mi mandava i video mentre lei era al telefono con me naturalmente dicendo che era a casa, invece era nuda da lui e mettendosi a pecora lo provocava mentre parlava con me. Soprattutto le loro scopate diventavano sempre più estreme e umilianti. La inculava con foga animalesca come se stesse scopandole la fica, tra sui autentici ululati di piacere e incitamenti. “Brutto maiale, scopami così dai ancora” era la cosa più tranquilla che gli diceva.

Poi nei video che mi mandava iniziò a comparire una sorta di manichino di Mussolini con un grosso cazzo di gomma. Lui incitava Marta a sbocchinare quel manichino mentre la scopava e urlava “duce duce duce”. In un video lei stava impalata sul manichino e Skizzo da dietro la scopava nel culo per una sorta di doppia penetrazione. Il video più iconico probabilmente è lei con la faccia e i capelli pieni di sborra che colava anche dagli occhi e dal naso, dietro Enea che la scopava fortissimo e lei con la faccia posizionata in maniera frontale alla telecamera di “sicurezza” stravolta del piacere che quando raggiunse l’orgasmo sembrava indemoniata. Il bello era che tutto questo non mi eccitava più, anzi iniziavo a essere stufo.

Quando ci rivedemmo per la prima volta a casa sua scopammo, la misi a pecora e il suo buco del culo si apriva in maniera mostruosa appena provai ad allargare le chiappe. Decisi di chiudere con lei. Quando mandai un messaggio a Enea e lui mi disse “ne parliamo dopo, sta arrivando la zoccola della tua ragazza” allora colsi la palla al balzo. Mi posizionai sotto casa sua e come Marta uscì la chiamai. Lei mi rispose che stava uscendo di casa per andare a fare spese e come le dissi di voltarsi io ero dietro di lei. Rimase di sasso con la chiamata ancora aperta. “Addio Marta, che delusione gli steroidi hanno dato alla testa anche a te” le dissi e me ne andai. Stetti male per giorni, poi ebbi la malsana idea di aprire un profilo social falso e di iniziare a seguirla. Da quello che postava sembrava che lei fosse fidanzata ora con Enea.

In estate quando tornammo a poterci spostare la vedevi in barca con lui o con i suoi amici vip. Passò dalle citazioni di Michela Murgia alle foto di drink su yacht esclusivi. Skizzo non mi scriveva più, del resto ora io non c’entravo più nulla. Pian piano stavo metabolizzando la cosa quando mi arrivò un messaggio di Enea. Era uno screen di una chat con mia madre dove lei sostanzialmente gli diceva che se faceva soffrire la zoccola lei poi avrebbe accettato l’invito a casa sua. Gli scrissi “ti sei stufato già di Marta?” e lui “eh già, ora vediamo se gallina vecchia fa buon brodo”. Skizzo così senza molti giri di parole mollò Marta dicendole di tornare al suo appartamento, con lei che me la descrissero come sotto un treno per questa cosa. Mia madre così fu di parola.

Immaginate cosa potetti provare quando mi mandò un video di lei nuda messa di fronte alla telecamera, con lui da dietro che la baciava e le palpava quelle tettone giganti. Poi inculata a pecora, alla missionaria, sopra, sotto… lei godeva come una matta, poi la sborrata… anche lei completamente inondata. Gli scrissi “se vuoi un consiglio fatti presentare la sua amica Dania, merita” e lui “bella idea!!”. Io però ero di nuovo a pezzi. Il video di mia madre in un altro contesto sarebbe stata la cosa più eccitante al mondo, ma in quel momento aveva solo riaperto una ferita. In più Marta aveva preso a scrivermi che era pentita di tutto quello che era successo, che mi amava ancora e che dovevo darla un’altra opportunità… Le dissi letteralmente di andare a fanculo. Però c’era solo un modo per uscire fuori e così chiesi a Enea di vederci di persona: lui era abbastanza impegnato ma alla fine trovammo modo di berci qualcosa faccia a faccia.

In quell’occasione mi disse che Marta le corna me le aveva già messe. Per prima cosa con quel ragazzo “una botta e via” non fu una sveltina in auto, ma prima si fece sbocchinare nel bagno del locale, poi in macchina e infine se la scopò tutta la notta in camera sua. Poi quando stavamo insieme andò a trovare un’amica in Spagna che stava facendo l’Erasmus e li se ne scopò due, uno per ogni sera. Poi soprattutto iniziò a troieggiare con Pio, l’assistente di un suo professore dietro suggerimento della sua coinquilina. Andai a vedere il suo profilo social: sulla quarantina, piccolino e magro con la faccia veramente brutta, butterato e con un orribile taglio di capelli ingellato all’indietro. La particolarità però è che ha un cazzo mostruoso. Lei in pratica si invitò a casa sua, lo provocò e si fece scopare da quel randello enorme. Enea ci può stare che è bello, ma pensarla che pomiciava con quello… in cambio ebbe 30 all’esame.

Skizzo mi disse che quella storia lo colpì molto, che contattò Pio e gli spiegò che sorpresa volle fare a Marta: se la scoparano assieme a casa di Enea e Pio la inculò anche, ma già da tempo Skizzo la faceva scopare anche con i suoi amici, pure in vere e proprie orgie. Quanto a mia madre mi disse che gli ha confidato che da ragazza di cazzi ne ha presi tanti e in ogni buco, poi da quando è scopata la sua vita è cambiata e con mio padre se scopano 3-4 volte l’anno è una manna. Quando venne da lui così Enea mise la condizione che l’avrebbe solo inculata e lei se lo fece fare, aggiungendo che si erano detto comunque di rivedersi. Io così gli dissi “io ti chiedo solo una cosa: fai quello che vuoi, non mi importa, però non mandarmi più nulla. Io non ti blocco perché anche per cose lavorativo potremmo risentirci, ma basta stop, ti prego”. Lui si alzò, lasciò 50 euro sul tavolo per pagare le bevute e mi fece un cenno di saluto. Al momento non mi ha più scritto.

Io ho smesso di seguire Marta sui social, l’ho vista ricomparire in una foto con Enea e la cosa mi ha lasciato indifferente. Da quello che so ha provato per un periodo a essere una sorta di influencer, ha continuato a frequentare quel giro e da poco è tornata però al sud. Quanto a mia madre beh, essendo andato a vivere da solo mi sono staccato anche dalle dinamiche familiari, è sempre in splendida forma e non ho idea se abbia continuato o meno a vedere Enea. Io ora sto bene grazie anche al supporto degli amici, dopo una storia breve ora sono nel mezzo di una storia più importante e speriamo che a lei gli steroidi non le annebbino il cervello.

Leave a Reply