Sono una bella mogliettina di 32 anni, ancora capace di attirare sguardi vogliosi di maschi di ogni età. Ogni giorno mi sento sempre più porca, ho anche ricominciato a scrivere racconti erotici. Mio marito non mi basta, questo è il problema.

Quando ho detto a mio marito che avevo invitato Luca da noi per un aperitivo, ho subito notato il suo sguardo. Gli occhi verso il basso, tra il triste e il rassegnato.
Mi stavo finendo di preparare, dunque decisi di prenderlo un po’ in giro, tanto ormai Il gioco era quello.
“Come mi sta questa maglia, amore?”, gli chiesi.

Dovete sapere che ho un bel seno. Una quarta scarsa, ma molto soda. Mi piace mantenermi in forma, e mi piace ancora di più farmi notare. Indosso spesso magliette molto attillate, e a volte non metto neppure il reggiseno. Quando passeggio in strada sento gli sguardi dei maschi accarezzare i miei capezzoli, che rispondono sempre sull’attenti. A volte in autobus mi metto di proposito col petto di fronte alla faccia di qualche bavoso sconosciuto, e alla prima frenata gli sfioro le labbra con le mie tette.
Quando c’e’ mio marito presente mi diverto ancora di più. Mi piace fargli vedere quanto sono troia.

“Allora, come sto?”, gli chiesi ancora, con insistenza.
“Dai, stai benissimo, lo sai”, rispose lui un po’ turbato.
“Si vedono bene i miei meloni? Si vede che sono una gran figa?”, gli chiesi strizzandogli l’occhio.
“Si’, certo, certo…”, si affrettò a rispondere.
“Certo cosa?”, alzai la voce un appena il giusto per scuoterlo un po’.
“Si vede bene che hai un bellissimo seno, dai”, rispose guardando per terra.
“Dillo, forza!”, chiesi ad alta voce.
“Sei una gran figa, certo…”, rispose contro voglia.
Sorrisi e mi aggiustai la gonna stretta. Mi avvolgeva per bene, e accompagnava perfettamente le mie lunghe gambe abbronzate.
Mi guardai ancora una volta allo specchio. I miei capelli corti e biondi mettevano in risalto la mia pelle giovane e miei occhi scuri. Una vera gnocca, nulla da dire.

Finalmente suono’ il campanello. Andai io ad aprire, mentre mio marito finiva di sistemare i bicchieri e le bottiglie per l’aperitivo.
“Ciao Luca, che bello rivederti”, sorrisi e lo abbracciai.
Il suo sorriso ampio non lasciava sospetti, mi aveva notata e aveva apprezzato la stretta. i miei bei meloni contro il suo petto muscoloso.

“Ciao ragazzi, grazie mille per avermi chiamato, avevo proprio bisogno di svagarmi un po’ dopo tutta la settimana al campo”, disse mentre richiudeva la porta dietro di se’.
Luca era un istruttore di atletica, e seguiva giovani professionisti che si preparavano per varie competizioni.
Lo guardai mentre si avvicinava a mio marito per salutarlo. Un bel ragazzone Luca, alto e con spalle larghe. Con un gran fisico e un sorriso unico.
Lo avevo conosciuto in palestra, e ci eravamo visti un paio di volte, ma sempre in compagnia e senza alcuna malizia. Più di una volta avevo sentito i suoi occhi su di me, e sono certa che anche lui era conscio della mia attrazione per maschi giovani e forti.
Dopo aver salutato mio marito, si girò di nuovo verso di me con aria interessata.
“Vedo che avete una casa bellissima, complimenti!”, disse con un bel sorriso mentre il suoi occhi frugavano sotto la mia maglietta attillatissima.
“Grazie, siediti pure. Che ti offro da bere?”, gli chiesi io.
Mio marito, poveretto, era in silenzio come al solito. Imbarazzato e fuori luogo. Un omuculo in confronto con quello stallone di Luca.
“Cominciamo con un bel Martini?”, osò, e si sedette sul divano, divaricando un poco le gambe per mettersi comodo.
Notai subito il suo pacco. Ben fornito, non c’era dubbio, e forse anche un po’ eccitato.
Guardai velocemente mio marito e gli strizzai l’occhio. Quella sera mi sarei divertita.

Tornai con due bicchieri di Martini e mi sedetti accanto a Luca. Mio marito era di fronte a noi, in poltrona. Nel sedermi, chissà come, versai parte del mio Martini sulla mia maglietta, mostrando immediatamente due bei capezzoli in tiro sotto il tessuto bagnato.
Luca non riusciva a togliere gli occhi dal mio seno, ed il pacco tra le sue gambe sembrava aumentare di dimensione.
Ne approfittai subito, e la mia mano si posò dolcemente sul quel grosso gonfiore.
Mio marito guardava, ma non disse una parola. Luca mi guardò negli occhi, incredulo.

Fu allora che schioccai le dita, per dare il segnale a mio marito. Il poveretto guardò Luca negli occhi e disse lentamente : “mia moglie e’ una vacca, e tu puoi farne quello che vuoi”. Poi si rattristò coma solo lui sa fare, e fissò il pavimento.
Luca era ancora incredulo, allora io gli presi la mano e la portai sul mio seno.
“Stringimi le tette, schiaffeggia le poppe sode di questa vacca, dai”, gli dissi a bassa voce mentre gli tenevo il pacco stretto con la mia mano a coppa.

Sentii la sua mano fare presa, avvolgere il mio seno sotto la maglietta bagnata.
Una mano forte, giovane, che insisteva nel tormentare subito i miei capezzoli.
Mi stavo eccitando, e intanto guardavo mio marito, i suoi occhi imbarazzati e umiliati.
“Lo vedi che bella vacca è tua moglie, amore?”, gli dissi con un sorriso sguaiato.
Lui non disse nulla.
Mi voltai di nuovo a guardare Luca, il suo corpo, le sue spalle, il suo petto.
Anche da vestito era chiaro che aveva un corpo mozzafiato.
“Succhiami le tette, fammi vedere quanto sei porco”, gli sussurrai.
Non se lo fece ripetere due volte, e sentii subito la sua calda bocca avvolgere le mie poppe, ancora avvolte sotto la maglietta bagnata di Martini.
Era accovacciato accanto a me, mentre la mia mano accarezzava piano il suo grosso pacco.
Mi rivolsi ancora a mio marito.
“Vieni a sederti qui con noi, vicino a Luca”
Lui mi guardò docile, e senza dire una parole si alzò dalla poltrona.
“Hai delle gran tette da puttana, lo sai?”, mi disse in quel momento Luca nell’orecchio. Sentii le sue mani farsi strada sotto la maglia, in avido contatto con la mia pelle.
“Lo so, me lo dicono in tanti…”, risposi fissando mio marito negli occhi.
Luca si gettò nuovamente a leccarmi e mordermi i grossi meloni, mentre mio marito finalmente si decise a sedersi sul divano con noi.
Lo guardai ancora e dissi “lo vedi che bel pacco ha il nostro amico Luca tra le gambe? Lo so che muori dalla voglia di assaggiarlo…”
Gli presi la mano e la misi su quello che sembrava essere un bel cazzone in tiro, tra le gambe di Luca.
“Fallo contento, su, mentre lui si diverte con le tette di tua moglie”, gli sussurrai.
Luca mi guardò, e cominciò a schiaffeggiare appena il mio seno.
Io chiusi gli occhi, mi piaceva.
Un altro schiaffo sulla tetta, questa volte più forte.
“Che belle tette da vacca hai! Fatti trattare da schiava, puttana!”, mi gridò all’improvviso.
“Trattami da vacca, sì…”, gli dissi.
Un nuovo schiaffo, questa volta in faccia, e subito a succhiarmi i capezzoli.

Riaprì gli occhi, e sorridendo a mio marito gli ordinai: “leccalo ora!”
Vidi la bocca di mio marito posarsi su quel bel pacco, e la sua lingua passargli sopra lentamente.
Luca lo guardò brevemente, ma non smise di leccare e schiaffeggiare piano il mio seno.
Io lo lasciavo fare, sempre più eccitata. Poi decisi era il momento di slacciargli i pantaloni, mentre mio marito continuava a leccarli.
Subito la sua asta si liberò, e mio marito si trovò davanti ad un bel cazzone duro e affamato. Era depilato, e le sue palle sembravano due grosse ciliegie mature pronte ad essere ingoiate.
Mio marito mi guardò, triste E prese il cazzone di Luca tra le sue mani.
Io mi tolsi la maglia, e finalmente le mie tette nude e abbronzate svettarono di fronte a Luca, che ora prese a schiaffeggiarle più forte.
“Puttana!”, mi disse, “ti meriteresti di essere frustata di fronte questo cornuto!”
Si alzò in piedi di fronte a me, con il suo membro completamente eretto e umido davanti a me.
E giù un altro schiaffone sul mio seno -sciaf!-

Mio marito in ginocchio davanti a Luca, gli leccava piano le palle mentre la sua mano si muove lentamente su e giù sulla sua asta.

Chiusi gli occhi. Luca mi diede un altro schiaffo in faccia, poi mi sputò addosso.
“Cagna, ti piace essere trattata come una puttana, vero?”, le sua mani ancora avvinghiate sulle mie grosse tette.
Io godevo della sua bestialità…
Mi girai ancora verso mio marito, e senza che io dissi nulla lo vidi prendersi tutta l’asta in bocca, fino alle palle.
“Leccami le palle, cornuto!”, gli gridò ora Luca.
La sua lingua le avvolse immediatamente, come se non aspettasse altro. Le leccava come fossero un gelato saporito.

Luca mi guardò e con un grigno annunciò : “preparati vacca, che ora ti voglio inculare di fronte al cornuto!”
Le mie labbra si allargarono in un gran sorriso…

mi girai e aprii le chiappe sode per mostrargli bene i miei buchi. Bella depilata come una vera troia da strada.. lui si avvicinò e cominciò a schiaffeggiarmi il culo nudo e sodo. Che culo, ragazzi! All’improvviso spinse via mio marito.

”tu cornuto siediti lì e guarda come mi diverto con quella puttana di tua moglie! Sono sicuro che il giorno del vostro matrimonio succhiava cazzi in bagno,la tua mogliettina…!”. Mio marito mi guardò con aria supplicante, alla ricerca di una reazione da parte mia. Io gli sorrisi strizzando un’occhiata.

Luca era ora nudo, col suo corpo atletico e un po’ sudato. Il suo bel cazzo in tiro appoggiato al mio culo nudo e aperto a lui. Un vero manzo da monta, pronto a penetrare la sua vacca.

senza farselo chiedere, appoggiò la sua cappella al mio buco del culo, ed io ebbi un fremito. “Mettimelo dentro, prendimi porco!l, gli gridai. Con una botta secca, mi fu dentro. Che piacere infinito, sentirmi quell’asta rigida nelle viscere, su per il culo…. quanto avrei voluto uno di voi lettori sudici qui con noi a leccarmi le tette mentre Luca si occupava del mio bel culo da monta….

ora non fermatevi, pensatemi e scrivetemi quando avete finito.