I miei faggi, così alti
e grandi,
quanto un sogno!
Loro
sono tutto il mio ricordo.
La voce degli uccelli,
un sospiro,
un bacio,
un addio’
Oh, no, no, no,
tu non sai,
ma non li rivedrai mai,
perché non fioriscono più
se non nel ricordo bianco
del mio passato infranto.
E la loro voce mi raccontava
di fantasmi amici,
che piangevano nella bufera,
di una vecchia fattucchiera’
No, mai più,
non più’
I miei faggi sono morti,
si è alzato il vento,
li ha sepolti.
Oh, i miei sogni!
Ricordi!
Molti
furono i giorni
trascorsi,
il tuo pianto era il mio pianto,
il tuo istante era il mio istante,
la bella mano sul tuo petto ansante,
ma ritorneranno, sì, i miei boschi,
il grido triste della capinera
amica della strega,
ancor si leva,
nella breva’



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…